Di Francesco: “Ci siamo ripresi l’Olimpico. Ho modificato il chip nel cervello della squadra” (VIDEO)

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ROMA-TORINO, LE INTERVISTE – Tutte le dichiarazioni del tecnico giallorosso Eusebio Di Francesco in occasione di Roma-Torino.

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DI FRANCESCO A ROMA TV

La chiave è arrivata negli spogliatoi?
“Sicuramente, quando una squadra diventa piatta o non riesce a interpretare quello che hai preparato in settimana, andando a ricercare i passaggi che diventano importanti… Ho avvicinato un uomo a Schick, ho facilitato il capovolgimento dell’azione”.

Quella di De Rossi è una microstoria?
“È il primo giocatore al quale ho chiesto se volesse giocare o meno, la risposta l’abbiamo avuta in campo”.

Lo spostamento di Nainggolan può essere un tema per martedì?
“Se mi chiami te lo dico, ma non lo posso dire (ride ndr). L’avevo detto che per noi il 4-2-3-1 doveva essere un valore aggiunto e oggi lo è stato. È una valutazione che a partita in corso faremo, con lo Shakhtar magari avremmo potuto fare il contrario perché non riuscivamo a subire gli attacchi esterni”.

Perché inverti le posizioni delle mezzali?
“A Napoli perché mettendo il centrocampista col piede opposto riuscivi a togliere le giocate interne. In questo caso avevo detto di rimanere così per non spostare gli equilibri, poi ho cambiato perché non riuscivamo a creare bene le catene e Strootman tendeva a venire incontro più che allungare la squadra”.

Il bilancio è positivo o negativo?
“Si può fare tanto e si deve migliorare. L’importante è non guardarsi dietro, quello che abbiamo fatto deve essere d’insegnamento, di batoste ne abbiamo avute e martedì sarebbe bello andare avanti. Ci crediamo, non sarà facile ma con l’aiuto dell’ambiente, della positività che vedo ritrovata, e del pubblico, faremo una grande gara”.

Dal punto di vista atletico?
“Se devo valutare i primi 45′ malissimo, ma era un aspetto mentale e non fisico. La mia squadra è particolare, ho imparato a conoscerla. Conosco meglio le caratteristiche individuali dei calciatori”.

DI FRANCESCO IN CONFERENZA STAMPA

Un primo tempo con poche occasioni. Possiamo aspettarci uno Schick migliore?
“Schick non è stato aiutato dalla squadra, tutti volevamo palla sul piedi, poi nella ripresa ho cambiato assetto e siamo migliorati. Va aspettato come Under, chi capisce di calcio e lo vede giocare, sa che è un giocatore importante. Nel 2° tempo la sua prestazione mi è piaciuta”.

Cosa servirà martedì sera contro una squadra che gioca a pallone rispetto al Torino?
“Meno li facciamo palleggiare e meno difficoltà avremo. Con il pubblico che ci sarà dobbiamo per forza andarli a prendere davanti, sono una squadra più brasiliana che europea. Il Torino nel primo tempo stasera mi è piaciuto molto. Noi siamo venuti fuori nel 2° con ottima qualità di giocate”.

Nelle ultime 2 settimane c’è stato un miglioramento atletico?
“E’ importante la testa, ho dovuto modificare qualcosa nel chip, nella loro testa. Ho dovuto avvicinare qualche giocatore all’area avversaria, la testa fa sempre la differenza. L’Olimpico era diventato terra si conquista e ce lo siamo ripresi con grande convinzione”.

Non fa più turn over? Schick fatica perché la squadra gioca come quando in campo c’è Dzeko?
“Su Schick dico che non ha fatto male solo lui nel primo tempo, ma avvicinandogli un compagno è andato meglio. Nel 4-3-3 l’attaccante deve tendere a giocare dentro e non fuori. Il turno over? Tutto e il contrario di tutto, quando si cambia c’è un perché. Le mie scelte sono ponderate in base alle caratteristiche dei ragazzi”.

Siete più cinici da Napoli in poi?
“Il lavoro e il campo, non conosco altre medicine. Possiamo fare meglio. Ora costruiamo meno e segniamo di più. Nell’ultimo periodo abbiamo segnato molto e speriamo di continuare”.

Questa Roma ti soddisfa per quale ragione?
“Io ho l’abitudine di guardare avanti, abbiamo ancora tanto da fare. Cerchiamo di costruire qualcosa anche se si tende un po’ a distruggere qui”.

DI FRANCESCO A SKY

Sette gol nelle ultime due gare. Questa sera un piccolo neo è la difficoltà nei primi 45 minuti?
“Loro sono stati molto bravi a darci le pressioni giuste e nell’accorciare, noi invece abbiamo fatto tutto per metterci in difficoltà da soli. Sia nel palleggio, sia nell’essere pochi puliti e nello stesso tempo venivamo tutti in contro a prendere la palla e non c’era nessuno che allungava e cercava la profondità. Nel secondo tempo ho cambiato, ho messo Nainggolan dietro le punte e ho cambiato il sistema. In questo caso la partita era bloccata e non riuscivamo a dare quelle pressioni costanti che siamo abituati noi, mettendoci in questo modo ho avuto risposte importanti. Da cancellare il primo tempo, sotto tutti i punti di vista, come approccio e come mentalità, però ottimo il secondo tempo per quello che la squadra ha ricercato”.

Prestazione collettiva, ma facciamo un eccezione sull’osservato speciale: Schick…
“Per diventare grandi si passa dal collettivo e questa sera ne è la dimostrazione, Patrick nel secondo tempo ha fatto meglio anche lui. Nel primo tempo erano troppo distanti e come prima punta nel 4-3-3 tende ad aprirsi un po’ troppo e a giocare poco dentro e non gli permette di avere attacchi immediati della porta. Ha una tipologia di corsa di muoversi diversamente da un’attaccante centrale. Con un uomo vicino ha fatto veramente meglio”.

Martedì è una serata importante. Ci arrivate con un’autostima superiore?
“Assolutamente si, vincere aiuta a vincere. Dobbiamo giocare in 12 martedì, il pubblico sarà importante. Tante volte si è trascinati da questo grande pubblico e mi auguro che martedì siano numerosi. Abbiamo bisogno del loro sostegno ma saremo noi poi a trascinarli con la prestazione”.

Le cose migliorano quando c’è la ricerca della verticalizzazione. Nel secondo tempo avete sfruttato i movimenti per inserirsi, questa è una chiave per sfruttare meglio i tuoi movimenti offensivi…
“Sono completamente d’accordo con te, il concetto è riempire gli spazi giusti e se noi prendiamo 10 giocatori e vengono tutti quanti incontro è difficile creare situazioni di pericolo. Quello che abbiamo fatto nel primo tempo, mentre nel secondo tempo la squadra si è mossa coordinata e ha creato pericoli importanti. Noi lavoriamo su questo sistema di gioca, ma principalmente su dei principi che sono quelli che hai detto te”.

Se oggi arrivasse un tifoso della Samp e ti chiedesse: ‘Come mai Schick non è lo stesso giocatore di Genoa?’, lei come risponderebbe?
“Ci vuole continuità, abitudine, allenamento e conoscenza di quello che uno vuole. Viena dalla Sampdoria ma non ricordo che abbia fatto tantissime partite da titolare. Ha dimostrato di avere grandissime qualità tecniche e vi assicuro che le ha. Chi capisce di calcio lo capisce da come tocca la palla che è un giocatore di spessore. Normale che è arrivato in un ambiente nuovo e deve imparare a conoscere al meglio certi movimenti. Lui lavora nel 4-3-3 aprendosi troppo e non va bene, invece mettendoci un giocatore vicino si è mosso meglio”

L’emozione di Di Francesco dopo da quell’intensissimo minuto di silenzio, fino al gol di De Rossi?
“Grande emozione, e sono contento che abbia fatto gol Daniele perché aveva proprio il desiderio di segnare. Per lui è stata una settimana difficile, la prima cosa che gli ho chiesto è cosa volesse fare e mi ha risposto che voleva giocare. Non ho esitato un attimo a farlo giocare al di là dell’impegno di martedì. Meritava questo gol sotto ogni punto di vista, per ricordare Davide al meglio”.

DI FRANCESCO A PREMIUM SPORT

“Non abbiamo disputato un buon primo tempo per nostro demerito, eravamo macchinosi nella manovra. Nella ripresa ho alzato Nainggolan che ci ha garantito più verticalità, sentivo che i ragazzi soffrissero il fatto di non vincere all’Olimpico e ci stavamo complicando da soli il match”.

Shakhtar Donetsk?
“Sono un’ottima squadra, ma noi abbiamo superato questo piccolo scoglio dell’Olimpico, oggi abbiamo avuto tanti angoli ma li sfruttiamo poco per quelle che sono le nostre qualità, sarà una partita importante dove abbiamo bisogno del pubblico che sarà determinante”.

Schick?
“Non ha fatto bene nel primo tempo, non è stato servito, tende ad aprirsi troppo e a lavorare meno dentro. Va aspettato come Ünder, Patrick ha qualità ma ancora le non ha dimostrate del tutto, ma chi lo conosce sa che le ha”.

Cosa mi lascia la partita di oggi in vista dello Shakhtar Donetsk?
“Il concetto di squadra deve essere lo stesso, serve equilibrio, cosa che non abbiamo avuto nel primo tempo e con lo Shakhtar serve, loro sono una squadra brasiliana in pratica ma possiamo metterli in difficoltà, poi ora cominciamo a ritrovare i gol, ne abbiamo fatti 7 in 2 gare e questo dà fiducia. Nella ripresa mi sono messo 4-2-3-1, ho messo Radja a ridosso dell’attaccante e siamo stati più aggressivi, abbiamo puntato la linea difensiva ma dovevamo farlo nel primo tempo ma non è stato fatto, quindi ho cambiato qualcosa nel chip come ho detto loro all’intervallo”.

Rammarico per i punti persi?
“Qua c’è un grande difetto, cioè pensare a quello che avremmo potuto fare. Non dobbiamo guardare troppo dietro, guardiamo avanti e proviamo a crescere con questi giovani che stanno migliorando, non c’è rammarico, tutto insegna e tutto ci fa migliorare”.

Alisson valore aggiunto?
“Mi hanno chiesto di valorizzarlo e allora ho chiesto ai miei difensori di fargli tirare in porta, qualche volta…”.

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4 Commenti

  1. tutto bene eusebio…ma martedì sarà un altraaltro gara e anche con l’aiuto dei tifosi temo che il risultato non sarà lo stesso. Mi auguro che sianonon in giornata no…poiché sono superiori nel palleggio e atleticamente.La vedo durissima…

  2. Sì, ha modificato il chip…Questo allenatore è di una noia mortale, la squadra è deprimente…Ovviamente c’è anche il capitolo giocatori spacciati per fenomeni e giocatori ormai al capolinea…

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