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ROMA MKHITARYAN – Un vero e proprio blitz quello che ha portato Henrik Mkhitaryan a vestire la maglia della Roma. Il decimo colpo della sessione estiva di calciomercato è forse quello più suggestivo dal punto di vista della fama internazionale e del bagaglio tecnico che porta in dote alla rosa giallorossa. Un centrocampista duttile che può agire sia sulla trequarti che su entrambe le fasce. Estremamente efficace in zona gol, viste le 184 reti messe a segno in carriera in tutte le competizioni, e completamente ambidestro: non male come biglietto da visita.

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Dall’Armenia alla Premier League, un’ascesa costante

Cresciuto calcisticamente in Armenia, suo paese d’origine, dopo tre anni al Pyunik si guadagna il primo salto in un campionato maggiore: la Premier League ucraina. Il Metalurh Donetsk scommette su di lui e dopo una sola ottima stagione, condita da 14 reti, passa ai rivali dello Shakhtar nell’agosto 2010. Qui la sua ascesa verso il grande calcio conosce un vero e proprio exploit: vince tre campionati ucraini consecutivi e gioca altrettante edizioni della Champions League diventando il faro del centrocampo arancio-nero. Centrocampista si, ma con licenza di attaccare quasi illimitata. Nell’ultima stagione in Ucraina è straripante: capocannoniere del campionato con 25 reti. Brilla anche nella massima competizione europea dove lo Shakhtar si arrende agli ottavi al Borussia Dortmund. Con numeri del genere un nuovo salto in avanti è naturale e sono proprio i giganti tedeschi a dargli questa possibilità. Il Borussia lo acquista per 27 milioni di euro e in Westfalia trascorre tre anni. Solita costanza di rendimento e di segnature, 41 in tre anni, una media minore rispetto a prima ma proporzionale al livello del campionato. Dopo il triennio in giallonero si apre il sogno Premier League per quello che possiamo tranquillamente definire il miglior calciatore armeno di tutti i tempi. Il Manchester United lo strappa al Borussia per 35 milioni e nella prima stagione centra subito il primo e finora unico trofeo europeo della sua carriera, l’Europa League. La sua esperienza con i ‘red devils’ non del tutto entusiasmente: dopo un anno e mezzo si trasferisce a Londra, sponda Arsenal, per ritrovare la lucentezza avuta in Germania e in Ucraina ancora prima. Obiettivo riuscito a metà: prestazioni altalenanti ma comunque mai troppo al di sotto delle aspettative. Ora la Roma, un nuovo capitolo per ritrovare quella continuità e quei gol che hanno sempre contraddistinto il poliglotta armeno (parla 7 lingue) con la passione per la canzone italiana. Ha fatto il giro del web infatti la sua passione per Albano, che ha addirittura invitato al suo matrimonio. Tutto vero, ecco le prove:

Le sue caratteristiche: tecnica e disciplina tattica abbinata al fiuto del gol

Oltre alla sua straordinaria prolificità, considerando che è un centrocampista, Mkhitaryan ha molte altre qualità. E’ un jolly di centrocampo molto mobile, nato mezzala nelle giovanili del Pyunik, si è trasformato con il tempo in trequartista. Tuttavia ha dimostrato spesso in carriera di poter offrire prestazioni di livello assoluto anche da esterno offensivo in un attacco a tre punte. Fanno parte del suo repertorio agilità e velocità, con cui sopperisce ai limiti fisici. Ha una visione di gioco ottima e una capacità innata di seguire l’azione e inserirsi in zona offensiva, doti che gli consentono di concludere l’azione sia a livello personale che di squadra, come dimostrano i tantissimi assist forniti nella sua carriera. E’ un destro naturale, ma come detto in precedenza è in grado di usare indistintamente il sinistro. Tutte queste qualità, abbinate alla disciplina tattica ne fanno un giocatore di livello altissimo che, se inserito bene negli schemi di Fonseca e assistito da integrità fisica, può fare la differenza, come già accaduto in passato.

Pietro Mecozzi

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10 Commenti

  1. Ottimo giocatore. Non farà 20 gol, ma ne farà fare 20 e questo non mi cambia. Che segni, o che faccia segnare, l’importante è farlo. Ha una visione di gioco a 360 gradi, tu corri e lui ti mette il pallone tra i piedi. ora, con le dovute distanze, non voglio dire che abbia una visione come Totti, ma, per questa qualità, è veramente poco al di sotto (solo perché Totti è stato Totti). Può sostituire Under, Zaniolo e Kluivert indistintamente. Perfetto.

  2. Al Bano a parte, questo è un signor giocatore, ancora “in attività” (a 30 anni se non hai problemi fisici non sei affatto “bollito”) e che sta da noi, come Smalling, perché il livello della fascia alta della Premier League è incomparabilmente più alto della nostra misera serie a, dove la ” grande Juventus” è una squadra che in due partite (Parma e Napoli) per me ha fatto ridere. Gente come Smalling o Mkhytaryan rischia di far panchina, lì, quindi ci sta che possa venire qui, dove è più logico che diventi titolare agilmente. Quindi non diciamo a priori “è na pippa”, ” è bollito” perché significa non solo non capire nulla di calcio, ma fare a pugni con la logica. Poi come, quando e in che modo Mkhytarian si inserirà nella Roma di Fonseca lo vedremo e saremo pronti (spero) a esultare se giocherà bene o a dirgli “vattene! Tornatene in Armenia!” se invece giocherà male. Ma non diciamo, per cortesia, ancor prima che metta piede a Trigoria “è na pippa!”: non solo perché non è da romanisti ma perché questo giocatore, na pippa, in vita sua, non lo è mai stato. Mai!

  3. E basta co’ sta storia che un giocatore a 30 è bollito. La storia del calcio ha sempre dimostrato il contrario. I giocatori quelli veri quelli tutti d’un pezzo hanno sempre tenuto un livello altissimo fino ai 36/37 anni. Quindi se è vero che questo è un giocatore tutto d’un pezzo allora ben venga per i prossimi 5 anni. Sono contento del suo arrivo. E sarò più contento se farà vedere sul campo anche solo l’80% di quello che è stato capace di fare fino ad oggi. Ben vengano questi giocatori anche 30enni. Dovremmo essere contenti tutti perché contribuiscono ad alzare il livello del campionato. O volete continuare a pagare 80 euro al mese per vedere le solite partite scarse viste fino ad oggi?

  4. ottimo giocatore. campagna di Petrachi decisamente positiva. Se fossimo riusciti a dare via anche Pastore, e a prendere un mediano alla Nainggolan sarebbe sata quasi perfetta. I danni Monchiani sono stati limitati e si pongono le basi per un rapido ritorno a lottare con le gradi d’Europa. Se lo Stadio si riuscisse a färe (finalmente) dopo 10 anni, potremmo finalmente competere anche noi in maniera continuativa e piu importante. Poi se questo sito riesce in qualche modo a silentare il “Pallotta vattene” che non ha niente da färe tutto il giorno se non quello di gettare m..da sulla Roma, la giornata sarebbe perfetta. Pallotta non si è mai meso in tasca un euro con la Roma, forse bisognerebbe ricordarlo a coloro che non solo non hanno memoria, ma credono di essere il Barcellona o il Real Madridper diritto di nascita.

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