Juventus, Allegri: “La panchina della Roma? Mi piace, sei anni fa ci andai vicino”

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ROMA JUVENTUS INTERVISTE – Tutte le dichiarazioni dell’allenatore bianconero Massimiliano Allegri in occasione di Roma-Juventus, match valido per la 36esima giornata di Serie A.

POST PARTITA

ALLEGRI IN CONFERENZA STAMPA

Avete avuto il torto di non segnare nel primo tempo e vi siete complicati la vita?
Per quello che la squadra ha espresso in campo la squadra ha creato poco. Se hai la supremazia netta devi tirare tante volte in porta. E’ vero che abbiamo già vinto il campionato e un po’ di leggerezza c’è. In condizioni normali il primo gol non lo avremo mai preso.

In questa stagione è capitato però più volte che la Juve calasse nel 2° tempo?
Gli altri hanno in questo momento motivazioni diverse dalle nostre. Nonostante tutto la la squadra si è ben comportata.

Che effetto fa vedere 4 squadre inglesi nelle finali di Champions e Europa League?
E’ normale che arrivassero a questi risultati le inglese. Hanno possibilità diverse, di predenre i migliori giocatori che ci sono in circolazione. E’ un campionato in crescita.

Sei anni fa fu vicino alla Roma, qualora non trovasse l’accordo con la Juve la panchina della Roma come la considererebbe?

 “A me Roma piace, è la città della mia prima moglie, anzi l’unica visto che ora ho una compagna, e dove vive mia figlia. Sono stato vicino alla Roma sei anni fa, ma Berlusconi e Galliani mi hanno fatto restare al Milan. È una città affascinante è normale che fare risultati qui sarebbe straordinario. Ma ho un contratto con la Juve e sto bene qui”.

ALLEGRI A SKY SPORT

Il mercato?
Il mercato lo lascio fare a voi. Dobbiamo sederci e migliorare la squadra, è stata un’annata importante dove abbiamo portato a casa trofei. La Champions è stata anomala, come sempre, avevamo molti infortuni. Non ci siamo arrivati con le migliori condizioni.

Cosa chiede ai giocatori?
L’anno prossimo sarà ancora più difficile, rivincere non sarà facile. Sarà sempre più complicato anche in campionato, dovremo avere le idee chiare ed essere molto lucidi nella valutazione.

Nedved ha detto: “Chi vivrà vedrà”. Cosa ne pensa?
Non lo so, Nedved è stato bravo a metterla lì così sarà motivo di discussione fino a che non parlerò col presidente.

E’ così importante sapere quanti anni di contratto ha il proprio allenatore?Il gruppo risponde in una maniera diversa?
Personalmente per me non è mai stato un problema, stasera abbiamo fatto una buona partita, l’unico appunto è che in un primo tempo così con 3 occasioni del genere ne abbiamo sprecate tante. Dovevamo fare 9 palle gol nel primo tempo perché abbiamo dominato. Ai ragazzi non c’è da rimproverare niente, anche nel secondo tempo tenevamo la palla.

Sei un teorico ma anche un pratico. Cosa vuoi cambiare per il futuro? Qual è il reparto che rinforzeresti?
E’ normale che la squadra ogni anno si possa migliorare. Bisogna sempre fare la squadra equilibrata. Accanto allo stopper ci vuole il libero, eccetera. Non si possono avere due punte centrali o due che non sono punte centrali. C’è Paratici che è bravissimo nella costituzione, è normale che l’anno prossimo sarà molto più difficile.

Un allenatore dopo un tot di anni che sta nello stesso ambiente potrebbe avere delle difficoltà a trasmettere sempre le stesse cose. Tu avverti questo problema? 
No, non lo avverto assolutamente anche perché finché non avevamo vinto il campionato la squadra è stata lì. Con tutti i problemi. Abbiamo riperso dei giocatori dopo l’Atletico, alcune annate vanno in questo modo. E’ stata una stagione importante. Quando finisce la stagione bisogna giocare con giocatori diversi eccetera, fare quelle cose che creano attenzioni o stimoli. Quando vinci è anche il momento di cambiare.

Hai mai pensato di mettere Emre Can come difensore centrale? 
L’ho provato a Milano, ma quando ci sono squadre come l’Inter con Perisic largo doveva riandare a fare il terzino, quindi l’ho rimesso in mezzo al campo. Da difensore centrale può giocare, poi bisogna vedere se dentro l’area è bravo a marcare e chiudere. E’ molto bravo nella palla in uscita, poi bisogna vedere quanto è bravo a fare il terzo difensore vicino all’area.

Martedì c’è l’incontro… 
Martedì no.

Cosa gli dici: “Mi ami ancora?” 
Ma no, io sono in una società straordinaria che mi ha dato la possibilità di allenare e ci siamo tolti tante soddisfazioni. Quando rinizia il campionato bisogna vincere le partite, ecco perché bisogna essere lucidi.

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