Ranieri blinda la difesa, Mirante chiude la porta: così la Roma subisce meno gol

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APPROFONDIMENTO DIFESA MIRANTE – Con la sconfitta per 1-4 all’Olimpico contro il Napoli, la Roma ha toccato il fondo. Da quel momento in poi, la squadra di Ranieri si è rimboccata le maniche e ha fatto cerchio per cercare di ripartire e centrare l’obiettivo stagione: il quarto posto e, dunque, la qualificazione alla prossima Champions League. La risalita, seppur faticosa, sembra essere iniziata con due vittorie ed un pareggio e con un altro dato estremamente importante: aver tenuto la porta inviolata per due volte consecutive, contro Sampdoria e Udinese. Con l’avvento del tecnico testaccino, dunque, sono cambiate due cose: l’atteggiamento della squadra ed il portiere titolare, che ora è Antonio Mirante.

I NUMERI DI MIRANTE – Dopo gli errori contro il Napoli, Ranieri ha preso una decisione forte: fuori Olsen, dentro Mirante come portiere titolare. I risultati, al momento, sembrano dar ragione al tecnico con due ‘clean sheet‘ consecutivi, mai successo in questa stagione. In totale, il numero 83 ha tenuto la porta inviolata 3 volte in 5 partite di campionato, contro le 4 in 27 partite dello svedese. Inoltre, l’ex Bologna ha raggiunto 213 minuti di imbattibilità, numeri mai raggiunti da Olsen durante tutta l’annata. In Serie A, inoltre, c’è anche da analizzare la media dei gol subiti dai due: con l’ex Copenhagen in porta la Roma ha preso di media 1,55 gol a partita, con Mirante 0,6. Certo, lo svedese ha giocato molte più partite, ma la tendenza è quanto meno interessante e da tenere d’occhio.

LA DIFESA – Non si può ignorare, però, il cambiamento di atteggiamento della squadra giallorossa in fase difensiva. Niente più linea di difesa fino al centrocampo, ma una squadra compatta e corta, che difficilmente costruisce dal basso e che non disdegna il rilancio lungo. Un gruppo che sta provando a riscoprirsi duro da affrontare, che nel secondo tempo contro l’Udinese, dopo il gol di Dzeko, ha subito solamente una conclusione verso lo specchio della porta, di 4 totali nel corso dell’incontro. Nelle ultime tre partite, proprio dopo la disfatta con il Napoli, la Roma ha subito solo 11 tiri entro lo specchio e di questi neanche la metà (5) da dentro l’area di rigore. Una solidità difensiva, dunque, che sembra essere ritrovata, aiutata da un allenatore che fa dell’impenetrabilità un dogma e da un portiere che sembra aver restituito serenità al reparto. Ora, però, c’è l’esame di laurea da superare: sabato a San Siro c’è l’Inter e lì si misurerà se la difesa della Roma è davvero diventata da Champions League.

Alessandro Tagliaboschi

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