L’exploit social della Roma: 15 milioni di seguaci

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EXPLOIT SOCIAL – Era anche prevedibile che, con l’arrivo di una presidenza americana, si puntasse sul marketing e sulla comunicazione. Così effettivamente è stato, con una crescita esponenziale in tutti questi anni di Pallotta e soci. Con il grande lavoro, soprattutto nel campo dei social media, la squadra giallorossa ha ottenuto diversi interessanti risultati.

PAUL ROGERS – La Roma, nonostante un blasone internazionale non esattamente di primissimo piano, è al momento al quarto posto tra le squadre italiane come numero di followers, arrivando con i vari profili a 15 milioni di seguaci. Come riporta il Tempo, ciò che fa però veramente la differenza è il cosiddetto engagement, cioè la capacità di far girare i propri contenuti anche al di là dei propri seguaci. In questo il club capitolino è riuscito anche a toccare dei picchi del 300%, grazie all’eccezionale lavoro del proprio social media manager Paul Rogers, uno dei maggiori esperti del settore, fortemente voluto dal presidente Pallotta, per creare un’immagine della squadra che possa attirare simpatizzanti anche all’estero e anche di diversa fede calcistica. Più della metà dei seguaci dei profili giallorossi sono stranieri, dunque sembra che il lavoro social stia funzionando egregiamente.

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11 Commenti

  1. Se vuoi crescere devi invogliare tifosi di altre squadre a comprare la maglia della Roma.
    Bisogna sforzarsi ancora per arrivare almeno al secondo posto di questa speciale classifica

  2. Altro trofeo del nulla, peccato perche’ un cosi’ alto numero di seguaci meriterebbe ben altro a livello sportivo.
    Le cliccate sono come il vento vanno e vengono i tifosi veri reatano e sono presi in giro da 10 anni dagli “straccions plusvalenza”.

  3. Queste si che sono notizie: Grazie Presidente.
    Chissà Dino Viola e Franco Sensi che hanno vinto solo uno scudetto come avrebbero rosicato…
    E adesso…via al prossimo grande obiettivo: ” Plusvalenza 2019/2020″
    Qui si che non abbiamo rivali.

  4. In effetti hai ragione le magliette non sono un granché ma soprattutto sono i colori che non sono giusti.
    Se vuoi vendere queste maglie il colore per me lo devi un po’ accendere, così sembra spento.
    Io mi ricordo uno stadio, una curva sud anni 70 dove quando entravi nel catino dell’Olimpico restavi abbagliato dal giallo e rosso, adesso mi sembra tutto più soft meno intenso.

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