Somma: “La Roma merita le semifinali ma può andare anche oltre”

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SENTI CHI PARLA ALLE RADIO – La rubrica di Romanews.eu “Senti chi parla… alle radio” è lo spazio quotidiano in cui potete leggere i commenti sul mondo Roma di speaker e opinionisti protagonisti dell’etere romano raccolti dalla nostra Redazione.

Michele Giammarioli a Centro Suono Sport: “Di Francesco deve essere molto bravo nel tenere la squadra con la concentrazione giusta anche in vita della gara di domani contro il Genoa. Già con la Lazio il tecnico è stato bravo perché la Roma non ha demeritato, anche se la squadra avrebbe potuto senza dubbio fare meglio, specialmente in qualche circostanza”.

Mario Somma a Centro Suono Sport: “Il rigore dato al Real Madrid contro la Juventus c’era, il giocatore spagnolo non ha alcun motivo per cadere. La Roma si è meritata di raggiungere la semifinale di Champions League e secondo me si può ancora fare meglio, non dico altro. Liverpool? Bisogna stare molto attenti a Salah, ma i giallorossi sono in grado di superare gli avversari e possono sognare”.

Fernando Orsi a Radio Radio Pomeriggio“E’ inevitabile che la Champions tolga qualcosa alla Roma. Le due partite a cavallo, nonostante siano facili sulla carta, possono essere insidiose proprio per questo motivo. Entri in campo pensando che giocherai una semifinale di Champions”. 

Gianluca Lengua a Radio Radio Pomeriggio“Ora la Roma deve fare un passo avanti, non esiste che si venda Alisson e, in più, dovrai fargli un contratto competitivo con i più grandi club d’Europa. Ora si deve decidere se diventare grandi, la cosa andrà gestita, i giocatori vorranno contratti maggiori. Una squadra come la Roma deve assolutamente entrare in Champions. Sono obbligati ad arrivare tra le prime 4, Pallotta ha dato questo ordine a Di Francesco e ai dirigenti”.

Stefano Carina a Radio Radio Pomeriggio“In questo finale di stagione c’è il rischio che la Roma resti fuori dalla zona Champions. Giocare in campionato avendo anche la Champions non sarà facile. Grazie a queste entrate la Roma ha la forza per dire di no alle offerte per i suoi giocatori. L’attacco del Liverpool è il peggiore che la Roma possa affrontare. Mané è il giocatore chiave dei Reds, per me il borsino della qualificazione è 60 per gli inglesi e 40 per la Roma”.

Stefano Agresti a Radio Radio Pomeriggio“La Roma vuole a tutti i costi andare a Kiev, anche se per farlo dovesse arrivare quinta in campionato. Non mi aspetto in ogni caso che la Roma non venda nessuno e prenda un giocatore da 40 milioni”.

Franco Melli a Radio Radio Pomeriggio“Dobbiamo misurare bene l’impresa della Roma. Io non la ricordo una cosa del genere nel calcio italiano, è un’impresa colossale. Il calcio è un mistero agonistico, ho cercato di darmi delle spiegazioni e non ci riesco”.

Francesco Balzani a Centro Suono Sport: “La Roma ha cambiato la sua storia col Barcellona. Ha messo un marchio ben definito e sono convinto che il prossimo anno partirà seriamente per vincere lo scudetto. Di Francesco è stato bravo a capire che la squadra aveva bisogno di un’impresa e non del minimo sindacale. E ha convinto 18-20 giocatori a crederci davvero. Si è parlato spesso del Napoli, ma la Roma è stata più brava a seguire un percorso di crescita. Ora si può dare una continuità concreta al progetto tecnico oltre che a quello economico”.

Mario Corsi a Centro Suono Sport: “Ieri sono state ufficializzate due notizie: i ricavi sono saliti a 240 milioni e non ci saranno cessioni eccellenti. Queste notizie ce le ha date Baldissoni ieri nell’assemblea degli azionisti. Così cambia tutto, cambia la storia. La semifinale di Champions ci ha aiutato moltissimo a incrementare le entrate, pensate un po’ quanto ci porterebbe la finale. Avete visto quanto è importante vincere? Vincere, o comunque arrivare a risultati importanti, ti aiuta moltissimo a crescere. La storia della Roma è cambiata in 4 giorni. Ora bisogna solo spingere questa squadra al massimo per farla arrivare in finale”.

Alessandro Austini a Tele Radio Stereo: “La partita con il Genoa è particolarmente complicata, così come quella con la SPAL. Domani sera ci saranno diversi cambi, ma non moltissimi. Di Francesco è chiamato ad una gestione scientifica delle forze. Sono i 15 giorni più importanti della stagione”.

Riccardo Angelini a Tele Radio Stereo:La partita con il Liverpool è più difficile di quella con il Barcellona. Hanno strapazzato il Manchester City, che ha vinto la Premier League con molte gare di anticipo. Roma-Genoa è importantissima, esattamente come Roma-Barcellona”.

Josè Altafini, ex giocatore, a Tele Radio Stereo: “Mi piace il bel calcio, sono tifoso del Barcellona, apprezzo chi gioca bene ma si deve anche vincere, vedo volentieri il Real Madrid, amo la Champions League, fui il primo a vincerla con il mio Milan, nel 1963 contro il Benfica, per questo reputo una grande impresa quella fatta dalla Roma con il Barcellona di Messi”.

Sandro Sabatini a Radio Radio: “Il Genoa arriva a Roma demotivato, non ha più niente da chiedere al campionato e quindi basterà una Roma con il turnover per dare i tre punti a Di Francesco”.  

Roberto Pruzzo a Radio Radio: “Il Genoa è una squadra scorbutica che ti fa giocare male. Deve essere una buona Roma per poter conquistare i tre punti e vista la Roma nelle ultime uscite in campionato non sono tanto tranquillo. Corsa Champions? Non vedo mini fughe all’orizzonte, andrà avanti fino in fondo. Il campionato della Roma e dell’Inter è costellato di saliscendi. In teoria questa giornata dovrebbe essere a vantaggio dei nerazzurri, ma chi lo sa”. 

Augusto Ciardi a Tele Radio Stereo: “Under a Liverpool servirà tantissimo, come il pane. Il cammino più tortuoso tra tutte le semifinaliste di Champions l’ha avuto proprio la Roma. La Roma si è sbloccata in Europa, c’è un’attenzione diversa nei suoi confronti nel mondo. Se sei bravo a non fare la meteora come invece è successo al Monaco, ti abitui a farle queste coppe”. 

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37 Commenti

  1. Mi è parso di captare un generale senso di acquiescenza al pareggio con la Lazio, cosa che non condivido. La Roma aveva due giorni di riposo in più, la spinta emotiva della Champions in più e negli ultimi dieci minuti anche un uomo in più. Vincere con la Lazio ti avrebbe permesso di gestire un minimo la fase finale del campionato (ricordo che a scontri diretti siamo in svantaggio con l’Inter). I calciatori dovevano metterci di più, poi capisco che assimilare un nuovo modulo non si facile. Si è comunque visto che col 4-3-3, col 3-4-3 o col 3-4-2-1 contro squadre che mettono l’aereo davanti alla porta facciamo sempre fatica.
    L’errore è stato accettare il piano su cui l’ha messa la LAzio, cioè il picchiotutto, che era l’unico che lei potesse giocarsi.
    Sarà un finale di campionato difficile, chi dice che abbiamo il calendario più agevole sbaglia, soprattutto considerando che la Roma quest’anno ha perso punti con le piccole.

    Ieri hanno svolto l’assemblea degli azionisti. Mi pare che Baldissoni abbia confermato che intendono continuare sulla strada del trading di calciatori e che i conti sono quasi tutti in ordine ormai, grazie allo straordinario percorso di Champions di quest’anno. Purtroppo la mancata partecipazione dell’anno scorso ancora pesa, motivo per cui in campionato sarebbe meglio applicarsi di più ed evitare brutte sorprese a Maggio.

    • Ciao Jacopo, sono d’accordo con quello che dici sul derby, però c’è una considerazione da fare: un pareggio, che comunque non è da buttare via, è servito a riportare la squadra con i piedi per terra. Conoscendo i nostri polli, magari vincevi il derby al novantesimo con gol di Dzeko e poi perdevi in casa col Genoa oppure sottovalutavi la sfida con il Liverpool. Così invece abbiamo capito tutti, giocatori in primis, che con il Barca è stata un’impresa storica ma non è che da un giorno all’altro sono diventati tutti fenomeni, così come il 3412 (o 3421 o 343, insomma, la difesa a 3) non è la panacea di tutti i nostri mali. Paradossalmente forse è stato meglio pareggiare. Inoltre volevo fare una considerazione sulle parole di Sandro Sabatini, perché purtroppo penso non sia l’unico a pensarla così: il Genoa arriva a Roma demotivato? Sul serio? La stessa squadra che lo scorso anno, all’ultima giornata quindi già salvo da un pezzo, nel giorno del ritiro di Totti, ha giocato talmente indiavolato manco fosse uno spareggio per la Serie B? Forse dimentichiamo che noi siamo la Roma e che il 95% delle squadre di Italia ci odia e dà sempre il 200% contro di noi, che sia la prima l’ultima giornata o un’amichevole. È proprio da queste partite che si determinano i campionati, poi ci lamentiamo che siamo discontinui in campionato, 3 punti con il Genoa valgono tanto quanto 3 punti contro la Juve, ricordiamocelo. Mi spaventa la (necessaria) presenza di Gonalons, spero che almeno stavolta non regali un gol agli avversari. FORZA ROMA DAJE!!

      • Sandro Sabatini è un serio candidato alla rubrica del Lunedì Ipse Dixit.
        Sul resto in effetti hai ragione, pensandoci bene può essere un pareggio più benefico di quanto sembri. In coppa la Roma ha fatto bene perché i giocatori, sapendo di essere inferiori ai colossi che affrontavano, si sono messi a pedalare sodo. Forse se si sentissero forti ci rimedierebbero una figuraccia.

  2. Buongiorno a tutti, domani contro il Genoa bisognerà fare molta attenzione in quanto Ballardini oltre ad essere un allenatore spesso sottovalutato è uno che sa far giocare bene le sue squadre, oltre ad essere una volpe tatticamente. Di Francesco in ogni caso dovrà assolutamente far rifiatare alcuni elementi per farli recuperare non solo fisicamente ma anche mentalmente, energie psicofisiche che il Barcellona ha abbastanza consumato. De Rossi lo si è visto abbastanza giù di tono, come anche Kolarov e Strootman. Io credo che per far rifiatare Kolarov si potrebbe fare come nel secondo tempo del derby spostando a sinistra Bruno Peres con il rientro di Florenzi a destra. In avanti spazio a Under ed El Shaarawy ai lati di Dzeko.

    • Semplicemente perché la rosa “pallottiana” prevede un massimo di 11 giocatori utilizzabili. Se non allunghiamo il braccino corto avremo sempre al momento critico “bisogno” di utilizzare il brunetto peres di turno, o inventarsi nonno Kolarov centrale, oppure sperare nei tiri da metà campo del turchetto o che si svegli (siamo ad aprile!) “ciccio” Schick. Manolas aveva bisogno del cambio e…chi avevi? Nessuno! Il rapper Moreno perfortuna già era stato plus-venduto a gennaio, a centrocampo e attacco deserto… meno male che la Lazietta fa veramente pena

    • Ciao Domenico, io sono convinto che domani Silva farà dei minuti in campo mentre in merito a Gerson credo che si tratti di un giocatore dai piedi buoni ma che non abbia ancora fisicità per giocare in mezzo al campo, dove Di Francesco chiede ai centrocampisti, anche di qualità, di trasformarsi all’occorrenza da “medianacci” per fare pressing. Può darsi che tra qualche anno possa essere pronto a poter fare anche quello.

  3. @Jacopo .. tu hai ragione .. ma devi considerare anche la testa. Paradossalmente, è più facile preparare il derby dopo la scoppola di Salisburgo che dopo la sbornia con il Barcellona. Ecco perchè, in sostanza, a molti di noi è andata bene. Poi il problema del centrocampo mi pare sia ben evidente a Monchi: ci manca uno che velocizzi il gioco, che giochi di prima .. non per niente si parla di Torreira, di Kovacic, di Coric … vediamo. Le partite con le piccole sono pericolose .. ma è anche vero che ora sono in un momento del campionato in cui non possono solo difendersi … magari un punto non basta e quindi, magari, devono scoprirsi un pò di più ….

    Avete sentito la notizia del fondo arabo che vorrebbe la Roma ? Ma guarda un pò … l’ambiente a Roma si stava leggermente compattando (almeno per questo finale di stagione) ed ecco che viene lanciato il solito sasso nello stagno … sarà vero, ma io sento tanto puzza di bruciato….

    • Sarebbe una bomba atomica. Poi occorre verificare la bontà della notizia, le intenzioni del compratore, che magari vuole solo speculare con Tohir con l’Inter e tutto il resto.
      Ma quei numeri ti proiettano verso piani tipo PSG e Pallotta non so quanto possa/voglia resistere.

      Comunque, io sono peggio di San Tommaso, soprattutto suqueste notizie. E anche ammesso che fossero vere, può sempre andare a finire come con Nafta Moskva, dove avevano già praticamente firmato tutto e poi è saltato l’affare.

      Ergo, meglio non considerare la notizia e sperare di arrivare terzi quest’anno.

      P.s.: Massimo74, puoi ri spiegarci le ultime indicazioni di Baldissoni sui conti della Roma?

    • Ciao Fabrizio, condivido tutto quello che hai evidenziato nel tuo post. In merito al fondo arabo sono anch’io convinto che possa essere utile agli altri la destabilizazzione del mondo AS Roma. A nessuno in Italia fa piacere che la Roma sia in finale di champions, altro che complimenti ed attestati di stima da parte di addetti ai lavori e tifosi esterni al mondo giallorosso. La Roma viene “odiata” a prescindere da tante piazze, naturalmente hanno usato i complimenti dopo la vittoria sul Barcellona solo per farsi pubblicità. Italia piena di rosiconi.

    • Fabrizio, l’avevo detto ieri calendario alla mano che tutti dicono che è il più facile, ma noi con il facile ci complichiamo la vita da soli.
      Ha ragione Jacopo il pareggio è stato accettato con troppa benevolenza, noi abbiamo una grande colpa….” i pali e le traverse sensibili”…mica l’arbitro di real-juve.
      Sulla questione del fondo arabo…ma daiiiiiii Bargiggia di Mediaset …..è come un tweet di Trump…o una dichiarazione della Raggi……fake news allo stato puro.

      • Infatti noi con le cosiddette “piccole” fatichiamo ed assai. Questi ultimi sei gare in campionato, all’andata, abbiamo fatto di vittorie (di misura), tre pareggi ed una sconfitta. Servirà fare meglio (molto) per andare in Champions, almeno quattro vittorie ed un pareggio se dobbiamo fare calcoli.
        Del Genoa non mi fido. Ballardini e un catennacciaro vecchio stile. Non soffriamo queste partite.

  4. Ciao Jacopo, certamente. Parto dalla fine del tuo primo messaggio. Il trading dei calciatori è oggi pratica imprescindibile per ogni società sia italiana che straniera. La linea adottata negli ultimi anni da molte società anche straniere è quella di vendere il meno possibile, ma a prezzi alti, quindi quando possibile cedere il pezzo pregiato e farselo pagare. La strategia è evidente: Guadagnare ma non smantellare. Comunque il trading rimane, come detto, pratica imprescindibile. A questa va affiancata assolutamente la continuità nei risultati sportivi. Noi tifosi vogliamo vincere, ma ad una società per mantenersi ad alti livelli e dividere ogni tanto anche qualche utile basterebbe anche solo l’accesso alla champions l’anno prima, possibilmente almeno come seconda in campionato per avere maggiore market pool e poi un cammino nella Champions, l’anno successivo, che porti dai quarti in su. La vittoria del campionato non porta significativi introiti, ma comunque significa ancora maggiore market pool e potenziali maggiori sponsor. La coppa Italia non porta quasi nulla e l’Europa league rappresenta solo un piccolo paracadute nel caso di un’annata sbagliata. Il trading dei calciatori sarà calibrato sulla base della “consistenza” dei risultati sportivi. Quindi potrà servire o per risanare i conti quando si sbaglia l’annata, come per esempio è successo in parte a noi l’anno scorso, o per mettere in cassa capitali. Questi ultimi dovranno a loro volta servire in parte come tesoretto nell’eventualità di una annata sbagliata in futuro e in parte per essere reinvestiti per mantenersi competitivi. Se poi c’è la possibilità di dividere anche qualche utile tanto meglio per i proprietari. Dunque, noi abbiamo fatto molto trading l’anno scorso perché serviva a risanare i conti dopo un’annata sbagliata in europa. Il secondo posto, comunque, ci ha regalato l’accesso alla champions con un buon potenziale di market pool. I risultati sono arrivati e i conti, per quest’anno, sono a posto. Ma solo per quest’anno. Per continuare su questa strada si dovrebbe sempre ripetere il ciclo. Questo vale, chi più chi meno, per tutte le squadre, juve compresa, tranne il Napoli che a scelto quando è ripartita dalla “c” di equilibrare i ricavi ai costi e crescere uniformemente. Quindi, il terzo posto, come massimo posizionamento in campionato, ti mette già in una condizione di svantaggio rispetto all’anno scorso. Però parti con i conti a posto. Inoltre il maggiore badget a disposizione dell’Uefa da dividersi l’anno prossimo come market pool, anche se ci sarà una ripartizione diversa, riequilibra tutto. L’anno prossimo sia le strategie in termini di merchandising adottate negli ultimi tempi da pallotta sia i maggiori introiti da diritti tv dovrebbero garantire maggiori ricavi strutturali. Manca comunque la cessione “preventiva”, quella dai 60\70 milioni in su fatta per mettere soldi in cassa da utilizzare nelle modalità descritte prima. Una cessione stile Pogba, Coutino, Neimar ecc. La cessione “preventiva” sarebbe anche possibile rimandarla all’anno prossimo, ma se non la si fa quest’anno, l’anno prossimo andrà fatta. Certo è che se non la fai quest’anno, devi sperare di ripetere l’annata, per permetterti di vendere quando vuoi e al prezzo che vuoi, altrimenti sarai costretto di nuovo a cedere entro giugno 2019 alle condizioni degli altri per risanare i conti, anche per effetto del fpf e magari farai di nuovo tre cessioni anziché una sola e questo, ovviamente non è un bene se vuoi continuità di progetto tecnico.

    Volendo poi tradurre in soldoni le parole di Baldissoni nell’assemblea dei soci si può dire che in pratica lui ha detto che, quando hanno acquisito la Roma, la differenza tra ricavi e costi di quella società al netto dei risultati sportivi era di circa 50 milioni. Al netto dei risultati sportivi significa non includere gli introiti delle coppe europee e del trading calciatori nei ricavi e calcolare quest’ultimi al netto, ovvero ricondurli solo agli introiti da diritti televisivi, da botteghino e da sponsorizzazioni. Questo nel 2011. I costi erano, allora come oggi, imputabili, detto sempre in soldoni, ai costi delle strutture, del personale non sportivo, al costo della rosa, le rate dei prestiti, le tasse ecc. Ha continuato dicendo, come peraltro già fatto in altre occasioni, col dire che in quella situazione l’accesso ai ricavi fosse limitato. Per aumentare l’accesso ai ricavi hanno scelto di investire in strutture e merchandising, consapevoli che avrebbero aumentato anche i costi,perché, sempre secondo loro, questo era l’unico modo per avere accesso a ricavi maggiori a livello strutturale, quindi sempre al netto del trading e dei risultati sportivi. Hanno scelto, in pratica una linea opposta rispetto al Napoli. Si può essere d’accordo o no. Io mi limito solo a”tradurre” le parole di Baldissoni. Per avere anche l’affiancamento di potenziali ricavi da risultati sportivi hanno investito negli anni anche sulla rosa. Dato che di risultati sportivi ne sono arrivati pochi in europa, il trading è stato necessario per continuare a percorrere la strada intrapresa.

    Parlando meramente di conti..allo stato attuale i ricavi strutturali della Roma consistono in circa 140 milioni di euro all’anno. Consistono in diritti televisivi per campionato e coppa Italia + gli introiti del botteghino. In particolare l’anno scorso abbiamo avuto 105 milioni in diritti tv e 35 milioni dal botteghino, come riportato a pag. 9 dello scorso bilancio. Questi sono gli introiti su cui la società può contare in maniera strutturale. (i 175 milioni indicati nel bilancio scorso erano comprensivi di 32 milioni dell’ EL.) Possono oscillare, ma i numeri sono su per giù questi ogni anno. Gli altri introiti non sono strutturali, ma eventuali. Consistono nelle eventuali plusvalenze e dagli eventuali ricavi dell’El o della Cl. Quindi i circa 140 milioni strutturali + i 97 milioni dalla champions, botteghino incluso compreso il quarto in casa, ci portano ai 237. Sono i 240 milioni di cui parla Baldissoni.

    Abbiamo ceduto Palmieri, però, quindi arriviamo a 258 milioni. Se arriva, come credo, il Main sponsor arriveremo a 268. Sicuramente avremo un saldo positivo tra bonus incassati e quelli pagati per le prestazioni dei calciatori ceduti e acquistati e i prestiti e arriveremo a circa 280/285. Una piccola riduzione del costo della rosa e di quest’anno e dei servizi ci porterà a 290 milioni a giugno. Io credo che, tra altre sponsorizzazioni varie e cose del genere, ai 300 milioni ci arriviamo tranquilli. Magari saranno 290 o 310. Impossibile prevederlo con certezza. I costi oscilleranno tra i 320\330 milioni, per effetto delle tasse (al momento non si possono calcolare) e di un aumento degli oneri finanziari perchè sono aumentati i debiti. Ma con qualche piccola operazione di mercato entro giugno, quale trading di giocatori primavera per esempio si arriverà con un – 20 milioni. Forse – 10, forse – 30…è, ripeto, impossibile prevederlo con certezza. Io dico – 20 milioni. O, almeno, il mio excel dice così. Ricordo che l’anno scorso arrivammo con – 120 milioni prima delle cessioni. L’importante è rientrare nel fpf (- 30 milioni….l’Uefa si deve ancora pronunciare con noi, lo farà a maggio, ma sarà così).

    • Niente di nuovo sotto il sole, anche Sensi fece la mitica plusvalenza Sartor, Lassissi e Fuser in cambio di Gurenko, Poggi e Mangone. Solo che nell’epoca del pensiero unico pallottiano quando ti rifilano un Moreno o un turchetto sembra un fenomeno e non si vede che sono solo plusvalenze. Bisogna invece vendere bene (non tipo Salah) e poi comprare giocatori buoni, non presunti campioni. Il gruppo Sabatini ormai è alla frutta, hai 11 giocatori buoni e una rosa da svecchiare. Monchi è alla prova d’appello, ora non può sbagliare, altrimenti le bordate di fischi allo stadio non le prenderà solo pallottino “quanto sei figo a cinque stelle”

      • mi dispiace .. ma dico veramente … si vede che soffri.
        Tu sei uno di quelli che storpia i nomi degli altri perchè ti senti più figo .. superiore. ” .. il pensiero unico pallottiano” …. dai, dì la verità .. questa l’hai trovata nel biscotto della fortuna …
        Ma il punto è un altro: tu puoi pensarla diversamente e ci mancherebbe … anche @Emiliano è molto critico … ma scrivi “turchetto” … “pallottino” … ” così sembri solo un emerito cretino (piaciuta la rima ?).
        Esprimi la tua opinione, confrontati con rispetto anche pèer gli altri … si vive meglio. ALtrimenti, che te devo dì, buon maalox.

        • Fabrizio volevo solo chiarire , io sono stato e lo sono tutt’ora critico con PAllotta , ma dopo il Barca non ne parlo più è fuori luogo , penso che adesso dobbiamo sostenere Di Fra e giocatori per un finale di stagione molto coinvolgente , essere a fine aprile ancora in corsa mi fa stare bene , poi de PAllotta sti cavoli ……..Forza Roma adesso più che mai .

        • @Fabrì dai, lascialo perdere! capisco che te le strappa dalle mani ma è inutile, il suo gioco è questo… 🙂
          ne approfitterei anche per ricordare a tutti la regola prima di ogni forum: DON’T FEED THE TROLL! per cui, ignoriamolo. vedrete, noi potremo dedicarci alle nostre belle e costruttive chiaccherate e lui… si macererà da solo nella sua bile. Buona serata e buona Roma a tutti! 🙂

    • Grazie Massimo per la tua chiara esposizione della situazione finanziaria della nostra amata Roma. Volevo solo aggiungere che dal prossimo anno il market pool della Champion sarà ridotto del 50%, mentre saranno notevolmente aumentati i soldi previsti per la partecipazione e gli eventuali passaggi di turno. In altre parole arrivare 3 o 4 cambia poco, ma sarà più vantaggioso qualificarsi agli ottavi, quarti e via scorrendo. Buona serata e forza Roma.

  5. Per ciò che riguarda invece la notizia del fondo arabo, non so quanto ci sia di vero. Sicuramente “Bargiggiiii” riporta una serie di inesattezze. 1. Pallotta, una volta costruito lo stadio, non può spacchettare un bel niente dato che che la convenzione tra Stadco Srl e As Roma prevede il vincolo, voluto dal comune come condizione per dare l’autorizzazione, di trent’anni in cui Pallotta non può vendere la squadra “spacchettata” dallo stadio e tutto questo è scritto in delibera.
    2. Il debito di As Roma non è con Unicredit, ma con Goldman Sachs e Unicredit fa solo da fronting.
    3. Ma il 3% di un miliardo e mezzo non è 4,5 milioni….è 45 milioni!! Che dici Bargiggiiiii ????

    • Ah scusate, un’altra cosa. Oltre alle imprecisioni di prima scritte da Bargiggiii !! ce n’è un’altra. Lui parla du un debito di As Roma con Unicredit fatto nel 2014 salito ormai a 500/600 milioni di Euro. Il debito, come detto, è stato trasferito a Goldman nel 2015, con Unicredit che fa solo fronting bank. È scritto su tutte le relazioni finanziarie. Ma il debito era di 175 milioni. Oggi è stato rifinanziato, sempre con Goldman, per un importo pari a 235 milioni al 7% circa annuo per cinque anni. Totale fra cinque anni da rimborsare con gli interessi 300 milioni e 100 circa. Ma sti 500\600 milioni di debiti della Roma dove li hai visti Bargiggiiii, forse ti imbrogli con quelli dell’Inter!

  6. Ciao a tutti…ormai entro in queste pagine saltando i commenti degli “opinionisti” e leggendo direttamente i commenti di Jacopo e Massimo, in primis, ma anche di tutti gli altri, che danno sicuramente spunti più interessanti e meno legati al momento emotivo. Per una volta dissento un po’ dall’analisi di Jacopo sul derby, trovandomi più in sintonia col pensiero di Fidel…se avessimo vinto, probabilmente avremmo finito per sentirci un’altra volta invincibili e campioni del mondo, ancora prima di aver portato a casa il piazzamento in CL che ci serve come il pane…basta vedere cosa diceva ieri Corsi sulla “squadretta” lazio, come se quelli non stessero pari a noi come punti. Visto che piazza e giocatori sono così umorali, meglio restare con i piedi per terra avendo limitato i danni (perchè altre volte partite come quella di domenica la avremmo persa) e prendendo coscienza che potenzialmente battiamo chiunque, ma poi incappiamo nei soliti black out che fanno si che ci si trovi a 20 punti dalla prima. Passata la giustissima euforia per l’impresa col Barca, tocca tornare a ragionare partita per partita, sfruttando le rotazioni e sapendo che qualcosa probabilmente la regaleremo ancora (non ci credo a 6 vittorie su 6 in campionato, nonostante solo la Juve sia la squadra temibile), ma lazio e inter non è che avranno vita tanto facile…mi piacerebbe che nelle rotazioni necessarie, pur fatte con criterio, si possano vedere in campo quei giocatori che possono far rifiatare i titolarissimi, a partire da Silva e Schick (che prima si sblocca e meglio è), anche per capire quali sono quelli che ha senso che restino e quali invece possono partire senza troppi rimpianti

  7. aArione & elconde dico davvero : Trovatevi un lavoro …. magari se lo fate educatamente Pallotta potrebbe aiutarvi …. tra poco dovrebbero essere richiesti diversi lavoratori nel settore dell’edilizia …. daje mandate i vostri cv !!!

  8. Scusate se insisto, ma rispondendo a Orazio su un’altra pagina e leggendo il post di Giorgione, credo, ho letto una parte dell’articolo di Bargiggia che non avevo visto. Lui dice che Pallotta ha comprato il 31% delle azioni di As Roma possedute da Unicredit per 50 milioni in contanti più 250 milioni di prestito.

    La Roma è costata nel 2011 80 milioni. Il 60% era degli Americani, il 40% di Unicredit. Il 60% agli americani è costato 48 milioni. Poi Pallotta ha comprato il 9% delle azioni di Unicredit per 10 milioni. In seguito ha comprato anche il 31%. Ma se il 9% è costato 10 milioni, come fa un 31% delle stesse azioni costare 300 milioni come dice Bargiggia? È pazzesco!

  9. Ho fatto questo post anche sotto l’articolo di Bargiggia. È per chi vuole capirci qualcosa. È la soria americana della nostra Roma. Chi vuole può non leggere perché è lungo noioso e complicato. Bargiggia farebbe bene a leggere…forse impara qualcosa.

    Tutto comincia quando Thomas Di Benedetto costituisce nel 2011 la Di Benedetto Holding LLC, con sede nel Delaware, società amministrata dalla Di Benedetto GP LLC, partecipata dal solo Di Benedetto. La Di Benedetto Holding LLC controllava all’epoca un’altra società appositamente costituita ovvero la Di Benedetto As Roma LLC che era partecipata da Tr Di Benedetto investment LLC al 25%, da James Pallotta al 25%, da Ruane + Ruane trust al 25% e da D’Amore sempre al 25%. Essendo le partecipazioni di ugual misura, tutti i soci hanno lo stesso potere. La Di Benedetto As Roma LLC attraverso Roma 2000 acquisisce il 60 % delle azioni di Neep Roma Holding. L’altro 40% viene acquisito da Unicredit. Neep Roma holding è una società di nuova costituzione, creata da Unicredit e la cordata Americana, nella quale, dopo l’acquisizione da parte di Unicredit di Italpetroli, viene fatto confluire il 67,097% di As Roma, nel frattempo scorporata da Italpetroli. Dunque ora la Di Benedetto As Roma LLC, partecipata in parti uguali da Di Benedetto, Pallotta, Ruane e D’ Amore, ma rappresentati tutti da Di Benedetto detiene con Unicredit il 67,097% delle azioni di As Roma attraverso il controllo di Neep Roma Holding partecipata dalla cordata americana al 60% e da Unicredit al 40%. Dall’accordo di massima del 15 aprile 2011 vengono definite le condizioni di acquisto di Neep effettuato poi con il closing del 18 agosto successivo. I termini prevedevano l’acquisto di 88.918.686 azioni al costo di 0,6781€ ognuna per un totale di 60.295.761 milioni (60,3) per avere il controllo del 67,097% dell’As Roma più l’acquisto dell’intero capitale di Asr Real Estate e l’intero capitale di Brand Management rispettivamente per 6 milioni e per 4 milioni. Prevedeva anche di affidare la presidenza di As Roma a Di Benedetto. In oltre l’acquisto totale era vincolato alla concessione di un c.d. Vendor loan (prestito) ad As Roma da parte di Roma 2000 di 10 milioni di euro a dieci anni e alla concessione di un altro finanziamento sempre ad As Roma da parte di Unicredit di 30 milioni di euro a cinque anni da sottoscrivere entro il 27.04.2011 per far fronte alle esigenze iniziali di esercizio. In oltre nell’accordo si vincolava l’acquisto ad un aumento di capitale ad opzione da un minimo di 35 milioni ad un massimo di 100 milioni entro il 31.07.2011. Ora, sono abbastanza sicuro che, dai documenti che ho visionato, si trattasse di versamenti in conto futuro aumento di capitale di 100 milioni come per altro dice anche Luca Marotta e che la condizione che prevedeva un minimo di 35 milioni sia stata variata. Infatti, di questi versamenti in conto futuro di 100 milioni, effettuati in varie tranche dal 20.10.2011 al 30.07.2014 visionabili dai bilanci, 79.485.708,85 milioni vengono effettivamente convertiti in capitale il 30.07.2014, mentre 20.514.291,15 milioni sono rimasti in versamenti. Quindi parliamo di una ricapitalizzazione effettiva di circa 79,5 milioni fatta però effettivamente nel 2014. 20,5 milioni sono rimasti in versamenti in conto futuro. La prima tranche di 20 milioni è stata versata in conto futuro il 20.10.2011, l’ultima, sempre di 20 milioni è stata fatta il 30.07.2014. In seguito al closing del 18 agosto, è stata fatta un’offerta pubblica d’acquisto da parte di Neep, obbligatoria in questo caso, per il restante 32,903% del flottante pari a 43.604.610 azioni per la libera negoziazione del valore di 0,6781€ ognuna per un ammontare 29.568.286,04 milioni. In tutto il capitale sociale di As Roma era di 132.523.296 azioni a 0,6781 per un ‘ammontare di 89.864.404,01 milioni. Perl’opa, Come hai detto tu, si parla di un offerta di 43.604.610 azioni che equivalgono al flottante, ovvero il 32,903% delle azioni totali al costo di 0.6781 ad azione per una cifra stanziata per l’opa di 29.568.286,04 milioni. Il 03.11.2011 del 33% disponibile, i soci cedono a Neep 14.500.026 azioni a 0.6781€, ovvero il 10,941%, a 9.832.467,63 milioni. Neep, quindi, passa dal 67,097 % al 78,038 % del controllo di As Roma con 103.418.712 azioni per un valore di 70.128.228,63 milioni. Ora il flottante è di 29.104.584 azioni per un valore di 19.735.818,41 milioni pari al 21,962%. Dunque il capitale sociale totale ora è di 132.523.296 azioni a 0,6781€ per un totale di 89.864.047 milioni. Dunque, l’investimento inizialmente è stato di 70,3 milioni + 9,8 milioni per l’opa che in tutto fanno 80,1. 48,06 milioni investiti dagli americani e 32,04 milioni da Unicredit. Potremmo fermarci qui. Poi, solo se vogliamo aggiungere sia la prima tranche di 20 milioni dell’aumento di capitale reso obbligatorio dall’accordo, perché comunque è stata versata in conto futuro il 20.10.2011, quindi prima dell’opa, indipendentemente dal fatto che sia effettivamente stata trasformata in capitale il 30.07.2014, sia i 40 milioni di vendor loan, anch’esso obbligatorio, allora in tutto sarebbero 140 milioni di investimento. 84,06 milioni (60,06 netto) per gli americani e 56 milioni per Unicredit (40,04 netto). Qui si chiude la parte dell’acquisto. Per completezza comunque dico che in quasi tutti i siti che ho visionato si parla di un investimento di 180 milioni totali dal 2011 al 2014, che comprendono gli 80 iniziali (divisi in quote) più i cento di versamenti in conto futuro aumento capitale di cui circa 80 realizzato nel 2014 e 20 a disposizione futura. Al netto dell’ultima ricapitalizzazione del 2017.
    Dunque, Dopo il closing e l’opa il controllo di Neep è: Di Benedetto As Roma LLC (partecipata da Pallotta 25%, Di Benedetto 25%, Ruane 25%, D’Amore 25%) al 60% (per proiezione pallotta 15%, Di Benedetto 15%, Ruane 15%, D’Amore 15%), Unicredit al 40%. In seguito James Pallotta, con delibera del 27 agosto 2011 del consiglio di amministrazione, prende il posto di Di Benedetto nel cda della As Roma e ne diviene presidente. Di Benedetto holding LLC e la Di Benedetto As Roma LLC diventano la nuova costituita As Roma Spv LLC, con sede sempre nel Delaware, amministrata da As Roma Spv GP LLC, partecipata sempre dai quattro soci più un quinto subentrato, Starwood Capital Group, che prende il 5% della partecipazione di Di Benedetto. In quel momento le partecipazioni in As Roma Spv LLC sono: 20% Tr Di Benedetto investment LLC, 25% Pallotta, 25% Ruane e 25% D’Amore e 5% Starwood. As Roma Spv LLC detiene il 60% di Neep (ora, sempre per proiezione, con il 15% Pallotta, 15% Ruane, 15% D’Amore, 12% Di Benedetto e 3% Starwood). L’altro 40% è sempre di Unicredit. Nel 2013 la Raptor Holdco LLC di Pallotta acquista il 9% di azioni di Unicredit, che rimane con il 31% di azioni di Neep (ora con il 24% Pallotta (compresa Raptor), 15% Ruane, 12% Di Benedetto, 15 D’Amore, 3% Starwood, Unicredit 31%). Sempre nel 2013 i 40 milioni di prestito di Roma 2000 e Unicredit vengono accollati ad una società correlata a As Roma Spv LLC, ovvero la Asr Td Spv LLC e nel 2015 As Roma estingue il debito. Il 30.07.2014 As Roma chiude la ricapitalizzazione di 79,5 milioni iniziata il 20.10.2011 con varie tranche di versamenti in conto futuro e Neep passa dal 78,038% di controllo su As Roma al 79,044% attraverso la sottoscrizione, dal 27 al 30.07.2014, di 206.837.424 azioni più 4000.000 azioni di capitale inoptato a 0,377 € per un valore totale di 79.485.708,848 €. Rimane quindi un 20,956% di azioni flottanti disponibili per la libera negoziazione. Successivamente il 30.06.2015 As Roma Spv LLC acquista direttamente da As Roma il 2,944% di azioni. 20,5 milioni versati precedentemente in conto futuro per la ricapitalizzazione inizialmente di 100 milioni ma effettiva solo per 79,5, rimangono tali e disponibili per la futura ricapitalizzazione. Intanto L’11.08.2014 Pallotta acquista il restante 31% di azioni di Unicredit per 33 milioni e non 300 come dice Bargiggia. Adesso Neep è di Pallotta al 55% (compresa Raptor), Ruane al 15%, D’Amore al 15%, Di Benedetto al 5%, Starwood al 10%). Unicredit ora è fuori. Quindi, Pallotta in tutto, del 100% di Neep, ne detiene il 55% e i restanti soci il 45% e Neep detiene il 79,044% ( e non 78% come comunemente si dice) di As Roma. Adesso il 79,044% di As Roma viene partecipato da Pallotta, D’Amore, Edgerley e Ruane con Pallotta che detiene la maggioranza azionaria, con Edgerley e Ruane soci forti ma di minoranza e con As Roma Spv LLC che detiene sempre il 2,944%. Comunque Neep fa sempre capo a As Roma Spv LLC al 100% che è sempre partecipata dai 4 soci più Starwood. Non so al momento quanto è costata a Pallotta la liquidazione di Di Benedetto, che nel frattempo, però, ha conservato sempre un 5% di azioni nella As Roma Spv LLC. In seguito As Roma Spv LLC compra altre azioni direttamente da As Roma e sale da 2,944% al 3,125% pari a 12.424.059 azioni dal valore nominale di 0,15€ per un totale di 1.863.508,85€. Al 26.10.2017 il 79,044% di As Roma posseduto da Neep è pari a 314.255.142 azioni a 0,15€. Al 26.10.2017 il capitale sociale totale di As Roma ammonta a 397.569.888 azioni a 0,15€ per un importo di 59.635.483,20 milioni. Sempre Il 26.10.2017 il cda di As Roma vara un nuovo aumento di capitale per un ammontare massimo di 120 milioni da sottoscrivere entro il 31.12.2018, 70,5 dei quali sono stati già versati in conto futuro da Pallotta e gli altri soci Neep secondo le partecipazioni e si aggiungono a quei 20.5 milioni rimasti in versamenti in conto futuro dalla prima ricapitalizzazione (in tutto 90,5 milioni) come si può evincere dal verbale dell’assemblea. L’aumento di capitale è stato, infine sottoscritto per 115 milioni.

    Sui debiti finanziari ho scritto nei post di sopra.

    Forza Roma!

    • Cosa c’entra tutto questo con gli arabi? C’entra perché se tu, Bargiggia, mi dici 600 milioni di debiti e invece sono 300 con tutti gli interessi, mi dici Unicredit che sono tre anni che è fuori, mi dici 300 milioni per il 31% di azioni, mentre invece sono state pagate 33 milioni, mi dici che Pallotta può “spacchettare” la squadra dallo stadio, mi dici addirittura che il 3% di un miliardo e mezzo è 4,5 milioni anziché 45 milioni….allora ci stai prendendo tutti per il culo! Andasse, come dice Fabrizio_2 a impastare il cemento, perché il giornalista non lo può fare. E questo sta anche a Trigoria, da le notizie di calciomercato ecc..mah

      Pensiamo al Genoa che meglio…

      Forza Roma!!!!

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