Spalletti: “Abbiamo chiuso tutto, non si passava da nessuna parte! Il contratto di Totti? Non dipende da me”

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ROMA-FIORENTINA, LE INTERVISTE – Tutte le dichiarazioni del tecnico giallorosso Luciano Spalletti, in occasione di Roma-Fiorentina.

POST PARTITA

SPALLETTI A ROMA TV

Una delle partite più belle?
“Secondo me no, belli tosti e determinati. Squadra aggressiva, fisica al punto di voler fare il duello individuale e portare a casa molte situazioni di gioco. Bisogna migliorare nel fraseggio veloce e nelle palle perse in maniera banale”. 

La fisicità della squadra:
“Era come se ci fosse un cancello e chi entrava in quel cancello gli si diceva ‘questa è casa mia non ti voglio'”.

Non era semplice giocare per ultimi:
“E’ un gioco importante quello del calcio, c’è dietro la passione e il lavoro di tante persone. Se ci comincia a venire il braccino sul risultato di un altro… Ci si chiama Roma, altrimenti non è simbolo di grande calciatore. Se si vuole fare un altro gioco andiamocelo a scegliere. Non siamo al di sotto degli altri, bisogna inventare qualcosa di più di quello che è il nostro massimo per stare al passo”.

Questa convinzione…
“La squadra come ho detto spesso nelle ultime volte è forte dal punto di vista mentale. Sono ragazzi che si trasferiscono la ricerca continua per la vittoria. Il massimo della soddisfazione per la nostra vita è quando vince la squadra. E’ questa unità, questa compattezza e questo essere partecipe nella nostra vita la Roma. Ripartenza spettacolare e grandissimo gol sul terzo gol. Sono stati veramente forti”.

Squadra che si è mossa in maniera incredibile:
“Se vieni a casa mia io ce l’ho tutte registrate (ride, ndr). Se gli altri vengono a pressarci per noi deve essere un vantaggio, noi dobbiamo avere la qualità di uscire dal pressing e ripartire nello spazio. Se non abbiamo la qualità per prendersi responsabilità importanti, come quella di Manolas, ne ha fatta una ma ne deve far dieci in un partita. Uguale anche Toni, se guardi nel primo tempo la difesa era troppo statica, la palla viaggiava troppo piano e allora diventa tutto più difficile”.

SPALLETTI IN CONFERENZA STAMPA

Venti minuti non buoni della Roma, poi un match esaltante. Lei ha lanciato l’hashtag #FamoStoStadio. E se fosse #FamoIlContratto a Spalletti?
“A inizio partita dovevamo pulire dei dubbi che iniziavano a venire a qualcuno. Poi però abbiamo preso le distanze corrette, arrivando quasi sempre in tempo chiudendo e bissando le marcature. Poi sono arrivati i gol ed è arrivato tutto. La Roma è forte e può giocare partite di questo livello qui. Da un certo settore del campo in poi c’è stata una fuga nostra per non dare spazio agli avversari. Questo è il verso giusto. Del contratto non se ne parla più. I contratti dei calciatori sono importanti. Senza i rientri di Nainggolan e di Palmieri, di Dzeko ed El Shaarawy non ci si arriva a questi risultati. Sono forti e glielo dico da quando sono arrivato”.

Sono più i rimorsi per Genova o il suo progetto sta andando avanti senza intoppi?
“A Genova non c’è stata alcuna avvisaglia che potessimo andare in confusione. Il mio ruolo poi mi impone delle decisioni. Noi, perché ci si chiama Roma, dobbiamo prenderci responsabilità in tutti i sensi, prendendo le redini del gioco. Se togli giocatori come Pjanic diventa difficile, ma metti Kevin. Poi oggi siamo stati più aggressivi. Lo stessa scelta di Vermaelen non è andata giù, ma è uno dei migliori che abbiamo. Fosse stato per voi avrei dovuto togliere pure Palmieri, Dzeko… Tutti sul carro”.

SPALLETTI A SKY

“Da un punto di vista fisico gli siamo passati sopra, abbiamo fatto molto bene. Loro ci hanno creato qualche problema, ma nel secondo tempo la squadra ha accettato i duelli e li ha accettati nella maniera corretta, abbiamo avuto lucidità a far male”.

Su De Rossi e il futuro:
“Non ho parlato con la società dei contratti. Secondo me è una cosa di cui se ne può parlare, ma la società ha altri fini oltre a volere il calciatore. Ci sono dei contratti che la società ne deve parlare ma con i tempi giusti. De Rossi incarna nella totalità lo spirito della Roma, può sempre far comodo”.

Sul rinnovo:
“Del mio non se ne parla, ora è importante mettere a posto lo spogliatoio, creare un equilibrio tra i giocatori. Se siamo a dire che la squadra è forte è per merito loro”.

Dzeko:
“Il giocatore è forte, l’ansia di farsi conoscere può far commettere qualche errore”.

Sull’esultanza:
“Noi dovevamo togliere i dubbi che cominciavano a venire a qualcuno. Diventa facile andare in confusione, però c’era da pulire questa incertezza. La Roma è una squadra forte e stasera lo ha dimostrato contro una squadra forte”.

Su Salah:
“Ho retto sulle richieste di prendere un’altra punta, ora il problema è trovare posto a quelli che abbiamo. Qualcuno deve star fuori, perché non può essere proprio Salah?”.

Su Dzeko:
“Volevo che restasse, gli ho detto di far vedere le sue qualità. Poi è difficile perchè la Roma è un grande club con tanta passione intorno. Ora è connesso con il pubblico”.

Su Emerson:
“L’avete vista la sua partita? Anche per me è l’uomo partita”.

Sul nuovo stadio:
“Qui ci sono professionisti che fanno benissimo il loro lavoro. Sono convinto che le istituzioni e la Roma troveranno una soluzione. Serve costruire stadi migliori per l’economia delle città. Se vai a Londra o in Germania si capisce quanto c’è dietro”.

SPALLETTI A PREMIUM SPORT

Dzeko?
“Stasera non c’è da dirgli niente, il carro è pieno. Ora che ha segnato, salgono tutti sul carro. Già c’è chi gli fa i complimenti”.

Roma straripante…
“Sì, è vero. Con questa prestazione abbiamo dato al pensiero che questa Roma è potente, a differenza di quanto si pensava”.

Il Napoli?
“Il Napoli sta facendo un grande campionato, come noi, mentre la Juventus sta facendo un grandissimo campionato. In questo periodo bisogna fare attenzione, perché si può entrare in confusione di risultati. Se poi ci fosse un calo degli altri, noi non dovremo avere rimpianti”.

Napoli, Roma e Juventus hanno Mertens, Nainggolan e Mandzukic. come si entra nella testa dei giocatori per fargli cambiare mentalità?
“Intanto bisogna trovare una quadratura. Poi bisogna fargli credere che possono giocare insieme ad altri campioni e lì trovano lo stimolo, specie se incentivati a fare gol, come nel caso di Nainggolan. Al belga giallorosso gli manca un po’ di tecnica, però quando fa quei movimenti, senza farsi risucchiare dal mediano, diventa devastante. Tante volte però Nainggolan resta lì, perché sa va avanti può togliersi soddisfazioni maggiori, ma è un giocatore con grandi caratteristiche”.

L’esultanza al terzo gol?
“Ho esultato perché la sofferenza si patisce in campo. Questa sera, prima della partita, c’era già qualche situazione. Quando ti fanno il ‘buchettino’, poi può diventare difficile. Abbiamo fatto una partita tosta, siamo andati a prenderli. Abbiamo fatto bene i cambi di posizione, abbiamo giocato con forza e aggressività, senza concedere niente. La gara l’abbiamo vinta dal punto di vista fisico”.

La rimonta è possibile?
“Noi dobbiamo fare le cose in maniera professionale, incominciando dal lavoro domattina. rivedremo le cose fatte bene in questo match e poi prepareremo il prossimo incontro per giocarlo come questo”.

Rimarrà alla Roma?
“Se siete attenti, nelle conferenze ho parlato più volte di questo argomento e il mio pensiero rimane quello. Per vincere le partite contano i giocatori. Conta fare il contratto a De Rossi, a Totti. Il contratto di Francesco ve lo puppate voi, non me lo puppo io. Sennò si ricomincia con la manfrina che non lo faccio giocare, io faccio l’allenatore e faccio le mie scelte. Per il contratto di Totti non dipende da quelle che sono le mie scelte, deve fare quello che gli fa piacere a lui. C’è gente come Manolas, Strootman…questi contano. Se stiamo qui a parlare di grande squadra è perché ci sono questi calciatori qui”.

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