Che cosa ha detto De Rossi in conferenza stampa (AUDIO e VIDEO)

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DE ROSSI CONFERENZA STAMPA – Tutti gli argomenti trattati dal centrocampista giallorosso, Daniele De Rossi, in occasione della conferenza stampa alla vigilia di Roma-Porto.


KOLAROV – Se si dovesse ricomporre questa piccola frattura io sarei il più contento del mondo, anche perché mi sento un po’ in mezzo. Voglio bene ai tifosi della Roma, che mi hanno sempre difeso e protetto, e Alex lo considero un fratello. Quello che posso dire ai tifosi, visto che si sono sempre fidati di me, è di continuare a fidarsi di me quando dico che è un grande professionista, uno attaccato a quello che sta facendo. Non sto dicendo che è romanista che è romanista da quando è piccolo. Sto dicendo che è uno che dà sempre quello che deve dare, non salta un allenamento, gioca in condizioni a volte difficili. Io preferisco quelli così a quelli che magari baciano la maglia o fanno dichiarazioni al miele nei confronti dei tifosi e poi al primo dolorino si fermano o se il mister gli chiede di giocare in un altro ruolo storcono la bocca. Kolarov è un professionista come ne ho conosciuti pochi in vita mia. Poi c’è sempre da ricordarsi che il tifoso va rispettato e va anche assecondato quando mostra un po’ di insofferenza perché i risultati rendono tutto l’ambiente più nervoso. Se si dovesse ricomporre questa frattura, e spero che domani sia il giorno giusto, sarei il più felice di tutti.

FUTURO – Ho sempre detto che se starò bene continuerò a giocare.
Per quanto riguarda quello che dicono il mister e i miei compagni, posso dire che loro non si rendono conto di quanto sono importanti per me. Negli ultimi tre anni mi fanno sentire importante come mai in carriera forse. Per questo devo solo ringraziarli. Mi accorgo poi che le prestazioni sono buone, ma sono buone anche perché quando ti senti importante e sei capace a giocare tutto diventa più semplice. Posso solo ringraziare loro per quanto mi hanno fatto sentire desiderato anche in questi tre mesi, dove ero uno spettatore e basta. Cerco di essere il più realista possibile. Era un punto interrogativo più che un’idea. Non ho mai pensato di aver smesso. Ho fatto tre mesi, e me lo dico da solo e non è giusto forse, da calciatore serio, mi sono allenato sempre e ho fatto tutto quello che dovevo fare per rientrare nella maniera giusta. Se ho fatto questo tipo di sacrifici è perché pensavo di poter rientrare. Il punto di domanda che avevo e che in parte ho ancora adesso era quanto reggerà la mia condizione fisica, come rientrerò con il ginocchio. Probabilmente un’operazione alla cartilagine non l’avrei sopportata a 35 anni. Se continuerà a rispondere bene come sta rispondendo non vedo perché io debba smettere o debba farmi domande che poi magari il campo smentisce. Se io sto bene, con la gestione dell’allenatore e con il giusto minutaggio, mi sembra che potrei ancora giocare. Giorno dopo giorno ogni risposta che mi dà il ginocchio sul campo sono piccoli coronamenti di un percorso che sto facendo.

CAMMINO IN CHAMPIONS – La semifinale dell’anno scorso è un valore aggiunto. Ci fa arrivare un pochino più pronti a partite delicate. Lo abbiamo detto tante volte quando giocavamo contro Real Madrid, Barcellona, Liverpool, che loro forse erano più abituati di noi. Fermo restando che il Porto di partite così è abituato a giocarne tante da diversi anni, anche per noi può essere un motivo di sicurezza per alcuni giocatori in più rispetto al passato. Si racchiude tutto nella parola esperienza. L’esperienza è stata positiva, addirittura ci permettiamo il lusso di dire che poteva finire anche meglio, siamo stati anche sfortunati. Però è un altro torneo, non possiamo attaccarci a quello che è stato e dobbiamo innanzitutto pensare a preparare bene la partita di domani.


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