Come affrontare il pranzo con la partita alle 12,30

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IL MESSAGGERO (M. FERRETTI) – Mangio prima o mangio dopo? Mica facile decidere. Perché se mangio prima c’è il rischio, facendo gli scongiuri, che il pranzo mi resti sullo stomaco; ma se decido di mangiare dopo c’è la possibilità di restare addirittura a digiuno. Di mangiare durante, sia chiaro, non se ne parla: con quale coraggio si può pensare al cibo se in campo sta giocando la tua squadra del cuore? Le partite di campionato alle 12,30 sono quanto di peggio, sotto l’aspetto dell’alimentazione, ti possa capitare se vuoi seguire la partita da casa in tv. Se decidi per il prima, ad esempio,non ti puoi sfondare come vorresti nel giorno di riposo per evitare di addormentarti sul divano indipendentemente dalle giocate in diretta tv del tuo attaccante preferito. Se opti per il dopo, devi sperare con tutto te stesso che la tua squadra vinca perché lo sfondamento gastronomico rientra storicamente nei festeggiamenti per i tre punti. Tutto sarebbe più facile se non si giocasse alle 12,30, ma qui il tifoso non conta. Paradossalmente, conta solo chi ci vuole mangiare un po’ di più.

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2 Commenti

  1. La fanno questa partita per venderla in oriente? Così ho sentito dire, poi però si perdono milioni di tifosi qua.
    Perché io ho l’impressione che molti non mangino ne prima, né dopo, ma mangino durante fregandosene altamente della partita.
    Riflettete lega, perché il calcio è una droga, c’è l’asuefazzione, però la partita alle 12:30 è il modo migliore per disintossicarsi da questa droga.
    E se uno poi, riesce a disintossicarsi, non è più un drogato di calcio e tanti saluti a chi ha deciso la partita alle 12:30.

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