Roma d’andata, ecco il pagellone: Karsdorp mistero d’autunno, mister Di Fra lottatore

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ROMA PAGELLONE GIRONE D’ANDATA – Siamo al giro di boa! La fine del 2018 quest’anno coincide anche con la conclusione del girone di andata del campionato di Serie A, complici le grandi novità del nuovo calendario che hanno introdotto in Italia il Boxing Day, ovvero l’abitudine importata dalla Premier League inglese di giocare anche il giorno di Santo Stefano. La Roma bicefala del Di Francesco bis vive un complicato inizio di campionato e un più lineare cammino in Champions League. I nuovi arrivi dell’estate non convincono in toto: bene Olsen, benissimo Zaniolo, fanno riflettere però le rese dei vari Nzonzi, Pastore e dei poco utilizzati Marcano e Coric. L’attacco spuntato privo della vena realizzativa di Dzeko, fatica a emergere con un caponnoniere leader: la dice lunga il dato che ha imposto la Roma come squadra più cooperativa del gol in Europa. Merito anche di Di Francesco e dei suoi dettami tattici, ma quanta fatica per Eusebio in questi mesi! Ecco tutti i voti dei protagonisti giallorossi.

DIFENSORI

OLSEN 6,5. Il primo difensore della Roma in questaprima parte di stagione è stato lui. Il freddo svedese dopo un buon Mondiale è approdato in giallorosso con tanto scetticismo: la figurina da sostituire era ingombrante, quella di Alisson, il portiere più forte del mondo la scorsa estate. Anche se lentamente, Robin ha invece saputo imporsi con personalità, reattività e intelligenza: non era facile. Gli perdoniamo anche la maxi papera con il Genoa. Presenze totali: 23. Minuti totali: 2070. Gol subiti: 29.

MIRANTE 5,5. Due sole chance per mettersi in mostra, una in campionato con l’Udinese e una in Champions League nell’ultima gara del girone con il Viktoria Plzen. In entrambe si è presentato tra i pali un po’ arrugginito. Presenze totali: 2. Minuti totali: 180. Gol subiti:4.

MANOLAS 7. La difesa giallorossa del girone di andata non è stata certo impenetrabile, ma salviamo il soldato Kostas: fa quello che può, ci mette anima – tanta, soprattutto quando indossa la fascia da capitano ed esalta i tifosi andando sotto la curva anche quando non arrivano solo applausi – e corpo – con astuzia ed esperienza. Fa gli straordinari davanti alla porta, anche quelle degli avversari, segnando due gol pesanti: il terzo nel 3-3 con l’Atalanta in campionato, quello che sblocca il match con il CSKA in Champions a Mosca. Presenze totali: 21. Minuti totali: 1800. Gol fatti: 2.

JESUS 6,5. Non è da tutti farsi trovare pronto quando non si gioca con continuità. Questo almeno dobbiamo riconoscerlo a JJ. Di Francesco ha imparato a fidarsi di lui e lo ha scelto 14 volte, ricambiato da prestazioni non certo al di sotto della media della difesa ballerina di quest’anno. Affidabile e disponibile, il brasiliano si è guadagnato una sufficienza piena anche segnando un gol importante, l’1-0 che sblocca il match di campionato con la Sampdoria (4-1). Presenze totali: 13. Minuti totali: 776. Gol fatti: 1.

FAZIO 5,5. Lontano parente del Comandante senza paura e senza macchia che ha determinato la passata stagione, l’argentino si attesta come una delle delusioni del girone di andata. Reduce dal Mondiale di Russia, in questi mesi ha lasciato a casa l’affidabilità e la precisione che lo avevano fatto apprezzare a Roma. Tuttavia non perde la sua vena realizzativa, derby compreso e chi segna alla Lazio ha sempre un posto speciale nel cuore dei giallorossi. Chiude in crescendo, a lui l’augurio vero di un 2019 di svolta! Presenze totali: 21. Minuti totali: 1789. Gol fatti: 3.

KOLAROV 6,5. Dalla sorpresa dello scorso anno ci aspettavamo maggior continuità. Invece fatica a inizio stagione ad entrare in condizione. Ha il merito però di saper ritrovare la perduta via. Il gioco passa ancor di più per i suoi piedi, a maggior ragione con la lunga assenza di De Rossi. Quando l’ex City non c’è si sente, soprattutto in fase realizzativa visto che nel solo girone di andata ha già segnato più gol di tutta l’intera stagione scorsa (4, uno più del 2017-18). Presenze totali: 23. Minuti totali: 1917. Gol fatti: 4.

FLORENZI 5,5. Le polemiche estive durante l’estenuante trattativa per il rinnovo del contratto non giovano alla sua serenità. Vede di più la porta, già a quota 2 reti in 22 apparizioni, l’anno scorso ne arrivò una in 42 partite ma non sempre convince la sua applicazione difensiva. Non è un caso se il meglio di sé lo dà nelle gare in cui Di Francesco lo avanza a metà campo con Santon a coprirgli le spalle (vedi nel derby). Presenze totali: 22. Minuti totali: 1688. Gol fatti: 2.

SANTON 6. Tanti mugugni hanno accompagnato il suo arrivo a Roma. Critiche solo in parte trasformate in applausi. L’ex Inter parte in sordina, rimane a guardare nei primi 180’ minuti, poi tra alti e bassi accumula presenze e Di Francesco inizia a fidarsi di lui. Chiude l’anno in infermeria. Un buon rincalzo finora ma c’è da lavorare! Presenze totali: 12 Minuti totali: 891. Gol fatti: nessuno.

MARCANO 4,5. Arrivato dal Porto con la fama di roccioso difensore di sicura affidabilità ed esperienza internazionale, lo spagnolo ha sì poche occasioni per mettersi in luce, ma quelle che gli capitano le sfrutta male. Con lui in campo la Roma perde 4 volte su 5. È uno dei flop del mercato estivo destinato a cambiare aria già a gennaio. Presenze totali: 5. Minuti totali: 359. Gol fatti: nessuno.

LU. PELLEGRINI 5. Chi si aspettava finalmente il suo exploit nella Roma dei grandi è rimasto deluso. Appena 6 apparizioni, altri problemi fisici e poche gioie: il terzino classe ’99 fatica a imporsi e a trovare spazio dopo il positivo esordio in Serie A contro il Frosinone. Alla prima presenza è subito decisivo con un assist vincente. Poi si perde complice anche una squadra smarrita che per risalire deve puntare sull’usato sicuro di nome Kolarov. Dopo la sciocca espulsione rimediata in Champions League nell’ultima gara del girone contro il Viktoria Plzen Di Francesco non lo prende più in considerazione. Il suo futuro immediato potrebbe essere lontano da Trigoria. Presenze totali: 6. Minuti totali: 186. Gol fatti: nessuno.

KARSDORP 4,5. Doveva essere la stagione del rilancio dopo il primo anno in cui è rimasto a guardare per i noti gravi infortuni. E invece lo vediamo in campo per appena 2 ore di orologi. I motivi sono tutti da rintracciare in un rapporto mai sbocciato con Di Francesco: una manciata di imuniti giocati contro Milan e Chievo, poi un diverbio prima della partita di Champions League con il Real Madrid fa precipitare la situazione. L’olandese non viene convocato per punizione in occasione della trasferta di Bologna: in campionato non lo vediamo più, in Champions appena 20 minuti nella gara di ritorno all’Olimpico con le Merengues. Rimane il mistero del girone di andata! Presenze totali: 3. Minuti totali: 119. Gol fatti: nessuno.

CENTROCAMPISTI

DE ROSSI 6,5. Capitano, bandiera e punto di riferimento: questo è Daniele De Rossi. Sempre l’ultimo a crollare e mollare, anche nei periodi più difficili per la squadra e costantemente in prima linea per incoraggiare e dar forza ad un gruppo fragile, formato da tanti giovani di buona speranza e pochi leader. La grave lesione alla cartilagine, l’infortunio più grave della sua carriera, lo ha fermato in una stagione fino a quel momento dall’ottimo rendimento. Spera di tornare in campo al più presto, intanto, quando può, si fa sentire dalla panchina come in occasione di Roma-Genoa, il momento più oscuro della stagione giallorossa. Baluardo. Presenze totali: 11. Minuti totali: 840. Gol fatti: nessuno.

ZANIOLO 7. Il sole durante la tempesta. Questo è stato Nicolò Zaniolo per la Roma. Arrivato in punta di piedi all’interno dell’affare Nainggolan, il trequartista classe 1999 ha conquistato con il tempo minuti, fiducia e poi l’amore del pubblico giallorosso. Entrato nelle gerarchie di Di Francesco durante un vortice di sconfitte e risultati negative, non è più uscito dal campo dimostrando classe, grinta, determinazione, umiltà e maturità nonostante la giovanissima età. E poi il lampo contro il Sassuolo, un gol pazzesco che ha fatto il giro del mondo e che a qualcuno fa venire in mente un ragazzo che ha scritto la storia della Roma indossando la maglia numero 10. E’ giusto predicare calma e accompagnare il percorso di crescita dell’ex Inter ma quante qualità a disposizione per la causa giallorossa e non solo. Presenze totali: 15. Minuti totali: 771. Gol: 1.

NZONZI 5,5. Il ‘Polpo’ sembra avere i tentacoli mozzati. Arrivato a Roma dopo un Mondiale vinto ed accompagnato dall’entusiasmo dei tifosi, convinti di aver dopo anni l’equilibratore della zona mediana di campo non ha mai pienamente convinto. Un lavoro giudicato prezioso, ma non sempre efficiente, con alcuni errori che pesano molto sulla valutazione come contro il Cagliari e nel finale con il Milan. Nelle sfide con Parma e Sassuolo, però, è sembrato in crescita: la speranza è che sia il vero inizio della sua avventura nella capitale. Da elogiare, comunque, il suo stakanovismo: è titolare dal 26 settembre, giorno del match contro il Frosinone. Presenze totali: 23. Minuti giocati: 1958. Gol: 1.

CRISTANTE 6,5. Un inizio da dimenticare per poi vivere un finale d’annata con i fiocchi. La prima parte di stagione dell’ex Atalanta si potrebbe intitolare: “Alla ricerca del ruolo perduto”, in quanto inefficente da mezzala, sulla trequarti e in difficoltà nel ritornare sulla mediana come ai tempi delle giovanili del Milan. La forza di Bryan, però, è stata quella di non arrendersi, lavorare a testa china per dimostrare di meritarsi la maglia giallorossa. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, entrando in 5 gol nelle ultime sei partite con 3 reti e due assist. Presenze totali: 23. Minuti totali: 1505. Gol: 4

LO. PELLEGRINI 7. C’è stata la tanto attesa ‘Metamorfosi di Lorenzo’, da giocatore ancora da fare a elemento inamovibile dello scacchiere giallorosso. Quel tacco nel derby del 29 settembre ha fatto scoprire al popolo giallorosso un calciatore completamente diverso: duttile, dinamico, con qualità ancora tutte da scoprire. L’imprevisto è stato l’infortunio al flessore della coscia destra che ha fermato la sua ascesa. A Parma è tornato ed ha fatto subito la differenza: come si suol dire, i buoni presupposti per il 2019. Presenze totali: 15. Minuti totali: 1038. Gol: 2

PASTORE 4,5. Doveva essere la star, il trascinatore tecnico dalla ‘faccia pulita’ di questa squadra dopo l’addio di Nainggolan: si è rivelato, fino a questo momento, un flop clamoroso. Due gol in fotocopia, di tacco ad Atalanta e Frosinone, per poi apparire più in infermeria che in campo. Il 2019 dovrà essere il suo anno del riscatto definitivo, dopo troppi esami rimandati e falliti tra Roma e Parigi. Presenze totali: 11. Minuti totali: 485. Gol fatti: 2

CORIC S.V. Dalla nomina di ‘nuovo Modric’ a oggetto misterioso nella Roma. Dal suo acquisto dalla Dinamo Zagabria, per sei milioni più due di bonus, resta veramento poco: tante skills e giochi di prestigio da mostare sui social e poco campo con soli 45 minuti accumulati fino a questo momento. Per lui si profila una partenza in prestito per fare esperienza. Presenze totali: 2. Minuti totali: 45. Gol fatti: nessuno.

ATTACCANTI

PEROTTI 5,5. Il 2018 è stato un incubo: tanti infortuni, solo otto volte titolare in tutto l’anno ed una situazione che ricorda quella dei tempi del Siviglia, quando pensò addirittura di dire ‘basta’ con il calcio. La partita con il Sassuolo ha dimostrato la sua importanza e la sua unicità nella rosa della Roma. Se a gennaio non dovessero esserci colpi di scena, nel 2019 potrebbe dimostrarsi di vitale importanza per i giallorossi. Presenze totali: 5. Minuti totali: 218. Gol: 1.

KLUIVERT 6. Lampi da fuoriclasse, alternati a partite da allievo. Justin, in più di un occasione, ha dimostrato di aver tanto talento, ma anche ancora molta strada da fare per dimostrare di essere un ‘grande’. Di Francesco lo sta addestrando, per renderlo utile tanto in fase di possesso, e soprattutto in quello di non possesso requisito fondamentale per il gioco del tecnico abruzzese. L’ex Ajax è sempre più convinto della scelta di venire nella capitale, la Roma spera di essere presto entuasiasta della sua presenza. Presenze totali: 18. Minuti totali: 991. Gol: 2DZEKO 5,5. Aveva terminato la stagione 2017/18 da vero trascinatore e da tale aveva iniziato quella attuale, con un gol splendido al Torino nella prima giornata di campionato. Poi, però, è successo qualcosa: il bosniaco è sembrato spesso nervoso, triste, poco lucido. E i risultati si vedono, con solo 2 gol in campionato e 5 in Champions, segnati contro Cska e Viktoria Plzen all’Olimpico. Da Edin ci aspettiamo molto di più.
Presenze totali: 19. Minuti totali: 1407. Gol: 7.

EL SHAARAWY 6,5. Il migliore del reparto offensivo giallorosso. Gol, assist e ottime giocate nella prima parte di stagione, che avevano fatto credere che fosse arrivata veramente la svolta per il ‘Faraone’, troppe volte vittima della discontinuità. Anche per lui, però, è stato fatale un infortunio agli adduttori che lo tiene fermo dal 24 novembre. Presenze totali: 14. Minuti totali: 1053. Gol: 5.

SCHICK 4,5. Due gol non bastano a giustificare quanto di deludente sta facendo vedere Patrik. Pochi spunti o lampi di classe, tanta indolenza e poca grinta, in ogni zona di campo in cui viene impiegato: da esterno, da seconda punta o da prima punta in assenza di Dzeko. Contro il Sassuolo degli spunti che possono far pensare alla rinascita e che hanno convinto, momentaneamente, la Roma a rimandare l’ipotesi prestito: rigore procurato e gol del 2-0 in progressione scavalcando Consigli. Ora, però, con il ritorno di Dzeko dimostri comunque le sue vere qualità. Se ci sono. Presenze totali: 18. Minuti totali: 949. Gol: 2.

UNDER 6,5. Sicuramente ci aspettavamo qualcosa in più dal turco, ma sarebbe ingeneroso lamentarsi. Una lieve flessione ad inizio stagione, per poi crescere in questa parte finale del girone di andata. 6 gol totali, divisi equamente tra campionato e Champions League, con l’impressione di poter crescere ancora veramente tanto. Inoltre, sono ben otto gli assist messi a segno, simbolo di un costante sostegno e aiuto alla fase offensiva. Non a caso Bayern, Arsenal e Tottenham hanno messo gli occhi su di lui. Intanto, la Roma se lo coccola, sperando in un inverno di fuoco per il classe 1997. Presenze totali: 18. Minuti totali: 949. Gol: 6

DI FRANCESCO 6. Nonostante tutto il treno della Champions è distante solo due, maledette lunghezze. Eusebio strappa in volata la sufficienza, chiude l’anno con due vittorie convincenti e spera nel recupero di tutti gli infortunati. In un autunno vissuto sulla graticola, ha il merito di non mollare mai, di credere e puntare nei giovani, di lanciare nell’arena dei big il baby talento Zaniolo e di riportare la Roma agli ottavi di Champions League per il secondo anno consecutivo. L’augurio per il 2019 è di non veder tradita la fiducia dei tifosi!

Giulia Spiniello- Alessandro Tagliaboschi

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9 Commenti

  1. Propongo 6 a Nzonzi per la continuità nell’impegno in condizioni difficili. La sufficienza al Mister mi pare difficile da giustificare. Come nque un ottimo lavoro queste pagelle grazie

  2. Buongiorno a tutti e buon anno!
    BE mi intrometto parlando prettamente a livello tecnico, legato alle pagelle. Un giocatore può piacere o no. Ma se un centrocampista sbaglia 2 palloni a partita, toccandone 40 per me almeno 6 dovrebbe prendere sempre (nzonzi). Se un altro ne tocca 25 di cui 15/20 indietro,potrebbe prendere comunque 6 ma mai 6,5 (De Rossi). Se stiamo a parlare prettamente di passaggi fatti/sbagliati, allora manolas dovrebbe prendere un bel 2 in pagella, perché uno che non sa calciare neanche una palla a 20 metri non potrebbe giocare in serie a.
    Ogni giocatore ed ogni ruolo hanno delle competenze ben precise in campo. Manolas giustamente prende un voto alto (a parte i tanti errori/orrori quest anno come contro L atalanta.) perché è un difensore e deve difendere.
    Nzonzi deve filtrare sia in fase offensiva (muovendo il pallone con i passaggi se si può laterale o in avanti) sia in fase difensiva (recuperare palloni, prenderle di testa, impatto fisico.). E penso che questo il gigante francese lo faccia in modo egregio. Voglio ricordare che si parla di filtro del centrocampo per i tanti goal presi dalla Roma. Be la verità ,analizzando tutte le partite e i goal presi, è tutt altra. La Roma ha preso il 70 % dei goal su errori individuali. Come i due a Cagliari (Florenzi) come quelli contro L Atalanta (manolas manolas) come tante altre partite. In pochissime partite abbiamo preso goal su azione dove il centrocampo è mancato. La verità è questa.
    Se tutti avessero fatto il 50 % degli errori INDIVIDUALI in meno la Roma avrebbe preso la metà dei goal.
    Per altro, ribadisco ai fantomatici dei bilanci e della contestazione (lecita e da rispettare) che bisogna informarsi.
    Nel bilancio della Roma del 2018 non ci sono circa 100 milioni ricavati dalle cessioni di alisson e di strootman. I quali verranno conteggiati nel bilancio che si andrà a chiudere nel giugno 2019.
    Quest anno la Roma ha avuto 84 milioni circa dalla champions più i vari nainggolan e altre piccole vendite.
    Nel 2019 non solo la Roma avrà a bilancio quest champions (mia proiezioni 65 circa), ma avrà già a bilancio (ancora senza vendere) 100 milioni circa di strootman e alisson più i vari prestiti se si tramuteranno in riscatti (verde 2 mln , defrel 15 mln circa, ponce 6 circa, e via discorrendo.).
    Così almeno sapete come stanno le cose. Che il 2019 ci porti tanta serenità e un po’ di sogni. D’altronde a Roma ne abbiamo bisogno. E sopratutto salute sia a noi che ai giocatori, che quest anno è mancata.
    Un grande forza Roma a tutti! Ciao e grazie

  3. sono imbarazzante…patetico…misero….e oltretutto mi sono messo un Nick che la mia persona non rispecchia….visto che sono un pigiamato tanato da un pezzo…lo lo lo so…..sono burino e la mia presenza ignominosa non è gradita…ma che volete fare la mia misera vita non mi propone altro che fare il verme…

  4. importiamo tutto dall’inghilterra…..anche la lingua, visto che l ‘italiano non csembra andare di moda in italia. adesso pure le partite il 26 dicembre. come se non avessimo alcuna tradizione e cene servano da altri paesi molto piu selvaggi di noi. bah

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