SPIEGATOBENE DA BELLINAZZO – Analizzare, approfondire, sviscerare, insomma… spiegare bene. È questo l’intento della rubrica di Romanews.eu che vi offre una nuova chiave di lettura per capire a fondo l’argomento del giorno in casa Roma. Lo faremo attraverso l’opinione di un personaggio illustre, del mondo del calcio e non. Oggi è il turno di Marco Bellinazzo, giornalista de Il Sole 24 Ore.

Oltre 1,3 miliardi di euro sono i soldi totali che verranno ripartiti tra le squadre che partecipano alla UEFA Champions League 2017/18. Sono tutti soldi che derivano dalle varie partnership commerciali stipulate dall‘organo di governo del calcio mondiale?
“Di fatto dipendono dalla centralizzazione che Platinì ha deciso qualche anno fa sia dei diritti di sponsorizzazione che soprattutto dei diritti tv. Vengono fatti dei bandi dove ogni paese concorre per acquisire questi diritti di trasmissione. 3 anni fa vinse Mediaset, per il prossimo triennio, invece, si vedrà su Mediaset. Ogni paese contribuisce e tutto questo crea il montepremi, una quota resta alla UEFA per le spese organizzative ed il resto per le squadre che partecipano alla Champions e per una fetta sempre più ampia anche alla squadra che non accede alla fase a gironi. Prima chi usciva ai preliminari prendeva fino a un milione, ora il mancato accesso ai gironi vale 12 o 13 milioni (Lazio e Roma, ad esempio, sono state eliminate due e tre edizioni fa e hanno comunque avuto un contributo oneroso)”.

Tra le squadre qualificate per i quarti di finale ci sono 4 delle prime 5 della classifica per fatturato. Manca solo il Manchester United di Mourinho, eliminato dal ‘povero’ Siviglia. Questo è la dimostrazione che va sempre avanti per fattore economico più che sportivo in Champions?
“Un nucleo sempre più ristretto si squadre può beneficiare di questo reddito ma anche a maggiori contratti di sponsorizzazione che si ottengono per la visibilità mondiale che questa competizione garantisce. Le squadre con i fatturati più alti quindi vincono sia i rispettivi campionati che le manifestazioni internazionali come la Champions. IL calcio ha una variabile indipendente legato alla singola squadra che  può rappresentare l’eccezione ma si tratta di eccezioni su un cammino lungo. I fatturati determinano la differenza tra chi riesce a iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro e chi non ci riesce e non ci riuscirà, probabilmente, mai”.

La Roma è sostanzialmente un’outsider. La società giallorossa infatti è fuori dal circolo dei ricchissimi: nella classifica è solo 24° con 171,8 milioni di euro. Che fatturato è? E‘ migliorabile?
“Qualche anno fa sarebbe stato un fatturato medio alto, oggi è medio basso. Real e Barcellona arriveranno a breve a raggiungere ricavi stagionali intorno a un miliardo: parliamo di vere e proprie big company a livello industriale e finanziario. La Roma è riuscita ad entrare quasi sempre in Champions e a fare bene in campionato ma poteva fare meglio sul versante fatturato. Nell’ultimo quinquennio si è basata soprattutto sulle plusvalenze e ha maturato un passivo di 40 milioni il che ha determinato l’abbattimento della scure dell’UEFA. Questo determina un problema di prospettiva. Bisognerà accelerare il più possibile sul progetto stadio, cercare di essere sempre ai massimi livelli delle competizioni cui si partecipa per migliorare sulle sponsorizzazioni. al livello di guadagnare più sponsor la Roma ha venduto negli anni passati giocatori per adottate una politica sulle plusvalenze”.

Quanto vale l’accesso ai quarti in termini finanziari?
“La Roma riuscirà a portare a casa un bottino importante per quanto riguarda il market pool ed i premi per i risultati sportivi. E‘ difficile individuare cifre precise prima della fine della compartizione. La Roma viaggia all’incirca sui 60 milioni e questo andrà a ridurre il market pool del Napoli che si è fermato ai gironi. Quanto riuscirà ad ottenere di più dipenderà anche dai risultati della Juventus che l’anno scorso è riuscita a portare a casa oltre 110 milioni, 30 in più rispetto all’anno precedente segnando un vero e proprio record di incassi”.

Con le quattro squadre del prossimo anno che si qualificheranno in Champions la fetta si ridurrà per ciascuna squadra partecipante e se sì di quanto?
“In teoria sì ma meno di quanto ci si aspettasse perché il montepremi generali che la UEFA è riuscita ad ottenere aumentando i match visibili (perché non si giocano in contemporanea) ha determinato maggiori introiti dalle emittenti televisive. Si tratta di un incremento del 20 o 25% e questo consentirà di evitare che la fetta si riduca ma poi starà ai claub andare avanti il più possibile perché è stata aumentata la percentuale riservata in base ai meriti sportivi”.

Dal 2010 a oggi solo l’Inter del Triplete e il Chelsea nel 2012 sono state capaci di alzare il trofeo pur partendo da una posizione inferiore alla Top 5 per fatturato.
“Si può sempre assistere a miracoli sportivi ma ci sono sempre delle corazzate in Champions (le due spagnole ma anche City e Bayern) che lasciano sempre poche speranze
Se la Juve dovesse uscire quali ricavi dovrebbe avere la squadra giallorossa?
Dipende dal cammino che farà la Roma. La Juve essendo arrivata prima in campionato ha un vantaggio in termini di market pool per aver vinto il campionato. La Roma in tal caso potrebbe usufruire di un bonus di 4-5 milioni ma partiamo già da una base di 60 milioni”.

Demenica-Davanzo

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