Giannini: “Dzeko e Alisson devono essere incedibili”

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SENTI CHI PARLA ALLE RADIO – La rubrica di Romanews.eu “Senti chi parla… alle radio” è lo spazio quotidiano in cui potete leggere i commenti sul mondo Roma di speaker e opinionisti protagonisti dell’etere romano raccolti dalla nostra Redazione.

Giuseppe Giannini a Centro Suono Sport: “I tre giocatori incedibili della Roma? Dzeko e Alisson sicuramente, senza contare De Rossi, e il terzo dipende dall’idea tattica. Dico Nainggolan se l’idea è quella di giocare come quest’anno con i 3 a centrocampo. Io poi terrei anche Manolas e Fazio perché hanno dimostrato di affrontare bene i campioni in Champions League. Alisson? Per 70-80 milioni io lo cederei perché è un ruolo che si può ricoprire e si stanno incassando cifre importanti, sperando che questa stessa somma, qualora sia venduto, venga reinvestita per rinforzare dove serve”.

Avv. Luigi Esposito a Centro Suono Sport: “Per me i tre giocatori incedibili sono Dzeko perché la Roma di Di Francesco è Dzeko-dipendente, poi Alisson che è uno tra i 5 portieri più forti d’Europa e il terzo è Nainggolan perché il centrocampo della Roma deve essere rinnovato ma serve comunque un punto fermo”.

Daniele Garbo a Centro Suono Sport: “Alisson, Dzeko e Under sono i miei giocatori incedibili. Dzeko è stato il trascinatore della squadra nei momenti difficili della Roma prendendosi sulle spalle il gruppo. Io credo che abbia trovato a Roma il suo ambiente ideale. Under perché è un giovane che ha molti margini di miglioramento e potrebbe diventare un giocatore importante della Roma. Alisson? Molto dipenderà da ciò che accadrà nei Mondiali, anche se credo che il brasiliano rimarrà un altro anno alla Roma ma poi credo che sarà ceduto a una grande dell’Europa perché sarà impossibile rifiutare le offerte che arriveranno per l’estremo difensore”.

Fabio Petruzzi a Centro Suono Sport: “I tre incedibili della Roma? Per me sono Alisson, naturalmente, Nainggolan. e… il Dzeko visto negli ultimi 2 mesi è un giocatore straordinario: cattivo, si è preso la squadra sulle spalle, ma prendendo in considerazione i due anni di permanenza a Roma non mi ha fatto impazzire. Perciò dico come terzo Kolarov”.

Roberto Scarnecchia a Centro Suono Sport: “Gaetano Anzalone è stato la base per costruire questo grattacielo che è quasi arrivato al tetto. È ricordato poco perché essendo stato il precursore non è ricordato come Dino Viola. È stato il mio presidente, mi ricordo che venne un osservatore della Roma mentre io giocavo nell’Almas e feci una partita straordinaria in quella giornata di serie B. Andai a fare il provino a Roma con Liedholm allo stadio Tre Fontane. Mi ricordo che Liedholm disse: ‘Prendete questo ragazzo perché è veramente forte’. Poi la stessa frase lo pronunciò anche Giagnoni che venne dopo, e allora ci ho veramente creduto e a 19 anni ho esordito in Serie A. Un aggettivo per Anzalone? Un signore, un galantuomo. Mi dispiace molto, spero di essere presente domani al funerale”.

Gianluca Piacentini a Tele Radio Stereo: “Un voto alla stagione della Roma? Alla Champions League do 9, sotto il 9 non vale perché nessuno si sarebbe aspettato un percorso così: il 28 maggio al minuto 89 avevamo paura di non passare i preliminari e dal gol di Perotti siamo arrivati a giocarci una semifinale. Al campionato do 6,5 e alla Coppa Italia 5. Un 7 complessivo alla stagione della Roma si può dare”.

Roberto Scarnecchia a Centro Suono Sport: “Gaetano Anzalone è stato la base per costruire questo grattacielo che è quasi arrivato al tetto. È ricordato poco perché essendo stato il precursore non è ricordato come Dino Viola. È stato il mio presidente, mi ricordo che venne un osservatore della Roma mentre io giocavo nell’Almas e feci una partita straordinaria in quella giornata di serie B. Andai a fare il provino a Roma con Liedholm allo stadio Tre Fontane. Mi ricordo che Liedholm disse: ‘Prendete questo ragazzo perché è veramente forte’. Poi la stessa frase lo pronunciò anche Giagnoni che venne dopo, e allora ci ho veramente creduto e a 19 anni ho esordito in Serie A. Un aggettivo per Anzalone? Un signore, un galantuomo. Mi dispiace molto, spero di essere presente domani al funerale”.

Alessandro Austini a Tele Radio Stereo: “La vicenda del patto durante la cena della Roma mi sembra molto romanzata. Coric è un’operazione praticamente chiusa a 7 milioni di euro più bonus. Il prossimo acquisto sarà Marcano: è un giocatore che in Portogallo sta facendo molto bene, ha caratteristiche più da libero che da stopper. Ha personalità ed ha un piede discreto. Lo vedo più in coppia in Manolas che con Fazio. Per Manolas, se volesse andare via, bisognerebbe trovare un acquirente disposto a pagare la clausola da 38 milioni in tempo. Il giocatore non è scontento”.

Ubaldo Righetti a Tele Radio Stereo: “Marcano è un giocatore che Monchi conosce bene. Ha una buona struttura fisica ed è bravo ad impostare. E’ un buon prospetto. In generale la difesa quest’anno ha funzionato anche se i gol sono stati presi quasi tutti con i giocatori schierati”.

Riccardo Cotumaccio a Tele Radio Stereo: “Marcano porta esperienza anche se credo che la Roma debba rinforzarsi a centrocampo”.

Stefano Agresti a Radio Radio: “Il prezzo dei giocatori lo fa il mercato, Monchi questo lo sa: se le società italiane per gli italiani vogliono più soldi è una libera scelta. Non stiamo vendendo zucchine o carote, che hanno un prezzo definito. Il calciatore italiano ha due valori in più: il senso di appartenenza e l’obbligo di averne quattro cresciuti in Italia e quattro cresciuti nel settore giovanile. Costano tanto? O Monchi si adegua, o va a prendere gli stranieri. Marcano come alternativa ai titolari è una buona soluzione. Moreno era stato presentato come un fenomeno e non lo era, lui è più affidabile ma non parte titolare”.

Guido D’Ubaldo a Radio Radio: “Quando arrivò Fazio sembrava dovesse essere la riserva di Vermaelen. Marcano arriverà a parametro zero: Monchi lo conosce bene perché ha giocato tanti anni in Spagna. Colpisce che è un giocatore con un grande rendimento: nel Porto ha giocato 30 partite in campionato tutte da titolare e sette su otto in Champions. Piede mancino, va a completare il reparto dei centrali rimasto monco dopo la partenza di Moreno. Di Francesco avvicinato da altri club, ma si sente molto legato al progetto Roma ed è pronto al rinnovo del contratto: non sarà lungo, perché la società non ama fare contratti lunghi dopo Garcia. Sarà un prolungamento di un anno o forse due. Con Di Francesco è cambiato l’ambiente intorno alla Roma rispetto al suo predecessore. Berardi? Ha avuto una stagione complessa, ha un carattere particolare e con un allenatore che lo conosce può rendere al massimo”.

Furio Focolari a Radio Radio: “Marcano completa il reparto dei centrali? Cominciamo male… La Roma l’ho messa tra le squadre che possono contendere lo scudetto alla Juve. Marcano ha cambiato nove squadre in otto anni, qualcosa significa. Quest’anno il rendimento è buono, ma è la prima volta che fa il titolare. 31 anni, parametro zero, sono questi gli acquisti? Dev’essere chiaro che sarà il quarto centrale. Il Napoli avrà problemi perché dei giocatori andranno via, la Roma non li avrà e per questo deve fare una squadra importante. Marcano non è un giocatore importante: non sarà scarso, ma non è un fenomeno e alla Roma servono i fenomeni”.

Roberto Pruzzo a Radio Radio“Mi dispiace molto per la morte di Anzalone, una gran brava persona innamorato della Roma. Io l’ho vissuto poco come presidente perché passò la mano pochi mesi dopo il mio arrivo, ma tutti me ne parlavano molto bene. Il mercato? Per annullare i venti punti di distacco con la Juve hai bisogno di due campioni. Se pensi solo a completare l’organico e prendere qualche giovane di belle speranze è difficile. Berardi? Portarsi dietro i giocatori è pericoloso, Defrel è stato una delusione. Lui ha numeri pazzeschi, ma se non hai certezze sull’ambientamento è rischioso”.

Xavier Jacobelli a Radio Radio: “Di Anzalone c’è da ricordare la grande bravura e la personalità nelle scelte tecniche soprattutto per le scelte de settore giovanile”.

Claudio Moroni a Centro Suono Sport: “Alisson? Se mi danno 80 milioni io lo vendo, prendo Perin e compro Kluivert Jr che nei prossimi due anni diventerà l’attaccante più forte d’Europa. Lo scudetto io l’ho vinto con Batistuta, mica con Antonioli. Se resta Alisson e compro Verdi mi va bene lo stesso”.

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57 Commenti

  1. In primis, un pensiero per Gaetano Anzalone. Le possibilità economiche erano quelle che erano, la Juve era già la Juve anche extra campo. Ha costruito Trigoria e la base per lo scudetto di Dino Viola, purtroppo la litania è sempre quella: se non hai soldi, non vinci.

    Lancio un appello: non facciamo come al solito.
    Non facciamo che siccome abbiamo già fatto la cena di fine anno, pacche sulle spalle e sorrisi, poi Domenica non si vince. Non facciamo che siccome giochiamo una partita contro una squadra già salva all’ultima giornata, poi non arrivano i tre punti. Non facciamo che pensiamo che sarà una passeggiata vincere, quasi una passerella. E non facciamo che stiamo con un orecchio a sentire cosa fanno i gemelli diversi del fascio all’Olimpico.
    Perché la storia della Roma è piena di partite di questo tipo, tutte regolarmente toppate.
    NESSUNO ci assicura il terzo posto. Non è aritmetico, non c’è ancora nessun motivo per rilassarci. E non fa lo stesso arrivare quarti perché comunque vai in Champions. Perché terzi è meglio che quarti, perché ci sono 5 milioni in più da incassare e perché c’è gente che spenderà una barca di soldi per vedersi la partita. E pure perché se sono anni che si cerca di importare a Trigoria una certa mentalità è ora di far vedere che qualcosa si è iniziato a costruire.

    Quindi la Roma Domenica deve scendere in campo per vincere giocando fino al 95esimo.

    Detto questo, due parole sul derby del cu…ore tra Ladsie e Inda. La Fifa fa sul serio per il mondiale per club. La Roma ne sarà tagliata fuori. Inter e Milan forse no. Non so perché questa notizia sia passata così in sordina, ma è chiaro che è destinata a cambiare ulteriormente il panorama calcistico dei prossimi anni se la Fifa ci arriva in fondo. Perché il budget per la competizione è almeno il doppio della Champions e il meccanismo ricalca quello che la Uefa sta attuando da anni in Europa, con allargamento del divario tra top club e resto dei club. Quindi se un club non sarà in quel giro farà la fine della Fiorentina, tanto per capirci.
    Fatta questa premessa, è ovvio che il risultato migliore per la Roma è l’Inter fuori della Champions. La Lazio non avrà mai il bacino ed il potenziale economico per reggere la competizione maggiore, soprattutto in modo strutturale. L’Inter invece sì.

    Chiudo con una considerazione, forse scontata qui su romanews ma meno per il resto d’Italia. Sta andando in onda la geremiade sul “campione” Buffon che lascia, la bandiera del calcio italiano e tutto il resto dello spettacolo. Allora, bisogna intendersi sul significato della parola campione. Campione è solo un calciatore bravissimo nel suo ruolo (mani o piedi)? Allora Buffon è un campione tra tanti.
    Ma se campione presuppone anche altro, travalica la tecnica individuale per allargare il concetto alla squadra, allo stadio, allo sport e a fuori dello stadio, allora per favore, sarebbe ora di smettetela con questi pianti da prefiche. Perché Buffon non è sportivo (il goal di Muntari, le corna di Maresca e le recenti dichiarazioni sull’arbitro di Real Juve sono solo la punta dell’iceberg), non è un modello da seguire fuori dal campo (vicenda scommesse, simboli fascisti, un falso diploma…), non è una bandiera (pare che ora vada al PSG per, udite udite, vincere la Champions; fa morire dal ridere ed è anche un autogoal sulla sua società attuale) e non è nemmeno un vincente in senso assoluto (con la Juve lo è solo in Italia, tra l’altro con una tretrocessione in serie B perché la sua società condizionava gli arbitraggi). Le sue interviste sono di un qualunquismo disarmante, tecnicamente non è rimasto al passo con i tempi: para ancora abbastanza bene, ma oggi un portiere non è solo i guantoni. Anzi, oserei dire che non lo è già da un bel pezzo: già Zeman lo portò dentro il gioco, poi è arrivato Lehman e chi voleva capire aveva già capito (farò magari un post sul mio ruolo).
    Insomma, che si smorzino le trombe e si cali il sipario, i calciatori veri sono altri.

    • Jacopo, che sollievo! pensavo di aver postato qualcosa prima di te…mi sentivo in difetto 😉
      Come sempre concordo su tutto ciò che scrivi, a partire dal ricordo di Anzalone, a finire col Buffon-e.
      Sul discorso mondiale per club, dipende da quanto ci vorrà per far partire il tutto e se saremo nel frattempo cresciuti abbastanza per essere stabilmente nel novero delle prime 8-16 squadre europee…la storia va bene, ma poi un torneo è appassionante se lo giocano squadre forti, non le vecchie glorie…ad oggi una visita al museo di San Siro vale molto di più che vedere una partita di una qualsiasi delle milanesi…non si può campare di rendita in eterno per qualcosa successo 10-15 anni fa (spero)

    • jACOPO,intanto vedo con piacere che hai ripreso il tuo posto in griglia,ma soprattutto vorrei dire che il tuo commento su buffon de buffonis,e tutto in generale,è perfetto.
      Mi dispiace alc ma non sono affatto d’accordo sulla figura di buffon,personaggio arrogante,falso,ipocrita,insomma il perfetto rubentino,il fatto che sia stato un grande portiere non giustifica tutto il resto.Bravo vai in Francia,che ti danno il pallone d’oro….in testa.
      Io non ne sentiro’ la mancanza,e se si porta con se Ilaria culopiatto,fa un viaggio e 2 servizi,a non rivederci.

    • Ad integrazione .. se non ho capito bene, ieri (o l’altro ieri) Boban era a Trigoria per presentare questo “Mondiale per Club” alla Roma. Sempre se ho capito bene, pare non siano ancora completamente chiari i criteri di partecipazione …. Boh …..
      Quanto a Buffon … vabè, lasciamo perdere ….

  2. Buongiorno a tutti, questa mattina non scriverò della Roma ma di giocatori che purtroppo devono assecondare il tempo che inesorabilmente passa.
    Sono state molto belle le parole di Totti nei confronti di Buffon, che effettivamente hanno evidenziato che quando il calcio mette da parte l’astio del tifo il calcio ritorna ad essere poesia e vita. Domani sarà un’altra tappa calcistica poco piacevole per chi ama lo sport, dopo gli addii di Baggio, Baresi, Del Piero, Maldini, Batistuta, Totti, e tanti altri che hanno reso questo sport BELLISSIMO. Se ne vanno dal campo di gioco PERSONE importanti della storia del nostro calcio da noi tanto amato e se ne vanno anche frammenti della nostra vita, considerando che si tratta di gente con cui attraverso loro abbiamo amato, seguito ed esultato per la nostra passione sportiva, al di là della fede calcistica. Buon weekend a tutti e Forza Roma naturalmente.

  3. Buongiorno a tutti. Apprendo adesso della morte di Anzalone. Non l’ho vissuto perché ero troppo piccolo. È sempre un dispiacere quando persone cosi se ne vanno. Condoglianze alla famiglia.

    Sto cercando di inviare una serie di tre post. Per adesso niente. Non pubblicano. Vedrò di riprovarci più tardi.

      • del primo c’ho capito solo che il fratello gli ha dato ‘na sòla co ‘na macchina usata…boh…pare che insieme allo zio c’hanno un giro strano de macchine dalla Romania…aspetto il secondo pe’ sapè che dice la cognata de tutta sta storia… 😉

        • annamo bene…nella seconda puntata Massimo s’è messo a fà il palazzinaro e affitta un monolocale a 4 sbandati che se mettono a stampà soldi e titoli falsi, con cui pagano il fratello di Massimo e truffano una filiale di un noto istituto di strozzinaggio…se ho capito bene lo spirito della serie, alla terza puntata arriva il cugino de Massimo col canne mozze… 😉

          • E io che mi sono ritrovato proprietario a mia insaputa di Radio Ulna? Vedremo, magari esce fuori pure che per ottenere contratti con gli sponsor e quindi generare un attivo sarò costretto a fare dossier falsi sulla società Roma! 😀

  4. Eh lo so…non è carino scrivere prima di Jacopo, ma non potevo trattenermi oltre dopo aver letto: “Se parte Alisson si pensa a Donnarumma”…penso che questa davvero sia indubbiamente la migliore della settimana. Più o meno suona tipo “mi ha lasciato Belen, quindi ora inizierò a uscire con Geppy Cucciari”…simpaticissima, per carità, ma……..
    Penso che a questo punto sarebbe interessante creare un’opera in 20 volumi, suddivisa in “i nomi in partenza dalla Roma 2018/2019” e “i possibili nomi in entrata nella Roma 2018/2019”, una sorta di Treccani della comicità demenziale, magari arricchita con i commenti dei radiolari su ciascuno dei nomi. In regalo l’opera omnia di Adem, raccolta in un apposito volume dal titolo “Pallotta caccia li sordi, che Fazio lo lasciamo a Rai 1”

  5. Calciomercato, oggi la bella novità è che “se va via Alisson viene Donnarumma” e via di nuovo il circo cantante.
    Al momento è una bufala, fuffa, balla, come volete per il semplice fatto che proposte concrete Alisson non ne ha ricevute. Quando il Real di turno si presenterà con 80 milioni (almeno), potremo discuterne.
    Interessante però che tutti i giocatori di Raiola debbano arrivare qui… Vedremo.
    A proposito, ieri Kluivert fa delle dichiarazioni non proprio tenere verso la sua società. Non entro nel merito, può essere che abbia ragione il giocatore, può essere che abbia ragione l’Ajax. Però è un film che già conosciamo, abilmente diretto da Mino. Da quel poco che ho visto, Kluivert pare un gran bel giocatore, e non mi dispiacerebbe affatto averlo alla Roma. Ma poi, tra due o tre anni avremo la replica del giocatore “non felice” che vuole l’adeguamento sennò va in depressione, oppure che inizia i soliti tira e molla per essere ceduto? Prendersi un giocatore di Raiola vuol dire anche prendersi Raiola, con i pro e i contro.
    Infine, mi unisco alle condoglianze per il presidente Anzalone, che lasciò la Roma che io ancora gattonavo.

    • No ma poi siamo seri… quanto ha rotto le palle questa storia di Donnarumma “predestinato”, “sostituto naturale di Buffon” & co. quando in giro per l’Italia ci sono fior di portieri, alcuni dei quali (Perin per dirne uno) sono anni che aspettano il loro momento in nazionale?

      Daltronde parliamo di Premium Sport, un po’ come dire il pendolino di Mosca buonanima.

  6. Con preghiera di pubblicazione…è la terza volta! Dai su…

    1 post di 3.

    Buon giorno amici.
    La partita col Sassuolo è in questo momento la cosa decisamente più importante. Ma da lunedì volente e nolente impazzerà il calciomercato. Mi piacerebbe che tutti noi avessimo la possibilità, visto lo spessore che ha assunto questa pagina, di addentrarvici con il massimo di cognizione di causa (in senso finanziario). Ho deciso, quindi, di buttare giù questi tre post. Sono lunghissimi (Fabiano te lo avevo promesso! 🙂), ma dopo…Monchi ci chiederà le consulenze! 🙂..ed inoltre, tutte le vostre sempre ottime considerazioni tecniche, avranno ancora più senso.
    Per cominciare…..Vi racconto una storiella…

    Metto su famiglia con mia moglie. Compro casa, la arredo e metto in cassaforte qualche migliaio di euro per le prime spese. Ho uno stipendio (entrate) e dei costi (uscite: mutuo, alimenti, bollette ecc.). Successivamente compro un’auto usata da mio fratello. Costo 8.000,00 €. Chiedo un prestito a 5 anni alla Compass. La Compass mi dà 8.000,00 € a fronte di un rimborso totale in 5 rate annuali che con gli interessi, allo scadere dei 5 anni, sarà di 10.000,00 €. Quindi, l’auto in totale mi costerà 10.000,00 €. Diciamo 2.000,00 € ogni anno per 5 anni. Aggiungo, intanto, questi 8.000,00 € agli altri nella cassaforte di casa. Con mio fratello, però ho un accordo secondo cui gli pagherò l’auto in tre rate annuali di 3.000,00 € per le prime due e di 2.000,00 per l’ultima. Questo accordo mi permetterà anche di avere la possibilità di poter giostrare gli 8.000,00 € che mi ha prestato la Compass, magari per qualche investimento. Dopo tre anni vendo l’auto a mio cugino. Dato che ho fatto pochi km (in realtà ho scalato il tachimetro! Ma non diteglielo!🙂) e l’ho tenuta bene, lui me la paga 5.000,00 €. Solo che me li darà in 5 rate annuali di 1.000,00 € l’una.
    Ora, i soldi che devo a mio fratello e quelli che mi deve mio cugino, in otto anni totali, possono essere assimilati ai flussi finanziari o flussi di denaro (totale entrate e uscite) di una società di calcio (ma non solo di calcio), l’auto può essere assimilata ad un calciatore di quella società e le spese di bollo, assicurazione, manutenzione e carburante dell’auto possono essere assimilate all’ingaggio. Le rate che io pagherò alla compass, invece, possono essere assimilate all’ammortamento del cartellino di un calciatore (costo totale del cartellino/anni di contratto…in questo caso 10, ma è un esempio) e la cassaforte può essere ricondotta al patrimonio al netto o al lordo dei debiti finanziari di una società (su quest’ultimo punto ho forzato parecchio, ma renderà l’idea). Nell’esempio, il patrimonio è, si, rappresentato da quello che ho preventivamente messo in cassaforte, ma anche dal saldo tra le entrate dello stipendio e le uscite dei costi, il quale può generare un surplus ogni anno da poter eventualmente mettere nella stessa cassaforte o un disavanzo da coprire con i soldi che ci sono dentro. Ma anche i beni di famiglia rappresentano una parte del patrimonio. Infatti se mi trovassi in una situazione di difficoltà, potrei anche per esempio vendere un pezzo dell’arredamento per risolverla. Se ho un debito finanziario, il patrimonio va diviso con questo, non sarà più al netto, ma sarà al lordo di quest’ultimo.
    I flussi finanziari vanno intesi in genere su base pluriennale. Rappresentano tutte le entrate e le uscite di un’azienda all’interno di un determinato lasso di tempo, ma possono essere anche l’istantanea della liquidità attuale, per esempio…quella al 18 maggio. Per avere però un’idea precisa dei flussi finanziari della mia famiglia, ad esempio, devo aggiungere, oltre alla compravendita dell’auto, anche tutte le altre entrate (stipendio ecc.) e tutte le altre uscite (mutuo, alimenti, bollette ecc.).
    Nell’esempio, i flussi finanziari della mia famiglia sono riferiti solo alla compravendita dell’auto e se calcolati per il lasso di tempo che va da quando ho comprato l’auto a quando pagherò l’ultima rata a Compass darebbero l’esatto resoconto delle entrate/uscite riferite solo a quell’operazione e cioè che ho ricevuto un prestito, ho pagato la prima rata del prestito, poi la seconda ecc. ho anche pagato la prima rata a mio fratello, poi la seconda e poi la terza, poi ho ricevuto la prima rata di mio cugino, poi la seconda e così via.
    Se tenessi un conto economico o bilancio annuale famigliare, la parte dei flussi che iscriverei nel bilancio annuale sarebbe solo quella relativa all’anno al quale è riferito il bilancio o ad operazioni che, anche se sono state fatte in passato, hanno effetti sul bilancio che sto redigendo. Infatti se stessi redigendo il bilancio dell’anno successivo all’acquisto dell’auto, iscriverei in quel bilancio la seconda rata di Compass e la seconda rata per mio fratello, ma sarebbero iscrizioni riferite ad una operazione fatta l’anno prima. Sempre ad esempio, nel bilancio successivo di tre anni rispetto all’acquisto dell’auto iscriverò la terza rata rimborsata a Compass e la terza rata per mio fratello, nei costi (uscite), ma anche la prima rata incassata da mio cugino, nei ricavi (entrate) o, addirittura, se per esempio prima dell’acquisto dell’auto da mio fratello, io avessi comprato un’auto da mio zio e dopo due anni l’avessi venduta a mia sorella, in questo bilancio magari ci metto anche l’ultima rata ricevuta da mia sorella per l’acquisto di quell’auto molti anni fa. Se analizzassi successivamente i bilanci degli ultimi otto anni potrei avere cognizione di quali siano stati i flussi finanziari totali di denaro in entrata e in uscita. In questo caso sono riferiti solo alla compravendita dell’auto, ma aggiungendo all’esempio anche lo stipendio, in entrata, e il mutuo, le bollette ecc. in uscita, avrei un resoconto completo.
    Continua.. .

    • …continua. 2 di 3.
      Se ragioniamo in termini finanziari, con l’acquisto e la successiva vendita dell’auto io ho perso l’auto e 5.000,00 €. (10.000,00 € per l’acquisto, prestito incluso – 5.000,00 da incassare con la vendita)
      Se ragioniamo, invece, in termini di plusvalenza, io dal momento che vendo l’auto, dovrò ancora dare 4.000,00 € totali a Compass, pari al totale delle ultime due rate del prestito, ma mio cugino me ne darà 5.000,00, anche se in cinque anni, a fronte dell’acquisto della stessa auto e, quindi, non ho più l’auto certo, ma tra i 4.000,00 € da dare a Compass e i 5.000,00 € che mi darà mio cugino io ho generato “concettualmente” una plusvalenza di 1.000,00 € rispetto all’onere di spesa futura che avevo nel momento appena antecedente a quello in cui ho venduto l’auto e posso iscrivere quella plusvalenza nel bilancio riferito all’anno in cui ho venduto l’auto. Se considerassi anche il fatto che non avrei più neanche le spese di bollo, assicurazione, carburante e manutenzione, la plusvalenza sarebbe ancora maggiore. Se ad esempio il mio bilancio famigliare a fine anno è di – 1.000,00 € quell’anno, significa che i costi di quell’anno (rata mutuo, rata compass, le bollette ecc.) sono stati superiori alle entrate (stipendio ecc.), quindi devo dei soldi a qualcuno, perché i costi sono spese fatte per avere qualcosa in cambio, anche a pagherò. Iscrivendo la plusvalenza porterei il saldo di bilancio a 0,00 €. Quindi che significa, che adesso ho i soldi per i miei creditori? No. Realmente quei 1.000,00 € non ci sono. Specialmente se li cerco in bilancio, perché la plusvalenza è un dato fittizio. Infatti è vero che tra i soldi che devo a Compass e quelli che mi darà mio cugino ricaverò 1.000,00 €….ma fra cinque anni! Mentre io la plusvalenza l’ho iscritta subito nel bilancio in corso. Come pago i miei creditori? Facendo ricorso al capitale netto circolante, dato dal saldo dei flussi finanziari in entrata e in uscita (lo spiego meglio dopo), e/o facendo ricorso al patrimonio netto (cassaforte) oppure da un conto corrente per esempio a me intestato, ma che è al di fuori del budget familiare (nel caso di una spa sarebbero versamenti, quindi mezzi propri dei soci, fatti in conto a fondo perduto o a titolo di finanziamento per l’azienda oppure, addirittura, con vere e proprie ricapitalizzazioni) oppure facendo ricorso ad un debito bancario.
      Faccio un excursus, per agganciarmi ad una cosa che ha scritto Jacopo ieri.
      Mettiamo che Jacopo, Marks, Marco69 e Salmacis decidono di comprare in società una radio. Il tutto è in vendita a 40.000,00 €. Sono incluse la licenza, l’attrezzattura, l’arredamento ecc. Poi ogni mese si dovrà pagare un affitto di 500 € per il monolocale in cui è ubicata l’attività. Jacopo, Marks, Marco e Salmacis decidono di investire per l’acquisto 10.000 € a testa. Costituita la società, stampano 40.000 pezzi di carta (titoli) attribuendo ad ognuno di essi un valore di un euro. Poi si distribuiscono questi pezzi di carta in base a quanto ognuno ha investito nell’ attività. Avremo così che ognuno di loro possiederà 10.000 pezzi di carta del valore totale di 10.000 €. Ognuno attraverso queste quote può vantare una partecipazione pari al 25% nella società. Nell’esempio, i 40.000,00 € rappresentano il capitale sociale della società costituito da 40.000 titoli, o azioni in una spa (è solo un esempio). Il patrimonio netto, ovvero non al lordo, ma al netto di eventuali debiti finanziari che in questo esempio comunque non ci sono, invece, è come se fosse la cassaforte all’interno del monolocale, in cui ci saranno tutti i 40.000 pezzi di carta. Il capitale sociale in quel momento rappresenta tutti i beni dell’azienda in azioni, quindi arredamento, attrezzattura ecc e farà da garanzia per i creditori e sempre in quel momento il capitale sociale è uguale al patrimonio netto, che rappresenta la forma più liquida di solvenza del capitale sociale. Infatti, i quattro soci cominciano a stilare un conto economico dell’azienda, un bilancio annuale. Per affrontare i costi possono usare i soldi presenti in cassaforte, se oltre ai titoli hanno deciso di aggiungerci anche dei soldi propri, oppure possono offrire ai creditori dei pagherò (sperando che o costi degli investimenti servano per generare ricavi), con la garanzia data dal capitale sociale (che però non muta nel tempo) attraverso i titoli presenti in cassaforte (patrimonio netto che può mutare nel tempo). Infatti se a fine anno tra ricavi e costi avranno un utile, potranno reinvestirlo, dividerlo o rimpinguare la cassaforte. Se avranno invece una perdita dovranno coprirlo, quindi pagare i creditori, o con i soldi presenti in cassaforte se ci sono o vendendo beni della società (ad es. un microfono) che erano tutti rappresentati dal capitale sociale e di riflesso dal patrimonio netto in forma più liquida. Ecco perché facevano da garanzia. Oppure potranno coprirlo con versamenti in conto, quindi mezzi propri, a fondo perduto. Oppure, addirittura con versamenti in conto a titolo di finanziamento per la società, come fosse un vero e proprio prestito alla società. Qui non c’è il fpf!. Se i soci coprono il rosso, ad esempio, vendendo beni della società, il patrimonio netto, ovvero i titoli presenti in cassaforte non rappresenteranno più i beni iniziali, che ora sono diminuiti. In questo caso il patrimonio netto si assottiglia. Il capitale sociale rimane in tatto, ma anch’esso non rappresenterà più tutti i beni della società al momento della costituzione perché questi erano tutti dentro la cassaforte come soldi e/o come titoli. Ma se la cassaforte pian piano, per coprire i rossi di bilancio, si svuota, il capitale sociale rimane in tatto come numero di titoli e valore nominale ma questi hanno sempre meno valore come garanzia per i creditori. Se il patrimonio netto si assottiglia troppo, la legge ti impone di ricapitalizzare. In questo caso, si stampano ad esempio altre 40.000 azioni dal valore di un euro l’una ed ognuno dei quattro soci paga 10.000,00 € di soldi propri per acquistarne 10.0000. Con questi soldi si ristabilirebbe la situazione iniziale. Se se ne stampassero, ad esempio, 80.000 di azioni, e tutti i soci aderissero, la situazione iniziale verrebbe raddoppiata. Quindi avresti un capitale sociale e di riflesso un patrimonio netto che rappresenterebbe più del doppio dei beni della società, ovvero molta liquidità in cassaforte da poter investire. Questo è solo un esempio tra mille tipi di ricapitalizzazioni possibili, non è esaustivo, ma rende l’idea. La ricapitalizzazione appena fatta dalla Roma, comunque, non aggiunge tanti soldi al patrimonio netto, assottigliato dai rossi precedenti ogni anno in bilancio, perché la cifra serve più o meno per ripristinare la situazione iniziale che vedeva la Roma con un capitale sociale e di riflesso un patrimonio netto appena sufficiente per rappresentare tutti i beni della società. Ad ogni modo la garanzia offerta dal capitale sociale è stata ripristinata.
      Tornando all’esempio iniziale del budget familiare ed al concetto si plusvalenza……. Facendo un altro esempio…se il mio bilancio a fine anno normalmente fosse 0,00 €, iscrivendo la plusvalenza dell’auto lo porterei a + 1.000,00 €. Per lo stesso discorso di prima, quei soldi realmente non ci sono. Come posso pensare di investirli e quindi spendere quella plusvalenza? Per pensare di spendere questa plusvalenza, o parte di essa, devo prima fare i conti con i flussi finanziari. I soldi, eventualmente, li devo trovare lì. Che significa? che faccio, in pratica, un’istantanea della mia liquidità in quel momento. E cioè che Il giorno 18 maggio ho ricevuto lo stipendio, dovrò pagare la bolletta, la rata del mutuo, ho pagato la terza rata a mio fratello, ho pagato la terza rata di Compass, ho ricevuto la prima rata di mio cugino, in cassa forte ho X euro ecc. e quindi oggi tra i “dare” e “avere” ho realmente…..non so, 1.000,00 € di liquidità. Poi posso decidere di metterli tutti o in parte in cassaforte o spenderli tutti o in parte, ma prima di tale decisione dovrò confrontare la mia liquidità anche con tutti i “dare” e “avere” futuri per non trovarmi in seguito a corto di liquidità. Ma il mero bilancio annuale in tutto questo c’entra poco
      Continua…

      • …continua. 3 di 3.
        Portiamo ora tutto in seno alla As Roma. Faccio un esempio. La Roma compra Nainggolan dal Cagliari. Il cartellino costa 24 milioni di euro. (saranno tutte cifre inventate, ma è un esempio). La Roma dà 4 milioni subito al Cagliari e il Cagliari intanto le dà Nainggolan dopodiché la Roma gli fa un contratto di 4 anni. Il resto la Roma lo pagherà in 2 rate annuali da 10 milioni l’una. Quello che andrà in bilancio nei costi saranno, nel primo anno, i due milioni di anticipo più il risultato della somma totale del costo del cartellino diviso gli anni di contratto (ammortamento), quindi 6 milioni, più l’ingaggio. Nei 2 anni successivi, in ognuno dei bilanci annuali andranno i 6 milioni di ammortamento, più l’ingaggio, più la rata da 10 milioni al Cagliari. Nell’ultimo anno solo i 6 milioni di ammortamento più l’ingaggio. Dopo due anni, però, la Roma vende Nainggolan al Real per 50 milioni. il Real pagherà la Roma in tre rate da 16,7 milioni. Ma indipendentemente da questo, la plusvalenza generata tra il costo residuo dell’ammortamento del cartellino (6 milioni per altri due anni = 12 milioni) e i 50 milioni che il Real pagherà in totale è di 38 milioni. la Roma la mette subito in bilancio nei ricavi oltre alla prima rata pagata dal Real. Ora, abbiamo fatto l’esempio di una sola compravendita. Ma dobbiamo ragionare in un contesto più ampio fatto di molteplici compravendite, anche passate che hanno ancora effetto sul presente. Infatti, per vedere se la Roma può realmente investire tutta o parte di quella plusvalenza sul mercato, e stiamo parliamo di una sola operazione, bisogna confrontarla con almeno tre elementi:
        1) i flussi finanziari. La plusvalenza, in questo c’entra poco. La Roma, nell’esempio di prima, ha appena ricevuto 16,7 milioni come prima rata dal Real (soldi che andranno ad inserirsi come “attivi” nel circuito dei flussi finanziari in entrata e che si bilanceranno con i flussi “passivi” in uscita) e gli ha dato Nainggolan. Ma magari con parte di quei soldi deve pagare l’ultima rata al Cagliari. Poi magari fra un mese riceverà l’ultima rata di Pjanic, venduto tre anni prima, ma tra due mesi dovrà pagare la seconda di Schick, comprato l’anno scorso. Poi a fine anno magari riceverà la prima rata di Doumbia e la seconda di Salah, ma all’inizio dell’anno nuovo c’è da pagare l’ultima rata di Elsha e così via. Quindi ogni singola operazione va incastrata con tutte le altre sia in essere che future prima di farla o no. Ecco perché i flussi finanziari vanno intesi, analizzati e calcolati su base pluriennale. Il tutto va poi contestualizzato in un ambito ancora più ampio che comprende non solo il trading dei calciatori, ma anche proventi diversi, non so…per i ricavi di un evento o quelli di uno sponsor, ma anche costi diversi… per le strutture, i macchinari, i fornitori, i dipendenti sportivi e non sportivi, il Tfr, le tasse, i crediti e i debiti finanziari ecc. Considerando il saldo di tutti i “dare” e “avere”, a breve e a lungo termine, quindi tutti i flussi finanziari, quanto ha in quel momento la Roma in cassa? X euro. X euro rappresenta l’istantanea, ovvero il capitale circolante, quindi la liquidità presente in quel momento, compreso quello che eventualmente c’è in cassaforte (patrimonio netto), ma anche quello che andrebbe eventualmente ripianato in cassaforte. Il tutto è desumibile, derivante e calcolabile dalla sottrazione tra gli “avere” e i “dare”, fino a quel preciso momento, sperando che il risultato sia positivo, è ovvio. Ma tutto questo con il bilancio di esercizio annuale, ripeto, c’entra poco, perché quest’ultimo, proprio perché è annuale e, quindi, è limitato non potrà assolutamente dare un’idea reale di quanto sia X. Solo il saldo dei flussi finanziari su base pluriennale può. Se X è positivo, si può eventualmente spenderlo, tutto o in parte. Ma bisogna considerare che comunque fra 10 giorni X magari avrà un valore diverso, perché Il tutto va poi anche rapportato a tutti i “dare” e “avere” futuri però, e bisogna tenerne conto, per non correre il rischio di crisi di liquidità e non poter pagare poi i creditori, che possono essere altri club, banche, fornitori, impiegati ecc., ma possono anche essere gli stipendi degli stessi calciatori, per dire.
        2) per vedere se la Roma può realmente investire sul mercato tutta o parte della plusvalenza generata dall’esempio della cessione di Nainggolan, bisogna confrontarla, oltre che con il punto precedente, anche con il bilancio annuale. Infatti, se, per esempio la cessione viene fatta a dicembre e la Roma dopo una settimana va fuori dalla coppa, bisognerà preventivare un rosso pesante a giugno. Nell’ambito di un bilancio strutturalmente in rosso come quello della Roma (e di tutte le squadre importanti nel caso non si riesca ad accedere agli introiti della Champions in modo cospicuo), le plusvalenze ti serviranno solo per bilanciare il rosso di fine esercizio, specialmente se l’Uefa ti impone il pareggio di bilancio ogni giugno. Se invece ci siamo qualificati per gli ottavi, ad esempio, si potranno avere, andando ancora avanti, altri potenziali ricavi, ma sono appunto potenziali. Se decidi di acquistare un calciatore a dicembre devi sapere prima che andrai ad erodere nei ricavi la plusvalenza appena iscritta di Nainggolan con il costo dell’operazione appena fatta per l’acquisto del nuovo giocatore. Quindi, puoi farlo, ammesso che i flussi finanziari te lo permettono, ma devi calcolare anche tutte le eventualità, sia in positivo che in negativo. Ma anche nel calcio mercato estivo valgono più o meno le stesse considerazioni. (Qui va poi inserito il discorso inerente al fpf, ma lo facciamo nei prossimi giorni)
        3) per vedere se la Roma può realmente investire sul mercato tutta o parte della plusvalenza generata dall’esempio della cessione di Nainggolan, bisogna confrontarla, oltre che con i due punti precedenti, anche con il costo totale della rosa. Se vendo Nainggolan, alle cifre dell’esempio di prima, indipendentemente da quanto l’ho pagato e da quanto adesso l’ho venduto e a prescindere dalle modalità di pagamento (flussi finanziari), ho creato certamente un vuoto tecnico, ma ho anche alleggerito il costo totale della rosa di 6 milioni l’anno di ammortamento, più l’ingaggio ovviamente. Se decido di comprare per sostituirlo, ammesso che il capitale circolante dato dal saldo dei flussi finanziari in quel momento me lo permetta, un calciatore ad esempio il cui cartellino costa 40 milioni e gli faccio un contratto di 4 anni, anche qui, indipendentemente dalle modalità di pagamento, metterò nel bilancio annuale, nei costi, un ammortamento di 10 milioni l’anno a cui va aggiunto l’ingaggio. Ammesso che l’ingaggio sia uguale a quello di Nainggolan, avrò comunque alzato il costo totale della rosa di 4 milioni netti l’anno rispetto a prima. Posso permettermelo? Non posso? Sono tutte valutazioni da fare. Poi immaginiamo che la rosa è composta da 30 giocatori e che le operazioni in sede di calciomercato possono essere tante. Se non posso permettermi, ad esempio, di alzare il costo totale della rosa, se lo alzo per un giocatore, poi lo devo abbassare con un altro o viceversa. Se decido invece di alzarlo e basta, Uefa permettendo, poi dovrò sostenerne i costi. Insomma, le variabili sono tante, ma sapendo queste cose si può anche prevedere la mossa successiva di un d.s. in base a quella che ha appena fatto.

        Sono, però, i flussi finanziari che determinano se e quanto si può investire sul mercato, non le plusvalenze.

        E’ questo il contesto in cui si muove un d.s. ed è questo il contesto in cui si è mosso l’anno scorso e in cui si muoverà Monchi quest’anno. Inoltre, in tutto questo deve tenere in considerazione anche e soprattutto l’aspetto tecnico. Perché poi tutto questo serve a fare la squadra da mettere in campo. Poi c’è anche il fpf. L’anno scorso è stato una tagliola. Inoltre deve fare da trait d’union (ah Ugo?) tra società e calciatori, deve motivare lo spogliatoio ecc. Insomma un lavoraccio…(io per 2 milioni netti l’anno lo farei, ma sai che squadra di pippe che ti metto su?…e poi magari in un attimo metto la società in gravi guai finanziari. Insomma è evidente che dire ho comprato Tizio a 20 milioni, ora lo vendo a 50, adesso con i 30 guadagnati compro Sempronio…è una semplificazione assai errata, ingenua, perché come abbiamo visto, il discorso è molto, ma mooolto più complesso.
        Grazie per la pazienza….siete proprio dei veri romanisti!

        • Ok. Ho letto tutto. Non ho capito una cosa però.
          Tuo cugino alla fine ha preso la sòla e deve rifare la distribuzione?
          😀
          Attendo con ansia le analisi delle prossime mosse di Monchi, condite dell relative previsioni a breve.

        • Massimo sei il numero uno!! a parte le battute, spero che nella vita tu sia un professore, perchè gli allievi sarebbero (o sono) fortunati ad avere qualcuno in grado di spiegare cose abbastanza complesse con questa chiarezza…
          Ti ringrazio inoltre per l’effetto deblattizzante che i tuoi post hanno rispetto all’utente medio del forum di calcio…alla terza riga di un tuo post pare che molti utenti debbano essere rianimati con una diretta dalla casa del Grande Fratello…parecchi si erano un po’ illusi quando hai scritto “in seno alla Roma”, ma quando hanno visto che non c’erano foto di tette sono scappati a guardare le foto di Jessica Immobile. Ma quindi Pallotta ‘sti 100 milioni se li è messi davero in saccoccia? 😉

          • Ahaha.. Bellissima!

            No, che professore…poveri alunni! 🙂

            Si, magari se li è messi in saccoccia….o, almeno, a qualcuno….”così gli è sembrato di capire”….

        • Che lavoro!
          Non ho tempo per leggere tutto al lavoro, ma sai una cosa…
          Ho fatto stampare tutto dalla mia assistente, cioè da me… e mi leggerò tutto tranquillamente per essere sicuro di capire tutto!

          Grandissimo!

        • N.B. Scrivo qua anche se la risposta è al secondo capitolo, ma non volevo rovinare la sequenza!

          Arrivato a dove scrivi “Jacopo, Marks, Marco e Salmacis decidono di investire per l’acquisto 10.000 € a testa” sono andato in bancarotta e ho dovuto andare a chiedere l’elemosina sotto a un ponte 😀

          Scherzi a parte, grazie per la mega spiegazione, quando trovo il coraggio cercherò di capirci qualcosa! (di queste materie diciamo che capisco un po’… coi tempi miei!)

        • È lungo ma è molto chiaro, comprensibile anche per chi, come me, ah sempre masticato poco di economia.
          Sei bravissimo a spiegare, davvero. Grazie.
          Ovvio che un radiolaro o non conosce questo discorso a monte, perché è rimasto al padre padrone che caccia i soldi di tasca propria indipendentemente dal bilancio, oppure ciurla nel manico.

        • Massimo, sono ancora in stato confusionale. Sto cercando di capire. Ma se Nainggolan lo pago 6 milioni di ammortamento per la durata del contratto di 5 anni, fa 24 giusto? E allora perché devo dare altre 2 rate da 10 milioni l’uno al Cagliari? Non lo sto pagando il doppio così? Poi ancora, o costi di ammortamento come cambiano se un giocatore rinnova? Conviene tenere in squadra un giocatore 10 anni oppure è meglio venderlo dopo un anno, così ti risparmi i successivi 4 anni di costi di ammortamento?

          • Bravo Fidel. È tutto lì il nocciolo del discorso.

            Prima domanda:

            Tu il ninja lo paghi con 4 milioni di anticipo più due rate annue da 10 milioni. Fine!

            Questi sono soldi veri, o equivalenti (obbligazioni, titoli).

            È questo che conta. Questi Sono i reali flussi di denaro o in entrata o, come in questo caso, in uscita.

            I sei milioni di ammortamento all’anno sono solo un artifizio contabile, un iscrizione di bilancio.

            Quei 24 milioni vengono virtualmente spalmati in una voce dei bilanci dei quattro anni successivi (durata del contratto) con la pratica dell’ammortamento, che permette di avere bilanci meno “pesanti” e più equilibrati, anche se su durate maggiori. Ma quei sei milioni non li tiri fuori. Ecco perchè le uscite iscritte in bilancio non sono così importanti. Questo ne è un esempio lampante.

            Così come non incassi nulla con le plusvalenze. Perchè anch’esse sono artifizi contabili.

            quello che incassi veramente sono le rate ricevute dalla squadra a cui hai venduto un giocatore.

            Se non ci fosse questa possibilità il bilancio, in riferimento al solo cartellino di Nainggolan (escluso ingaggio), direbbe:

            1 anno: – 4 milioni
            2 anno: – 10 milioni
            3 anno: – 10 milioni

            Invece con l’ammortamento:

            1 anno: – 6 milioni
            2 anno: – 6 milioni
            3 anno: – 6 milioni
            4 anno: – 6 milioni

            Già meglio.

            Ma se il contratto fosse di cinque anni direbbe:

            1 anno – 4,8 milioni
            2 anno – 4,8 milioni
            3 anno – 4,8 milioni
            4 anno – 4,8 milioni
            5 anno – 4,8 milioni

            Ancora meglio

            Seconda domanda:

            Prendiamo il primo esempio di ammortamento.

            Se il ninja lo vendi al secondo anno il costo residuo del cartellino sarebbe di 12 milioni totali.
            L’ammortamento è di 6 milioni all’anno per altri due anni.

            Se gli allunghi invece il contratto di un anno oltre la scadenza naturale, il costo residuo del cartellino sarebbe sempre di 12 milioni, ma l’ammortamento sarebbe di 4 milioni all’anno per tre anni.

            Terza domanda:

            Torniamo al nocciolo della questione.

            Da un punto di vista finanziario non cambia nulla.

            Dovevi dare 24 milioni al Cagliari e anche se vendi Nainggolan dopo un anno devi sempre dare 24 milioni al Cagliari perchè c’è un contratto firmato.

            Invece da un punto di vista prettamente contabile sarebbe meglio venderlo dopo il primo anno. In quel momento avresti, nel primo esempio, ancora 18 milioni da iscrivere in totale nei tre bilanci successivi. Se il Real ti firma un contratto secondo il quale acquista il suo cartellino per 50 milioni, allora tu calcoli una plusvalenza di 32 milioni, queste sono le norme, e la iscrivi tutta nei ricavi nel bilancio corrente, quindi nei + per intenderci.

            Ma quello che conta finanziariamente sono i soldi che ti dà il Real (quelli che ti versa sul conto corrente), come te li dà e in quante rate, perchè quelli entrano veramente nei flussi.

            Ecco perché la plusvalenza è solo un’altra pratica finanziaria. Come l’ammortamento. Iscritta in bilancio anuale nei ricavi, in genere ti aiuta a bilanciare i costi, sempre in bilancio però, perché ti dà i segni + che servono per bilanciare i segni – nel bilancio.

  7. Per le cose serie c’è Jacopo :-), io invece faccio la… rassegna della rassegna!

    Comincio con Righetti: “(Marcano) è un buon prospetto”. Eh sì, in effetti Marcano appartiene a quella categoria di giocatori che sbocciano dopo i 42 anni…

    Concludo con Moroni: “Lo scudetto io l’ho vinto con Batistuta, mica con Antonioli”. Sì, con Batistuta e Cafu, Aldair, Samuel, Candela, Emerson, Tommasi, Montella e il miglior Totti… giusto per dirne alcuni 🙂

  8. Notizie tutta fuffa e poca sostanza. L’equazione è semplice: Pallotta=0 vittorie. Ma qualche nome di campioni veri da comprare no eh? O i “big” ci sono solo quando si parla di cessioni?

  9. Bene…penso che adesso sarete tutti chi in preda al delirio, chi in stato comatoso e chi in trans da visione mistica. 🙂

    Si, mio cugino è quello che ha preso la sola più grossa!

    Comunque….come è andata a finire?

    Che mio fratello, mia sorella, mio zio, mio cugino e ….pure mia cognata….mi hanno fatto causa!

    E tutto per una caxxo di macchina usata! Per un tachimetro scalato e un buco alla Compass? E che sarà mai?

    Che famiglia di Plebei !!

    Inoltre i quattro scappati di casa hanno chiuso la radio e si so’ dati al riciclaggio….grande Marco!! Mi hai anticipato 🙂 Ora sono ricchissimi…e se so’ comprati la Roma!!

    E Nainggolan? non si trova più….si è perso tra i flussi.

    In quanto a me….tutto bene, però….non è che qualcuno me dà un passaggio, che sto a piedi?

    • Dopo i tuoi 3 colpi mortali non sarei in grado di guidare manco un triciclo mi spiace ahahah!! Già mi ti immagino insultare cosi quelli che non si fermano per darti il passaggio “aoo all’anima de li ammortamenti tua!” ahah

  10. Notizie la fuffa la fa un certo elco..jone…tutto quello che scrive e forse pensa anche prima …di scrivere…la memoria storica vi perseguita finti romanisti..di cui elco..jone è un degno rappresentante…partiamo commenti del suddetto all’acquisto di salah:Elconde
    mercoledì 29/07/2015 – 18:15 at 18:15

    Io ho già dato con Mido, grazie… aspetto il prossimo acquisto Elconde venerdì 24/07/2015 – 11:00 at 11:00

    con questi acquisti la panchina è a posto. Ora comprate i campioni
    Poi passiamo a quando la roma ha acquistato quel vecchio pippone di kolarov: Elconde giovedì 20/07/2017 – 10:18 at 10:18

    non ci è bastato Ashley Cole? Pallò basta con giocatori che vengono a svernare caccia due soldini una volta tanto dai! Elconde giovedì 20/07/2017 – 17:53 at 17:53

    ma che vi aspettavate dar Sor Pallotta? Che tirava fuori due soldini? L’ennesimo “gambione” che viene a svernare qui tipo Cole…. Per concludere commento dopo la partita celta vigo Roma del 13/08/2017 : Elcondedomenica 13/08/2017 – 20:02 at 20:02

    La grande Roma di Pallotta, siamo riusciti a prendere gol da Pione Sisto! Ridicoli, tifosoni ora vi agiterete anche voi? Purtroppo per voi le plusvalenze non vanno on campo, e servono difensori x la difesa in linea, ve ne siete accorti anche voi o perdete tempi soli ad insultare chi critica……… che dite amici romanisti…di che cosa vogliamo parlare…un saluto a massimo balbo salmacis Jacopo e i vari AMANUENSI ROMANISTI VERI DI QUESTO SITO…

  11. Ciao Jacopo. In relazione a quello che scrivi sul Mondiale per Club (mi trovi assolutamente d’accordo) mi sembra di aver letto da qualche parte alcune dichiarazioni da parte di figure della FIFA o spiegazioni di qualche giornalista (sinceramente non riesco a ricordare), che le squadre – potrebbero essere – quelle già citate, ma nulla è ancora deciso.
    Quello che però mi aveva confortato è che la partecipazione delle sole squadre AD OGGI invitate all’evento sarebbe tale solo per la PRIMA EDIZIONE del torneo, poi verrebbe con ogni probabilità allargata anche ad altre.
    La prima edizione dovrebbe essere nel 2021, e la Roma, ad oggi, non sembra esserci. La competizione si svolgerebbe ogni quattro anni, quindi la seconda edizione nel 2025.

    Siccome mi piace vedere il bicchiere mezzo pieno mi sono detto: vabbè…lo Stadio sarà a regime proprio nel 2020/21 e tutto er cucuzzaro che gli gira intorno pure (sponsor, aumento dei followers, qualità della squadra, tv, ecc…)…ok, allora, probabilmente, non saremo PER SEMPRE esclusi dal Mondiale x Club ma, forse, soltanto dalla 1° Edizione. Che ne pensi? Anzi, che ne pensate?

    • Io ci andrei piano, nel senso che la prima edizione è nel ’21. Dovranno per forza tenere in considerazione i risultati sportivi (quindi il ranking) dei prossimi due anni. Da un lato non puoi invitare il Nottingham Forest perché ha vinto due coppe dei campioni alla fine degli anni ’70, dall’altro non puoi permetterti di lasciar fuori il Salisburgo se questo ti vince le prossime due Champions. Molto probabilmente la lista è ancora incompleta e/o non definitiva. Qualcosa di più forse si saprà al termine della prossima stagione.

    • Ciao Rob, sì, è quello che penso anch’io. Se fanno un’edizione speculare ai mondiali occorreranno 32 squadre, la riunione la hanno fatta con 8 squadre, se non ricordo male, lasciando fuori anche Arsenal e Liverpool, per dire. I nomi di Milan e Inter sono spuntati fuori dopo. E qui sta il problema.
      Se l’Inter va in Champions quest’anno becca almeno 40 milioni, che possono ridargli ossigeno. Non so quanto, per via del fpf, ma senz’altro è meglio incassarli che non incassarli (vedi rosso di bilancio della Roma l’anno scorso). Quindi in prospettiva per il 2021 l’Inda potrebbe rimettersi un costato e partecipare.
      Il Milan è un rebus, ne parlerò più diffusamente ne Er Paggellone di fine anno (prossima settimana, in più edizioni, mica solo Massimo74 fa post kilometrici 😀 ).
      Certo, la Roma per il 2021 potrebbe già essersi potenziata. Fare piani invece a 8 anni di gittata credo sia troppo azzardato, strategie a questo livello credo possano permettersele solo club tipo Barcellona e Manchester United che ha uno sponsor da 100 milioni l’anno per tot anni. La Roma se cresce crescerà sempre molto poco per volta, non farà mai un botto incredibile. Questo non lo dico io, ma il fpf, che è pensato apposta per strozzare crescite di club che sono fuori dell’attuale oligopolio (perché hai pesanti limiti di investimento, appunto, e ragioni su ricavi e bacini d’utenza). Per me la sola voce che Milan e Inter potrebbero essere invitati per via della loro storia è agghiacciante. Ma concreta. Guardate i tornei estivi, li chiamano sempre in quadrangolari prestigiosi dove insaccano caterve di goal, ma hanno il blasone e quindi vanno.

  12. Ciao Jacopo. Nel frattempo avevo risposto anche a salmacis. Mah…anche per me vedere invitate (forse) Inter e Milan è veramente desolante…d’altronde blasone e bacino d’utenza ci sono superiori…e tocca stacce :-((
    Eeeeh…hai ragione, purtroppo la distribuzione dei vari proventi e la strutturazione dell’FPF abbiamo ben capito come e perchè verrà fatta nei prox anni (tu e Massimo74 docet).
    Mi auguro solo che la Società riesca a massimizzare il più velocemente possibile il Brand Roma (e torniamo ai discorsi di qualche giorno fa), credo che sia l’unico modo per tentare di accorciare quei tempi che invece ci vorrebbero per una squadra che abbia un nome “normale”…
    Mannaggia oh! Ma ‘n c’è quarcuno che c’ha er cell. de Giulio Cesare, de Ottaviano, ‘na mail de Marco Aurelio…Quelli co ‘n par d’ore ER BRAND c’hoo rifanno subito a livello mondiale!! :-)) Un abbraccione!

    • Esatto. E anche la tua ultima frase, secondo me, è una battuta solo fino ad un certo punto.
      Con il fpf puoi spendere solo quanto ricavi. È il motivo per cui il commento di Focolari denota uno che non ha ancora capito nulla, ma proprio nulla, di come funziona oggi il calciomercato. La Roma non potrà mai, mai e assolutamente MAI comprare un Modric oggi (vale anche per elconde, che saluto con affetto 😀 ). Perché non può permettersi di spendere 65 milioni per un calciatore solo e dargli uno stipendio di 8 milioni all’anno. Va fuori bilancio e segna un rosso a fine stagione pure se l’anno prossimo torna in semifinale di Champions.
      Ergo, prima di arrivare a Modric devi aumentare i ricavi. Per aumentare i ricavi devi avere uno stadio tuo con un contorno che produce utili (hotels, parco divertimento, store…) andare in fondo il più possibile alla Champions e aumentare il bacino di fans (per semplificare). Non vale nemmeno puntare ad uno sponsor da cifre folli, perché lo sponsor dev’essere comunque commisurato alla tua forza attuale; significa che se per caso un domani, che so, Tesco viene a Trigoria e ti dice: ti dò 100 milioni all’anno, la Roma non può prenderli. Idem se Pallottaq volesse mettere 200 milioni di tasca propria per il calciomercato, non può farlo direttamente.
      E qui entra in gioco “Er brand”. Pallotta ha fatto più o meno il ragionamento a battuta che dici tu: Roma, per la storia che ha, ha un brand potenziale enorme in tutto il mondo. Tavanate pazzesche come una partita al Colosseo (che lui ha paventato) o una divisa da gioco stile armatura dei gladiatori farebbero impazzire migliaia di persone in tutto il mondo (Sud America, Asia…). Questo va sfruttato e va fatto. La Roma lo sta facendo, piano piano.

  13. @Massimo74 mi occorrerebbero, se li hai salvati, i tuoi post sul fpf. Io ho gli ultimi, ma ricordo che anche i primissimi erano molto esaustivi.
    MArco1969 mi ha acceso la scintilla con la sua idea… 😀

    • Ciao Jacopo.

      Guarda… “tre cani” sarebbe proprio il nome giusto per un’opera riferita ai radiolari.

      I post ce li ho. In effetti, il fpf è l’unica cosa ancora da incastrare in tutto questo discorso, per avere un’idea generale abbastanza chiara. Per il resto c’è tutto. O meglio, il discorso sarebbe infinito, ma ovviamente noi non stiamo scrivendo una tesi, a noi interessano soltanto le nozioni “basiche” che servono per capire come, a grandi linee, funziona una società di calcio.

      Comunque credo che alla luce delle informazioni dei post precedenti, sarebbe meglio che un post sul fpf lo scrivessi ex novo, perchè quelli precedenti erano lunghi e complessi, perchè partivo dal presupposto di parlare a chi non conosceva gli argomenti dei post precedenti, ai quali il fpf si lega, argomenti che ho inserito qua e là nei post sul fpf. Se invece si conoscono, il fpf è un argomento che si incastra e ai spiega anche in poche righe.

      Per cui dammi il tempo di sintetizzarlo un po’ e lo scrivo….ok?

  14. Fidel, ti faccio un altro esempio semplice semplice.

    Sempre il ninja, alle condizioni di prima.

    Mettiamo che il Cagliari ti dica…ok, te lo do, ma me lo paghi in una sola rata da 24 milioni. Dal tuo conto corrente usciranno 24 milioni. Poi tu ammortizzi il cartellino come sopra in quattro anni.

    Quindi, dal tuo conto escono 24 milioni, ma non vanno nei “meno” nel bilancio di quell’anno.

    Nel bilancio invece devi iscrivere l’ammortamento. Quindi iscrivi, nei “meno”, 6 milioni. In quell’anno e per altri 3 anni, a meno che non lo vendi prima.

    Infatti, dopo due anni il ninja lo vendi al Real a 50 milioni. Al Real glielo dai, ma vuoi tutto in una sola rata. Il Real, lo ammortizza come vuole in base al contratto, ma a te entrano 50 milioni sul conto tutti un un’unica soluzione.

    Quindi, sul conto ora avrai 50 milioni.

    In bilancio, però, devi iscrivere la plusvalenza.

    Allora….l’ammortamento (quando hai un costo) e l’eventuale plusvalenza (quando hai un ricavo) sono due facce contabili della stessa medaglia.

    I 24 milioni che hai dato al Cagliari e i 50 che hai ricevuto dal Real sono, invece, due facce finanziarie della stessa medaglia. E rappresentano i veri flussi finanziari.

    Infatti in ogni azienda, in ogni ente ecc. c’è sempre un ufficio contabile e di ragioneria ed uno finanziario. Sono due cose legate, ma diverse.

    Il bilancio ha una valenza relativa. Serve per tante cose, per carità, ma è sempre relativo.

    Quello che ti interessa veramente, se parliamo di possibilità di investimento, è che ora hai sul conto 50 milioni.

    Se fra un mese devi affrontare una spesa da 10 milioni, l’unica in quel lasso di tempo, e nel frattempo sai che non avrai altre entrate (ad esempio delle rate da ricevere per giocatori che hai venduto in passato), 10 milioni di quei 50 li dovresti, come si dice, “immobilizzare”. Ecco perché devi confrontare quei 50 milioni che ti sono appena entrati con tutti gli “avere” che avrai per tutte le operazioni già fatte, ma che ti daranno entrate nel futuro e con tutti i “dare” per operazioni, sempre già fatte, ma che ti daranno costi nel futuro. Così facendo saprai perfettamente se e quanti di quei 50 milioni devi “immobilizzare” o se e quanti di quei 50 milioni rappresentano vera liquidità da poter eventualmente investire, quindi spendere. Ma puoi anche tenertela e aggiungerla alla cassaforte (patrimonio).

    Il problema c’è quando, fatti tutti i confronti “dare” “avere” come sopra, il risultato è negativo.

    In quel caso, il bilancio di quell’anno, anche per effetto degli ammortamenti e delle plusvalenze, può essere anche in attivo, ma la tua azienda al contrario in quel momento ha crisi di liquidità, quindi non riesce a pagare i creditori. In pratica non sei messo bene.

    Anche se la tua liquidità è zero non sei messo benissimo, ma almeno non sei insolvente. Ma non puoi investire, a meno che non vendi prima qualcosa per creare liquidità.

    Se la tua liquidità è poca, non puoi investire molto. Devi prima vendere e poi investire.

    Se qualcuno infatti vuol comprare la tua azienda, prima di farlo non vedrà il bilancio di quell’anno o dell’anno precedente, ma analizzerà la liquidità.

    Questa è a sua volta il risultato del saldo di tutti i flussi finanziari dell’azienda, riportati anche negli ultimi bilanci, se presi in solido, ma in forme diverse.

    • Ok grazie Massimo, adesso ho tutto abbastanza chiaro. Detto in maniera molto stringata, finanziariamente si vedono le risorse attuali e reali, contabilmente si vede la gestione di queste stesse risorse su più anni. Il bilancio serve a far capire se una società è in salute diciamo. Quindi se un domani la Roma potesse scegliere se vendere Schick o Under entrambi a 100 milioni, le converrà vendere Schick, dato che sul bilancio i suoi costi di ammortamento sono maggiori? Nonostante invece con Under la plusvalenza sarebbe più grande. Ciao Fabiano, voi mi fate ridere tanto, mi fa piacere se ogni tanto anch’io vi strappo un sorriso, una caro saluto! FORZA ROMA!!

      • Sulla differenza tra finanziario e contabile, hai capito tutto perfettamente.

        Anche se non è tanto ul bilancio a dire se un’azienda è in salute, quanto la liquidità, che deriva dal saldo dei flussi.

        Su Schick e Under….È un po’ più complesso.

        Io ora ipotizzo una strategia, ma è un esempio per far capire, ma ce ne possono essere altre:

        Sempre finanziariamente l’unica differenza è che Schick lo pagherai, perchè dovrai comunque pagarlo, in tutto 42 milioni, mentre Under 14. Quindi, sempre finanziariamente, prese in considerazione e confrontate, ognuna delle due operazioni in entrata e poi in uscita, con Schick ci guadagni di meno e con Under di più.

        Strategia:

        Se hai delle scadenze importanti a livello finanziario allora vendi Under. E avrai anche una bella plusvalenza contabile. Perchè, invece, sempre presupponendo per assurdo che Under te lo pagano in un unica soluzione, e vuoi investire quei soldi sul mercato, devi prima immobilizzare i soldi che ti servono per pagare il resto delle rate e rifarti dell’anticipo dato e poi il resto lo puoi anche spendere. Solo che Under a livello contabile libera poco spazio in bilancio, perche gli ammortamenti sono iscritti in bilancio. Quindi dopo aver immobilizzato quello che ti serve per pagare il resto delle rate di Under e rifarti dell’anticipo, avresti il resto dei soldi, ma non hai “posto” negli ammortamenti per un giocatore da 76 milioni milioni di cartellino.

        allora puoi tenerne 56, a livello finanziario e immetterli nei flussi per quelle che sono le tue esigenze e scadenze e, comunque, spenderne 20 per sostituire Under.
        Quindi se hai, a livello finanziario, una scadenza conviene più vendere Under.

        Schick lo venderesti più per investire sul mercato, perchè, sempre ipotizzando per assurdo che te lo paghino in un unica soluzione, dopo aver immobilizzato almeno 42 milioni che ti serviranno per pagare il resto delle sue rate alla Samp e rifarti dell’anticipo, se il resto lo puoi spendere, avresti solo 58 milioni e non 76, ma avrai più o meno abbastanza posto in bilancio, negli ammortamento, per prendere anche un solo giocatore, ma da 58 milioni.

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