Di Francesco: “Poca concentrazione negli ultimi 10 minuti. Scudetto? Zitti e pedalare”

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BENEVENTO-ROMA, LE INTERVISTE – Tutte le dichiarazioni di Eusebio Di Francesco, allenatore giallorosso, in occasione di Benevento-Roma.

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DI FRANCESCO A ROMA TV

Un regalo per Monchi…
“Contento per lui, noi siamo una famiglia. Stasera ho visto atteggiamenti giusti nonostante un inizio sbagliato per qualche palla persa. Ho visto tante trame interessanti”.

Due partite 7 gol fatti e 0 subiti…
“Quello che non mi è piaciuto è che quando si parte dal basso bisogna giocare in ampiezza, quando si sviluppa bisogna farlo con i terzini, questi errori possono costare caro e non devono più accadere”.

Poca concentrazione negli ultimi 10 minuti?
“Sono d’accordo, mi dà fastidio, non mi piace prendere gol. Bisogna giocare per il gol ma avere l’equilibrio per non prenderlo, bisogna palleggiare di più e cercare meno giocate di fino. La superficialità ha fatto la differenza in quei minuti e questo non deve accadere perché potrebbe ridare fiducia agli avversari”. 

In alcuni casi i centrocampisti corrono all’indietro, questo non espone troppo la difesa?
“E’ vero, i centrocampisti quando si va al cross devono accorciare sui mediani in zona palla per cercare di non farli ripartire. Per quanto riguarda le pressioni dal basso la squadra mi è piaciuta molto anche se potevamo cercare di più l’uomo contro uomo”. 

Gonalons e Ünder: 
“Di Gonalons sono soddisfatto, ha letto bene molte situazioni ed è andato in verticale spesso. Si vede che nella testa gli è entrato quello che voglio. Under non era in serata, non gli riusciva nulla, valutiamolo per quello che ha fatto contro il Verona e cancelliamo i 45′ di oggi”.

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DI FRANCESCO A PREMIUM SPORT

La Roma cresce:
“Dzeko si è avvicinato di più alla porta, è normale che per acquisire certi meccanismi ci voleva consapevolezza. Non posso essere del tutto soddisfatto, dobbiamo essere meno superficiali. Si rischia di perdere qualche pallone di troppo, non dobbiamo farci illudere dal risultato”. 

Siete reduci da due vittorie. La rosa è ampia:
“La rosa è ampia e il turnover è valido quando si vince. E’ fisiologico per chi ha giocato a calcio, è quasi improponibile fare tre partite a settimana a certi livelli. Ho chiesto coppie di giocatori in ogni ruolo per avere la possibilità di fare quello che sto facendo”.

Le catene esterne hanno funzionato bene:
“Nel mio pensiero di calcio c’è la capacità di portare i terzini al cross, con gli esterni che attaccano la porta. Oggi la squadra lo ha fatto anche a destra, Under ha sbagliato un po’ troppo. Ma sono soddisfatto dal lavoro delle catene e di Gonalons, mi è piaciuta la squadra tranne qualche momento di superficialità in cui potevano riaprire la partita”. 

Gonalons vorrebbe tornare al Lione?
“No, no. E’ stata travisata. Lui lavora in maniera eccellente, lo ha dimostrato anche al Lione. Gioca per la squadra e abbiamo bisogno di questi calciatori”.

Gli schemi stanno entrando:
“La differenza delle grandi squadre è la capacità di saper allenare chi non gioca, non tanto chi gioca”.

E’ il percorso che aveva immaginato?
“I traguardi sono lunghi, la crescita la vedo sicuramente. Quando giochi tante partite il vantaggio è di dare condizione a tutti. La difficoltà delle partite avute anche in amichevole è stata molto alta rispetto a quello che volevo. La squadra non aveva assimilato al meglio, ma queste partite danno forza. Con l’Inter la squadra non meritava quel risultato, ma quando crei tanto vuol dire che qualcosa è entrato nella squadre. Le 9 vittorie non sono mie, prima c’era Luciano e va condivisa. Sono meno per i record ma più per ottenere qualche risultato”.

Scudetto?
“Il campo dirà la sua, le chiacchiere le porta via il vento. Dobbiamo fare partite concrete e portare a casa i tre punti come fatto stasera”. 

DI FRANCESCO IN CONFERENZA STAMPA

“Non era facile giocare in questo stadio. Siamo stati ingenui nel concedere una palla gol agli avversari nella prima parte di gara. Non mi sono piaciuti i primi 20 minuti, poi siamo cresciuti, specialmente sulle fasce. Dzeko ha fatto bene, poteva segnare ancora. Mi è piaciuto molto il suo spirito di sacrificio”.

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