Stadio della Roma, 9 arresti per corruzione. L’inchiesta tocca anche i Cinque Stelle

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RASSEGNA STAMPA AS ROMA – «Io spenderò qualche soldo sulle elezioni» anticipava ai suoi collaboratori il costruttore Luca Parnasi, impegnato nella costruzione del nuovo (dibattuto) stadio della Roma, prima di finire in carcere con l’accusa di associazione finalizzata alla corruzione. Come riporta il Corriere della Sera, con lui, ieri, sono stati arrestati i suoi principali collaboratori che, secondo l’aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Barbara Zuin avrebbero comprato uomini della nuova amministrazione pentastellata, favorito funzionari comunali e, in generale, finanziato in via preventiva (illecitamente ma anche in chiaro) la politica romana e quella nazionale. Fra le nove ordinanze eseguite dai carabinieri del nucleo investigativo, guidato dal colonnello Lorenzo D’Aloia, anche tre arresti domiciliari. Oltre a Lanzalone, l’ex assessore della giunta Zingaretti (Pd) Michele Civita, che in cambio di informazioni e una militante partecipazione pro-Parnasi alla conferenza pubblica dei servizi otteneva la promessa di assunzione del figlio in una società collegata al costruttore. E Adriano Palozzi, attivissimo vicepresidente del consiglio Regionale (Forza Italia), ripagato con 25mila euro. In un «crescendo rossiniano» di condotte che dall’inopportuno raggiungono l’illecito, secondo la gip si sarebbe realizzato «un modello di corruzione sistemica caratterizzata da un’opzione criminale insensibile ai mutamenti politici e istituzionali». In nessun modo è coinvolta la Roma. Ma nonostante le rassicurazioni di Virginia Raggi e del presidente James Pallotta, la nuova casa giallorossa sembra di nuovo un miraggio.

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