La Roma sfida l’armata Fonseca: il dogma del 4-2-3-1 e la fantasia sudamericana

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SHAKHTAR DONETSK ROMA, L’AVVERSARIA – Dopo l’impresa della conquista del primo posto nel girone C di Champions League superando Chelsea ed Atletico Madrid, si alza finalmente il sipario sugli ottavi di finale della Roma. Ad aspettare i giallorossi al Metalist Stadium di Kharkiv, ci sarà lo Shakhtar Donetsk, passato alla fase eliminatoria della competizione europea dopo aver passato come secondo classificato il girone F formato da Manchester City, Napoli e Feyenoord. Gli ucraini dopo la pausa invernale di campionato, sono tornati in campo nella serata di venerdì, surclassando l’Odessa con un perentorio 5-0.

IL PERCORSO – La squadra allenata da Paulo Fonseca – che ha sostituito Mircea Lucescu attuale ct della Turchia vera e propria leggenda in quel di Donetsk – è prima in campionato con 45 punti, tallonata però dalla Dynamo Kiev che è lontana solo tre lunghezze con una partita in meno. Proprio per questo il tecnico portoghese durante la pausa per la sosta invernale ha ribadito più volte: “Voglio la massima concentrazione, dobbiamo dare la priorità al campionato”. Messaggio recepito dai calciatori, che alla ripresa hanno rifilato 5 gol all’Odessa con il brasiliano naturalizzato ucraino Marlos sugli scudi. Una goleada che ha permesso allo Shakhtar di diventare il primo attacco del campionato con 43 gol segnati in 20 partite (contro i 40 in 25 della Roma), mentre attualmente occupa la terza posizione tra le migliori difese della Prem’er-Liha con 18 gol subiti, dietro Dinamo Kiev (12) ed il Veres Rivne (16). Nel girone di Champions League invece, lo Shakhtar Donetsk si è qualificato secondo con 12 punti, dietro il Manchester City, con 4 vittorie (di cui due contro Napoli e City) e 2 sconfitte, con una differenza reti in perfetta parità frutto di 9 gol fatti ed altrettanti subiti.

TATTICAMENTE PARLANDO – La partita di mercoledì sotto il punto di vista tattico, si potrebbe riassumere con un’espressione: un credo contro un’esigenza. Infatti, si sfideranno due tecnici che utilizzano entrambi il 4-2-3-1 ma in modi e circostanze diverse: Fonseca ha fondato il suo credo calcistico su questo sistema di gioco, Di Francesco lo ha scelto per sostituire il ‘suo’ 4-3-3 in un momento di profonda difficoltà della squadra. Il punto di forza degli ucraini, è senza dubbio il reparto offensivo sudamericano con il terzetto di brasiliani BernardTaisonMarlos dietro all’argentino Ferreyra (autore di 22 gol in 29 presenze in questa stagione) garantiscono alla manovra velocità ed imprevidibilità, il tutto unito ad un elevatissimo tasso tecnico dei quattro interpreti. Lo Shakhtar è una squadra che ama muovere le proprie trame offensive sugli esterni, per sfruttare il lavoro dei terzini, arrivare al cross o creare spazi importanti con le triangolazioni: il 40% delle sue azioni d’attacco provengono dalla fascia destra, il 36% dalla parte opposta e solo il 24% da zona centrale. Fondamentale la costruzione del gioco dal basso con passaggi veloci e rasoterra affidata spesso ai centrali difensivi, mentre il compito dei terzini è di cercare ossessivamente di spingere, dialogando e sovrapponendosi ai due esterni d’attacco. Tra i due mediani di centrocampo c’è un bilanciamento praticamente perfetto, con Stepanenko solito a rimanere più in copertura alla difesa abbassandosi anche tra i centrali in fase di impostazione mentre Fred (a luglio nuovo giocatore del Manchester City per 55 milioni di euro) è libero di inserirsi in avanti sia nello sviluppo del gioco a centrocampo, quando in genere si abbassa a ricevere Taison, che nelle transizioni offensive. In fase difensiva invece, il 4-2-3-1 tende a diventare un 4-4-2 concedendo la costruzione all’avversario, ma facendo densità nelle zone nevralgiche del campo per impedire le linee di passaggio.

COSI’ IN CAMPO – A pochi giorni dal match di Champions League c’è una preoccupazione per Fonseca: Bernard. L’esterno brasiliano classe 1992, sette gol nelle ultime undici gare, contro l’Odessa è stato sostituito al 71’ per un infortunio alla spalla. Oggi il brasiliano ricomincerà ad allenarsi con la squadra, si valuterà fino all’ultimo se schierarlo o meno contro la Roma. In caso di una sua assenza sono pronti Dentinho o Kovalenko. Per il resto la formazione è annunciata: Pyatov in porta, davanti a lui linea a quattro con Butko, Khotcholava, Ordets, Ismaily; a centrocampo spazio a Fred e Stepanenko, mentre in avanti sono sicuri del posto Marlos, Taison e Ferreyra.

Alessandro Tagliaboschi

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4 Commenti

  1. a mio umile parere sono superiori a noicasa sia a livello tattico tecnico che come allenatore…in più hanno esperienza internazionale più di noi…non la vedo bene…..già ci hanno preso a schiaffoni andata e ritorno anni fa……e tuttr quelle abbordabili ci hanno fatto fuori..sia porto che Lione…quindi troppa euforia da parte di tutti..giornalisti opinionisti e tifosi…spero eusebio la prepari mentalmente bene.

    • Pure Chelsea e Atletico dovevano prenderci a schiaffoni, ricordo i commenti degli sfigati che si professano tifosi della Roma dopo il sorteggio “beh almeno ci facciamo l’Europa League” e invece siamo finiti primi. Le partite prima di perderle bisogna giocarle, ci lamentiamo che i giocatori partono già sconfitti in alcune partite ma perchè voi tifosi cosa fate? Fiducia nel tecnico e nella squadra, se si perde si perde ma bisogna giocarla prima di darsi per sconfitti

    • sicuramente sei uno di quelli che quando ha visto che ci erano capitate atletico e chelsea ai gironi ha iniziato a sparare sentenze come stai facendo ora giusto per parlare. hanno 4 difensori che in italia non giocherebbero neanche in serie B, infatti hanno la terza difesa in campionato UKRAINO, ogni partita va giocata , certo che dobbiamo stare attenti e nessuno pensa che sia una partita facile , ma siamo contenti che ci siano capitati loro piuttosto che le inglesi o le spagnole , o sono piu forti del Real solo perche affrontano noi? giocano bene in attacco ma non venire a scrivere che sono superiori a livello tattico perche non è proprio vero.

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