Di Francesco ora è un ex: i numeri della sua gestione

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DI FRANCESCO NUMERI – Eusebio Di Francesco non è più l’allenatore della Roma. Pallotta ha deciso di esonerare il tecnico abruzzese dopo il doppio ko nel derby e in Champions League che è costata l’eliminazione dalla competizione. Quello dei giallorossi è il nono cambio in panchina in Serie A dopo 26 giornate.

TEMPO DI BILANCI – Il tecnico di Pescara lascia Trigoria dopo un anno, otto mesi e 27 giorni. Ha guidato la Roma per 87 partite, di cui 46 vinte, 18 pareggiate e 23 perse, segnando 151 gol e subendone 104, con 156 punti raccolti e una media di 1,79 punti ottenuti a gara.

BILANCIO IN CAMPIONATO –  In campionato presenta una media di 1,89 punti a partita, ottenuti in 64 gare, di cui 35 vinte, 16 pareggiate e 13 perse. Al suo primo anno sulla panchina romanista ha chiuso il campionato al 3° posto in classifica con 77 punti, guadagnando l’accesso diretto alla Champions League.

IN CHAMPIONS LEAGUE –  In Champions League, Di Francesco ha ottenuto 10 vittorie su 20 con la Roma, ha perso 8 gare e ne ha pareggiate 2, per una media totale di 1,60 punti a partita. Rimarrà nella storia giallorossa per aver conquistato per la prima volta la semifinale, poi persa contro il Liverpool, e soprattutto per l’entusiasmante rimonta sul Barcellona ai quarti di finale.

COPPA ITALIA – Negativo il suo rendimento in Coppa Italia dove con la Roma non è riuscito ad andare oltre i quarti di finale, eliminato quest’anno con il clamoroso 7-1 dalla Fiorentina. Ha vinto solo una volta, con la Virtus Entella, su tre partite nella competizione.

Giulia Spiniello

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10 Commenti

  1. Esonero con tempistica sbagliata e senza logica. L’eliminazione dalla C.L. non è colpa di Di Francesco. Non ‘c’è tempo per cambiare l’ossatura e il gioco della squadra ne’ per Ranieri (o chi per lui) di conoscere i giocatori (intendo le loro caratteristiche tecniche). Questo è puro SUICIDIO, a -3pti dalla qualificazione alla C.L. della prox stagione.
    Società di dilettanti.

  2. Buttata via una stagione, andava esonerato dopo lo “show” con Chievo, Bologna, Udinese e Spal (un punto su dodici) del girone di andata. Per battere questi top club la rosa della Roma poteva sembrare sufficiente a tutti, tranne all’uomo del “mio calcio” e alla pletora di giornalisti amici che lo hanno difeso come fosse Klopp (a proposito della UCL dello scorso anno….). Certamente si tratta di una brava persona ma il livello della Roma non sembra quello idoneo alle sue capacità

  3. premetto :non sono di Roma ma tifo Roma.
    vorrei dire innanzitutto un grazie a Di Francesco ,persona seria preparata su cui si poteva veramente costruire una Roma da vertice.Ma i tanti presunti esperti che discutono di roma ovunque (bar giornali tv etc ) credendo e volendo far credere ai tifosi di essere esperti (sic) di pallone , hanno voluto cosi’!
    Comunque la differenza tra una societa’ seria ed una incapace sta tutta qui;non nel fatturato ma nella capacita’ di individuare una strada e perseguirla con serieta’ decisione e determinazione.
    Guarda caso ho cominciato ad amare la Roma con l’ing.Viola.!
    Vorrei ora abbracciare Di Francesco immaginando la tristezza e la delusione che sta provando.
    Gli auguro (credetemi io si che sono sincero!) un futuro brillante in altra squadra,altra societa’ altro contesto ambientale .
    un abbraccio sincero ing.Giacomo Di Pasquo

    Cr

  4. Diciamolo: Di Francesco è stato un disastro, buono per allenare squadre da metà classifica. Vero però che la colpa anche oltre dell’allenatore che ha sbagliato quasi sempre formazione, è anche colpa di chi ha comprato giocatori di scarsa qualità e strapagandoli. Monchi è il secondo indiziato. Poi di certo i giocatori non hanno dato nulla per far valere: è vero allenatore deve dargli una identità ma i giocatori non si sono impegnati più di tanto. Complice una società con una presidenza assente.Ranieri? Buono come traghettatore, non per obiettivi di lungo periodo, può fare bene un anno due al massimo. Tutti quelli venuti ad allenare la Roma con gli americani (allenatori mai da essere top) non sono durati più di 2 anni. C’è molta confusione. Bisogna puntare su altro: Favre, Hag, Pochettino, Simeone, Galtier, Conte, Di Matteo, Capello. i metterei pure De Rossi della primavera. Certo con questi ci puoi fare un ragionamento di lungo periodo ma ora come ora la Roma dovrà mettere sul piatto 200 milioni per rifare una rosa smantellata da Monchi in 2 anni. I 200 milioni sono ridotti da cessioni e prestiti. Posso fare fantacalcio? Lasciate perdere a rispondere per dire cavolate 4-2-3-1: Areloa, Klostermann, Manolas, Diallo/Konaté, Angeliño/Grimaldo, Herrera, Van de Beek, Ziyech, Zaniolo, Lozano, Dabbur. Una squadra così con l’allenatore giusto potrebbe stare al passo della Juventus. Poi fate voi, dite impossibile e nulla è impossibile. Impossibile è spendere 40 per schick, 30 per n’zonzi…eppure ci siamo riusciti. A no tanto l’esperto non sono io…è chi dice di vincere lo scudetto con vendendo i migliori ed esultando un presidente e non tifando la Roma.

  5. L’unico che era riuscito a ridare una mentalità europea alla Roma. Le 20 partite in Champions precedenti alla gestione Di Francesco recitavano 3 vittorie. Con lui 10 su 20, raggiungendo una semifinale (finale scippata) e un ottavo (quarti scippati). Senza contare che prima, quando perdevi, perdevi pure malamente (Roma-Bayern 1-7, Barcellona Roma 6-1), infatti ricordo alcune partite dove l’unico pensiero era non buscarle troppo (Bayern-Roma, gli ottavi di Spalletti contro il Real). Tralasciando le eliminazioni in Europa League, contro squadroni quali Lione, Fiorentina e il blasonatissimo Slovan Bratislava… Eh vabbè, come al solito a pagare è l’allenatore, avanti il prossimo!

  6. Per me la sua colpa più grande è stata quella di accettare l’acquisto di giocatori completamente inadatti al suo gioco, tipo Nzonzi e Pastore. A parte che Pastore non è neanche più un calciatore.
    Si sarebbe dovuto opporre anche alla cessione di Allisson, fondamentale per il suo tipo di gioco.

    E comunque è un esonero completamente sbagliato nei tempi e tutto sommato anche nei modi.

    • questo è un limite della Roma che vale per tutti gli allenatori.

      Ormai durano 1 anno e mezzo. Probabilmente perché se vendi e ricompri mezza squadra, l’allenatore deve un po’ ricominciare, mentre la piazza e chi rimane si aspetta già di raccogliere frutti del lavoro passato e accelera il suo esonero.

      tornando a EDF, buon cammino in CL, ma in campionato 151 gol fatti e 100 incassati? un po’ troppi per una squadra che vuole arrivare in zona CL tutti gli anni. Così come le tante partite perse in campionato. Tante, troppe.

      Più che accettare i giocatori – cosa che fanno tutti gli allenatori del mondo, tranne forse un paio – EDF non è stato capace di infondere una mentalità propositiva, equilibrata, vincente e di dare fiducia alla squadra e ai singoli. La partita contro il Porto è stata il sunto della sua filosofia calcistica degli ultimi periodi.

      Dopo il rigore, sull’1-1, il Porto era chiaramente in difficoltà perché gli avevamo tagliato le gambe. Di testa non ci stavano più o quasi. A quel punto, un qualsiasi altro allenatore avrebbe chiesto ai suoi giocatori di tenere palla nelle 3/4 avversaria per vincerla. Invece hanno pensato di continuare a difendere l’1-1. Ma pure il 2-1 hanno pensato di difendere fino a che, i rigori?

      Tutto ciò, ovviamente, veniva dal lungo periodo di nervosismo e partite buttate al cesso per errori dei singoli, cambi sbagliati, uomini buttati a casaccio nella mischia ecc.

      Monchi ha fallito nel suo periodo breve a Roma perché probabilmente non aveva lo stesso vantaggio di Sabatini – potersi permettere di buttare al cesso 3 stagioni di fila e 300 mln – ma bisogna pure dire che partiva dal vantaggio di avere già una squadra forte.

      le cessioni di Strootman e Naingoolan , per soldi più Zaniolo, rimarranno la sua unica perla.

      Resta, comunque, il problema di fondo: chi sceglie l’allenatore dovrebbe essere il DS, non Baldini, non Baldissoni, non Pallotta, non Totti, perché devono lavorare insieme, come fossero un’unica persona.

      In premier lo hanno capito e infatti l’allenatore ha molto più potere, è ormai un manager che coordina la campagna acquisti col DS.

      ora tutti a tifare per prendere il quarto posto o il prossimo anno il DS lo farà un distributore di coca cole che tanto c’avremo giusto i soldi per pagare gli stipendi.

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