Di Francesco: “Juve o Siviglia ai quarti? Con Montella ci siamo dati appuntamento in finale” (VIDEO)

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ROMA-SHAKHTAR, LE INTERVISTE – Tutte le dichiarazioni del tecnico giallorosso Eusebio Di Francesco in occasione di Roma-Shakhtar.

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DI FRANCESCO IN CONFERENZA STAMPA

Negli ultimi 7 anni sei insieme ad Allegri l’allenatore che riporta nei quarti una squadra italiana.
Una bella soddisfazione per me, abbiamo fatto la partita della vita. Nello spogliatoio ho sentito della parole importanti. E’ un risultato prestigioso, deve essere motivo di grande orgoglio per tutti, ho vissuto gli stessi brividi da questa gente di quando giocavo a calcio.

Abbiamo rivisto la forza atletica nelle ultime gare, questa condizione può spiegare anche l’appannamento precedente?
In passato ho parlato del fatto che in allenamento avevamo spinto molto, e adesso si vede. Nelle ultime 6 gare ne abbiamo vinte 5, vedo una squadra in crescita. Mentalmente e fisicamente. Stiamo acquisendo convinzione.

Come hai preparato la gara?
All’inizio non abbiamo fatto bene, non uscivamo con gli esterni dove loro avevano i giocatori di qualità. La squadra è cresciuta negli automatismi, abbiamo rischiato qualcosina nel finale quando è subentrata la paura. Ma la difesa questa sera è stata perfetta, con una applicazione e determinazione che hanno fatto si che Alisson non ha fatto nemmeno una parata.

Tra Juve e Siviglia chi preferisce?
Ho sentito Montella e ci siamo dati appuntamento in finale, per cui non possiamo incontrarci nei quarti. A parte la battuta, ora dobbiamo mantenere equilibrio e pensare a Crotone.

Prima si diceva che non eravate cinici, a Napoli è scattato qualcosa?
Siamo cresciuti un po’ in tutto. Siamo più determinati, cinici e più capaci di stare in partita e giocare insieme. La Roma non deve avere giocatori forti, ma una squadra forte, non dobbiamo più parlare individualmente. La Juve insegna. E noi dobbiamo guardare a quelli bravi.

Avete usato molto i passaggi lunghi in verticale?
Era voluto, non siamo stati bravi nel primo tempo quando partivamo troppo in anticipo e finivamo sempre in fuorigioco.

Quale merito ti attribuisci in questa qualificazione, fuori dai denti?
Seeh, fuori dai denti a Roma? Scherzo. Non voglio parlare di me. In Europa non bisogna giocare a rimpiattino, mi do il merito dell’organizzazione, che si trova nel lavoro quotidiano e nell’aver recuperato la squadra che si era un po’ persa.

Ha utilizzato meno il turn over, eppure questa qualificazione passa anche un po’ per la giocata di Peres all’andata.
E’ fondamentale essere squadra, anche quando non si gioca. Tutti si allenano allo stesso modo, chi non lo fa va in tribuna. Ho ritenuto opportuno dare continuità a una certa formazione perché vedo una condizione che ci permette di andare avanti.

DI FRANCESCO A ROMA TV 

Dopo due mesi non belli, l’artiglio della Roma è venuto fuori.
“Non dobbiamo far passare questo per la normalità, è stato qualcosa di straordinario perché quando non sei abituato a certi obiettivi fai fatica a reggere certe pressioni. Siamo stati attaccati nei momenti di difficoltà, ma ora stiamo tirando fuori qualcosa di importante. E’ la vittoria degli uomini, più che dei calciatori. Hanno dimostrato unione. Oggi hanno saputo soffrire, accompagnati da un pubblico straordinario.”

Non era facile alla fine.
“Le partite si vincono con la testa. Negli ultimi minuti c’era quasi la paura di portare a casa il risultato, fa parte della crescita e me lo posso anche aspettare. Non abbiamo più avuto la lucidità di ripartire, tatticamente abbiamo avuto una disciplina e una tecnica totale.”

Una delle migliori partite stagionali?
“Tecnicamente forse no, ma è un risultato troppo importante. Oggi era importante vincere, oggi ho visto degli uomini. Tutti volevano raggiungere questo obiettivo con gli atteggiamenti, ed è questo che fa la differenza.”

La Roma se la può giocare con tutti anche in futuro.
“Viviamo questo sogno con spensieratezza, con lo spirito che abbiamo avuto oggi. Anche in campionato. Ora culliamo questo desiderio, in questi giorni sembrava normale che la Roma fosse qui. Abbiamo fatto qualcosa di straordinario, teniamoci stretto questo risultato ma non accontentiamoci.”

L’intensità della pressione è stata alternata.
“Abbiamo lavorato su questo, all’inizio accorciavamo in ritardo sui loro mediani, poi loro hanno giocato quasi sempre col portiere. Abbiamo rimesso la partita sul nostro binario, non facendoli palleggiare troppo a centrocampo. L’obiettivo era rimanere corti in tutte le fasi.”

La Roma ha avuto grande pazienza oggi, senza mai sbilanciarsi. Esame di maturità.
“Condivido. Nel primo tempo abbiamo ogni tanto dato una palla in ritardo, dovevamo sfruttare meglio certe situazioni. Ho chiesto pazienza, l’importante era non prendere gol. Oggi siamo stati una squadra matura.”

L’importanza di De Rossi.
“Daniele è il capitano e deve essere sempre il simbolo. E’ stato fuori, ora ha riguadagnato posizioni. Ha un’applicazione impressionante e da capitano le deve trasmettere a tutti. Sono molto contento.”

Chi vorrebbe ai quarti?
Non mi interessa l’avversario, chi verrà fuori ne parleremo.”

Ora il Crotone però.
“E’ giusto godere di questi momenti, deve essere sano entusiasmo.”

DI FRANCESCO A PREMIUM SPORT

Il segnale dopo questa qualificazione?
“Siamo stati forse poco qualitativi ma non abbiamo concesso nulla allo Shakhtar Donetsk, siamo stati bravi oggi, all’andata abbiamo fatto degli errori di troppo, quello che mi è piaciuto di più è che abbiamo fatto una partita da uomini, da squadra, per vivere questi sogni”.

La prestazione di Ünder?
“Non si può pensare che un calciatore possa dare il meglio di sé stesso, il calo è fisiologico, poi ha preso una botta, ci può stare che non sia stato brillante, ma è un grande giocatore”.

Chi vorrei evitare al sorteggio?
“Voglio continuare a sognare con questa squadra, oggi c’era tanta gente e vivere queste serate dà grandi emozioni, voglio continuare a viverle. Mister Arrigo (Sacchi, ndr) ne ha vissute tante ed è abituato, io spero di viverne altre. Ai quarti voglio solo evitare la paura, dobbiamo affrontare le squadre con questo piglio. Possiamo sempre fare meglio, abbiamo giocato contro una squadra di palleggiatori, il loro portiere ha giocato molti palloni e dovevamo essere più bravi a leggere certe situazioni, nell’insieme generale la squadra mi è piaciuta e dal punto di vista organizzativo stiamo crescendo”.

Voto alla squadra?
“Per l’applicazione dico 10, poi ci vuole abitudine a fare certe gare, alcuni di noi non erano abituati così come me, tecnicamente do un voto inferiore, tatticamente più alto. Questi meccanismi si migliorano lavorando”.

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