Tredici ultrà fermati. Cori antisemiti

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LA REPUBBLICA (M. Pinci) – Il derby del tifo ha due facce, e per fortuna nelle case arriva solo la migliore. Prima che le coreografie delle due curve vestissero l’Olimpico al fischio d’inizio con l’aquila laziale e il profilo dei monumenti in giallorosso, Roma s’era scoperta militarizzata: auto deviate, cordoni di blindati, una fetta di città espropriata al traffico per evitare contatti ultrà. Era il primo derby di campionato in notturna addirittura da 5 anni, e nei giorni scorsi erano pure circolati inviti da una delle due tifoserie a incontrarsi per darsele. A bilancio le autorità potranno iscrivere l’ennesima sfida essenza incidenti dentro l’Olimpico. Fuori, invece, qualcuno avrebbe anche voluto lo scontro: ne sono convinti i poliziotti che hanno fermato nel primo pomeriggio un gruppetto di laziali in marcia a volto coperto e bastoni alla mano verso lo stadio: ne hanno fermati tredici, tanti sono riusciti a fuggire ma il loro arsenale è stato ritrovato. Mentre i romanisti, sotto la minaccia di idranti, facevano esplodere bombe carta “provocando” il cordone di polizia schierato come un muro di cinta sulla strada che corre accanto allo stadio, a Ponte Milvio qualche imbecille è tornato a usare Anna Frank per insultare i rivali: “Anna Frank è della Roma”, il coretto idiota cantato da alcune decine di persone a beneficio di smartphone e ovviamente dilagato sui social inchiodano i responsabili. Gli effetti inevitabili di una giustizia sportiva che ha preferito chiudere un occhio piuttosto che punire i responsabili degli adesivi.

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