Il nuovo ruolo di club e tv, si passa dalle sponsorship alle partnership

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AZIENDE TV – I media avranno un nuovo ruolo per la visione delle partite, si passerà da sponsorship a partnership grazie alle aziende pronte a firmare un contratto con i vari club per garantire ulteriori introiti economici.

SPONSORSHIP PARTNERSHIP – Come riporta Tuttosport, i brand richiedono maggiore flessibilità, hanno crescenti esigenze di valutazione del contesto e misurazione dei risultati. Un report di Nielsen Sports diffuso nelle ultime settimane, si tracciano le linee guida dello scenario futuro. Il football si sta evolvendo sempre più da evento sportivo ad esperienza di intrattenimento. Le imprese si stanno iniziando a muovere come “agenzie media”, in grado di trasferire, l’immagine del club calcistico allo sponsor. Molte squadre, anche italiane (tra queste Juventus, Milan, Roma), hanno intuito la criticità di questo cambiamento e infatti si stanno trasformando in “media company”, dove il calcio e i suoi calciatori diventano contenuti da veicolare in modo crossmediale, sfruttando sia a livello nazionale che estero, tutte le piattaforme di comunicazione.

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3 Commenti

  1. Certo fare il presidente adesso con i soldi che ti piovono a pioggia è una vera pacchia, c’è riuscito pure Pallotta.
    Difficile era per gente come Anzalone, Viola, Sensi, unica fonte di guadagno il botteghino, la parola sponsor, ancora non esisteva sul vocabolario, eppure i calciatori forti facevano del tutto e di più per non venderli, se li vendevano era proprio perché costretti, la cosa a cui tenevano moltissimo questi tre Grandi Presidenti, non scontentare o deludere il tifoso, vendendo gli il calciatore a cui tenevano di più.
    Che Vergogna questa Roma Americana!!!!

  2. Appunto hai detto bene hai fatto una considerazione giustissima, nonostante i soldi che ti piovano a catinelle da tutte le parti, nonostante le tremende escissioni che ad ogni finestra di calcio mercato subiamo puntualmente , che ci sfregiano i nostri sentimenti e ci sfigurano la squadra i conti sono sempre da sprofondo rosso.
    Ma la domanda da farsi è.
    Ma in che pasta di mani siamo finiti?
    Povera Roma nostra forestiera.

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