La Roma è un bunker e blinda anche Fazio

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LEGGO (F.Balzani) – Il rinnovo del Comandante come premio simbolico alla migliore difesa della serie A. Ieri, in diretta Facebook sul proprio canale ufficiale, la Roma ha annunciato il prolungamento del contratto di Federico Fazio fino al 2020. «È uno dei pilastri di questo club», la benedizione di Monchi. «Sono felice. Qui sto benissimo fin dal primo giorno e voglio vincere. Abbiamo fatto tre 1-0 di fila, che è meglio che vincere per 3-2. Adesso pensiamo al Chelsea, vogliamo vincere ma sappiamo ragionando che anche un punto potrebbe andare bene», ha sorriso l’argentino che in giallorosso ha riconquistato pure un posto in nazionale. Paradossalmente era più difficile riconquistare l’ambiente romanista dopo un finale di stagione con qualche battuta a vuoto. Oggi, invece, Fazio è l’emblema di un reparto (quasi) perfetto che si appresta domani ad affrontare di nuovo il Chelsea (unica squadra insieme all’Inter ad aver segnato più di 1 gol alla Roma, superstiziosi sulle spine visto che arbitrerà lo svedese Eriksson che diresse l’1-7 contro il Bayern). «Sapevamo che avremmo fatto bene in difesa – ha proseguito Fazio – Ci abbiamo lavorato sin dall’inizio con Di Francesco. Lasciamo parlare gli altri, noi intanto lavoriamo. È il mio secondo anno con Manolas e Jesus, il primo con Moreno con il quale mi trovo bene perché parliamo entrambi spagnolo».

L’ex Siviglia è rimasto a guardare per scelta tecnica solo contro il Qarabag, in una delle rare occasioni in cui la Roma ha incassato gol. Dietro alla partenza sprint di Di Francesco c’è, infatti, il bunker difensivo della Roma capace di chiudere 7 partite su 10 giocate in campionato, un record in Italia. Andando a vedere nei 5 maggiori campionati europei, solo il Manchester United ha portato a casa più “clean sheet”: otto. Questo nonostante i numerosi cambi visto che in 10 giornate Di Francesco ha schierato 8 linee difensive diverse e dovuto fare a meno di Karsdorp e Emerson. Curioso anche il dato sui gol incassati nei primi tempi: solo uno, quello di Insigne. Numeri che hanno permesso a Di Francesco di realizzare la seconda miglior partenza degli ultimi dieci anni romanisti. Dal 2007 nelle prime 10 partite di campionato disputate (da recuperare quella con la Samp) aveva fatto più punti solo Garcia nel 2013, quando nelle prime 10 fece filotto. Più Capello che Zeman quindi nel sangue della prima Roma di Eusebio che deve sicuramente migliorare i numeri offensivi: 17 gol fatti, praticamente la metà di quelli segnati da Juve, Napoli e Lazio.

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