La Roma sicura della Champions, una partita senza fuoco

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LA REPUBBLICA (F.Bocca) – Passerà alla storia questa serata romana in cui la Juve festeggia il suo settimo scudetto consecutivo. Lo fa spartendo la sua gioia con la Roma, antica rivale che un tempo le contese gloria e trionfi, e oggi può accontentarsi solo di ciò che resta dopo che la più forte squadra del calcio italiano si è presa tutto. È così del resto anche per il Napoli di Sarri, l’eco della cui partita genovese arrivava all’Olimpico, senza che la Juve se ne preoccupasse più di tanto. Non più tardi di quattro giorni prima la Juve aveva festeggiato all’Olimpico la Coppa Italia e adesso ripete cannibalescamente i riti della vittoria. Con contegno e senza abusare dell’ospitalità Allegri e tutti i bianconeri si sono abbracciati in mezzo al campo, hanno salutato i tifosi, per poi chiudersi nel classico baccanale da spogliatoio. I romani avevano riempito lo stadio, attirati dall’occasione di poter fare un dispetto alla Juventus. E i tifosi bianconeri avevano riempito il loro spicchio di Olimpico, nonostante la promessa di disertare la partita per il caro prezzi. Al di là però dello 0-0 scolpito nel marmo i 18 punti di differenza con la Juve parlano chiaro, la Roma deve fare ancora molta strada per poter dire la sua in chiave scudetto e troppo ci vuole per colmare la differenza. Alla partita era già stato tolto tutto prima – Juve ormai virtualmente scudettata, Roma sicura della Champions – per poter essere uno di quei bei Roma-Juve fuoco e fiamme che si ricordano. Squadre vere e anche molto offensive – un tripudio di attaccanti per uno 0-0 – unico grande assente Buffon per lasciare un po’ di spazio a Szczesny e al totem bianconero la passerella finale di domenica prossima. Ma sostanzialmente più che timori o nervosismo nessuna voglia di rovinarsi reciprocamente la festa. Dzeko e Ünder hanno sparecchiato qualche tiro al cielo, Dybala si è fatto annullare un bellissimo gol al volo per fuorigioco, unico brivido l’espulsione per doppia ammonizione di Nainggolan nel secondo tempo per una brutta entrata sul 10 argentino. Ma anche così tutto è corso con puntualità verso lo scontato epilogo finale. L’Olimpico ha applaudito la Roma e rivolto una salva di fischi (e anche peggio) alla Juve scudettata andata a salutare i suoi tifosi. Peccato, ma sarebbe stato davvero un piccolo miracolo.

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