Spalletti: “L’ambiente di Roma non aiuta, qui la vittoria manca e si percepisce” (FOTO e VIDEO)

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ROMA-PALERMO, LE INTERVISTE – Tutte le dichiarazioni dell’allenatore giallorosso, Luciano Spalletti, in occasione di Roma-Palermo.

SPALLETTI IN CONFERENZA STAMPA


Ha detto che l’ambiente non aiuta la Roma…
“Chi ti ha mandato? (batte 3 volte la testa sul tavolo, ndr)”.

Juan Jesus?
“Il problema è evidenziare i gol fatti, ci sono tre o quattro giornalisti che fanno il loro lavoro perché gli fa comodo criticare la Roma”.

Primo tempo non come il secondo?
“Siamo stati macchinosi, nel secondo tempo la palla viaggiava meglio. Primo tempo meno, loro stavano messi meglio in campo. E’ entrato Florenzi che ha più spinto. Stamattina avevamo detto che era meglio non giocasse, mentre Jesus aveva un polpaccio contratto. Con Florenzi la palla fluisce meglio e la sua qualità fa la differenza perché ci permette di gestire”.

La squadra può rimanere agganciata lassù visto l’andamento incerto delle altre?
“C’è sicuramente uno stimolo in più. Noi dobbiamo pensare ad avere una classifica importanti e mirare alle cose importanti. Poi se qualche volta perdono anche loro, fa la differenza. Però c’è anche il Milan che non si può non tenere in considerazione. Mi aspettavo che Montella riuscisse a dargli un verso, poi che riuscisse ad andare così è importante”.

Negli ultimi tempi ha chiesto spesso che la squadra sappia gestire nella metà campo avversaria, secondo lei questa sua richiesta andando bene?
Il possesso palla è fondamentale, noi siamo una quadra veloce che ribalta le azioni. Ma il possesso ti permette di poter giocare tra le linee, se loro voglion venire a prenderla sono costretti ad alzare la linea difensiva. Ma dobbiamo essere più sciolti. Se gestisci palla gli altri fanno più fatica. Non abbiamo tanti giocatori di carattere che ci permette di stare dietro ai duelli, noi abbiami più giocatori di qualità. Emerson nel 2° tempo ha fatto bene, però sentono questa necessità di vittoria nel più breve tempo possibile. Vogliono riempire il cuore dei tifosi.

Andando via Spalletti, riferendosi a un giornalista, dice: “E comunque non è vero che l’allenatore dell’Olanda ha detto che sono un frustrato, ha chiamato il nostro medico per scusarsi”.

SPALLETTI A ROMA TV

“Si lavora bene se si fanno i risultati e si lavora bene non rimanendo entusiasti della partita prima. Perché mercoledì rigiochiamo subito. È fondamentale far bene sempre. Palermo? Era una partita a rischio e i giocatori vogliono far vedere le loro qualità. De Zerbi è un allenatore che vuol giocare a pallone e vuol giocare a partita. La squadra stanno provando a metterlo in pratica ma quando giochi contro le grandi squadre è difficile metterlo in pratica. Come gestire questo momento? Si gestisce in maniera difficile. Non è facile. Noi bisogna saper sfruttare i momenti che passano, è lì, è possibile, la tocchi con mano. È un vantaggio che ci siano tante squadre in pochi punti, perché se sei squadra, in poche partite puoi incidere in classifica. L’essenziale è non abbassare quanto fatto fino ad ora. Noi non siamo una squadra di rompicoglioni. A me non riesce. Squadra esaltata dall’emergenza? Emerson ha fatto bene soprattutto nel secondo tempo, nel primo era contratto. Un sinistro naturale messo a destra, lo limiti. Già deve far vedere il suo valore, poi lo metti dalla parte opposta…non riesce ad esprimersi nei primi due o tre palloni, ma poi ha la personalità di rifarsi nel secondo tempo. Juan Jesus? A volte ricasca nella non tranquillità di giocare palloni che lui sa gestire in maniera facile in allenamento, poi gli risubentra la tensione e la soffre. Perché dobbiamo vincere sempre. Portando a casa prestazione e risultato. Però l’ho tolto perché aveva un polpaccio contratto”.

SPALLETTI A SKY SPORT

La partita ha detto qualcosa di diverso, abbiamo visto gestione:
“Nel primo tempo non siamo stati bravi come nel secondo, però siamo passati in vantaggio e non abbiamo rischiato. Nonostante un po’ di tensione l’abbiamo subita ugualmente. Nel secondo tempo la squadra ha fatto le cose con più qualità”.

La storia di El Shaarawy:
“I calciatori che nella grande squadra debbono subire qualche momento in cui non vengono scelti e non si deprimono diventa una qualità importante. Se non si fanno trovare pronti poi diventa un problema, perché creano aspettative e non restituiscono qualità. Si è fatto trovare pronto, ha grande qualità e grande tecnica. Bisogna faccia qualche duello in più, bisogna vinca qualche pallone in più, qualche cosa di fisico diventa importante. Si parla sempre di chi fa gol, ma è importante si faccia un numero di gol come squadra, quello porta un risultato importante. Che uno solo ne faccia 30 mi crea anche difficoltà. Si parla di collettivo, quando non funzionano tutti non sono contento”.

Avete gestito:
“Nella perdita di palla essendo tutti corti si può guadagnarla subito. Sei in molti vicino alla palla, la riconquisti, è tutto in quei casa. Paredes e De Rossi hanno fatto una buona partita, qualche volte è mancato il passaggio tra le linee, siamo andati indietro senza andare a chiamare in causa i trequartisti. Il possesso è stato fatto bene”.

Quanto è importante sbloccare al più presto?
“Abbiamo giocatori veloci, come Salah ed El Shaarawy ed Iturbe. Anche Nainggolan ha questi strappi di molti metri, giocare in campo aperto per noi è meglio. Ma quando ti chiami Roma devi saper gestire la difficoltà e gli spazi chiusi, La tecnica nello stretto ci viene meno bene, l’anno scorso senza prima punta eravamo più corti. Con la prima punta il campo si allunga un po’ e non si riesce a gestire benissimo come in precedenza”

Pjanic, dove rende meglio?
“Allegri lo sa da solo. A me serviva più davanti la difesa, a lui la palla non brucia. Con uno accanto, perché poi dava anche forza al reparto. Quando lo tiri più avanti mette la palla e fa gol. Se deve partire da mediano si trova meno, vanno fatti i calcoli”.

SPALLETTI A PREMIUM SPORT

Vittoria significativa:
“Bella vittoria, abbiamo guadagnato qualche punticino dalla vetta. Secondo tempo bene, primo tempo meno: troppo lenti”.

Serviva dare continuità:
“Esatto, serviva dare seguito. Ogni tanto però vedo troppa tensione, i giocatori la soffrono: quando si sbaglia un passaggio ce n’è un altro dopo per rimediare. Però abbiamo fatto bene”.

23 gol, la squadra sta ritrovando la cattiveria giusta?
“Io interpreto questa situazione in base a chi fa i gol, è più importante il collettivo che il singolo”.

Settimana importante, guardate la classifica?
“E’ presto per guardarla, le squadre devono ancora trovare la quadratura, il passo del campionato lo dobbiamo ancora prendere. Dobbiamo montare bene sul momento che stiamo vivendo. Quello del Milan, per noi, è un buonissimo risultato. Hanno però anche loro le carte in regola per dire la loro in questo campionato”.

Grande prestazione a livello offensivo, di movimenti. Sei cambiato tu a insegnare qualcosa?
“Dipende tutto da chi marca un giocatore, bisogna sempre contestualizzare chi marca l’uomo, se davanti c’è una difesa a 3, a 4 o a 5. Il secondo tempo abbiamo fatto bene, in alcune fasi però si può fare meglio”.

Dove hai lavorato per avere questi risultati dopo la partita con il Torino?
“Si lavora giorno dopo giorno, è importante anche cosa riescono a tirar fuori i calciatori. Qui non c’è un ambiente tranquillo, perché la vittoria qui manca da molto tempo ed è logico che un giocatore non è tranquillo quando sbaglia. Questo ambiente non aiuta. Ad esempio Emerson è un ottimo giocatore, quando andrà a giocare di più lo dimostrerà”.

Fazio e Paredes sono due titolari in più?
“Loro sono titolari a tutti gli effetti, se in qualche partita ci sono rotazioni è normale, ci sono molti impegni”.

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