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LAZIO ROMA – Due punti in due gare interne, ma se la media inglese piange, la Roma sorride per lo scampato pericolo che avrebbe aperto l ennesima crisi nelle due settimane di sosta per le nazionali, che dovranno restituire un gruppo di uomini vogliosi di riscatto, tecnico più che morale. Il primo derby di Fonseca lo vede predicare idee e dimostrare elasticità nel leggere ogni situazione, oltre che l’ impiego degli uomini più adatti agli sviluppi più ficcanti. Nello stesso tempo però la sua squadra dimostra anche una preoccupante difficoltà nel trovare quell’equilibrio che nella gara con il Genoa non era mancato per larghi tratti ed era stato spezzato solo da inaccettabili errori individuali.

MODULI E SVILUPPI DI GIOCO – Nel suo 4-2-3-1 Fonseca da continuità ai 6 giocatori avanzati, utilizzati anche all’esordio, che molto avevano convinto, mentre dietro Jesus paga le amnesie difensive a favore di Mancini, così come l infortunio di Zappacosta compromette il lavoro settimanale imperniato su Florenzi punta esterna alta a sinistra. Fazio si sistema centrale di sinistra e la coppia di centrali guadagna in proprietà di palleggio. Inzaghi ha studiato a fondo il Fonseca-pensiero, e adatta il suo 5-3-2 secondo le caratteristiche dei suoi attaccanti veloci (Immobile e Correa), innescati dai movimenti ad entrare sottopalla delle mezzali Luis Alberto e Milinkovic-Savic. In mezzo a quest’ultimi giostra Leiva, mentre Lulic e Lazzari cercano di tenere bassi Florenzi e Kolarov.

PRIMO TEMPO – La parte iniziale del primo tempo vede la Lazio lasciare fare la gara ai giallorossi, chiudendo le linee di passaggio centrali e lasciando libere le corsie esterne, dove gli uomini di Inzaghi sanno che la Roma ha a disposizione solo l’ 1 contro 1 con i quinti difensivi laziali. Tuttavia la Roma, per sviluppi di gioco, non cerca superiorità sulle corsie esterne e le sue gare sono tutte assembramenti al centro, con la ricerca dell’equilibrio che in troppi frangenti non trova. La componente tattica più evidente della serata é la rinuncia di Fonseca alla pressione ultra offensiva, per evitare che ogni transizione dei biancocelesti si tramuti in pericolo concreto attraverso ripartenze potenzialmente letali, dimostrando di non essere integralista ed eccessivamente ancorato ai propri pincipi. Il momento del primo gol, equivale alla prima volta che Dzeko si allarga e crea il 2 contro 1 insieme a Kolarov ai danni di Milinkovic-Savic, e l’intelligenza tattica del bosniaco ancora una volta si rileva preziosa. Quando la Lazio muove bene palla dentro al campo non c’è copertura adeguata dei mediani giallorossi; le punte esterne rimangono troppo larghe in fase difensiva, e permettono ai biancocelesti di trovare spazi importanti costruendo più palle gol. La gara, nel cuore del primo tempo, é avvincente, con le due squadre in costante ritardo sugli scivolamenti in zona palla, ma che hanno una buonissima circolazione, e sono pari in tutto, sia come possesso, che supremazia territoriale, che indice di pericolosità.

SECONDO TEMPO – Si riparte con gli stessi effettivi del primo tempo e il derby si rianima sugli errori di ultimo passaggio delle due squadre, con Kluivert che sulla sponda giallorossa sbaglia tutte le scelte degli ultimi passaggi dopo il recupero palla da parte dei compagni, anche a causa del lavoro di Leiva, che partecipa all’azione dentro al campo e con le mezzali crea un 3 contro 2 che manda agevolmente i suoi al tiro. Tuttavia, quando perde palla, la Lazio si trova a metà strada tra la linea difensiva e quella offensiva, con la Roma che può distendersi negli spazi che si creano alle spalle dello stesso Leiva. Esce Under e Zaniolo va a destra, tocca a Pastore trovare quella rifinitura di qualità mancata fino a quel momento. La Lazio attacca centralmente, ricercando lo spiraglio che possa dargli vantaggi, ma in realtà é una sanguinosa palla in uscita persa da Kolariv che innesca l azione del pari. La Roma é stanca mentre gli uomini di Inzaghi ne hanno ancora e la seconda parte della ripresa é un calvario per i giallorossi, che rischiano la capitolare. Inzaghi sente la paura degli uomini di Fonseca e Jony per Lulic diventa la maniera migliore per alzare il baricentro. Il tecnico portoghese corre ai ripari, la squadra ha bisogno di corsa, e con Santon in campo, Florenzi va alto, e Zaniolo esce dal campo. Con Diawara invece si tenta di riordinare il tutto, Pellegrini va a destra, dove finisce la sua gara e quella decrescente della Roma.

Maurizio Rafaiani

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6 Commenti

  1. La Roma peggiore degi ultimi 3 anni viene miracolata dai palli e strappa un pareggio con i peracottari.. Ogni loro azione potevano segnare..
    Una differenza così non si vedeva dalla lazio di Cragnotti ma noi almeno avevamo Totti…
    Fortemente preoccupato per la stagione cosmico.. Non c’è un reparto a cui attaccarsi… Aiuto!!!!

  2. ha fatto bene la Roma, che giochi a fa co quei zammameri, a Culoncino Inzaghi se je voi fa n dispetto lo fai gioca’, la Lazio nun sa manco indove se comincia’ a fare il gioco, loro so boni solo in contropiede e di ripartenza, poi zero assoluto, co quelle seghe ar sugo che hanno … ma ndo vanno ?? manco la Roma piu’ brutta di sempre riescono a battere…patetici … Milonkovic quanto costerebbe ?? 100 milioni ? ierzera avemo capito perche’ sta ancora la…

  3. Santon dall’inizio e Flo alto al posto di Kluivert acerbo. Pellegrini distrutto con la squadra in una posizione x lui ostica. Diawara subito e pure Veretout. Ritengo congeniale xla Roma il 3-5-2 o 4-4-2.

  4. Assolutamente miracolato dal pareggio di ieri, una Roma così la lazietta non la troverà mai più, al ritorno avremo assimilato i dettami di Fonseca che al tempo stesso avrà capito che Cristante e Pelegrini messi là non servono a nulla, avremo Diawara e Veretout già esperti nel ruolo e vedremo un’altra Roma. Ieri avevo paura di un atteggiamento tropo spavaldo dei nostri con pressing alto che avrebbe prodotto uno storico 5-0 per le galline e per fortuna Fonseca e’ stato bravo a ordinare la melina portoghese. Ovviamente se avesse messo Diawara dall’inizio sarebbe stato meno complicato. Adesso la Santa Sosta e vittoria di slancio col Sassuolo.
    Adelante Roma!

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