IL PAGELLONE DI FRANCI. Osvaldo nel ruolo di ‘Tordo of Trigoria’, Juan frastornato

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IL PAGELLONE DI FRANCI – Il giornalista del ‘Quotidiano Nazionale’ , stila il ‘Pagellone‘ di Atalanta-Roma:

10 a Luis Enrique

“Presto vieni qui, ma su, non fare così, ma non li vedi quanti altri bambini che sono tutti come te, che stanno in fila per tre, che sono bravi e che non piangono mai/ E’ il primo giorno però domani ti abituerai e ti sembrerà una cosa normale, fare la fila per tre, risponder sempre di si e comportarti da persona civile”. Quando Edoardo Bennato, nel 1974, pubblicò il brano “In fila per tre” (Cercatelo e ascoltatelo..), Lucho aveva appena quattro anni. Si narra che una vecchia zia gli abbia regalato il 45 giri – si chiamava così il mini disco in vinile – e che lui ne abbia fatto vero e proprio manifesto di vita. Da qui il pasticcio De Rossi. E non è finita: dal prossimo allenamento i giocatori avranno grembiule, fiocco, cartella, eleggeranno un capoclasse e guai ad attaccare il cheving gum sotto il banco. E viene fuori la verità su Pizarro: ceduto per aver scritto “Abbaso il profesor Enricue” con un pennarello rosso sul muro dei bagni di Trigoria.

9 a Baldini & Sabatini

Per una volta facciamo uno strappo e usciamo dal campo. Loro due, miserelli, mi sono sembrati il gatto e la volpe che si avvalgono della legge sui pentiti, spiattellando alle folle romaniste inferocite la verità sul caso De Rossi. Così si è ribaltato il mondo e la favola di Collodi, con il novello Pinocchio spagnolo a mentire davanti alle telecamere, mentre il gatto e la volpe, invece di fregargli le monete d’oro, lo difendevano balbettando e impallidendo. C’è una speranza però. Nella favola, Pinocchio alla fine diventa un bel bambino. Hai visto mai.

8 a Osvaldo

Se Martin Scorsese l’avesse conosciuto ai tempi di “Gangs of New York” state pur certi che Leo Di Caprio sarebbe finito ad impigrirsi alle Maldive, con megagnocca al fianco e drink con la fetta d’ananas. Ce lo vedo con l’aria da duro, lo sguardo torvo e la lama infilata nella fusciacca, mentre si aggira tra le banchine del porto in mezzo a ceffi e malandrini di ogni genere. Il problema è che al primo scintillar di lama, si becca il rosso diretto che gli fa saltare derby e nazionale. E allora forse è meglio un ruolo in “Tord(o) of Trigoria”. Un vero peccato, perchè con Borini pareva l’unico in grado di inventare qualcosa.

7 a Juan

Ormai pare uno di quei trampolini per il salto con lo sci. L’avversario s’arrampica, prende la rincorsa e poi si libra nell’aria verso il povero Stekelenburg, senza che nulla e nessuno si opponga. Si vede che è frastornato dallo schema più gettonato dello spagnolo, per comodità ribattezzato “schema del tango”, dove il difensore si ritrova da solo con una rosa in bocca di fronte al tanguero avversario e se lo fermi bene sennò so’ cavoletti di Bruxelles. La giornata di guano s’è conclusa con una gaffe mica da poco dopo la partita: incrociando Denis non l’ha salutato spiegando poi: “Non l’ho riconosciuto perchè non l’avevo mai visto prima in vita mia…”. E già.

7 a Gago

Ma insomma benedetto ragazzo, potevi arrivare pure te in ritardo di tre minuti? Così Lucho ti metteva a sedere vicino a De Rossi e Kjaer e non saltavi il derby. Il retroscena è gustoso: Jose Angel era il giocatore deputato a mettergli indietro l’orologio di qualche minuto, per provocarne il ritardo e quindi la gogna asturiana, preservandolo per il derby. Ma il ragazzo s’è messo a giocare con Twitter assieme a Bojan e se n’è dimenticato. Da qui il fallo di Gago, il gol e quella maledetta domenica da vivere in tribuna, guardando Greco (oddio), Simplicio (oddio) o Marquinho (oddio) giocare al posto suo.

Paolo Franci
(Quotidiano Nazionale)

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