Florenzi: “Siamo sempre stati squadra, ci morirei dentro al campo”

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INTER ROMA, LE INTERVISTE – Tutte le dichiarazioni del giallorosso Alessandro Florenzi in occasione di Inter-Roma, match valido per la 33esima giornata di Serie A.

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FLORENZI IN ZONA MISTA

Un punto utilissimo per la Champions, ora è possibile qualificarsi? 
Sì è possibile, è un nostro obiettivo. Abbiamo fatto un ottimo primo tempo, siamo ripartiti alla grande. Nella ripresa sono venuti fuori loro, li abbiamo subiti nei primi 20’. Poi dopo il gol la partita è finita in equilibrio, il pari può rivelarsi giusto. Lo portiamo a casa e ripartiamo dal primo tempo con la consapevolezza che siamo una buona squadra e lotteremo fino alla fine.

Dal punto di vista atletico è mancata convinzione? Nella ripresa siete entrati col freno a mano tirato…
L’idea era quella del primo tempo, abbiamo fatto la scelta di non prenderli perché loro volevano questo. Sono bravi, è da inizio anno che fanno questo calcio e conoscevamo anche il mister e come potevano metterci in difficoltà e noi loro. Sicuramente potevamo fare di più nel secondo tempo, fisicamente ci ho visti meglio di altre volte: abbiamo retto il campo, soffrendo, da squadra, tutti e undici belli compatti e abbiamo fatto da quel punto di vista una buona partita. Leggermente meno nel secondo tempo, ma una buona partita.

A livello comunicativo vi sentite più tranquilli con Mirante? 
La lingua un po’ aiuta, ma devo lanciare un messaggio a tutti: Robin parlava italiano, si faceva capire, è un grande professionista: le scelte le fa l’allenatore, si allena al 100% come tutti i compagni perché vogliono arrivare all’obiettivo e per farlo non ci devono essere teste calde che fanno quello che gli pare. Bisogna essere tutti nella stessa barca e remare dalla stessa parte, sennò non ci arriviamo in Champions. Robin è importante nello spogliatoio, riesce a comunicare con noi, non ci sono problemi da questo punto di vista.

De Rossi è venuto a Milano, cosa vi ha trasmesso?
È bastata la sua presenza… Un capitano si vede anche da queste cose: è entrato prima della partita a incitarci e a darci il suo supporto come fa sempre. Noi in campo siamo riusciti a fare una buona partita.

FLORENZI A SKY SPORT

Sei d’accordo che in Italia ci sia più pressione?
“Personalmente quando ho iniziato a giocare con la Roma alcune partite le iniziavo giorni prima. Poi ho imparato a gestire e lasciare fuori le pressioni e le chiacchiere fuori dallo spogliatoio. Tutti devono cercare di isolarsi, non solo a Roma”.

Siete tornati squadra…
“Siamo sempre stati squadra, avevamo perso di vista la carreggiata centrale e adesso ci siamo rimessi in carreggiata. Oggi era il rush finale e dobbiamo dare tutto. Abbiamo fatto un buon primo tempo, poi ci hanno messo sotto, ma il risultato è giusto”.

Ci sono delle tendenze che cambiano nella corsa al quarto posto?
“No finché la matematica non sa il suo giudizio siamo tutti dentro. Ci sono tante partite che daranno tanti punti. Vorremmo essere più su ma possiamo fare meglio e dalla prossima daremo il 120%”.

Da dentro come vivete Ranieri e il cambiamento?
“Ci vuole tempo per portare la propria filosofa di gioco. Oggi con Di Francesco avremmo fatto un pressing diverso, con il mister abbiamo una filosofia diversa: un castello da proteggere e tutti e 11 dobbiamo difenderlo. Ci abbiamo messo un po’ per capirlo senno eravamo dei fenomeni”.

A Crotone correvi di meno…
“No, lo dici tu (ride, ndr). Lo rifarei altre 100 volte. Io ci morirei dentro al campo, dal’1 all’11 vanno bene tutti. Non è un problema, sono fatto così. Ho delle preferenze di posizione ma giocare dietro mi piace e può esaltare le mie qualità”.

Corriamo così poco in Italia?
“Penso ci sia una grande differenza tra correre poco e correre bene. Se corri bene la vinci”.

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6 Commenti

  1. Io stavolta l’ho visto più determinato e meno atteggione, resta il fatto che in fase difensiva è nullo come sempre, fisicamente lo sovrastano in continuazione sugli stacchi di testa, gol a parte, un po meglio rispetto alle ultime volte.

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