Pellegrini a TRS: “Dal derby per me è cambiato tutto. La Roma può diventare tra le più importanti in Europa”

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PELLEGRINI ROMA – Il centrocampista giallorosso Lorenzo Pellegrini interviene ai microfoni di Tele Radio Stereo alla vigilia di Roma-Porto, match valido per la gara d’andata degli ottavi di Champions League.


L’improvvisa popolarità dopo il derby, non mi pare ti abbia cambiato.

“In realtà è stato tutto più semplice dal derby in poi, lo scorso anno è stato particolare dove ho dovuto fare i conti con l’emozione e tra l’altro si vedeva in campo con un po di discontinuità. Quest’anno abbiamo iniziato meglio e dopo il derby è stato tutto più semplice”

La Roma com’è?
“Per me è una grande squadra e una grande società con grandi uomini prima che giocatori. È una società che deve, tramite il proprio progetto, porsi degli obiettivi più grandi. Non si possono raggiungere dopo tre mesi, deve costruire la propria casa, il proprio stadio, una pietra alla volta. Deve porsi degli step, Raggiungerli e poi superarli. Così da qui a pochi anni diventerà una delle più grandi in Europa”. 

Collocazione in campo
“Cerco di essere sempre disponibile per qualsiasi ruolo. Sinceramente trequartista mi vedo meglio, sono più libero. Da mediano o da mezzala ti devi dividere il campo”.


Se si rimproverasse alla squadra di non essere consapevole di quanto è forte lo accetteresti?
“Sono un po’ in disaccordo. Il campo lo viviamo tutti i giorni, conosciamo le qualità dei compagni. Quest’anno abbiamo sbagliato tanto, non ci nascondiamo. Il 7-1 lo rigiochi cento volte non finisce mai così. Dobbiamo migliorare tutti quanti. Questa squadra è fatta di ragazzi giovani, si deve crescere e acquisire esperienza. Non c’è mai stato un dubbio sulle qualità di ognuno di noi, sappiamo di essere stati costruiti per stare in alto che è dove vogliamo stare”.

Non pensi di poter migliorare sul numero di gol?
“Assolutamente. Al Sassuolo ho fatto qualche gol in più, lo scorso anno ne ho fatti solo 3. Lo so che quello al derby vale di più per voi, ma valgono tutti uno purtroppo (ride). Tutti abbiamo margini di miglioramento perché siamo tutti giovani, io voglio fare più gol. È un mio obiettivo”.

Cosa succede in qualche momento di gara quando vi perdete?
“Non so se smettiamo di ragionare da squadra come dite. Vi giuro che tutti pensano a vincere nessuno al proprio orticello. Poi è umano che in alcuni episodi negativi inconsciamente ti butti giù. Su questo dobbiamo lavorare. Magari a volte è successo che stai facendo una buona gara e per un episodio negativo ti spegni. Contro il Milan prendiamo gol in una situazione di gioco in cui io dovevo fare meglio, un episodio negativo che però non ci ha buttato giù. La reazione di squadra se ce l’hai una volta è perché ce l’hai dentro. Io vengo qui felice di vedere i miei compagni”.


Come state in vista di Roma-Porto? Può cambiare molto lo sapete?
“Vi assicuro che il Porto è una grande squadra. Non è livello top ma è grande squadra, sarà difficile. Sappiamo quali emozioni porta passare il turno. Ti cambia una stagione, nonostante le difficoltà che abbiamo trovato finora. In campionato vogliamo arrivare tra i primi quattro e ci siamo e in coppa vogliamo superare il turno. Martedì sarà una battaglia da fare tutti insieme. Troppo importante per noi arrivare allo stadio e trovare il il nostro tifo, una cosa che gli altri non possono capire. Un avversario prende forza se vede che i tifosi non sono con noi”.


Un desiderio per un tuo compagno di squadra 
“Per De Rossi. Tutti sanno quanto conti per noi. Daniele potrebbe mettersi seduto in campo e sarebbe già importante. In questo momento in cui deve stare attento. Ecco…vorrei farlo stare bene così stiamo bene pure noi”.

Zaniolo
“Nicolò è un ragazzo molto intelligente. Sa quello che gli sta accadendo, non gli succede nulla per caso. Si è meritato tutto questo. Deve sapere che adesso per lui e tutto bello Ma potrà esserci un momento difficile. Lì dovrà farsi trovare pronto”.


Ti senti un giocatore internazionale?
“Non ho mai giocato in altri campionati. Non lo so, forse ce lo dirà il tempo giocando in nazionale. Quello a cui pensò sempre, come dicevo prima, è venire qui ogni giorno per migliorarmi. Mi godo i miei 22 anni e spero di godermi la mia carriera al massimo”.


Tanti capitani romani, ci pensi?
“Ovviamente. Ci sono nomi pesanti nella lista, l’ho detto spesso però. Già essere qui è stare a casa. Io a Trigoria ci sono cresciuto, quando fai il settore giovanile poi speri di arrivare qui. E quando ci sei dentro ti rendi conto quanto è grande. Quante volte ho fatto questa strada con mamma e papà. Adesso la faccio da solo, mi alleno sul Campo A, prima entravo dal terzo cancello”.











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