Spalletti: “La Roma non lotta: ha poca caparbietà, carattere, e personalità”

8

CAGLIARI-ROMA/LE INTERVISTE – Tutte le dichiarazioni del tecnico giallorosso Spalletti dopo il match del “Sant’Elia”.

POST PARTITA

SPALLETTI A RAISPORT

La Roma doveva riprendersi subito per dimenticare l’eliminazione dalla Champions League. Ci stavate riuscendo. Un’occasione persa?
“Sì un’occasione persa, dovevamo passare oltre quello che era una sconfitta anche se brutta. Se ci spegniamo in una sconfitta, avere dei propositi importanti diventa difficile, perché le reazioni e gli obiettivi sono le prime cose che ti devono rianimare. Si era messa bene perché eravamo in doppio vantaggio e poteva sembrare più facile da gestire la situazione perché giocare con il risultato del doppio vantaggio c’è più tranquillità e invece poi è successo il contrario, abbiamo smesso di giocare palla e abbiamo tentato di meno e soprattutto abbiamo sbagliato troppo”.

Avete sprecato tanto, perché sul 2-1 tre volte vi siete presentati davanti a Storari e alla fine avete preso gol da Sau che è alto 1.71 eppure aveva messo Fazio proprio per rispondere i cross del Cagliari.
“In questi casi non è tanto l’altezza del giocatore, perché poi se ti va ad attaccare lo spazio alle spalle, c’è lui sulla traiettoria della palla, per cui non conta quanti centimetri hai. Quello che diventa difficile da capire è perché in alcuni momenti sbagliamo delle cose così facili, che dovrebbero far parte nel nostro dna, è la nostra qualità. Si presenta l’occasione di stare davanti alla palla e invece poi ci viene il piedino e di gol ne sbaglieremo sempre perché siamo fatti così, è una cosa che diventa normale per come giochiamo il nostro calcio, buttare via delle buone occasioni, non buttare la palla dove si potrebbe trovare un grande vantaggio”.

Tra Champions e Campionato la scelta del campionato è una scelta sua o un passo indietro di De Rossi?
“È una scelta di tutti, è una scelta…”

Sulla distinta c’era De Rossi capitano.
“Io capisco che vi interessano delle cose che non fanno parte del risultato della partita, però tutti sappiamo che dobbiamo attenerci a delle regole, pure io devo avere un regolamento, De Rossi con la qualità di persona che ha, un uomo che deve aderire a un’attenzione di determinati momenti, episodi. È tutto normale. Ha tempo, non è il capitano della Roma in questo momento, è una cosa corretta che lui ha accettato con tranquillità. È una scelta mia perché sono io che ho il rapporto con i giocatori e io sono il primo ad avere un regolamento, ve lo farò vedere”.

 Abbiamo visto giocare un buon calcio, ci sono stati degli scontri pesanti. Al ’46, quando avete fatto gol è cambiata la Roma. Cos’è che non va in questa Roma che ha sempre giocato e che adesso sbaglia troppo?
“Sicuramente dobbiamo fare dei passi avanti, con la testa non siamo sull’obiettivo riguardo la nostra attenzione, la nostra ricerca perché proprio sul risultato del 2 a 0 dove la partita ti si mette su un piano che assomiglia di più alle qualità che hai. Abbiamo questi giocatori che ripartono negli spazi e non si riesce a trovare due passaggi che ti permettono di sviluppare e di mettere al sicuro il risultato è segno che c’è da lavorare soprattutto sulla testa perché sul 2 a 2 abbiamo visto che si è tentato tre azioni dove potevamo essere in vantaggio. Perché non farlo prima? Non è questione di stanchezza fisica perché a palla l’hai recuperata e non riesci a passarla a un giocatore a 6-7 metri è segno che non abbiamo quel livello di caparbietà, di carattere, di personalità, che deve essere una nostra qualità”.
Se aspettavi delle risposte le hai ricevute, eppure positive. Il problema della testa preoccupa maggiormente, perché non credo sia facile riuscire a fare quel salto di qualità che permetterebbe alla squadra di essere più cinica, più concreta e ottenere dei risultati maggiori.
“Attraverso la testa è più facile arrivare all’obiettivo perché si va a toccare una preparazione fisica, perché il discorso diventa un po’ più lungo da riuscire a mettere dentro la squadra quelle qualità che ci vogliono. Noi teniamo sempre sotto controllo i numeri di una partita: i metri che si fanno di scatti, i metri che si fanno, gli scatti che si fanno. Noi siamo al di sopra del livello in tutte le cose. Ci sono dei momenti, come stasera, in cui subiamo dei cross che non dobbiamo concedere, si concedono dei metri agli avversari e non capisco come mai non si concede ai centrali di prenderla di testa, oppure quando recuperiamo palla ci accontentiamo di puntarla, ci basta di averla conquistata. Così gli altri ci prendono vantaggio e prendono coraggio e vengono fuori i problemi. Dobbiamo avere una solidità mentale forte”.
Si riesce a cambiare il DNA di una squadra, di una storia che quasi sempre quando sembra spiccare il volo pareggia, inciampa in corsa, fallisce?
“Bisogna riuscirci, poi parlo per quello che è la mia gestione, per come conosco i miei giocatori. Io torno a ripetere che ho una buona squadra. È chiaro che bisogna riempire bene la partita. In alcuni momenti ognuno sa quali sono le sue qualità e fa solo le sue qualità, bisogna metterci qualcos’altro che noi gli si riconosce come caratteristiche perché gli attaccanti devono tenere palla, ma nello stesso tempo devono fare fase difensiva. Io sono contento dei giocatori che ho a disposizione e sono fiducioso delle qualità che hanno, però il campo ha il suo valore per quelle che sono le performances, le giocate, le situazioni che andremo ad analizzare dentro la partita dicono che dobbiamo registrare qualcosa a livello di testa e dobbiamo assolutamente farlo”.

SPALLETTI A ROMA TV

Molti telespettatori parlano della forza della squadra. Cosa succede in quei momenti?
“Ha giocatori di livello internazionale ma poi c’è il campo, gli episodi dove si vede il carattere. Se lo hai, nelle palle mezze e mezze la conquisti tu. Se non ci riusciamo allora significa che non siamo ciò che dicono. Siamo belli e bravi ma poi se gli facciamo fare 200 cross poi è segno che dobbiamo metterci qualcosa di più”.

Sul 2-0 dovevamo ripartire con cattiveria.
“Dovevamo chiuderla definitivamente perchè abbiamo visto che potevamo addirittura rivincerla quando loro avevano pareggiato. Non capisco perché non potevamo farla prima. Credo sia un problema di testa”.

E’ possibile che questa squadra non riesce ad addormentare la partita?
“Per quello che si è visto stasera non si riesce a gestire la gara. Avevamo tutte le caratteristiche ma non ci riusciamo”.

Contro il Porto hai messo Paredes e De Rossi per gestire la gara, questa sera anche. E’ il momento o non lo avete nelle caratteristiche?
“Noi dobbiamo sempre fare un gol di più. Se noi diamo il pallino agli altri andiamo in difficoltà perché non abbiamo il carattere dei lottatori. Dobbiamo giocare e puntare a fare sempre gol”.

Abbiamo visto giocare un buon calcio, ci sono stati degli scontri pesanti. Al ’46, quando avete fatto gol è cambiata la Roma. Cos’è che non va in questa Roma che ha sempre giocato e che adesso sbaglia troppo?
“Sicuramente dobbiamo fare dei passi avanti, con la testa non siamo sull’obiettivo riguardo la nostra attenzione, la nostra ricerca perché proprio sul risultato del 2-0 dove la partita ti si mette su un piano che assomiglia di più alle qualità che hai. Abbiamo questi giocatori che ripartono negli spazi e non si riesce a trovare due passaggi che ti permettono di sviluppare e di mettere al sicuro il risultato è segno che c’è da lavorare soprattutto sulla testa perché sul 2-2 abbiamo visto che si è tentato tre azioni dove potevamo essere in vantaggio. Perché non farlo prima? Non è questione di stanchezza fisica perché a palla l’hai recuperata e non riesci a passarla a un giocatore a 6-7 metri è segno che non abbiamo quel livello di caparbietà, di carattere, di personalità, che deve essere una nostra qualità”.

Se aspettavi delle risposte le hai ricevute, eppure positive. Il problema della testa preoccupa maggiormente, perché non credo sia facile riuscire a fare quel salto di qualità che permetterebbe alla squadra di essere più cinica, più concreta e ottenere dei risultati maggiori.
“Attraverso la testa è più facile arrivare all’obiettivo perché si va a toccare una preparazione fisica, perché il discorso diventa un po’ più lungo da riuscire a mettere dentro la squadra quelle qualità che ci vogliono. Noi teniamo sempre sotto controllo i numeri di una partita: i metri che si fanno di scatti, i metri che si fanno, gli scatti che si fanno. Noi siamo al di sopra del livello in tutte le cose. Ci sono dei momenti, come stasera, in cui subiamo dei cross che non dobbiamo concedere, si concedono dei metri agli avversari e non capisco come mai non si concede ai centrali di prenderla di testa, oppure quando recuperiamo palla ci accontentiamo di puntarla, ci basta di averla conquistata. Così gli altri ci prendono vantaggio e prendono coraggio e vengono fuori i problemi. Dobbiamo avere una solidità mentale forte”.

Si riesce a cambiare il DNA di una squadra, di una storia che quasi sempre quando sembra spiccare il volo pareggia, inciampa in corsa, fallisce?
“Bisogna riuscirci, poi parlo per quello che è la mia gestione, per come conosco i miei giocatori. Io torno a ripetere che ho una buona squadra. È chiaro che bisogna riempire bene la partita. In alcuni momenti ognuno sa quali sono le sue qualità e fa solo le sue qualità, bisogna metterci qualcos’altro che noi gli si riconosce come caratteristiche perché gli attaccanti devono tenere palla, ma nello stesso tempo devono fare fase difensiva. Io sono contento dei giocatori che ho a disposizione e sono fiducioso delle qualità che hanno, però il campo ha il suo valore per quelle che sono le performances, le giocate, le situazioni che andremo ad analizzare dentro la partita dicono che dobbiamo registrare qualcosa a livello di testa e dobbiamo assolutamente farlo”.

SPALLETTI IN CONFERENZA STAMPA

A Oporto la squadra viene raggiunta in dieci. Oggi viene raggiunta in undici contro undici. C’è una difficoltà nel gestire la gara?
“Ci sono difficoltà se giochiamo così e se non cerchiamo di andare a fare ancora gol per chiudere la gara. A livello di gestione quando abbassiamo la qualità delle giocate ci manca qualcosa. Non abbiamo quel carattere nei duelli. Dobbiamo continuare a fare le cose che abbiamo nel nostro dna”.

L’inserimento di Fazio e il cambio del modulo può aver creato qualche problema e spazi al Cagliari?
“Io devo fare delle scelte e quando non faccio risultato ci può stare che ci siano delle critiche. Quando non si vince mi sento il più responsabile di tutti. Credevo che potessimo giocare sulle ripartenze ma non siamo stati bravi a farlo. Se si sbagliano cose semplici è inutile poi parlare della condizione fisica”.

Il cambio di Dzeko per El Shaarawy. Motivi fisici? Crede di aver perso due punti o di averne guadagnato uno?
“Ho tre cambi e volevo dare un contributo alla squadra. Stasera sono sicuramente due punti persi”.

C’era la volontà di sopperire nelle difficoltà di palleggio con i tre cambi?
“Si. L’intenzione era quella di utilizzare Florenzi e Peres più alti e liberarli al cross. A sinistra ci siamo riusciti, mentre a destra molto di meno. Al contrario però abbiamo subito qualche cross di troppo, sbagliando anche in fase di appoggio. Siamo stati leggeri nel valutare la palla del gol di Borriello altrimenti saremmo rimasti 2-0. E’ un problema di testa che abbraccia il carattere”

SPALLETTI A SKY SPORT

Settimana complicata, forse la cosa buona è che poche volte si vivono queste settimane?
“Dipende dall’atteggiamento che abbiamo nelle situazioni. Se giochiamo in certi tratti come stasera potremmo incontrarne altre”.

Il concetto di gestione del risultato che segna il confine tra grande squadra e buona squadra?
“La partita di stasera dice che dobbiamo trovare equilibrio mentale. Creare maggiore attenzione nella nostra testa per raggiungere i nostri obiettivi. Potevamo gestire una gara del genere ma alle prime difficoltà non abbiamo retto”.

Questa è una squadra con giocatori di livello internazionale. Con la maglia della Roma però gli viene il piedino. Perché non c’è mai una crescita?
“Per quello che mi riguarda sono poche queste situazioni. Dobbiamo lavorarci su. Giocatori come Salah, per esempio, sono bravissimi in certi strappi ma poi magari si isolano nel corso della gara. A volte c’è mancanza di carattere e dobbiamo riempire di più cose, oltre a quelle tecniche. A noi per ora non ci riesce, anche se abbiamo provato a vincerla. Non mi spiego perché non ci abbiamo provato prima a chiuderla”.

Quanto è pesato togliere la fascia di capitano a De Rossi?
“Mi è dispiaciuto ma lo stesso De Rossi è contento di aderire a determinate regole interne. A. De Rossi l’ho comunicato prima da solo e poi anche davanti alla squadra. Ma ogni giocatore paga quando sbaglia”.

La Roma se non gioca benissimo non riesce a vincere. E’ difficile essere brutti ma efficaci?
“Questo mi sembra molto difficile per noi, perchè abbiamo visto già lo scorso anno con delle gare quasi vinte che abbiamo rischiato di pareggiare. Ci compiaciamo troppo a volte e non capisco come mai. Qui bisogna lavorare meglio, ma il nostro dna è quello di tenere alta la qualità”.

Il gol di Strootman, quanto vale per voi?
“Vale molto, abbiamo ritrovato un grande giocatore. In quella situazione è stato bravo anche Dzeko. Menomale che ha fatto gol perché sennò avremmo perso la partita (ride, ndr)”

SPALLETTI A MEDIASET PREMIUM

Una Roma ancora fragile?
“Sì in alcuni momenti è stata fragile in alcuni momenti è stata forte. Manchiamo di equilibrio e continuità”.

La Roma ha un problema di testa?
“Si, sembra sia una mancanza di personalità. Quando dobbiamo gestire ci viene il braccino, sbagliamo dei passaggi banalissimi e poi i nostri avversari sono bravissimi ad approfittarne”

Gli obiettivi?
“Se non reagiamo è difficile vedere gli obiettivi. Finiamo di giocare prima di smettere”

L’errore di Florenzi?
“Al di là di quello, da ultimo abbiamo avuto due occasioni per vincere la partita. Nel finale abbiamo fatto nuovamente bene, quindi ci sono cose difficili da spiegare. In certi momenti però non siamo stati capaci di giocare la palla a 5 metri di distanza e se non sai fare le cose semplici poi tutto diventa difficile. Alla fine però l’allenatore è quello che sbaglia più di tutti”.

Perché la fascia a Florenzi?
“E’ tutto sotto controllo e tutto regolare. Abbiamo un codice di comportamento, un regolamento interno a cui tutti si attengono e che anche De Rossi conosce. Abbiamo un’etica tra di noi, siamo uniti e lo stesso De Rossi è d’accordo nell’avere questo regolamento. Se vale solo per questa sera? Dipenderà da quelle che saranno le sanzioni che verranno fuori. Daniele è il più dispiaciuto di tutti, ma è convinto della bontà di questo regolamento.”

ll gioco di sponda era per la difficoltà fisica?
“Non riesco a capire cosa c’entri la difficoltà fisica quando non si riesce a giocare la palla a 5 metri. Se la palla non ce l’abbiamo noi e dobbiamo rincorrere posso capire, ma quando abbiamo la palla e la perdiamo no. Abbiamo sbagliato davvero in troppe occasioni, errato nelle ripartenze. Dobbiamo essere in grado di stare in grado in un certo modo e ad un certo livello, mentre noi abbiamo offerto poca forza. Non mi garba soprattutto quell’atteggiamento dispiaciuto quando bisogna recuperare palla, non si lotta!”.

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA - La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è vietata. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge.

8 Commenti

  1. Caro Luciano pensavi che tornando avessi capito come agire sullo spogliatoio. ..purtroppo anche tu como il secondo anno di ranieri di garcia di zeman ecc ecc. pagherai scotto di giocatori appagati essendo stati osannati per un buon piazzamento im campionato nel primo anno del nuovo allenatore senza peraltro vincere un caz……Per me contano solo le coppe e scudetti…il resto…sono conti che lascio fare al pappone di pallottolo sabatini e baldissoni ..invidio la juventus che trasmette ai suoi sempre la fame e voglia di vincere..o stravincere anche con doping o partite acchittate…per loro arrivare secondi equivale ad un fallimento. …

  2. Società e proprietà ridicola. Purtroppo con l’autofinanziamento non si va da nessuna parte. Manca la personalità e il carattere perchè i giocatori veramente forti sono pochissimi. Facciamo 2 o 3. Gli altri molto sopravvalutati ( troppi purtroppo! ) Pallotta, Baldissoni e Sabatini ci raccontano le favole, Spalletti è in confusione e non ce lo ammetterà mai: la squadra che gli è stata consegnata non è di suo gradimento. E oggi l’attacco che fa ai giocatori è durissimo. Mi ripeto fino alla noia. Mancano regista, difensore sinistro come il pane. Poi un esterno e un centravanti. Dzeko ce la metterà tutta poverino ma non segna MAI. MAI! Purtroppo questi sono acquisti che non si faranno perchè Pallotta non c’ha una lira che una. Si aspetta di vendere Vainqueur per comprare un altro rincalzo. Vergogna e tristezza. Film già visto. Purtroppo. Sempre FORZA ROMA!

  3. Abbiamo passato l’estate ad allenare la difesa con Florenzi, Manolas, Jesus, Mario rui. Invece abbiamo avuto sempre difese diverse in 4 partite , grazie al mercato sempre in ritardo. Manca ancora un centrocampista e un attaccante secondo me…ma era meglio prima…

    • se si infortunano pure i massaggiatori e si fanno espellere anche i consulenti esterni è normale avere sempre difese diverse…LA ROMA E’ MALEDETTA!!!!

  4. Venduto Benassia, Marquinos, Pianic, cioè l’ossatura di una squadra vincente per i prossimi 5-6 anni. Presi decine di giocatori improponibili che poi pesano sul bilancio. Un presidente assente che non ha più intenzione di cacciare una lira (non ha mai cacciato una lira ha solo indebitato la roma con le garanzie) un dg che continua a far lo scopritore di talenti e ne prende uno ogni 15 (che poi rivende..), uno spalletti che ha fatto di totti il capro espiatorio di tutti, mortacci tua almeno visti i risultati ci potevi far vedere l’ultimo anno del capitano… SOCIETA, DG E ALLENATORE: CHE VERGOGNA..

  5. Ma tipo escludere dalla formazione titolare Scesni e De Rossi? Sarebbe un inizio, poi magari si potrebbe lavorare su altro, tipo la difesa a 3 visto che non abbiamo terzini (26Mln Gerson e Allison, ci si poteva comprare un top player visto che Pjanic è andato via a 30)

  6. Ti risulta che Sabatini abbia mai costruito una squadra da scudetto nella sua carriera? La risposta è no…ha sempre fatto mercato per fare ottenere alle società laute plsvalemze…è il più forte in questo campo…e gli americani sono stati ben consigliati…rimane il fatto che sto progetto non decolla chissà perché…purtroppo ti devi risvegliare tu…tipo matrix…gli americani non vogliono vincere ..vogliono fare solo i soldi…con lo stadio…e purtroppo scoprono che la cosa è molto molto lunga…nel frattempo cercano di non fare troppi debiti

  7. Comunque se non hai i terzini adeguati per giocare a 4 …ti devi mette a 3 sennò ti infilano sempre come il burro…quando venne l’anno scorso lo ha fatto per qualche partita iniziale proprio perché sapeva che c’era lo stesso problema di oggi…poi ha cambiato sperando di utilizzare il suo modulo preferito. Ma ormai è chiaro che con i terzini contati è un casino e la situazione è la stessa che aveva Garcia…

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here