Spiegatobene da… Mario Savo: il mercato tecnologico della Roma ed il futuro dei big data nel calcio

9

SPIEGATO BENE MARIO SAVIO – Analizzare, approfondire, sviscerare, insomma… spiegare bene. È questo l’intento della rubrica di Romanews.eu che vi offre una nuova chiave di lettura per capire a fondo l’argomento del giorno in casa Roma. Lo faremo attraverso l’opinione di un personaggio illustre, del mondo del calcio e non. Oggi è il turno di Mario Savo, match analyst, vincitore del Players Player Award al Manchester City e presidente Assoanalisti.

BIG DATA E MACHINE LEARNING – “Si parla di scienze applicate al calcio, qualcosa di complesso da capire anche se sono dinamiche ormai assodate. Quando si parla di Machine Learning ci riferiamo a macchine intelligenti, che più dati hanno più informazioni sanno darci. Dietro questi sistemi c’è sempre la mente umana che li gestisce, servono soltanto per avere informazioni più chiare, sono sistemi che apprendono sbagliando. Laddove l’algoritmo ci dà spiegazioni che non rispondono agli esiti desiderati, li memorizza per non sbagliare di nuovo in futuro. Ci sono anche le reti neurali, una serie di punti di snodo di una rete in cui entrano degli input, domande ed informazioni, per averne altre in uscita. Una serie di algoritmi interconnessi tra loro che in base alle informazioni che noi diamo, passando attraverso una serie di nodi, in base alle direttive che l’uomo fornisce, danno altre informazioni che aiutano decidere. Sono già stati utilizzati nel calcio in passato, come ad esempio dal Midtjylland, che aveva sempre preso decisioni sul calciomercato in base ad un ‘supercomputer’, che dava suggerimenti sui giocatori da tenere, da acquistare e da cedere. E con questo sistema computerizzato, utilizzato in un certo modo arrivarono in Champions League, riuscendo a prendere decisioni in maniera più oggettiva”. 

L’UOMO E LA MACCHINA – Quando si ha a che fare con macchine e sistemi computerizzati, la cosa importante è che alla base ci sia uno staff che li sappia utilizzare. E’ l’uomo che fa l’algoritmo, che dice che tipo di informazione deve usare e processare. Non ci sarebbe algoritmo funzionante senza una persona capace alle spalle di immettere le informazioni giuste e saper leggere i risultati. La Roma avrà bisogno e sono sicuro che ne siano superdotati, di uno staff pronto e competente. Sarà un nuovo strumento che può aiutare i reparti tecnici e gli scout a prendere decisioni importanti. Una macchina in qualunque ambito non ruba all’uomo, lo aiuta. Possiamo essere 10 direttori sportivi diversi, con altrettanti algoritmi differenti. Sono i modi di intendere il calcio che cambiano. L’algoritmo è una legge matematica che spiega la realtà. Porre un quesito vuol dire dare un input, dare un peso ad una domanda: ecco vedi già che interviene l’uomo? Monchi sarà sempre Monchi, Sabatini sarà sempre Sabatini. Ognuno ha la sua propria idea di calcio, che viene condivisa con un algoritmo, una legge matematica”. 

IL CASO E L’INNOVAZIONE – Sabatini disse che con le macchine avrebbe preso Magnanelli e non Strootman? Quando parliamo di un calciatore, di base può essere analizzabile sotto quattro punti di vista: tattico, tecnico, fisico e psicologico. Il problema principale è le domande che noi poniamo al sistema, che parametri sono stati usati. Faccio un esempio banale per farvi capire: se avessimo chiesto alla nostra rete neurale quale tra i due giocatori dovrei prendere in base al rischio di infortunio del calciatore, avrebbe magari indicato Magnanelli, vista la storia di Strootman. Tutto sta nella complessità della domanda che noi facciamo. Altri club che lo utilizzano?  Il Manchester City, dove insieme ad un team italiano abbiamo sviluppato un algoritmo molto simile: machine learning che ci dava informazioni future in base a ciò che mettevamo in questo modello. Nei club europei è una realtà diffusa, posso però dire che la Roma è all’avanguardia per quanto riguarda le scienze applicate al calcio, non si era mai sentito parlare in Italia di queste cose”.

Tagliaboschi-Brozzesi

 

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA - La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è vietata. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge.

9 Commenti

  1. Io dico solo che, per fare un esempio, per non comprate B. Peres non serviva un complesso algoritmo, bastava guardare 2 o 3 partite (a me sono più che sufficienti) e non limitarsi al solo gol con la Juve…

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here