Il punto di Fabio Maccheroni: “Adesso chiamiamolo Cigno de oro”

0

Di Fabio Maccheroni

PROVA DI FORZA – Chiamiamo El Cigno de Oro, diamogli qualcosa di nostro dopo che lui, Edin Dzeko (9), ha dato molto del suo calcio a questa squadra. Ha dato il centravanti che si cercava disperatamente, ha tolto quell’abominevole controsenso linguistico che accompagnano il 4-3-3 di un anno fa, il ‘falso nove’, escamotage malandrino pallonaro per significare che non c’è in rosa un centravanti vero. Oggi c’è. Meglio. E c’ anche l’esterno d’accomoagnamento, appena tornato da fatiche africane e coperto sia di gloria da far arrossire il leggendario Scipione delle guerre puniche. Ci riferiamo a Salah (8) che con gol e palo e discese ha fatto salire il mal di pancia al povero Mihajlovic (4 di simpatia). Tranquilli, non dimentichiamo il risultato, il 4-1 con cui la Roma resta prima dell’altro campionato e torna a casa pensando all’Inter di domenica prossima, lasciando a Spalletti (8) il compito di mettere insieme una formazione credibile per la sgambatura con gli spagnoli del Villareal. Insomma, il mese terribile si apre con tre vittorie e la qualificazione scontata al successivo turno di Europa League. E soprattutto con la certezza di avere sul prato una squadra in salute, compatta, rifinita, direi terminata nonostante la tegola Florenzi.

TURNOVER RAGIONATO – Contro il Toro Spalletti ha operato il minimo sindacale del turnover. Paredes (6,5) per De Rossi e Juan Jesus (6) per Rudiger. Per il resto ruoli intatti aspettando il VillarReal per dare spazio a chi scalpita in panca. Giusto. Anche se l’assenza di De Rossi davanti alla difesa è pesante. Soprattutto se Paredes, prima dell’eurogol, si presenta con un paio di incertezze che forse dipendono da una condizione ancora non perfetta. Ma Fazio (6,5) a parte un’indecisione sul gol torinisti sul 3-0 e un superbo Manolas (7,5) non hanno lasciato molti spazi per gli attaccanti avversari, per il temutissimo Belotti, o l’ex Falque (uscito abbracciando Spalletti). Rileggiamo la difesa perché era li che c’era qualcosa di nuovo. Il resto una macina: una squadra più forte, Strootman (7) tornato lavatrice di marca nobile e Nainggolan (8) fanno qualcosa che non appartiene al piccolo mondo di Mihajlovic. Bene anche il solito Emerson (6,5), che però merita un torno di riposo giovedì e insolito applauso a Bruno Peres (7 d’incoraggiamento) per una diagonale difensiva che vale un gol: abbiamo dovuto affidarci al replay per convincerci che fosse lui e non Manolas.

SI SCANSANO? – Un buontempone di fede juventino-laziale ci ha regalato l’ultimo sorriso della serata: il Toro si sarebbe scansato. Con questa squadra, se prosegue a questi ritmi, si scanseranno in tanti. Scansiamo gli equivoci. Questo è calcio, palla rotonda senza spicchi.

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA - La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è vietata. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here