IL PAGELLONE DI FRANCI. 10 a Osvaldo: è difficile pensare la Roma senza di lui

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IL PAGELLONE DI FRANCI – Il giornalista del ‘Quotidiano Nazionale’ stila il Pagellone di Roma-Genoa:

10 a Osvaldo

Più svelto di un colpo di Buzzer della De Filippi, costringe Marco Rossi, certo non un pivello, a fare la figura della piccola fiammiferaia. In tempi in cui le armi è meglio lasciarle nel cassetto, ripone la mitraglia per una sana e robusta schitarrata alla Eddie van Halen. Il gol, quel gol, è il perfetto Bignami dell’attaccante di razza, tra finta, guizzo e colpo di balestra. Certo, se la panza di Frey non tuonasse al cozzo col pavimento, non avremmo il sospetto di una goffa complicità in stil Grifone. Vorace e vanesio, si mangia il gol del raddoppio, distraendosi lui e il fatato piedone, nel tentativo di capire se è in gioco oppure no. Difficile pensare alla Roma senza pizzetto e codino irriverenti.

9 a Heinze

Marmisti di tutta Italia unitevi e scegliete il materiale giusto, perchè il ragazzone un po’ cresciuto merita monumenti, stele, pinnacoli e guglie barocche. Se illustri pagelle arrivano a sottolinearne un buco su un cross, vuol dire che siamo all’esame al microscopio, al certosino lavoro sul reperto che non torna. Certo, più di una volta gli tocca Gilardino, ex violinista, ex calciatore che oggi coltiva l’hobby di vagare per il campo senza meta e costrutto e, soprattutto, senza lo straccio di uno degli antichi guizzi,. Ora però, lo attende Godzilla, cioè Ibra e lui è lì,nella sua grotta, che affila punte di freccia e tacchetti con la lama.

9 a Bojan Krkic

Secondo me, pure l’uccellino di Twitter quando lo incontra si gratta gli zebedei. Non perchè porti jella lui – per carità! – ma nel sospetto che quella che qualcuno gli ha tirato possa essere contagiosa. Dai su ma l’avete visto? Manco in Shaolin Soccer il pallone prende traiettorie così iperboliche pur di non entrare in porta. Lo sfigometro raggiunge picchi innevati quando prova quel fantasmagorico tiro al volo su corner e la palla fa la mossa del torero, evitando la porta con un guizzo laterale. Però il giovanotto c’è, finalmente c’è. E a Milano magari un pensierino…

9 a Leandro Greco

Lui è un po’ come quei vicini di casa che se ti si rompe il flessibile del lavandino, ti sviene la lavatrice oppure “Non so che è successo stavo usando il phon è saltata la luce e non riesco a riattivarla”, arriva, ci pensa un po’ su e ti risolve il problema. Un prezioso alleato nel condominio giallorosso insomma, non un nembo di tempesta, certo, ma un affidabile e meticoloso geometra che gioca calcio squadra e compasso. Poi se gli chiedete guizzi di genio o colpi di inventiva si sa che non è roba per lui. Sarebbe come chiedere ad Apicella un giro di chitarra di Eric Clapton.

8 a Stekulenburg

Esattamente dall’altra parte dell’emisfero rispetto a Bojan, mostra un discreto feeling con le zone posteriori del suo corpicione, ritrovandosi prima tra carpi e metacarpi il colpo di rampino di Mesto, poi il tiro paranormale di Palacio che ancora stiamo lì a cercar di capire come ha fatto a non entrare. Stekulenburg è dunque fortunato, ma anche parecchio sveglio su un paio di colpi infami made in Belluschi e Veloso. C’è però un problema da risolvere: Luis Enrique chiami un carpentiere per schiodarlo dalla linea di porta, mentre il motivatore giallorosso gli spieghi che l’area di rigore non è un precipizio da evitare nelle uscite alte.

Paolo Franci

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