ANALISI TATTICA – Dopo la qualificazione alla Champions sfumata,in virtù dei risultati maturati in giornata, la Roma trova la forza di mantenere aperta la corsa all’Europa minore attraverso una vittoria legittimata con un secondo tempo convincente, riscatto di un primo sottotono e dove solo il miglior Mirante aveva salvato a più riprese la porta giallorossa dalla capitolazione. Nella corrente stagione mai la Roma era riuscita a battere una delle prime 5 squadre in classifica e l occasione per infliggere alla Juventus la terza sconfitta stagionale suona beffarda consolazione di una stagione dai rimpianti infiniti, dove i limiti caratteriali di un gruppo troppo spesso smarrito e alla ricerca di una guida morale hanno finito per scrivere un copione thrilling, che fino agli ultimi 90 minuti terrà col fiato sospeso le sorti di ben 6 squadre contemporaneamente interessate ai posti al sole dell Europa di coppe.

MODULI E SVILUPPI DI GIOCORanieri a sorpresa si affida al 4-3-3, con Nzonzi vertice basso e Zaniolo e Pellegrini mezzali, mentre Kluivert ed El Shaarawy muovono sull’esterno a piede invertito, con Dzeko che agisce da unico riferimento offensivo. La linea a 4 difensiva è quella titolare,con Florenzi e Kolarov in spinta costante e Manolas e Fazio a gestire il primo palleggio. Allegri deve fare i conti con le assenze, ma l’undici iniziale rimane altamente competitivo e gli sviluppi di gioco del primo tempo sono a testimoniarlo. Un 4-3-3 dove De Sciglio e Spinazzola vanno in spinta continua, mentre Ceceres si allinea a Chiellini nella gestione della superiorità numerica su Dzeko. Pjanic detta i tempi del primo palleggio, mentre Emre Can agisce da mezzala di raccordo con la prima punta Dybalae Matuidi che gioca più di posizione assistendo il bosniaco nella fase difensiva. Davanti ‘La Joya’ agisce più da falso nove, muovendosi molto e senza dare punti di riferimento, mentre Cuadrado a destra e Ronaldo a sinistra agiscono da punte esterne che entrano negli spazi centrali che libera Dybala.

GARA SUBITO PIACEVOLE – Per i moduli speculari in campo entrambe le squadre hanno difficoltà ad andare a prendere il primo palleggio dei registi Pjanic e Nzonzi, che saranno per larghi tratti di gara liberi di manovrare. Ma se per la Roma le geometrie compassate del francese non innalzeranno più di tanto la qualità del palleggio giallorosso, quelle fini del bosniaco consentiranno agli uomini di Allegri di mantenere percentuali di possesso palla e di supremazia territoriale, specie nel primo tempo, nettamente favorevoli. Dentro alla gara il duello più interessante diventa ben presto quello sulla corsia di Ronaldo,che assistito dalla spinta di Spinazzola, porta un 1 contro 1 costante su Florenzi ,che non sempre riceve il ripiegamento difensivo di Kluivert, mentre a destra Cuadrado deve arrangiarsi come può, perché De Sciglio è poco propositivo, ed il ripiegamento di El Shaarawy – il migliore dei suoi – è sempre puntuale in assistenza a Kolarov. I bianconeri giocano liberi di testa,mentre i giallorossi si giocano punti decisivi in stagione e l’unico calcolo fatto è il riconoscere il valore avversario accettando molto opportunamente di lasciare fare la gara. Entrambe le squadre scelgono di non operare pressing offensivo, cercando di sviluppare bene la transizione e il dinamismo che mettono nella fase di possesso rende la gara piacevole. Pellegrini e Zaniolo entrano molto dentro al campo in fase di possesso, mentre nella Juventus è Emre Can che sfrutta il corridoio alle spalle di Zaniolo per andare a giocare in raccordo nella posizione di trequartista alle spalle di Dybala. Quando poi l’argentino viene incontro a cucire,per non dare riferimenti ai centrali giallorossi, Ronaldo e Cuadrado stringono, con i terzini che salgono ad allargare il campo.

SI GIOCA SENZA CALCOLI – Se la Roma accetta l’inferiorità tecnica, non rinuncia alla controffensiva e ben presto la gara diventa dinamica. Anche perché entrambe le squadre accompagnano l’azione offensiva con molti giocatori e quando perdono palla subiscono una transizione pericolosa, tanto che nei primi 20 minuti se Mirante tiene in gara la Roma con 3 interventi prodigiosi, gli stessi giallorossi trovano altrettante situazioni vanificate dalla lettura sbagliata dell ultimo passaggio, o dalla qualità della conclusione. La squadra di Ranieri, come spesso succede, non riesce a sollecitare Dzeko con costanza e l’isolamento del bosniaco nel primo tempo si palesa col passare dei minuti. La Juventus prende campo e detta i ritmi della gara, circolazione veloce, squadra corta, nella metà campo avversaria palleggia con qualità sugli appoggi e cerca le accelerazioni o le imbucate. La Roma in certi momenti è passiva, limitandosi a difendere di posizione senza portare pressione e difettando nell’uscita pulita dopo la riconquista, con il primo tempo che si conclude sul nulla di fatto e la possibilità di riordinare le idee.

RIPRESA VINTA DALLE MOTIVAZIONI – Si riparte con gli stessi 22 del primo tempo e la ripresa si delinea secondo le caratteristiche di gioco che i giocatori portano in campo. La Roma si difende e riparte sfruttando le corsie esterne dove le catene ariose consentono sviluppi in velocità, mentre i bianconeri sono padroni delle zone centrali dove palleggiano con qualità cercando i corridoi e le linee di passaggio propizie per innescare le finalizzazioni decisive. La pazienza della Juventus però gioca a favore dei giallorossi che attraverso una fase difensiva ora ordinata riescono a recuperare palla, seppur bassa, ma a ripartire con più pulizia e velocità su El Shaarawu e Kluivert, mentre Dzeko vince l’atonia e l’isolamento del primo tempo trovando i tempi di gioco giusti per ricevere e gestire i tempi della transizione. Gli uomini di Ranieri così possono alzare il baricentro e obbligare la Juventus, attraverso un recupero palla più alto, a correre verso la propria porta. Cominciano gli avvicendamenti dalle panchine, con Cristante che rileva nei compiti e posizione l’infortunato Pellegrini, mentre Bentancur porta peso specifico ai bianconeri che devono difendere più vicini alla propria porta. Cancelo rileva De Sciglio, in costante difficoltà sulle sortite di El Shaarawy. Il colpo decisivo lo assesta Ranieri, inserendo Under per Kluivert e la velocità del turco si rivela fondamentale, prima innescando Florenzi che va a confezionare con Dzeko la giocata che rompe gli equilibri della gara e poi assistendo direttamente il bosniaco per il gol della sicurezza che chiude la gara e alimentando i rimpianti di una stagione che avrebbe dovuto essere di ben altro spessore.

Maurizio Rafaiani

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5 Commenti

  1. Gara modesta, in linea con la stagione. La Roma ha punti e posizione che merita. di occupare. Vittoria determinata solo dal disinteresse della Juve alla gara. Giocatori senza ritmo, poche idee, zero temperamento. Non mi è piaciuto nessuno, al limite Fazio meglio di altri. Spero di vedere molte facce nuove il prossimo anno.

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