Scontri Liverpool, processo Lombardi: si riprende lunedì. Mercoledì atteso il verdetto

0

PROCESSO LOMBARDI COX – Dopo la sentenza a due anni e mezzo di reclusione di Daniele Sciucco, adesso è la volta di Filippo Lombardi, accusato di lesioni gravi ai danni del tifoso Reds, Sean Cox, prima della semifinale di andata di Champions League tra Roma e Liverpool. Dopo la seduta di ieri presso la Corte di Preston – durante il quale l’accusa ha mostrato i firmati dei disordini e l’imputato si è dichiarato estraneo all’aggressione a Cox -, l’udienza è stata sospesa ed aggiornata alla giornata di oggi.

CRONACA

Ore 16.10 – Udienza sciolta. Il processo riprenderà lunedì con la tesi della difesa. Per mercoledì atteso il verdetto.

Ore 15.37 – Parla Lombardi: “Non ho mai avuto problemi con la Polizia. Sono andato a sinistra, alcuni tifosi del Liverpool sono diventati aggressivi. Ho visto l’uomo cadere a terra, non ho visto il pugno ma solo la caduta. La situazione è precipitata e sentivo che i tifosi del Liverpool ci avrebbero caricato”. Ha poi aggiunto che ha scagliato la sua cinta contro i tifosi per proteggersi e che i supporter del Liverpool erano armati di bottiglie.

Ore 13.45 – Udienza interrotta per la pausa pranzo dopo aver continuato a visionare i filmati degli scontri di quella sera. Si riprenderà alle 15.05 (italiane).

Ore 13.30 – La Giuria potrebbe esprimersi già nella giornata di mercoledì. Secondo il giudice sono stati fatti notevoli passi in avanti e per lunedì è prevista l’esposizione della tesi difensiva.

Ore 13.25 – A testimoniare ora è Chris Bailey, altro tifoso del Liverpool e abbonato da vent’anni ad Anfield. “Era una serata piovosa e tutti erano vestiti con abiti scuri, alcuni avevano delle felpe con cappuccio mentre altri indossavano degli zaini” racconta il supporter Reds. “Mi sono seduto in macchina per 10 minuti e ho aspettato che si calmasse la situazione. Era lo stesso percorso che avevo fatto centinaia di volte. Poi è successo tutto molto velocemente. La gente si è resa conto che fossero armi e che questo gruppo di persone cercassero guai. Ho visto anche la cintura con cui Cox è stato colpito”.

Ore 13.05 – La testimonianza continua: “In quel momento alcuni tifosi italiani si sono avvicinati verso il pub Albert. A quel punto, ho assistito a qualcuno che picchiava il signor Cox. C’erano due uomini: uno ha dato un calcio a quello che stava piegato su Cox per vedere se stesse bene. Ero a circa 5 metri di distanza, ho visto la persona avvicinarsi a lui e il suo braccio andare verso l’alto”, dice, descrivendo il pugno.
Poi l’avvocato di Lombardi, Alison Gurden, interroga la signora Kirk, che aggiunge: “Ho visto il signor Cox cadere per terra, e vedere Martin Cox chinarsi su di lui, e poi qualcuno ha aggredito Martin Cox, prendendolo a calci nel caos”.

Ore 13.00 – Il processo riprende e viene chiamata come testimone la tifosa Natalie Kirk: racconta che si trovava nelle vicinanze del pub Albert quando ha sentito l’arrivo dei tifosi della Roma: “Ho sentito cantare venendo da dietro di noi, ci siamo voltati. Erano italiani, abbastanza aggressivi, hanno attirato la mia attenzione, e mi sono girata preoccupata. Camminavano tutti insieme, sembrava avessero un posto dove andare, una destinazione in mente. Ero in apprensione, un po’ nervosa. Sono rimasta sorpresa. Mi sono fermata e ho guardato cercando di anticipare quello che sarebbe successo. In quel momento attraversava verso di noi Sean, sembrava allegro”. 

Ore 12.24 – Dopo la fine della testimonianza di Josefson, il giudice lo ringrazia per essere venuto in Inghilterra dalla Norvegia e aggiorna la Corte a dopo una pausa.

Ore 12.23 – “L’uomo colpito (Sean Cox, ndr) ha fatto qualcosa per provocare una reazione così?”, chiede il procuratore Neville Biddle.
Il norvegese risponde: “Niente affatto, era in piedi e guardava verso i tifosi della Roma, sono rimasto scioccato quando ho visto che era stato colpito, perché non aveva fatto nulla”.

Ore 12.10 – “Ho sentito un suono orribile”. Così il norvegese Tommy Josefson descrive il momento in cui Sean Cox è stato colpito con una cinta “nella parte posteriore della testa”. In più aggiunge di aver visto il tifoso del Liverpool solo una volta che è caduto a terra, senza riconoscere chi sia stato a colpirlo e ammettendo di non aver visto nessuno colpirlo sul volto.

Ore 12.04 – Dopo aver ascoltato il racconto del fratello di Sean Cox, Martin, che ha descritto i momenti che hanno portato all’attacco a Sean Cox, il tribunale ora sta ascoltando un tifoso norvegese di nome Tommy Josefson, che sta portando la sua testimonianza.

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA - La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è vietata. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here