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Foto Getty

FONSECA CONFERENZA – Oggi Paulo Fonseca ha parlato in conferenza stampa a Trigoria, alla vigilia della sfida di domani contro la Lazio. Ecco tutti gli argomenti trattati dal tecnico della Roma.

Il derby per Fonseca

“Ho già giocato diversi derby nella mia vita, nel corso della mia carriera. Capisco che è una partita speciale tanto per i tifosi quanto per la città. Lo si percepisce perfettamente anche passeggiando per strada: i tifosi che ti si avvicinano, che te lo fanno capire chiaramente. E’ una partita che vale tre punti, ma esiste chiaramente un coinvolgimento emotivo maggiore. E il primo, spero, di tanti derby questo e sono molto motivato. Non vedo l’ora di giocarlo”.

Sul calciomercato: Smalling e il futuro di Schick

“Come già abbiamo avuto modo di dire, in questa sede cercavamo un calciatore esperto, un difensore centrale esperto e Chris è un calciatore che vanta più di 200 presenze per il Manchester United. Ha quelle caratteristiche giuste che ben si adattano alla nostra squadra. E’ un calciatore rapido, aggressivo e che può aggiungere qualità a questa rosa. A quanto sembra che a loro piaccia la mia voce e che la trovino attraente e in qualche modo suadente. Sembra che questo risulti decisivo? No, in realtà questi colloqui passano molto spesso attraverso una spiegazione di quello che è il nostro modo di giocare, in che modo intendiamo inserirli nella nostra squadra e per quale motivo riteniamo che possano diventare importanti per noi. Quindi ecco, niente di speciale: si tratta semplicemente di convincerli e di trasmettere il perché della nostra scelta e perché abbiamo puntato un determinato calciatore. Come ho detto, Schick è qui con noi e pertanto domani sarà convocato, è pronto per giocare e non parlerò di situazioni ipotetiche”.

Le scelte

“Per quanto riguarda Mancini e Zappacosta sono pronti e potrebbero giocare. Non ve lo rivelerò adesso in questa sede, domani lo scoprirete, però sì sicuramente sono pronti. E sì, Smalling figura tra i convocati. Florenzi alto a sinistra? Sì è un’ipotesi che stiamo considerando, è qualcosa su cui abbiamo lavorato in allenamento nel corso della settimana, domani vedremo se opterò per questa possibilità. Anche Veretout potrebbe giocare dall’inizio, domani lo scoprirete. Anche lui è pronto, come Mancini e come tutti gli altri ad eccezione di Spinazzola e Perotti. Per quanto riguarda Veretout, tutti i nostri centrocampisti possono giocare con tutti gli altri colleghi: con Diawara, con Cristante e Pellegrini e viceversa, perchè sono tutti calciatori intercambiabili in un certo senso, in questo sistema a centrocampo”.

Contro la Lazio

“Abbiamo analizzato e fatto una riflessione profonda su quella che è stata la nostra prestazione contro il Genoa e su quello che sarà il nostro comportamento contro la Lazio. Abbiamo preparato la partita dal punto di vista strategico-tattico per ogni situazione e domani vedrete come si comporterà la nostra squadra rispetto a questi momenti. Lazio favorita? Il favoritismo vale quello che vale, sono soltanto parole e quello che conta è il campo. Su una cosa non dubbi: la Lazio in questo momento è una squadra fortissima, che ha grandissimi calciatori e un allenatore che già da diverso tempo allena la squadra e quindi ha un sistema di gioco ben rodato. Il favoritismo per noi allenatori è una questione che non è importante. Quello che conta è il campo e come si intende affrontare la partita, sorprendere l’avversario e contrastarlo nei suoi punti di forza. Capisco che la stampa possa sollevare queste questioni, però per ,e mpm è importante. Chi è favorito lo deve dimostrare poi in campo. Sappiamo tutti che Luis Alberto è un giocatore di grande qualità, che ha una grande influenza sulla propria squadra. Però noi non ci preoccupiamo dei singoli, perchè non fa parte della nostra identità e del nostro modo di difendere. Sappiamo che è un giocatore che in determinati momenti può essere più decisivo e noi cercheremo di contrastarlo dal punto di vista collettivo e non, con una marcatura specifica a uomo”.

Versatilità

“Non sono un allenatore dogmatico, già in passato ho dato prova di questo. Detto questo, credo fortemente nella nostra idea di gioco, in una identità di squadra che possa prevalere sull’avversario, ma l’obiettivo è sempre quello di vincere le partite. Per cui non ho una visione chiusa e dogmatica del gioco. Molte volte anche in base al risultato se fosse necessario togliere un attaccante e mettere un difensore centrale per portare a casa il risultato, non esiterò a farlo. Non ho una visione chiusa di come intendo il calcio e la partita. Molte volte sono le circostanze della partita poi a determinare le scelte che vengono fatte. In base al risultato farò le scelte che dovessero essere”.

Su Jesus e gli errori individuali

“Per quanto riguarda la questione delle reti sociali, è una situazione regolamentata dal club. E’ evidente che tutto ciò che attiene alla vita nel club e con la squadra è regolamentata dal club e il giocatore non può postare tutto ciò che riguarda la squadra. Invece per quanto riguarda la propria vita personale è libero di fare come ritiene più opportuno, pur sempre in democrazia ci mancherebbe altro. Tutto quello che riguarda la vita del club è già regolamentato. Jesus sta bene e non potrebbe essere diversamente, deve stare bene perchè nel calcio nessuno è esente da errori. Il calcio è uno sport per gente forte, in grado di reagire nei momenti avversi. Non c’è spazio per chi non abbia questa forza di reazione. Pertanto i miei calciatori hanno il dovere di reagire nelle avversità. Per me non esistono errori individuali, dei singoli. Gli errori sono sempre di squadra e il massimo responsabile degli errori della squadra sono io che sono l’allenatore. I calciatori sono perfettamente consapevoli di questi. Rispetto all’esterno sono io il massimo responsabile. Non mi sentirete mai pubblicamente mettere sulla piazza pubblica ragionamenti che mi discolpano puntando puntando il dito contro l’individualità di un singolo. Il calciatore deve essere mentalmente forte, poi all’interno facciamo le nostre analisi e io parlo direttamente con i miei calciatori. Però ripeto che per me non esistono errori individuali, esistono solo errori di squadra. Nell’ultima partita contro il Genoa il problema è stato collettivo, ha riguardato la squadra e non i singoli”.

Su Kluivert

“Come già ho detto qui in questa sede, Kluivert è un giocatore nel quale tutti riponiamo grandi speranze. E’ un calciatore giovane che ha bisogno di crescere e sono sicuro che lo farà. Tutti crediamo moltissimo in lui e siamo sicuri che il suo rendimento crescerà nel corso della stagione. Detto questo, mi pare che già contro il Genoa la sua prestazione sia stata molto positiva in questo senso, si è vista una crescita rispetto al suo modo di stare in campo e spero e sono sicuro che nel corso della stagione questa crescita andrà ulteriormente aumentando”.

Messaggio per Luis Enrique

“Ultima cosa in chiusura. Visto che non c’è stato modo di parlarne qui, una parola per un allenatore che è passato anche da qui e che merita senz’altro la nostra ammirazione e che sta attraversando un momento difficile. Mi riferisco ovviamente a Luis Enrique, ci tenevo a mandargli un abbraccio da parte mia, del club e di tutto il gruppo di lavoro”.

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