Italia troppo acerba

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IL MESSAGGERO (U. Trani) – Mancini sbarca sulla Costa Azzurra e ha la conferma che l’Italia fatica a stare a galla dopo il flop di novembre. E il 1° ko della sua gestione gli fa capire, una volta per tutte, perché la Nazionale ha bucato il mondiale in Russia. È lontana dalle migliori del pianeta, nella qualità e nella fisicità degli interpreti: la Francia di Deschamps, pigiando e togliendo l’acceleratore nel match, vince 3 a 1. Gli azzurri, con l’orgoglio e la spregiudicatezza, giocano un quarto d’ora della ripresa. Hanno la capacità di emergere. Ma, a livello internazionale, sono ancora inesperti. A Balotelli fa invece bene l’aria di mare. E di Nizza. Va meglio di lunedì scorso. Non segna, ma migliora. Mancini, pesando la stanchezza di ogni convocato, si affida alla rotazione extralarge per la sfida contro i vicecampioni d’Europa e cambia 7 interpreti che hanno contributo al successo di lunedì sera contro l’Arabia Saudita.

TRIPLO DEBUTTO Dentro Sirigu in porta, D’Ambrosio e De Sciglio gli esterni bassi, Caldara in mezzo alla difesa, Mandragora a centrocampo, Berardi e Chiesa nel tridente. Dopo l’esordio di Politano in Svizzera, il ct cala il tris in Francia: Caldara (classe 95), Mandragora (97) e Berardi (94). L’età media dell’Italia, in partenza, si abbassa di 1 anno, se paragonata a quella del test di San Gallo: 24,6. Si vede dall’approccio, mai aggressivo. Di attesa. Anche Deschamps punta sui giovani e, sempre come il collega, opta per il turnover, rinunciando a 3 titolari su 4 della linea davanti a Lloris: fuori i terzini Sidibé e Mendy, con qualche problema fisico, e Varane. Il mondiale per i Blues comincia, del resto, tra 15 giorni: il 16 giugno, alla Kazan Arena, contro l’Australia. Meglio cautelarsi e provare qualche riserva: escluso in partenza pure il centravanti Giroud, spazio ai pischelli Mbappé e Dembelé che affiancano Griezmann. In tribuna devono salire gli azzurri Donnarumma, Criscito e Baselli: proprio da ieri la Fifa ha ristretto la lista, anche quando il match è amichevole, a 23 giocatori. Niente panchina lunga, dunque.

A SENSO UNICO La Francia comanda il match, l’Italia subisce e non ha scampo. Mbappé sembra Ronaldo. Non Cristiano, il Fenomeno. Corsa, potenza, velocità, dribbling e tiro. Basterebbe lui. E, invece, arrivano pure gli altri. Tolisso sale sul ring e spaventa, Kanté sbuca in mezzo alle gambe anche dei compagni, solo Pogba, fischiattissimo, fa lo schizzinoso. Davanti Dembelé esagera e Griezmann non delude. E dietro i terzini di scorta sono come i titolari: Pavard disinvolto a destra e Hernandez efficace a sinistra. Gli azzurri usano il 4-3-3 solo per prendere fiato. E si proteggono con il 4-5-1. Mandragora, però, è friabile e Pellegrini riappare solo dopo l’intervallo. Anche gli esterni offensivi non collaborano. Berardi non c’è proprio, Chiesa si sveglia nella ripresa. Il vantaggio è di Umtiti. Ma Pavard è libero a destra per il cross e Mbappé a sinistra per calciare: Sirigu non esce, poi respinge corto. Kanté prende il palo, Balotelli qualche calcione. Mandragora, adesso mezzala sinistra, è lento sull’incursione di Hernandez. E fa fallo, in area: il Var confera che è rigore. Trasforma Griezmann. Sul 2 a 0 escono dal letargo gli azzurri. Anzi, Balotelli. Che, su punizione, riavvicina la Nazionale ai Bleus. Lloris, sul destro, barcolla e Bonucci ne approfitta. I quindici minuti di inizio ripresa sono entusiasmanti. Balotelli e Chiesa cercano il pari. Ma è solo un quarto d’ora di gloria: traversa, dopo lo slalom, di Dembelé che poi chiude il match. Destro a giro. Mancini tiene in campo Mandragora per fargli aumentare il minutaggio internazionale e chiude con il 4-2-3-1, con Insigne trequartista dietro a Balotelli, Chiesa a destra e Bonaventura a sinistra.

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