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CONFERENZA PAU LOPEZ – Dopo Leonardo Spinazzola è il turno del nuovo acquisto Pau Lopez. Oggi il portiere è stato ufficialmente presentato alla stampa durante la conferenza in programma alle 11.45 a Trigoria. La conferenza è trascritta integralmente riascoltando l’audio.

DA TRIGORIA
Alessandro Tagliaboschi

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Petrachi conferenza stampa Pau Lopez

Petrachi: “Ben ritrovati, presentare giocatori in maniera così repentina e veloce tutti i giorni non è una cosa a cui sono tanto abituato. Qui bisogna farci l’abitudine a presentare i giocatori. Ne sono arrivati e ne arriveranno altri quindi, ahimè, mi vedrete spesso in questa veste che a me non piace moltissimo. Detto ciò sono qui per presentare il portiere Pau Lopez, un giocatore che ho seguito personalmente e credo che la scelta di puntare su Pau Lopez sia soprattutto di natura tecnica, ma soprattutto di personalità. Credo che parare in una piazza come Roma sia molto difficile. Lo è per qualsiasi portiere perchè è un ruolo molto particolare e molto delicato, però credo che a Roma lo sia ancora con qualche difficoltà in più perchè la pressione è tanta e il portiere che sbaglia deve avere anche il coraggio e la personalità di poter ripartire. A volte è capitato anche che dei grandi portieri siano andati totalmente in difficoltà e in confusione come è uso dire. Quindi di questo ragazzo mi ha colpito soprattutto questa grande personalità, questo coraggio”.

Petrachi su Pau Lopez: personalità e abilità con i piedi

“E’ un giocatore che esce tantissimo, è bravissimo sulle uscite, credo che oggi è un portiere che abbia quella capacità di uscire così tanto toglie anche tanti problemi alla propria difesa. Quindi lui ha questo tipo di personalità per poter uscire e prendersi delle responsabilità e sicuramente con l’idea tattica di Fonseca di partire da dietro col gioco, il portiere diventa un libero aggiunto. Quindi lui ha un ottimo mancino, ha un ottimo piede e quel coraggio di cui parlava il mister in conferenza stampa, quando è stato presentato, lui lo rappresenta in pieno. Certamente viene da una scuola completamente diversa d quella italiana. La scuola spagnola è diversa, lo sto vedendo in questi primi giorni un po’ in difficoltà perchè abbiamo anche un preparatore molto capace e bravo come Savorani che gli sta già dando dei concetti e dei principi che in italia noi naturalmente siamo bravi nel proporre e nel saper fare. Quindi credo che nell’idea che lui possa ascoltare e apprendere e soprattutto incamerare tutte le disquisizioni tattiche che gli darà Savorani, credo che possa ulteriormente migliorarlo. Mi sono divulgato anche troppo, adesso passo la parola al ragazzo”.

Conferenza stampa Pau Lopez

Paesano, Roma Radio: come sono andati i primi giorni di ritiro? Cosa ti ha chiesto Fonseca?
“Prima di tutto desidero ringraziare il direttore Petrachi ed il club per aver scommesso su di me- So che hanno fatto uno sforzo per permettermi di arrivare qui e adesso sta a me ricambiare questa fiducia e offrire il rendimento, le prestazioni che si aspettano da me. Per quanto riguarda la vostra domanda, in questi giorni con il mister ci stiamo concentrando abbastanza sulla fase difensiva, ci sta spiegando quello che cerca dalla nostra squadra, ci ha più volte sottolineato il concetto di intensità, di squadra che pressa continuamente, squadra che gioca alta. Quindi ecco in questo momento ci stiamo concentrando su questa fase, ma più avanti lavoreremo anche sul resto”.

Serafini, Roma Tv: tu sei anche bravo con i piedi, nel calcio moderno è un aspetto fondamentale?
“Credo dipenda dall’allenatore, in ogni caso il portiere deve adattarsi a quelle che sono le richieste del mister. In questo caso il mister Fonseca vuole che la palla venga giocata da dietro e se il portiere è in grado di dominare più aspetti ecco che può essere più utile per la squadra”.

Mangiante, Sky Sport: abbiamo parlato di pregi. Qualche difetto ce l’hai?
“Ne ho più di qualcuno di difetti. Come diceva Petrachi provengo da una scuola, quella spagnola, che è diversa da quella italiana dei portieri. Il modo di lavorare di Marco Savorani è sicuramente diverso da quello a cui ero abituato. Qui si curano moltissimo gli aspetti tecnici, si cura ogni minimo dettaglio e in ogni caso sono sicuro che dopo il primo periodo di ambientamento mi troverò bene. Inoltre ho moltissima voglia di imparare e tra l’altro tutti mi hanno parlato benissimo di Savorani e sono sicuro che anch’io potrò far tesoro dei suoi consigli e imparare da un campionato nuovo come quello italiano che per me significa una sfida importante”.

Qui a Roma sono passati recentemente grandi portieri come Alisson e Szczesny. Alisson è un modello a cui tendere in rapporto alle tue caratteristiche?
“So che Alisson è un portiere molto importante qui a Roma e attualmente è uno dei portieri migliori del mondo. In ogni caso non mi piacciono i paragoni, io sono Pau, sono arrivato qui a Roma per crescere, per migliorar, per aiutare la squadra e per scrivere la mia storia personale. In ogni caso è sempre positivo imparare dai migliori. però ecco adesso inizia la storia di Pau, spero sia una bella storia e spero che la gente ed i tifosi siano orgogliosi di me”.

Pugliese, Gazzetta: il tuo agente ha detto che hai preferito la Roma ed il Barcellona, ci spieghi la tua scelta? Chi erano i club di Premier che ti cercavano?
“Io quest’estate avevo chiaro in mente di non voler lasciare il Betis, poi è arrivata la proposta della Roma. A quel punto ho cambiato idea e ho voluto la Roma al 100%. Nella mia testa avevo soltanto due opzioni: restare al Betis o venire alla Roma. Ho ritenuto che fosse il momento giusto per fare un passo avanti nella mia carriera, per poter crescere ulteriormente. Quindi avevo solo queste due opzioni, restare o venire qui a Roma e alla fine si è concretizzata l’ipotesi che volevo maggiormente, ovvero quella di venire qui”.

Biafora, Il Tempo: hai tagliato l’ingaggio per venire a Roma?
“Sia la Roma che io volevamo questo risultato, cioè che io arrivassi qua. Quindi sono stati fatti degli sforzi da entrambe le parti. Detto questo, non mi sembra il caso di aggiungere altro”.

A Petrachi: la Roma ha rinunciato davvero alla percentuale sulla vendita di Sanabria?
“Aggiungo io che poteva sembrare una sviolinata dirla durante la presentazione del ragazzo. Però visto che è stata tirata fuori… È evidente che non capita tutti i giorni vedere un calciatore che ha stabilito con l’agente l’ingaggio, decurtarselo per far sì che l’operazione vada in porto. È uno sforzo economico che deve fare solo il calciatore per chiudere l’operazione, visto che il Betis non ci alleggeriva di una virgola. A quel punto per trovare i numeri giusti che la Roma aveva in testa da spendere sul giocatore, il ragazzo ha preso la decisione di rinunciare allo stipendio e anche il suo agente aveva una percentuale sulla sua vendita e anche l’agente ci ha rinunciato, quindi sicuramente. Questa cosa è stata vist come totalmente positiva da parte nostra. Si apprezzano anche le qualità di questo ragazzo ha quella voglia e la capacità mentale, nonostante la giovane età, di essere già un uomo. Sanabria? Abbiamo dato l’altro 50% al Betis nell’operazione”.

Pastore, Il Romanista: sei cresciuto nell’Espanyol, hai avuto un diverbio con Messi. Quanto ti stimolano le rivalità? Hai ricordo di Roma-Barcellona dell’anno scorso?
“Quando si è giovani e si cresce nell’Espanyol c’è una rivalità molto sentita con il Barcellona. In quell’occasione contro Messi è stato un gesto eccessivo, me ne sono anche pentito. I derby sono partite così, sono speciali, sono calde per i tifosi, sono partite molto sentite dalla gente. E’ anche importante non andare oltre il limite di una partita di calcio. Certamente ricordo quel Roma-Barcelloan, una partita incredibile, una rimonta straordinaria della Roma, una partita che davvero mi è piaciuto moltissimo vedere da casa e in qualche modo mi sono rallegrato”.

Maida, Corsport: sei il portiere più pagato della Roma. Ti aspettavi di valere così tanto sul mercato? Cosa non ha funzionato al Tottenham?

“E’ sempre una responsabilità quando un club scommette forte su di te, non si sa mai come andranno le cose in anticipo. L’unica cosa che posso garantire è lavoro, umiltà e sacrificio. So che il club ha fatto uno sforzo per portarmi qui. Come dicevo prima, adesso sta a me dimostrare di valere questa scommessa. Questo non ti assicura che le cose andranno nel migliore dei modi. In ogni caso ho la serenità di lavorare duro, per rendere orgogliosi gente e tifosi. Sono arrivato lì che sapevo che avrei avuto poche possibilità di giocare e venivo da un anno all’Espanyol in cui avevo sempre giocato. Conoscevo Pocettino, perché lo avevo avuto all’Espanyol e mi aveva subito detto che non avrei giocato probabilmente, ma che in ogni caso sarebbe stata un’esperienza utile per me e così è stato. È stata una delle migliori esperienze della mia vita. È stato difficile perché di fatto non ho giocato, ma aver avuto la possibilità di lavorare con un preparatore dei portieri come Jimenez mi ha mi ha migliorato tantissimo. È una persona alla quale sarò sempre grato. Se sono il portiere che sono oggi lo devo anche a lui e a quella esperienza”.

De Angelis, Rete Sport: sei uno che comunica molto con i tuoi compagni? In che lingua?
“Sì sono un portiere a cui piace parlare molto, già capisco abbastanza l’italiano, ma per rispetto del club dovrò imparare a parlarlo il più rapidamente possibile, cosa che feci già in Inghilterra con l’inglese. È qualcosa che devo fare per rispetto del club, per la gente e per i miei compagni. È qualcosa che farò sicuramente”.

Rocchetti, TRS: hai giocato in Premier, Liga e Serie A: può essere l’esperienza giusta per conquistare la nazionale spagnola? Qual è la tua caratteristica principale?
“Arrivo adesso in Serie A dopo aver cambiato diverse squadre negli ultimi anni: dall’Espanyol al Tottenham, dal Tottenham al Betis e adesso qui a Roma. Adesso la mia intenzione è di fermarmi in un posto tranquillamente e continuare a crescere e credo che questo sia il posto perfetto per farlo. Un club straordinario, un preparatore dei portieri di cui tutti mi hanno parlato molto bene. E’ il posto giusto per fare un passo avanti nella mia carriera. Non penso molto alla Nazionale, il mio impiego e la mia convocazione dipenderà dal rendimento con la Roma, quindi sono concentrato sulla Roma, per garantire le prestazioni migliori possibili”.

Conforti, CSS: la Roma gioca con la difesa alta. Ti senti pronto a fare il libero aggiunto? C’è un portiere a cui ti ispiri?
“Da piccolo ho sempre visto i migliori portieri in tv e ho cercato sempre di rubare le cose migliori da tutti guardandoli”.

FINE

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15 Commenti

    • ma ti pagano? no perchè se lo fai gratis veramente ti devi curare. Elconde/plusvalenza/pallottavattene come te chiami, curati, te lo dico per te. Forza Roma (quelle 2 parole che non dici mai e ovviamente risponderai in modo da evitarlo)

      • L’unica cosa che condivido del tuo post è “forza Roma”. Perchè veramente lui uno straccio di pensiero l’ha scritto… Vediamo, se invece ti scrivessi che con questa dirigenza ogni anno che passa si ha l’impressione (speriamo tutti di sbagliare) che il solco con le “big” aumenti, cosa mi risponderesti? “curati” di nuovo? Oppure riusciamo a dialogare? Saluti e forza Roma (libera)

        • Ma dialogare con chi? Con i pallotta vattene? Immagino voi negli anni negativi della nostra storia… Viola vattene, ciarrapico vattene, sensi vattene, di benedetto vattene. Pensate a tifare va

        • Waffen, questo soggetto sono 3 mesi che fa il cialtrone e continua a scrivere sempre le stesse cose PLUSVALENZA, Pallotta Maiale, pallotta vattene ecc..

          La gente si e’ stufata, quindi quando tu vieni a dire uno straccio di pensiero l’ha scritto ma di cosa parli?? Dici di dialogare ma con chi vuoi dialogare con sto cialtrone che fa sistematicamente cosi?
          Un po di serietà non guasta!

  1. Quindi, indirettamente hai appena ammesso che è un buon giocatore. Che ca..o te ne frega se fra tre anni va via a 100 milioni, l’importante è che giochi bene quando sta con noi. Criticare un giocatore scarso mi sta bene, ma addirittura criticare un giocatore bravo, che FORSE tra un paio d’anni o poco più, andrà via, è quasi il top! Praticamente è come se le tue critiche fossero un prestito con obbligo/opzione di riscatto a due anni. Mago!

    • Vero, strano legàme accomuna però le critiche del nostro amico al destino dei giocatori bravi che “passano” per la Roma. Sarà forse perchè ogni anno c’è un BUCO di svariate decine di milioni da ripianare? Mah…chissà? Fatto sta che non mi sembra una gestione troppo “illuminata” questa. Sbaglierò, ma se non si forma uno spirito di squadra e ogni anno si (s)vendono i pezzi migliori (o non solo quelli) non si va da nessuna parte e la gestione del bostoniano rampante ce lo dimostra, anno dopo anno. Al contrario, una buona squadra come il Napoli dopo anni che “gioca a memoria” si è potuta permettere di insidiare la Juve. Saluti e Forza Roma Libera

      • Scusate signor waffen, ma mi dica una squadra che abbia giocatori che nascono, giocano e muoiono al suo interno per sempre nei secoli. No perché sembra che voler fare una plusvalenza sia un male incurabile. Se un giocatore gioca bene tre quattro anni anni e poi viene venduto al doppio, fa parte del gioco e fa parte di una filosofia che hanno tutte le squadre. Anche se dovesse essere venduto dopo un anno a cinque volte tanto mi sta bene. Che problema ossessivo compulsivo avete con il termine plusvalenza? Perché, ricordate e ricordate bene, che l’importante non è chi va via, ma chi arriva!

        • Cino,
          ma poi la gente non capisce che se un giocatore vuole rimanere nessuno gli punta la pistola alla tempia.. i giocatori che vanno via vedi Alisson che aveva deciso a gennaio di andare a giocare a liverpool ma a differenza di altri vedi Dzeko ha fatto la sua parte di portiere fino alla fine , o Salah che voleva tornare in inghilterra dopo il flop al Chelsea, o Elsharawy ingordo e’ andato in Cina per 16 milioni l’anno…. perché con 3 milioni piu bonus offerti dalla roma non arrivava a fine mese…. La roma fa bene a fare le plusvalenze se si vuole finanziarie in attesa di uno stadio se mai ci sarà o di un ARABO…. Qui non parliamo un dipendente che guadagna 1300 euro e va in un altra società per guadagnare che ne so 2600 euro e in questi casi per la propria vita è una boccata di ossigeno, quindi se ne vanno per guadagnare stipendi ultramiliardari triplicati, perché la scelta di vita di Elsharawy é stata guadagnare e non vincere qualche titolo.

          Perché, ricordate e ricordate bene, che l’importante non è chi va via, ma chi arriva! ( Con la voglia di fare e contento di esserci )

          ciao e buona giornata

      • Julian é sempre lo stesso soggetto, basta cambiare nick perché non ci sono registrazioni…. é il solito cialtrone… secondo me conviene ignorarlo!! tanto ormai il suo giochetto é scoperto ..

        buona giornata

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