#Spiegatobene dall’ex arbitro Luca Marelli: “Il Var usato così non serve: ecco qual è il suo futuro” (AUDIO)

0

#SPIEGATOBENE – Analizzare, approfondire, sviscerare, insomma… spiegare bene. È questo l’intento della rubrica di Romanews.eu che vi offre una nuova chiave di lettura per capire a fondo l’argomento del giorno in casa Roma. Lo faremo attraverso l’opinione di un personaggio illustre, del mondo del calcio e non. Oggi è il turno di Luca Marelli, ex arbitro con cui andiamo a analizzare il nuovo protocollo Var, i cambiamenti che ha portato nell’utilizzo e quale può essere il futuro di questa tecnologia nel calcio.

IL PROTOCOLLO – Formalmente non è cambiato molto nel protocollo Var, è stato aggiunto un aggettivo: da ‘chiaro errore’ si è passato a ‘chiaro ed evidente errore’. Questo è per rafforzare il fatto che la strumentazione tecnologica deve essere usata non per ogni errore, ma solo in caso di episodi eclatanti, sfuggiti all’arbitro ma a nessun’altro. La modifica in realtà non è strutturale ma di interpretazione e questo si era notato già al Mondiale. Noi pensavamo ci fosse stata una sperimentazione positiva in Russia, ma in realtà fu usato con molta cautela. E’ successo che, come spesso capita, di questa modifica non se ne è parlato per nulla e ci si è ritrovati alla prima giornata a fare i conti con un’applicazione differente di cui nessuno era informato. Quello che stiamo vedendo è la conseguenza di una restrizione ideata per tornare a quella che era la prerogativa sulla quale è stata fondata la tecnologia. Sono convinto che questo utilizzo non sia definitivo: è assurdo pensare che un oggetto utilizzato così bene fino a qualche mese fa, debba cambiare in questo modo”.

IL FUTURO – L’anno scorso probabilmente è stato utilizzato un po’ troppo, quello di quest’anno non funziona, così si interviene solo su tocchi di mano perché sono gli episodi che da sempre sfuggono agli arbitri: perché un direttore di gara che si concentra sulle braccia compie un grave errore. Io credo che se possiamo andare oltre con ogni immaginazione nel giro di qualche anno arriveremo ai ‘challenge’ degli allenatori: è la normale evoluzione, a mio parere. E’ successo anche in tanti altri sport, ad esempio in NFL. E credo che la dicitura di ‘chiaro ed evidente errore’ non durerà molto, è contrario alla ‘ratio’ per la quale è stata introdotta la tecnologia. Capita spesso che un arbitro sia deciso di ciò che è successo in campo, poi rivedendola ci si ricrede per tanti fattori: in presa diretta vedo una cosa, poi al replay, con diverse angolazioni disponibile, posso vedere qualunque cosa in modo differente. Sono pressoché sicuro che si arriverà ad un utilizzo del Var in tutte le competizioni, da quelle di club a quelle delle nazionali”.

GLI ARBITRI IN ITALIA – “L’inizio di stagione degli arbitri italiani non è stato esaltante, al di là di Rocchi che difficilmente sbaglia e Orsato che pian piano si sta riprendendo. Quello che è preoccupa è il fatto che negli ultimi anni non è emerso nessun elemento importante assimilabile ai grandi direttori di gara, ma a nessuno questo interessa, degli arbitri si parla  solo quando si sbaglia. Il rigore di Empoli? Under si ritrova un pallone inaspettato, senza che se ne accorgesse il suo braccio è sempre nella stessa posizione perché non si immagina potesse arrivare in quella zona: se avesse voluto colpirlo lo avremmo trovato con il pugno chiuso. E’ una valutazione complessa, ma secondo me non era rigore”. 

QUI L’INTERVENTO COMPLETO:

Alessandro Tagliaboschi

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA - La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è vietata. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here