Muriel, l’arma letale, sfida uno Schick in cerca di rivalsa

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FIORENTINA ROMA, FACCIA A FACCIA – Due punti persi o uno guadagnato? La domanda che risuona per le vie di Roma è questa, dopo il brutto pareggio contro l’Atalanta nella ventunesima giornata di Serie A. Prima del match in molti avrebbero messo la firma per tornare da Bergamo con un punto in tasca, ma dopo il primo tempo cinico dei giallorossi, dove erano riusciti a piegare con tre gol gli orobici, il pareggio sa di amaro. E’ ora però di voltare pagina e di pensare alla Coppa Italia, dove la Roma affronterà allo stadio Franchi di Firenze la Fiorentina ai quarti. Un precedente c’era già stato nel 2015, precisamente il 3 febbraio: gli uomini di Garcia venivano eliminati dalla competizione a causa di una doppietta di Mario Gomez. I viola arrivano a questa partita con il morale alle stelle dopo aver rischiato di pareggiare contro il Chievo Verona più di una volta ma, grazie a Federico Chiesa che ha messo i due sigilli finali, sono arrivati i tre punti.

MURIEL – La stagione di Luis Muriel non è cominciata in Serie A ma bensì in Liga, dove ha giocato con il Siviglia. Con gli spagnoli ha avuto un inizio campionato molto incerto e deludente: nella prima partita è entrato solamente nell’ultimo quarto d’ora, mentre nelle seguenti tre una volta è andato in panchina per tutti i 90 minuti e nelle restanti due non è stato addirittura convocato. Anche nella quinta giornata di campionato trova solamente 17 minuti e da qui si susseguono molte panchine spezzate ogni tanto da qualche presenza sporadica in campo, ma sempre nei minuti finali. L’unico gol messo a segno è stato nella partita persa contro il Barcellona mentre l’unico assist è arrivato nel match contro l’Eibar dove ha giocato solamente un minuto. Con l’arrivo di Munir dai blaugrana e con l’affollamento nel reparto offensivo, Muriel ha deciso di tornare in Serie A, campionato che conosce benissimo visti i suoi precedenti all’Udinese e alla Sampdoria. La familiarità della competizione gli ha permesso di adattarsi molto velocemente alla sua nuova squadra, la Fiorentina. Viene schierato agli ottavi di Coppa Italia nella sfida contro il Torino dove fornisce un’ottima prestazione e ricomincia, soprattutto, a mettere minuti nelle gambe. Gioca anche la partita successiva in Serie A contro la Sampdoria, finita 3-3, e mette a segno i suoi primi due gol con la maglia viola, scrivendo il suo nome sul tabellino dei marcatori per la rete dell’1-0 e del 2-1. La sua firma c’è anche nel match seguente, quello contro il Chievo Verona: apre le danze grazie a un gol al 4′.

SCHICK – E’ stato aspettato tanto, ma forse il vero Patrik Schick sta uscendo fuori. Dopo aver passato nel totale anonimato la scorsa stagione, anche a causa di alcuni infortuni che l’avevano tenuto fermo, il ceco sembrava fosse partito con il piede giusto fornendo ottime prestazioni e mettendo a segno diverse reti nel pre-campionato. Anche in questa stagione, però, è partito con il piede sbagliato, giocando molte gare senza però mai entrare in partita veramente. Delle sue 14 presenze, il primo gol è arrivato alla dodicesima giornata nella goleada giallorossa contro la sua ex squadra, la Sampdoria. Che il gol potesse sbloccarlo? A quanto pare no. Dopo la partita con i blucerchiati è rimasto a secco per ben 5 gare, nonostante l’assenza di Dzeko avesse costretto Di Francesco a schierarlo per tutti i 90 i minuti. La svolta però c’è stata, ed è arrivata alla diciottesima giornata di campionato, durante la sfida con il Sassuolo del primo boxing day italiano. Schick prima si procura il fallo per il rigore che realizzerà Diego Perotti, poi segna il gol del 2-0. Il ceco ultimamente è sotto la guida del suo mental coach, che sembra stia facendo davvero la differenza regalando ai tifosi giallorosso un nuovo giocatore. Nelle seguenti due partite di Serie A trova spazio solamente negli ultimi minuti, ma un’altra ottima prestazione viene fornita agli ottavi di Coppa Italia dove la Roma sfida la Virtus Entella. Il numero 14 giallorosso non poteva cominciare la gara in un modo migliore di questo: passano appena 19 secondi e Schick mette, di tacco, la palla alle spalle di Paroni per il vantaggio giallorosso. Sempre del ceco è l’ultimo passaggio per la rete di Marcano e mette la firma anche sul gol del 3-0, chiudendo di fatto la partita.

Claudia Belli

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