Roma, Alisson chiama Suso

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IL MESSAGGERO (S. CARINA) – «Tutto ha un tempo». Difficilmente Monchi parla a caso. E il riferimento temporale alla vicenda Alisson è chiaro: la Roma non può attendere l’ultimo giorno di mercato per cederlo. L’attesa, però, in questo caso aiuta: se solo fino a qualche giorno fa il Real Madrid sembrava l’unica soluzione possibile per il brasiliano, ora c’è anche il Liverpool. Aspettando sempre il Chelsea che, dopo aver esonerato Conte, è pronto ad annunciare Sarri, estimatore in tempi non sospetti del brasiliano. Il ds spagnolo sa di correre un rischio ma l’eventualità che si crei un’asta è l’unica possibilità per arrivare alla somma che la Roma chiede (75 milioni). Una parte andrebbe rinvestita sul sostituto del brasiliano (Areola in pole); l’altra la Roma avrebbe a disposizione il cash (da sommare a quello di altre cessioni) per regalare a Di Francesco l’esterno alto a destra.

PRIME E SECONDE SCELTE – Come per Alisson, nessun dettaglio va trascurato. E la volontà di continuare a trattare per Florenzi, nonostante le parti rimangano sulle rispettive posizioni (2,7 milioni più premi per arrivare a 3,2 è l’offerta della Roma; 3,1 più bonus per raggiungere il traguardo dei 3,5 la richiesta del calciatore), è un indizio. Perché rompere con il laterale di Vitinia, vorrebbe dire precludersi altre possibilità di mercato. Che al momento – senza la cessione di Alisson – rimangono suggestioni, pronte però a trasformarsi in realtà con l’addio del brasiliano. Il riferimento, nemmeno troppo velato, è a due assistiti dell’agente Lucci, lo stesso che cura gli interessi di Florenzi: Suso e Cuadrado. Due nomi che anche lo scorso anno erano finiti nel mirino della Roma che poi, quando s’era presentata l’occasione-Schick, aveva fatto una scelta puntando sul talento e la gioventù del ceco, a dispetto del giocatore di ruolo che cercava Di Francesco. Se Cuadrado al momento sembra essere più in orbita Lazio, messo sul piatto dalla Juventus per arrivare a Milinkovic-Savic (anche se rimane il nodo-ingaggio: guadagna 4 milioni più premi) lo spagnolo corrisponde all’identikit perfetto che chiede Eusebio. Esterno destro di piede mancino. Forse non ha troppi gol nelle gambe (6-7-6 nelle ultime tre stagioni in serie A) ma la qualità non si discute. Il Milan ha inserito una clausola per l’estero di 38 milioni e non è un caso che lo spagnolo sia accostato al Chelsea, con Sarri che già lo scorso anno lo aveva chiesto, invano, per il Napoli. La valutazione quindi oscilla su questa somma, forse anche meno (35) considerando la situazione del club rossonero, dopo l’addio di Yonghong Li e l’entrata in scena del fondo Elliot. Già nello scorso settembre, Suso (alle prese con il rinnovo, poi ottenuto: ora guadagna 3 milioni, in linea con i parametri giallorossi) ammise l’interesse di Monchi: «Sì, è vero mi hanno cercato la Roma e il Napoli ma io sto benissimo al Milan». Dopo una stagione le cose sono cambiate. I rossoneri sono fuori dall’Europa, il club è in mano ad un fondo e il richiamo della Roma stavolta potrebbe essere troppo forte. Lo è sicuramente anche per Berardi che per ora, però, rimane sullo sfondo. A Trigoria infatti ritengono la richiesta del Sassuolo (30 milioni) eccessiva. L’impressione, quindi, è che l’attaccante potrebbe tornare in ballo soltanto in extremis, qualora il ds non andasse a dama con le prime scelte.

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7 Commenti

  1. Bhè, non puoi paragonarmi Suso a Berardi. Il primo è decisamente meglio, non solo del secondo, ma anche di altri giocatori che abbiamo attualmente in rosa! Per me sarebbe un buon acquisto.

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