ANALISI TATTICA – La Roma rispetta il pronostico in casa del Chievo, ultimo in classifica, vittoria perentoria, autoritaria, di maturità e mai in discussione, con gli atteggiamenti giusti per tutti i 90 minuti, con una unità di intenti che fa ben sperare per il match di andata di Champions imminente. Anche se di fatto la gara dura un tempo, con vista di 5 minuti sulla ripresa, i giallorossi sono stati convincenti sotto l’ aspetto della gestione palla, lettura della gara, supremazia territoriale, possesso palla e indice di pericolosità.

MODULI E SVILUPPI DI GIOCO – Il 4-3-3 odierno è condizionato in parte dalla gestione del doppio impegno ravvicinato, così come gli infortuni di Olsen e Manolas ridisegnano il 31esimo undici titolare diverso sui 31 finora scelti. Marcano e Fazio aumentano la qualità del palleggio dal basso, ma regalano meno attenzione e peso difensivo mentre Nzonzi, davanti a loro, fa il De Rossi in maniera apprezzabile entrando in fase difensiva dentro all’area a sbrigare situazioni specie di seconde palle e chiusura corridoi. Con gli attaccanti a piede invertito, ma le mezzali di piede, per caratteristiche di quest’ultime diventano difficili le combinazioni centrali, in luogo dei movimenti in ampiezza delle mezzali che inibiscono gli spazi per i terzini, che andranno a spingere meno del previsto. Per Di Carlo un 4-3-1-2 molto serrato al centro in fase difensiva, con Giaccherini alle spalle dei corazzieri Stepinskie Djordjevic,che ricercano il 2 contro 2 con Fazio e Marcano.

ROMA AUTORITARIA  – I dati statistici generali dicono che la Roma è la squadra che parte sempre forte,e trova sempre il gol nei primi 20 minuti delle gare e anche a Verona i giallorossi non sfuggono a tale regola e abitudine positiva. Attraverso uno scalare alto, sul palleggio clivense da dietro, prende subito campo, con velocità e qualità di manovra,con Zaniolo che si muove ovunque con grande personalità, vuole sempre la palla,cosa che se da un lato è positiva, dall’altra diventa importante per il ragazzo imparare a gestirsi, per evitare cali graduali nei 90 minuti. Di Carlo manda Giaccherini ad uscire su Nzonzi, mentre la Roma rinuncia ad andare a prendere il regista gialloblu. In 15 minuti i giallorossi si trovano agevolmente sul doppio vantaggio con due perle di El Shaarawy e Dzeko.

L’INTENTO DI DI CARLO – Il Chievo non ha particolari flussi di gioco, tende principalmente a chiudere bene gli spazi centrali per mandare la Roma esternamente, dove gli uomini di Di Carlo riescono a scivolare bene con i terzini sulle punte esterne giallorosse. I padroni di casa girano molto la palla da dietro facendo scivolare da destra a sinistra i capitolini, per fare ritardare l’uscita e quindi mettere palla subito alle spalle della linea difensiva alta della Roma. Per Dzeko e compagni diventa importante andare a giocare dietro ai terzini avversari con le punte esterne,così come Schick deve entrare in partita e andare al taglio centrale negli spazi che libera Dzeko quando si tira fuori. Sul doppio, rassicurante, vantaggio, per la Roma diventa importante leggere la gara, perché se Zaniolo agisce da trequartista,per il grande movimento che fa su tutto il fronte offensivo, diventano importanti i momenti. La spinta dei terzini diventa poco agevole, Cristante in ampiezza,come detto delle due mezzali, chiude molto la corsia di Karsdorp, mentre Kolarov prova spazi che El Shaarawy gli restringe.

UN IMPASSE – Verso fine tempo la Roma non riesce più a pressare davanti e i clivensi cominciano a farla correre all’indietro, alle spalle della propria linea. Come detto i dati statistici dicono che la Roma è quella che segna più di tutti nei primi 20 minuti di ogni gara,perché parte sempre forte e se non riesce poi spesso a mantenere il vantaggio è perché la squadra non ha l’indole per continuare a pressare sempre dentro la gara.Tanto che appena allenta la pressione la linea alta diventa un vantaggio per l avversario che comincia a mettere la palla dietro.

RIPRESA ACCADEMICA – Si riparte e Di Carlo continua a mandare Giaccherini dietro alle linee e negli spazi alle spalle delle mezzali giallorosse, oppure sull’esterno per creare superiorità. Con una ripartenza letale, quanto spettacolare, la Roma chiude i conti mentre con Florenzi per Schick diventa più difensiva e di ripartenza. Il tecnico di casa manda in campo i ragazzi,con Piazon per Hetemaj, qualità negli inserimenti, con Giaccherini che parte da mezzala sinistra. Con Schelotto per De Paoli il Chievo rimane invariato, mentre Di Francesco manda in campo De Rossi per trovare il ritmo partita,passando con Nzonzi mezzala sinistra. L’ingresso di Kluivert permette di ripartire in campo e in due situazioni è la traversa a negare che il punteggio assuma contorni di disfatta per il Chievo.

Maurizio Rafaiani

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