ESCLUSIVA. Nanni: “Olsen ha pagato la differenza dei campionati, i tifosi hanno ancora in mente Alisson”

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ESCLUSIVA ROMANEWS NANNI – Guido Nanni, ex preparatore dei portieri giallorosso, è intervenuto ai microfoni della Web Radio di Romanews.eu per parlare del momento della squadra, di Olsen, Alisson e di molto altro. Queste sono le sue dichiarazioni:

Hai fatto un grande percorso alla Roma dal 2010 al 2016, hai vissuto 6 anni importanti, cosa ti è rimasto? Quali sono gli elementi importanti per far crescere un portiere?
“La Roma è stata una favola bellissima perché per un tifoso avere dei portieri importantissimi di caratura internazionale dà grandissime soddisfazioni. Peccato per com’è finita ma ci si mette una pietra sopra. Per quanto riguarda l’allenamento del portiere dipende da chi hai in mano. Non tutti i portieri hanno le stesse caratteristiche, si cerca di vedere cosa si ha e valutare. Ai nostri giorni è cambiato molto perché la palla va molto più veloce, i calciatori sono più potenti. Molto è cambiato nell’allenamento situazionale, ossia cercare di rappresentare quello che succederà in partita e curare quei dettagli”.

Alisson sapeva anche giocare con i piedi, quanto è importante?
“Io ho avuto Szczesny che credo sia uno dei migliori al mondo con i piedi, era un centrocampista aggiunto. L’azione iniziava da dietro con tranquillità perché era forte con entrambi i piedi. Si lavora molto così ora, anni fa non veniva curato per niente ora invece c’è più di qualche allenamento a settimana impostato per queste caratteristiche”.

Se non sei portato puoi anche sbagliare…
“Il portiere prima di tutto deve parare, usare le mani anche se adesso le percentuali dell’utilizzo dei piedi sono alte. Ovviamente il tempo si è adeguato a tutto e bisogna curare questo tipo di dettaglio perché lo dice il calcio”.

Quest’anno c’è Olsen, nelle prime 4 partite ha tentennato perché la difesa della Roma era preoccupata, cosa ne pensi?
“Da quello che vedo, non voglio giudicare un portiere con cui non ho lavorato, Olsen è un portiere che ha pagato la differenza dei campionati. Un conto è giocare in Danimarca e in Grecia e un conto in Italia, il nostro è uno dei campionati più difficili al mondo. Anche con Alisson nel primo anno è stato così, poi si adeguano, si imparano la lingua e capiscono gli allenamenti. Il problema è che ai tifosi è rimasto in testa Alisson”.

Come si gestisce un allenamento di un portiere?
“Si divide l’allenamento ad obiettivi, ogni giorno se ne prefigge uno diverso. Bisogna vedere la squadra che si affronta: se è di contropiede, di possesso, se bisogna stare alti o fare più uscite. La settimana si evolve con forza esplosiva, uscite alte, basse, a contrasto e in avanti. E’ molto vario. Si cura molto l’allenamento situazionale: una volta si faceva solo l’uscita alta mentre adesso si fa anche il rilancio immediato, la posizione in campo è importante”.

Domitilla Davanzo

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