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Roma Femminile, Lipman: “Ho sposato da subito il progetto della Roma”

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ROMA FEMMINILE LIPMANEmma Lipman, giocatrice della Roma Femminile, ha rilasciato un’intervista a englishplayersabroas.com, parlando della sua nuova esperienza con la maglia giallorossa. “Vai e crea il tuo destino”. Questo è il consiglio dato da lei l’anno scorso e da allora lo segue sempre. Questo messaggio, l’ex difensore del Manchester City e dello Sheffield FC l’ha portato in Italia, dove gioca in Serie A insieme ad alcune delle giocatrici più forti del calcio femminile italiano e mondiale. Queste le sue dichiarazioni più importanti:

Mi sono resa conto che ero arrivato a un punto della mia vita in cui avevo bisogno di una nuova sfida. Ero soddisfatta di tutto ciò che avevo realizzato fino ad allora, però mi sentivo a un punto fermo, soprattutto nella mia carriera calcistica. Tutto sembrava troppo sicuro. Ho avuto la fortuna di avere delle belle persone intorno a me che mi hanno offerto ottimi consigli. Ho pensato: perché limitarmi all’Inghilterra quando potevo giocare in Europa? Di nuovo, ho avuto la fortuna di avere le persone giuste intorno a me per aiutarmi nel processo di realizzazione di questo progetto e quando è venuta l’occasione di giocare in Italia a Verona non potevo rifiutare“.

Ci sono alcune differenze molto chiare tra i due stili di calcio. La cosa più evidente per me è stata la parte fisica del gioco: dopo le mie prime partite con il Verona penso di aver concesso circa 30 calci di punizione! Non esistono nel gioco italiano le palle 50/50, era qualcosa cui dovevo adattarmi abbastanza rapidamente. Il modo di giocare italiano è anche fortemente basato sulla tattica e molto tecnico. Scontrarsi contro giocatori forti con i piedi veloci e una buona comprensione di come giocare “in modo italiano”, l’anno scorso è stato impegnativo, però mi ha sicuramente aiutato a migliorare“.

Cercare di imparare l’italiano è stata sicuramente una delle cose più difficili per me mentre ero qui. La scorsa stagione abbiamo avuto un sacco di giocatori internazionali quindi l’inglese era la lingua comune. In questa stagione la maggior parte dei giocatori sono italiani, quindi mi mette alla prova anche la comunicazione dentro e fuori dal campo. La mia comprensione dell’italiano è decisamente migliorata e diciamo solo che il mio parlare è un “work in progress”, ma sono determinata! Sicuramente apprezzo maggiormente l’apprendimento di una lingua grazie a questa esperienza”.

Non appena ho sentito parlare del progetto dell’AS Roma e della visione che il club ha avuto di integrare una squadra femminile con gli uomini e di concentrarsi sullo sviluppo di giovani giocatrici, sapevo che era qualcosa di cui volevo far parte”, dice. “Il progetto mi ha ricordato molto quello che avevo vissuto al Manchester City e sapevo di avere le competenze necessarie per contribuire a questa stagione di transizione sia dentro che fuori dal campo. Ovviamente anche l’opportunità di entrare in un club così prestigioso nel primo anno della sua storia è anche un privilegio. La Roma è stata in grado di entrare in Serie A direttamente, dopo aver acquistato la categoria da un altro club“.

 

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