CONFERENZA STAMPA PAU LOPEZ – Tutti gli argomenti trattati dal portiere Pau Lopez in occasione della conferenza stampa di presentazione tenutasi oggi a Trigoria.

RINGRAZIAMENTI – “Prima di tutto desidero ringraziare il direttore Petrachi ed il club per aver scommesso su di me- So che hanno fatto uno sforzo per permettermi di arrivare qui e adesso sta a me ricambiare questa fiducia e offrire il rendimento, le prestazioni che si aspettano da me”.

PREPARAZIONE – “Per quanto riguarda la vostra domanda, in questi giorni con il mister ci stiamo concentrando abbastanza sulla fase difensiva, ci sta spiegando quello che cerca dalla nostra squadra, ci ha più volte sottolineato il concetto di intensità, di squadra che pressa continuamente, squadra che gioca alta. Quindi ecco in questo momento ci stiamo concentrando su questa fase, ma più avanti lavoreremo anche sul resto. Ne ho più di qualcuno di difetti. Come diceva Petrachi provengo da una scuola, quella spagnola, che è diversa da quella italiana dei portieri. Il modo di lavorare di Marco Savorani è sicuramente diverso da quello a cui ero abituato. Qui si curano moltissimo gli aspetti tecnici, si cura ogni minimo dettaglio e in ogni caso sono sicuro che dopo il primo periodo di ambientamento mi troverò bene. Inoltre ho moltissima voglia di imparare e tra l’altro tutti mi hanno parlato benissimo di Savorani e sono sicuro che anch’io potrò far tesoro dei suoi consigli e imparare da un campionato nuovo come quello italiano che per me significa una sfida importante. Sì, mi piace molto parlare con i miei compagni. Già capisco abbastanza italiano e per rispetto del club dovrò parlare al più presto l’italiano, come ho fatto con l’inglese al Tottenham. E’ un qualcosa che devo fare per rispetto del club e della gente. Il portiere si deve adattare a quello che chiede il mister: se dovrò giocare alto lo farò per aiutare la squadra. Sin da piccolo cerco di rubare le cose migliori ai grandi portieri guardandoli”.

IL GIOCO DI FONSECA – “Credo dipenda dall’allenatore, in ogni caso il portiere deve adattarsi a quelle che sono le richieste del mister. In questo caso il mister Fonseca vuole che la palla venga giocata da dietro e se il portiere è in grado di dominare più aspetti ecco che può essere più utile per la squadra”.

ALISSON – “So che Alisson è stato importante per Roma e ora è tra i più grandi al mondo. Non mi piacciono i paragoni, io sono Pau, sono venuto qui per imparare e aiutare la squadra. Ora inizia la storia di Pau, spero sia una bella storia e spero che la gente ed i tifosi siano orgogliosi di me”.

VOGLIA DI ROMA – “Io quest’estate avevo chiaro di non voler lasciare il Betis, poi è arrivata la Roma ed ho cambiato idea e l’ho voluta al 100%. Per me c’erano due opzioni nella testa: venire alla Roma o restare al Betis. Credevo fosse arrivato il momento di fare il passo avanti nella carriera, avevo queste due opportunità e poi si è concretizzata l’ipotesi che volevo maggiormente, cioè di venire qui. Sia la Roma che io volevamo questo risultato, abbiamo fatto sforzi da entrambe le parti e non mi sembra il caso di aggiungere altro. E’ sempre una responsabilità quando un club scommette forte su di te. Non si sa mai le cose come andranno in anticipo, posso garantire in anticipo lavoro, umiltà e sacrificio. So che il club ha fatto uno sforzo, sta a me dimostrare di aver vinto la scommesso. Dalla mia ho la serenità di lavorare duro per rendere orgogliosi i tifosi. Arrivo in Serie A dopo aver cambiato diverse squadre. E’ mia intenzione fermarmi in un posto tranquillamente e fermarmi a crescere e questo è il posto migliore per crescere. Un posto straordinario, un allenatore dei portieri di cui parlano tutti bene: questo è il posto ideale per fare un passo avanti nella mia carriera. Sulla nazionale ora non ci penso, voglio fare bene per questa squadra”.

BARCELLONA E TOTTENHAM – “E’ chiaro che quando si è giovani e si cresce nell’Espanyol e c’è una rivalità così accesa con il Barcellona, la mia è stata una reazione di cui mi sono pentito. Sono partite importanti per la gente ed i tifosi, l’importante è non andare oltre il limite di una partita di calcio. Ricordo Roma-Barcellona, una partita incredibile, una rimonta straordinaria, una partita che mi è piaciuto vedere da casa e in qualche modo mi sono rallegrato. Per quanto riguarda il Tottenham, sapevo di aver poche possibilità di giocare, conoscevo Pocettino che lo avevo avuto all’Espanyol, mi aveva detto che non avrei giocato ma che sarebbe stata un’esperienza importante e così è stato, tra le migliori della mia vita. Aver avuto la possibilità di lavorare con un allenatore dei portieri come Jimenez mi ha migliorato moltissimo, se sono il portiere che sono oggi lo devo anche a lui ed alla sua esperienza”.

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