ESCLUSIVA RN. Fisichella: “DiFra è stato eccezionale. Ecco perché ho scelto Florenzi per la prefazione”

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ESCLUSIVA ROMANEWS FISICHELLA – Dalla pista alle librerie. E’ il percorso di Giancarlo Fisichella, ex pilota di Formula 1 attualmente nel campionato del Mondo Endurance, in libreria dal 6 novembre con “Il profumo dell’asfalto“, scritto insieme a Carlo Baffi e con la prefazione di Alessandro Florenzi. Uno spaccato del campionato di automobili più importante del mondo, tra racconti di protagonisti e di periodi storici per gli appassionati delle quattro ruote. Giancarlo Fisichella, ai microfoni di Romanews.eu, ha voluto spiegare il suo libro, senza dimenticare di parlare di un altro suo grande amore: la Roma, da sempre la sua squadra del cuore.

Cosa ti ha spinto a scrivere un libro che non è una tua biografia, bensì un racconto sulla Formula 1?
“Non ho fatto una biografia è vero, ma un racconto di alcuni miei fatti accaduti in Formula 1, parlando anche dei protagonisti come Schumacher, Senna, dei piloti del 1930, di Enzo Ferrari, un racconto a 360° per far conoscere di più la Formula 1 attuale e quella di prima per chi non la conosce”

Cosa ti manca di più della Formula 1?
“Ancora non la rimpiango tanto perché ancora sto correndo nel campionato del Mondo Endurance e per me è un momento bello: è dal 2010 che sto facendo quest’altra categoria, appena ho finito con la Formula 1. La F1 è come la Serie A, è il massimo per ogni pilota. Dopo massimo 14 anni e 231 gran premi inizia veramente ad essere dura dopo tanti anni – io ho smesso a 37 – gli impegni che avevo in F1 ed in pista, non era più un divertimento ma abbastanza dura e intensa. Andando a fare queste gare è molto più rilassante.

Il pilota a cui ti paragoneresti di adesso?
“Non lo so, è difficile dirlo. Ognuno ha un suo metodo carattere, stile di guida, oggi ci sono dei piloti veramente bravi e di alto livello”.

Come è nata l’idea di far scrivere la prefazione a Florenzi?
“Alessandro lo conosco da un po’ di anni, ci siamo visti un po’ di volte e non so perché, potevo chiederlo a tanta gente, anche a Totti, ma lui lo vedo come me, uno che viene dal niente e che è cresciuto e arrivato in Serie A a giocare con la sua squadra del cuore. Ha subito accettato, questo mi ha fatto un grande piacere. Una parte del ricavato andrà a Telethon, Alessandro è un testimonial e ci teneva particolarmente”.

Fisichella come seguiva la Roma mentre era in pista?
Quando eravamo in contemporanea tra corsa e partita della Roma non potevo chiedere il risultato via radio, ma appena scendevo dall’auto mi informavo immediatamente. Poi se giocava di sera o in un momento dove ero libero non me la perdevo mai”.

Un momento della tua carriera legato alla Roma?
“Quando stavo facendo una gara a Zeltweg, che è vicino Kapfenberg dove la Roma era in ritiro ed era l’anno dello scudetto di mister Capello e tramite Francesco Totti che ci conoscevamo, tutta la squadra è venuta a vedere le qualifiche e poi la sera sono andato io in ritiro a trovarli. E’ stata una giornata bellissima, erano venuti prevalentemente per stare insieme a me. Una giornata bellissima, ero felicissimo”.

Come giudichi, invece, la Roma attuale?
“Da tifoso direi che la stagione dell’anno scorso è stata veramente più che positiva. Di Francesco al primo anno è riuscito a portare lo stesso la Roma a rifare la Champions e a portarla in semifinale della competizione europea, battendo il Barcellona e arrivando ad un briciolo dalla finale. Direi è stato eccezionale. Quest’anno la squadra è molto altalenante, in Champions bene come lo scorso anno ma in campionato troppi alti e bassi: si rischia di vincere con il Napoli, si trionfa nel derby, ma poi si perde con la Spal e pareggia con il Chievo e questo non va bene. Spero che la partita con la Sampdoria abbia sbloccato qualcosa, fatto ritrovare la strada giusta, perché bisogna recuperare il terreno in campionato: non siamo messi per bene per arrivare al quarto posto e quindi in Champions League il prossimo anno”.

Un rimpianto della tua carriera in F1? Ed uno da tifoso della Roma?
“Rimpianti ce ne sono tanti per errori e scelte fatte, è ovvio che sarebbe stato un sogno diventare campione del mondo, mi manca solo questo, ma sono stato tanti anni in Formula 1, sono stato un pilota in Ferrari e lo sono tuttora in Endurance. Non sono mai stato uno che torna indietro, quello che è stato è stato. Per la Roma senza dubbio la Champions ai rigori, sei arrivato fino a lì in finale, ai rigori e perderla in casa è stata dura. Ero piccolo, ma è stata dura”.

Alessandro Tagliaboschi

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