Di Francesco: “L’attenzione deve essere sulla Roma. Il Porto è la partita della vita” (AUDIO e VIDEO)

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CONFERENZA STAMPA DI FRANCESCO – L’allenatore della Roma Eusebio Di Francesco, interviene alle ore 18:15 (19:15 italiane) nella conferenza stampa alla vigilia della sfida con il Porto. Assieme a lui c’è DiegoPerotti. Tutte le sue parole:

dall’Estadio Do Dragao
L’inviata
Arianna Botticelli

LA CONFERENZA STAMPA

TRASCRITTA LETTERALMENTE RIASCOLTANDO L’AUDIO DELLA CONFERENZA

Conceição ha detto che dirà ai suoi di non avere fretta. Lei cosa dice ai ragazzi?
“Beh, non ve lo dico pubblicamente. Giustamente Conceição fa questo ragionamento perché è una partita lunga, perché c’è un gol di differenza e dobbiamo essere bravi a difenderlo prima di tutto questo gol per poi magari ripartire, questo è fondamentale. Ribadisco ancora una volta che sarà fondamentale fare una grande fase difensiva, di conseguenza il resto verrà da sé”.

Marcano è pronto? In partite di grande livello ha spostato Florenzi più avanti…
“Tutto è possibile, i ragazzi sanno che devono essere preparati i convocati a giocare da un momento all’altro. Non sanno la formazione, non sanno niente di niente, o perlomeno abbiamo preparato la partita con tutti i giocatori che hanno partecipato. Per questo oggi dirti chi giocherà domani, non lo dirò prima di tutto e non lo sanno nemmeno loro. Voglio decidere alla fine, e vedere anche le facce dei calciatori e vedere tante situazioni che mi convincano per poi scegliere i calciatori che scenderanno in campo per questa grande battaglia”.

Con tutto il rispetto del caso e con i migliori auspici. Sono ore che leggiamo e ascoltiamo che possa essere questa una nuova partita limite per la sua panchina. Che stato d’anima si porta? Come si prepara?
“Credo che per me da quando mi sono seduto sulla panchina della Roma che parte sempre il momento difficile ma fa parte del lavoro. Vorrei riportare l’attenzione non su Eusebio Di Francesco e quello che sarà il suo futuro: domani gioca la Roma e siccome la gente la sento parlare di questo e di quell’altro, l’interesse comune e del romanista è che domani la Roma passi al di là di chi sia l’allenatore o meno. Per questo, il pensiero mio sincero non va a me stesso, ma alla squadra, va ai miei ragazzi che domani possano fare una grande partita per poter far passare il turno alla Roma. Di conseguenza ne gioveranno tutti. Voglio ricordare che domani non gioco io, non è la partita di Di Francesco. Questa è una cosa che mi dà fastidio perché credo che la gente non capisca che domani scende in campo la Roma e l’interesse di tutti è che vada tutto in un certo modo. I discorsi fanno parte del mio lavoro me li tengo e me li metto da parte con serenità, sapendo che è una partita importantissima per tutti”.

Ti senti supportato come prima? E’ il momento più difficile da quando sei a Roma?
“Il momento più difficile è sempre quello che deve venire. E’ ovvio che questo è un momento dopo un periodo positivo di risultati, il derby ha influito sul morale generale e su tanti discorsi. E’ normale che non aiutino, dobbiamo pensare a questa partita che è un po’ una partita secca, una partita della vita che deve portare tutti a dare il massimo impegno. Essere supportato per un allenatore è fondamentale, essere sopportato no. Però credo che sia fondamentale domani mettere in campo, quelli che scenderanno in campo e che deciderò io, perché faccio l’allenatore e faccio questo lavoro che mi piace tantissimo, che possano fare una prestazione di altissimo livello, che ricordino quelle dell’anno passato soprattutto in Champions”.

La partita con la Lazio ti ha portato a qualche considerazione sulle scelte? Terrai presente ciò che è successo nel derby?
“Se dobbiamo parlare di singoli facciamo un grande errore, è il collettivo che ha approcciato malissimo alla partita, in primis l’allenatore. Bisognerebbe cambiare tutto. E invece noi dobbiamo ragionare in base alla partita, all’avversario e alla scelta degli uomini. Al di là che possa non giocare qualcuno che ha giocato nel derby… Quando uno esce non è una bocciatura, è una scelta che si lega ai tanti elementi che ho in squadra o perlomeno a quelli che ritengo più opportuno schierare in questa gara. Ci sono tanti aspetti in un calciatore, fisici ma anche psicologici. È importante andare in campo con chi ha la testa più libera di tutti o perlomeno con chi ha il desiderio di fare una grande prestazione. A volte c’è anche il desiderio di rivalsa, per questo chi ha fatto male la partita prima quella dopo ne farà una grande. Non lo potremo dire fino a quando non scenderemo in campo”.

Troverebbe inopportuno la presenza di Paulo Sousa allo stadio?
“No, assolutamente no. Un conto è fare dichiarazioni non simpatiche o non con stile. Andare a vedere partite in giro fa parte del nostro lavoro, potrebbe accadere un domani anche a me. Dipende tutto da ciò che si è e da come ci si pone in un contesto di lavoro, non ci vedo niente di male. Perché c’è? Io non lo so…”.

Di Francesco a Sky Sport

Le sue doti di allenatore sembrano dire che rende meglio in Champions che in Serie A.
“I risultati dicono questo. Teniamoci stretta questa competizione che per noi è importante. Sarebbe una gran cosa passare il turno di coppa, anche a livello storico”.

La squadra finora ha sempre reagito alle brutte sconfitte.
“E’ tutta la stagione che facciamo così. Venivamo da ottimi risultati, ma con la Lazio è stata una partita particolare. Non ci sono alibi, dobbiamo ripartire”.

C’è da aspettarsi un sistema di gioco diverso?
“No, il pensiero è di partire col 433. Poi valuteremo prima della gara, o la notte porterà idee differenti, ma per ora l’idea è questa”.

Porto è uno snodo cruciale per il gruppo, per il club e anche per lei?
E’ normale. Fa parte del percorso di ogni allenatore. Ci siamo conquistati insieme la possibilità di passare il turno. Oggi non prevale il discorso Di Francesco, oggi prevale la Roma. Sopra ogni chiacchiera”.

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4 Commenti

  1. Dice sempre bisogna fare una grande fase difensiva, poi però difende a centrocampo, con il fuorigioco sistematico, non marca mai l’uomo, neanche sui calci d’angolo, come la intende lui, questa grande fase difensiva io ancora non l’ho capito.

  2. Il fatto che tu non abbia capito conta fino a un certo punto. La fase difensiva di Di Francesco prevede pressing corale, e parte dal tridente che aggredisce sull’impostazione dei centrali avversari.

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