Stadio della Roma, Raggi e Di Maio in coro: “Senza irregolarità andremo avanti”

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STADIO ROMA EURNOVA – Continuano ad arrivare aggiornamenti riguardanti la situazione dell’iter dello Stadio della Roma, dopo gli arresti di ieri nell’ambito dell’inchiesta ‘Rinascimento‘ per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Le misure cautelari disposte dal gip nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma riguardanol’imprenditore e costruttore Luca Parnasi, presidente di Eurnova e principale artefice del progetto stadio, Adriano Palozzi, vicepresidente del consiglio regionale del Lazio, il presidente di Acea Luca Lanzalone (leggi la SCHEDA), che aveva seguito come consulente legale il dossier sullo Stadio della Roma per conto dell’amministrazione Raggi e vicino al Movimento 5 Stelle. Arrestato anche Michele Civita, ex assessore al territorio della Regione Lazio.

LA CRONACA

Ore 22.58 – Come riporta l’Agi, da una delle informative dei carabinieri allegate all’ordinanza del gip sul progetto dello stadio della Roma a Tor di Valle emerge il tentativo dell’imprenditore Luca Parnasi di finanziare esponenti politici bipartisan. Non è chiaro dalle carte se si tratti di erogazioni lecite o meno. In una conversazione tra Parnasi e una sua collaboratrice, infatti, si legge: “Scrivi, Ferro 5, Minnucci 5, Agostini 15, Mancini 5, Polverini 10“. La conversazione prosegue e Parnasi indica altri nominativi: “Francesco Giro 5 (5.000 euro), Ciochetti 10 (10 mila euro), Buonasorte 5 (5.000 euro)“. Quindi prosegue: “Domani ho un altro meeting dei 5 stelle, perché pure ai 5 stelle gliel’ho dovuti dare”. E ribadisce: “Io sto sostenendo tutti quanti“, quindi “in questo contesto fa i nomi di Marcello De Vito, presidente dell’assemblea capitolina, e Ferrara“.

Ore 22.55 – “Se e’ tutto a posto, il progetto dello stadio della Roma andra’ avanti, ma questo ce lo devono dire le autorita'”. Lo dice all’Agi il ministro Luigi Di Maio, interpellato dopo il Consiglio dei ministri.“Sono contento che la procura di Roma abbia detto chiaramente che la sindaca Raggi non c’entra niente”, aggiunge. “Quel che stiamo leggendo ci dispiace – insiste Di Maio – ma l’importante e’ come reagisce una forza politica in questi casi”“Noi abbiamo dimostrato che chi sbaglia paga. Abbiamo chiesto le dimissioni del presidente dell’Acea, che sono arrivate e che sono il minimo sindacale, e abbiamo apprezzato che si sia autosospeso Paolo Ferrara”.

Ore 22.40 – Il segretario reggente del Partito Democratico Maurizio Martina ha commentato la vicenda ai microfoni del TG2: “È molto, molto grave. Soprattutto per chi ha fatto campagna elettorale al grido di ‘onestà onestà’. C’è una responsabilità politica dei 5 Stelle clamorosa in questa città. Il malgoverno è evidente soprattutto ai cittadini capitolini”.

Ore 22.20 – “Avevo fatto delle osservazioni sia a livello tecnico che amministrativo, anche sulla procedura della variante e sull’acquisto dei territori da parte di Parnasi. Il quesito è stato mandato e poi secretato a tutti i consiglieri. E’ importante capire il perché sia stato secretato”. Queste le parole, rilasciate ai microfoni del TG5, di Cristina Grancio, consigliera espulsa recentemente dal Movimento 5 Stelle a causa della sua dura posizione contro il progetto Stadio della Roma.

Ore 20.20 – La sindaca di Roma, Virginia Raggi, durante la registrazione della puntata di Porta a Porta che andrà in onda stasera, ha parlato della vicenda Stadio scoppiata ieri: “Sono stati arrestati l’ex assessore di Zingaretti, Palozzi vice-presidente del consiglio regionale e si parla di sistema Raggi ma io non c’entro. C’é un accanimento mediatico contro di me, forse perché sono donna, io non sono lo sfogatoio di Italia! Questa cosa deve finire“. “Io non ho strumenti di ispezione e indagine. Il metodo che abbiamo, il quale si basa su curriculum e capacità, può portare dei problemi come nel caso Marra. Ma non si tratta di fragilità semmai di fragilità di sistema”. Poi ha parlato di Luca Lanzalone, l’avvocato suo consulente agli arresti domiciliari, come di un: professionista che ha portato brillantemente in porto il concordato. Berdini non ha firmato una sola carta. Per opporsi a un progetto bisogna produrre degli atti. Non c’è un atto. Per cui abbiamo chiamato Lanzalone che avevo incontrato prima per chiedere chiarimenti sul concordato preventivo. “All’indomani dell’arresto Marra ci fu uno scossone in consiglio” e Fraccaro e Bonafede “ci diedero un pò di supporto. Io chiesi di poter fare un approfondimento sul concordato preventivo in continuità” con Lanzalone che aveva lavorato al concordato a Livorno. Su Parnasi ha dichiarato: “Parnasi l’ho incontrato la prima volta nella primavera del 2017 durante i confronti con Eurnova. Poi l’ho rivisto due o tre volte in Campidoglio. Noi partivamo da due visioni contrapposte: noi volevano abbattere cubature e lui mantenerle”. Infine, sulla sorte dello Stadio della Roma: “Che fine farà il progetto dello stadio della Roma? Non lo sappiamo. Se sarà tutto regolare, e a oggi la Procura ci dice che gli atti della procedura sembrano regolari e validi, ci riserviamo un approfondimento ulteriore, poi se non ci sono irregolarità a mio avviso si potrà andare avanti”.

Ore 17.50 – Si allunga intanto la lista degli indagati: a ricevere un avviso di garanzia anche il direttore della Soprintendenza speciale archeologica belle arti paesaggio di Roma Francesco Prosperetti. Per la moglie e i figli sono scattati invece accertamenti patrimoniali da parte della procura. Non a caso, in seguito ai provvedimenti giudiziari per lo stadio della Roma, il Ministero di beni culturali e turismo ha disposto un’ispezione. Lo ha reso noto il ministero guidato da Alberto Ambrosoli, precisando che l’avvio del procedimento ispettivo è stato chiesto oggi dal capo di gabinetto Tiziana Coccoluto al segretariato generale del dicastero.

Ore 17.20 – In considerazione di quanto emerso di recente dai provvedimenti giudiziari cautelari che hanno investito l’iter procedurale relativo al procedimento autorizzativo per la realizzazione del progetto denominato ‘Nuovo stadio della Roma’ si chiede a codesto Segretariato di valutare l’opportunità di avviare una procedura ispettiva volta a verificare la linearità dell’azione di competenza degli organi periferici deputati alla tutela degli specifici interessi pubblici governati da questa amministrazione”. Con questa comunicazione il capo di gabinetto Tiziana Coccoluto del Mibact ha richiesto al Segretariato Generale l’avvio di un procedimento ispettivo su quanto emerso dalle indagini della Procura di Roma sul progetto Nuovo Stadio della Roma.

Ore 17.14 –  “Per noi non cambia nulla. La variante sarà votata se tutto è regolare e tutti gli atti saranno perfezionati dal proponente”. Lo ha detto il consigliere capitolino del M5S Pietro Calabrese a margine dell’Assemblea Capitolina. “L’accordo di febbraio era su quello che entrambi i soggetti, pubblico e privato, dovevano fare – ha spiegato – Noi il nostro lo abbiamo fatto. Dopo quello che è accaduto crediamo che vada verificato se lo stesso rapporto fiduciario con la società di Parnasi sia ancora in piedi. Quindi prima di mandare avanti a lavorare i nostri uffici credo sia necessario avere certezza di quanto deliberato a giugno, ad esempio gli atti sulla piena titolarità dei terreni da portare al momento della firma della convenzione”, conclude.

Ore 16.51 – “Lo Stadio della Roma? Io sono d’accordo con Berdini, va bene farlo ma senza utilizzare milioni di metri cubi. Io sono tifoso della Roma, lo farei subito, col cuore e con la mano destra, anche gratis”. A parlare è l’archistar e tifoso romanista Massimiliano Fuksas, che oggi è stato ospite di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1. Lei si offre di progettare gratuitamente quest’opera? “Si, per la Roma farei tutto gratuitamente”. Dove lo costruirebbe il suo Stadio? “Non in un luogo come quello attuale, sull’ansa del Tevere, dove ci sono dei rischi. Lo farei vicino ad una metropolitana, servirebbe un sistema di infrastrutture”. Ha mai conosciuto Parnasi? “Non mi è simpatico ma non per questo non mi dispiace sia in galera”.

Ore 14.45 – Luca Alfredo Lanzalone ha rimesso il mandato di presidente del Consiglio di Amministrazione di Acea. E’ quanto si legge in una nota del gruppo, che precisa che il Cda, nella riunione del 21 giugno 2018, assumerà le opportune determinazioni al riguardo.

Ore 14.20 – “Sul caso corruzione a Roma, oggi Raggi fa la vittima e minaccia querele (a chi poi? è tutto da scoprire) ma dimentica qualche passaggio. Fu lei a decidere di cambiare il progetto per lo stadio della Roma; lei a scegliere come mediatore l’avvocato Lanzalone; fu lei, forse a ricompensa, a nominarlo al vertice di Acea; lei ad affidarlo al capogruppo 5 stelle in Campidoglio Ferrara per seguire tutte le pratiche. Che oggi protesti perché si sente coinvolta nella vicenda è davvero singolare. Leggesse cosa dice Roberta Lombardi nell’intervista a Repubblica quando riconosce i forti legami tra l’avvocato e i massimi esponenti grillini. Legami che, raccontano le cronache, arrivano fino a Casaleggio con cui Lanzalone cenò la sera prima dell’arresto”. Così il vicepresidente della Camera Ettore Rosato (Pd) su Facebook.

Ore 14.10 – All’indomani dell’apertura dell’inchiesta sullo stadio della Roma, James Pallotta ha lasciato la Capitale per proseguire le vacanze organizzate in Italia. Il presidente della società giallorosso sia ieri sia in mattinata si è visto col direttore generale del club, Mauro Baldissoni, e poi ha lasciato la città. Al momento a Trigoria, secondo quanto riporta l’Ansa, c’è la ferma convinzione che non ci sia nessun motivo per arrivare a bloccare l’iter del progetto con conseguente ritardo per l’inizio dei lavori.

Ore 13.40 – Il presidente dell’Istituto per il Credito sportivo Andrea Abodi, a margine della presentazione dell’Ics Beach Volley Tour Lazio 2018 ha rilasciato alcune dichiarazioni riguardo lo stadio della Roma e l’operazione Rinascimento, l’inchiesta della Procura che ha portato all’arresto di Luca Parnasi, Michele Civita e Luca Lanzalone“La nostra preoccupazione è che non prenda il sopravvento il pessimismo. Di fronte alla cronaca mi rendo conto che c’è anche questo ma sono convinto che sia possibile, seppur con grande difficoltà, intraprendere un percorso infrastrutturale nel rispetto delle regole, della legalità e della trasparenza. Questa è ancora di più oggi la sfida del Credito Sportivo dobbiamo dare il nostro contributo come banca pubblica spiegando con ancora maggiore convinzione che i progetti sui dossier stadi, che in Italia possono essere più di dieci, devono avere da oggi in poi ancora maggiore impulso e senso di collaborazione, rispettando regole elementari di legalità e trasparenza”.

Ore 13.20 – Prima dei nove arresti di ieri, l’iter dello Stadio della Roma era praticamente vicino alla conclusione: Il Campidoglio stava redigendo le controdeduzioni alle osservazioni presentate da cittadini e associazioni, poi a luglio sarebbe dovuto arrivare in Assemblea Capitolina il progetto approvato a dicembre 2017 dalla conferenza dei servizi per il voto sulla variante urbanistica che avrebbe autorizzato la demolizione dell’ippodromo di Tor di Valle e la sua sostituzione con lo stadio. Secondo quanto riporta l’agenzia Agi però, se fino ai giorni scorsi la prospettiva dell’inizio dei lavori entro fine anno sembrava concreta, ora si profilo uno stop di almeno un anno. Sempre che, nel frattempo, il club giallorosso confermi il suo interesse a proseguire con il progetto.

Ore 13.00 – “Parnasi ci deve ancora 21 milioni dei 42 stipulati nel prezzo di vendita del terreno: la prima parte è stata quasi tutta incassata dal curatore del nostro fallimento decretato dal tribunale di Roma per pochi milioni di debito che avevamo con Equitalia, nonostante il valore di Tor di Valle fosse sufficiente a coprire l’esposizione”. E’ quanto afferma, sull’edizione reatina del Messaggero, l’imprenditore Gaetano Papalia, ex proprietario dei terreni di Tor di Valle oggetto dell’inchiesta sul nuovo stadio della Roma. “Per evitarlo – aggiunge l’imprenditore reatino -, avevamo chiesto al costruttore un acconto della caparra mettendogli a disposizione in anticipo il terreno in modo che, con questa garanzia, potesse ottenere i soldi necessari destinati alla Sais (società della famiglia Papalia, ndr), necessari per saldare Equitalia. Ma Parnasi ricevette solo un milione e allora tentammo il concordato preventivo, certi che una volta incassati tutti e 42 i milioni avremmo regolarizzato ogni debito. Nonostante questo Equitalia è andata avanti e il giudice, senza neppure convocare l’adunanza dei creditori, ha deciso per il fallimento. Una vicenda strana, che la procura dovrebbe approfondire, perché stato dichiarato il dissesto di una società che aveva tutte le carte in regola per evitarlo. Il fallimento ha portato, come inevitabile conseguenza, all’apertura di un’indagine per bancarotta ma restiamo in attesa perchè i creditori privilegiati sono stati soddisfatti dal curatore e a noi deve essere consegnata una parte della caparra pagata da Parnasi. Insomma, siamo in credito, ma – conclude Papalia – anche vittime di quanto sta accadendo attorno allo stadio della Roma e che non ci riguarda”.

Ore 12.45 – In merito all’inchiesta per tangenti e procedure amministrative illecite nella realizzazione dello stadio della Roma a Tor di Valle, Dea Capital Real Estate Sgr conferma “la propria totale estraneità alla vicenda“. “Non siamo coinvolti nell’inchiesta” ribadisce un portavoce. Dalle intercettazioni riportate nell’ordinanza del gip emerge che Luca Parnasi aveva intenzione di cedere il terreno a Dea Capital: secondo quanto si apprende l’operazione era allo studio seppur in una fase del tutto preliminare, e non si e’ concretizzata.

Ore 12.40 – Dopo le parole a Radio Uno, Paolo Berdini, ex assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, è stato intervistato da Centro Suono Sport: ““E’ una grande amarezza per un’occasione persa, per la città e per la Roma, di cui come sapete sono tifoso: se avessero accettato una mediazione onesta e intelligente che avevo proposto, cioè non costruire su terreni assolutamente ‘folli’ ma decisi dall’amministrazione, in modo da moltiplicare gli effetti sociali dell’investimento a questo punto avremmo già messo la prima pietra e non ci sarebbero tutte queste conseguenze, anche sul tracollo del management della Roma. Il tema è difficile, il caso di corruzione va dimostrato. Mail Comune ha la possibilità di riaprire la trattativa con la Roma, riproponendo altre aree, magari quelle del primo screening. Mettendosi a tavolino per fare lo stadio, senza speculazione, di cui Roma ormai è stufa. Sarebbe un bel segnale di liberazione. Finalmente arriverebbe uno stadio moderno, come c’è in tutte le città d’Europa. Ci sono tutte cose stupende, che troviamo tutte al di là di Roma. Evidentemente qui non se siamo degni”. Per l’ex 5 stelle sarebbe sbagliato anche continuare a puntare su Tor di Valle“Sarebbe prudente per tutti, in primo luogo per la Roma, abbandonarlo. Se c’è intelligenza si può cercare un’altra occasione per investire per il bene della città, non per la speculazione”.

Ore 12.20 – Sono stati fissati per domani gli interrogatori di garanzia delle 9 persone arrestate nell’ambito dell’inchiesta della procura sul progetto dello stadio dell’As Roma. Sei persone, l’imprenditore Luca Parnasi e cinque suoi collaboratori, si trovano in carcere, mentre gli altri tre, il presidente di Acea Luca Alfredo Lanzalone, il consigliere regionale Pd ed ex assessore Michele Civita e il vicepresidente del Consiglio regionale Adriano Palozzi di Forza Italia, sono agli arresti domiciliari.L’atto istruttorio di Parnasi si svolgera’ a Milano, dove l’imprenditore e’ detenuto nel carcere di San Vittore. Gli altri interrogatori, invece, si svolgeranno a Roma.

Ore 12.00 – Secondo quanto riporta l’Ansa, il dipartimento Urbanistica del Campidoglio ha inviato una lettera alla società costruttrice Eurnova per chiedere chiarimenti circa l’interlocutore dopo l’arresto del costruttore Luca Parnasi. A prendere le redini aziendali probabilmente subentrerà un curatore ‘commissario’. Ora si dovrà vagliare se tutti gli atti di dell’opera si confermeranno legittimi.Procedura che di fatto congela l’iter del progettoL’iter amministrativo del progetto, secondo la road map tracciata prima che si scatenasse l’inchiesta, avrebbe dovuto portare entro la fine di luglio in aula Giulio Cesare la delibera del progetto modificato. In ogni caso ora si dovrà vagliare se tutti gli atti di un’opera al centro di un’inchiesta si confermeranno legittimi. Procedura che prenderà tempo.

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8 Commenti

  1. I costruttori romani sono inevitabilmente tali grazie a manovre atte a corrompere per ottenere permessi e concessioni che persone comuni non riuscirebbero mai ad avere. è la prova che cementare Roma è un grande business e ci rimettiamo noi cittadini che diventiamo tanti e troppi con strade vecchie e mal ridotte, chiusi in auto per ore in mezzo al traffico. Iniziamo a pretendere strade, mezzi pubblici, collegamenti prima di volere stadi, centri commerciali, e quanto altro.

    • Tra servizi cittadini e stadio c’è una differenza sostanziale, le strade, i mezzi pubblici, illuminazione,ecc sono servizi che i cittadini pagano e sono insiti nella TASI. Lo stadio è un’opera PRIVATA dalla cui realizzazione la città ne trae solo benefici. Il progetto poi è stato addirittura rifatto dal Comune di Roma, per cui per favore non scriviamo tanto per scrivere.

  2. Lo stadio della Roma non ha niente a che fare con la povertà sociale ed architettonica dei servizi di una città sempre più in degrado. Ben vengano opere dall’estero se riescono a dare opportunità di lavoro….

  3. Visto che il Sindaco di Fiumicino aveva dato la sua disponibilità alla costruzione dello Stadio della AS ROMA avendo disponibili i terreni del Comune, PRESIDENTE PALLOTTA andiamo a costruirlo lì, a questo punto, nel progetto dello Stadio, rimettiamoci anche le 3 torri che erano stupende e donano un tocco di americanità. Non si arrenda Presidente, i nostri nemici dovranno schiumare. SEMPRE, SEMPRE, SEMPRE FORZA ROMA.

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