L’internazionale russa

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CORRIERE DELLA SERA – Marco Van Basten, quel giorno del 2015 non aveva dubbi e non fu tenero: «Come si può essere così stupidi da scegliere di giocare per il Marocco se si è in lizza per una maglia dell’Olanda?». Tre anni dopo Hakim Ziyech, centrocampista dell’Ajax che piace alla Roma, è la stella emergente del Marocco che, a differenza dell’Olanda, al Mondiale ci sarà. In Russia ben 83 giocatori su 736 (l’11,1%) sono nati in un altro Paese rispetto a quello per il quale giocano la Coppa. Proprio il Marocco di Ziyech è il caso più clamoroso: 17 giocatori dei 23 convocati sono nati all’estero e le probabilità che gli 11 titolari contro l’Iran nella partita d’esordio di venerdì siano tutti «stranieri» sono ovviamente molto elevate. La maggior parte dei «Leoni dell’Atlante» che tornano al Mondiale dopo venti anni di assenza è nata in Francia, come lo juventino Medhi Benatia che ha frequentato in modo turbolento anche le nazionali giovanili dei Bleus a Clairefontaine: in vista del Mondiale 2014 il difensore poteva scegliere di giocare con il Paese di nascita della madre, l’Algeria, che di giocatori nati all’estero ne aveva 16 su 23. Ha aspettato e adesso è pronto per tentare un’impresa che, nel girone di Spagna e Portogallo, sembra disperata. Nel complesso le squadre che hanno solo giocatori nati nel proprio territorio sono 11 su 32 e 4 di queste si ritrovano casualmente nello stesso girone: Germania, Messico, Svezia e Corea del Sud.

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