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MKHITARYAN CONFERENZA PRESENTAZIONE – Arrivato a sorpresa nelle ultime battute del calciomercato, Henrikh Mkhitaryan è uno dei colpi più affascinanti fatti da Petrachi nella sua prima sessione da ds della Roma. L’armeno, dopo due ottime partite disputate con la sua nazionale contro Italia e Bosnia, è pronto ad iniziare l’avventura con la sua nuova maglia. Prima però ci sarà la presentazione, alle 12 presso la sala stampa del Centro Sportivo Fulvio Bernardini, come nuovo calciatore giallorosso.

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Da Trigoria
Edoardo Frazzitta

LA CONFERENZA STAMPA

Mkhitaryan: “Sono molto felice di essere qui. Prima di arrivare qui ho passato un periodo non facile. Adesso per me parte una nuova avventura. Sono perfettamente consapevole di dove arrivo, quali sono gli obiettivi di questo club e farò del mio meglio per contribuire a raggiungerli. Oggi ho incontrato i miei compagni di squadra, l’ambiente nello spogliatoio è davvero molto bello. Ho incontrato anche il mister e davvero ci sono tutte le condizioni per avere un futuro roseo in questo club”.

Censi, Roma Radio: in quale ruolo pensi di essere più utile nel gioco di Fonseca?
“Posso ricoprire tutte le posizioni di attacco: a destra, a sinistra, dietro la punta. Però per me quello che più conta è essere utile per la squadra. In fondo non c’è una grande differenza. La mia qualità migliore, la mia prerogativa, è quella di partire dall’esterno per poi accentrarmi. Metterò a disposizione della squadra e del mister queste mie qualità”.

Paonessa, Roma TV: hai parlato con i tuoi compagni che hai incontrato durante le partite in nazionale contro Italia e Bosnia?
“Oggi è stato il primo giorno di allenamento. Ho rivisto i compagni di squadra che qualche giorno fa sono stati avversari con le nazionali. Già dopo la partita con l’Italia con Alessandro avevamo scambiato qualche battuta, abbiamo parlato di Roma e anche della partita giocata contro l’Italia, lo stesso con Edin. Oggi abbiamo un po’ parlato dell’ultima partita, degli episodi, dei gol, parlato un po’ di tutto. Adesso però le nazionali sono alle spalle ed è importante concentrarsi sulla Roma e sulla prossima partita”.

Assogna, Sky Sport: che cosa ti manca per fare un salto di qualità a livello realizzativo?
“Prima di tutto in nazionale gioco in una posizione più centrale dietro la punta, godo di più spazio e di maggiore libertà, posso arretrare. Però ecco, sono anche un finalizzatore. Alla fine devo essere in area per finalizzare il lavoro della squadra, mentre nelle ultime squadre dove sono stato in Premier League, Arsenal e Manchester United, partivo in una posizione più arretrata, il mio era più un ruolo in cui dovevo ricucire le distanze tra il centrocampo e l’attacco. Quindi forse questa è una delle ragioni. In fin dei conti il mio obiettivo è quello di segnare quanti più gol e fare quanti più assist possibile perchè è quello che mi regala maggiore soddisfazione”.

Biafora, Il Tempo: ti è capitato di continuare a seguire lo Shakhtar dove sei sbocciato e cosa ne pensi dello stile di gioco di Fonseca?
“Ho seguito lo Shakhtar Donetsk sia in Champions League che in campionato, ma non ho analizzato nel dettaglio le proprie prestazioni. Però ecco, ho sempre visto che ha giocato un calcio spettacolare e molto offensivo. In particolare mi ha colpito come lo Shakhtar, anche in Champions League, tenesse testa a delle grandi squadre e giocasse senza paura. Si è sempre battuta alla pari, ha anche vinto alcune partite contro alcune grandi squadre. Quindi senz’altro spero che il mister possa fare lo stesso qui a Roma e offrire un calcio spettacolare che possa rendere felici i tifosi”.

Lengua, Il Messaggero: dopo l’ottima partita con l’Armenia ti sono arrivati messaggi dai tifosi della Roma? Ti mette pressione questa tifoseria così esigente?
“Certamente ho ricevuto diversi messaggi dai tifosi, sia dopo la partita contro l’Italia che quella contro la Bosnia. Erano evidentemente contenti delle mie prestazioni, come lo ero io. Però adesso, ripeto, le nazionali sono alle spalle, voglio concentrarmi sulla Roma. Per me è una nuova esperienza, non mollerò mai e lotterò fino alla fine. Cercherò di aiutare la squadra a raggiungere i propri obiettivi. Non ho paura della pressione, perchè ne sono abituato. Gioco a calcio da quando sono piccolo, so che quando si gioca per le grandi squadre è sempre così, ci sono sempre gli occhi di tutti puntati su di te. Il minimo errore viene particolarmente criticato, una buona prestazione particolarmente esaltata. Quindi se accetti di giocare a calcio sai che le critiche fanno parte di questo e devi essere pronto ad affrontarle. Ho trent’anni, so come gestirle, so come comportarmi e accetto tutto quello che viene con questo lavoro. Ho scelto la Serie A perché è una grande occasione che mi si è presentata l’ultimo giorno. Il mio procuratore me l’ha prospettata e ho accettato subito con entusiasmo. Non abbiamo neanche parlato di denaro perchè sono qui per divertirmi e godermi il calcio e cercare di raggiungere questi obiettivi”.

Cecchini, Gasport: Ha la sensazione che ha lasciato con la Premier il campionato più importante? Ha l’ambizione di tornare lì o l’Italia è il suo futuro?
“Prima di tutto ho lasciato l’Inghilterra quindi ormai appartiene al passato e non vorrei più parlarne. Adesso sono a Roma, voglio concentrarmi sull’AS Roma, sulla Serie A. Scegliendo la AS Roma non sento affatto di aver fatto un passo indietro perché ho scelto un grande club, un grande campionato dove si gioca un grande calcio e che gode di grande reputazione. In qualche modo avevo avvertito che era il momento per me di cambiare aria. Si è presentata questa occasione e l’ho colta al volo con entusiasmo, perchè in fin dei conti per un calciatore è importante trovare piacere nel giocare a calcio, non importa dove lo si fa. Negli ultimi mesi in Inghilterra all’Arsenal non provavo più questo piacere. Quindi ho colto a piene mani questa occasione con entusiasmo”.

Valdiserri, Corsera: le piace la VAR?
“Ci sono situazioni in cui la VAR può risultare utile e altre in cui non lo è, perché semplicemente uccide il ritmo della partita, del gioco, rende tutto molto noioso e molto pesante. Il calcio non deve assolutamente perdere il proprio ritmo. A volte capita di segnare un gol e di festeggiare insieme e quel gol viene annullato, oppure si segna e non si sa se esultare o meno. Poi la VAR dice che è gol, esulti, però le emozioni non possono più essere le stesse. Ecco, questo non dovrebbe succedere. Vero, nella partita contro l’italia probabilmente quell’episodio del cartellino rosso se fosse stata utilizzata la VAR probabilmente avrebbero deciso diversamente, però è stata una decisione dell’arbitro in campo e anche l’arbitro può sbagliare. Quindi ecco ci sono situazioni in cui mi sento inglese rispetto alla VAR e altre in cui mi sento italiano”.

Maida, Corsport: come mai l’Arsenal decide di farti partire in prestito negli ultimi giorni?
“E’ una domanda difficile perché non faccio parte della dirigenza dell’Arsenal quindi non so perchè abbiano deciso di lasciarmi andare. Quello che posso dire è che senz’altro era un mio desiderio, perchè lì non stavo giocando abbastanza, ero rimasto in panchina nelle ultime tre partite prima della sosta, quindi avevo deciso di cambiare. Ho scelto la Roma, si è presentata questa opportunità perchè sapevo che la Roma avrebbe giocato tante partite quest’anno, avrebbe giocato nelle competizioni europee e quindi avrei avuto più possibilità di giocare qui. Sicuramente per l’Arsenal non sarà stata una decisione semplice quella di lasciarmi andare in prestito, però grazie al direttore sportivo e al generale della Roma adesso sono qui e ho la possibilità di dimostrare il mio valore”.

Moio, Il Romanista: credi che avrai gli stessi problemi avuti con la finale di EL disputata a Baku per questioni geopolitiche con la trasferta di Istanbul?
“No non ci sarà alcun problema in Turchia perchè lì ho già giocato lì diverse volte da calciatore, non è la stessa cosa i problemi che intercorrono tra Armenia e Azerbajan e Armenia e Turchia. Quella con la Turchia è una vecchia storia che sostanzialmente ormai è messa alle spalle. In Turchia non ho mai avuto problemi quando ci sono stato sia in precampionato che in gare di Champions League e di Europa League”.

Morrone, La Repubblica: pensi che ti servirà un periodo di adattamento per rendere al meglio nel nostro campionato?
“Quando sono arrivato in Germania e in Inghilterra ero più giovane di adesso. Adesso per quella che è la mia età e la mia esperienza sono sicuro che non avrò problemi ad adattarmi e anche i miei compagni di squadra mi aiuteranno ad integrarmi, ad adattarmi alla Serie A, al campionato italiano, alla squadra e alla città. Ovviamente li ringrazierò di questo, ma in fin dei conti dipenderà da me quanto rapidamente riuscirò ad integrarmi e ad adattarmi. E’ evidente che per il momento starò qui una stagione, quindi il tempo corre e dovrò farlo il più velocemente possibile per dimostrare le mie qualità”.

Madeddu, Rete Sport: hai parlato con Fonseca? Avete parlato della prossima partita? Potrai essere a disposizione o addirittura titolare?
“Sì, ho parlato anche con il mister, abbiamo parlato di diverse cose. Evidentemente nessuno può essere sicuro di giocare la prossima partita quando mancano ancora 4 o 5 giorni. Non ho ancora fatto il mio primo allenamento con la squadra perchè oggi era una giornata di recupero dopo gli impegni con la nazionale. Domani farò il mio primo allenamento con il resto della squadra. Credo che questa decisione spetterà a lui, se farmi partire dall’inizio o portarmi in panchina, questo lo deciderà lui. Io dal canto mio farò del mio meglio. Lavorerò duro, sono una persona ambiziosa, sono qui per vincere e non per perdere tempo e per dimostrare di poter fare tante cose in questa stagione e in questo anno”.

Di Carlo, TRS: l’Europa League è alla portata di questo gruppo?
“La stagione è appena iniziata e sono sicuro che un passo alla volta potremo raggiungere i nostri obiettivi. Sono sicuro che tutti i giocatori di questa rosa hanno grandi ambizioni e che sono qui non soltanto per giocare a calcio, ma per vincere. Perchè in fin dei conti si viene ricordati per le vittorie. Nella mia carriera ho sempre voluto vincere dei titoli, ho sempre cercato di raggiungere i miei obiettivi e sono sicuro che le mie ambizioni e quelle della AS Roma coincidono. Evidentemente la Roma ha giocato solo due partite in campionato, è prematuro fare troppi discorsi. La strada è ancora molto lontana e sono sicuro piano avremo le idee più chiare su quali potranno essere le prospettive”.

Carboni, CSS: cosa ti hanno lasciato i tuoi scorsi allenatori? Cosa pensi ti lascerà Fonseca?
“Sono tutti allenatori diversi quelli che ho avuto in carriera, con una filosofia calcistica diversa: uno molto offensivo, l’altro molto difensivo, l’altro che giocava più in contropiede. Però ho imparato tantissimo da loro, adesso ho trent’anni ma voglio continuare a imparare ogni giorno, ogni minuto. Anzi per me sarà una sfida imparare presto l’italiano e spero di poter fare una conferenza, una delle interviste con voi direttamente in italiano perchè è molto importante comunicare con i miei compagni di squadra. Per quanto riguarda il mister sono sicuro che imparerò molte cose anche da lui e per me sarà anche una sorta di scoperta”.

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8 Commenti

  1. Bene, intanto l’armeno deve allenarsi e sudare per la maglia,e con qiesto gli diamo il benvenuto…poi abbiamo scoperto che è stato suggerito da Baldini e grazie a Raiola è potuto venire qui così se rende la Roma dovrà pagarlo salato (visto che non può permettersi il cartellino come ja detto er Bucia Petrachi) e così Raiola fa un affare in complicità….sempre più…PALLOTTA VATTENE

  2. Ci sarà un c…. che ti va bene? Almeno uno. Così dimostri la tua buona fede…cioè giallorossa…. altrimenti sei un indiltrato sbagliato…..
    E dopo Pallotta Vattene ti riesce dire…. almeno una volta FORZA ROMA. E date.

  3. Inizio a pensare che il multinick serva al risultato opposto di quello che sembra, cioè a forza di attaccare sempre e comunque gratuitamente la società e chi ci lavora ha il doppio effetto di ridicolizzare chi critica oggettivamente e allo stesso tempo rendere benvoluta la società As Roma.
    Comunque, basta con le chiacchiere, sulla carta i giocatori li abbiamo, quindi buon lavoro di Petrachi ma come sempre parla il campo e finora abbiamo perso due punti e rischiato di perderne un altro. La squadra è ora che vinca sul campo. Forza Roma.

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