Che cosa ha detto Ranieri in conferenza stampa

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RANIERI CONFERENZA STAMPA – Tutti gli argomenti trattati dall’allenatore giallorosso, Claudio Ranieri, in occasione della conferenza stampa alla vigilia di RomaEmpoli.

RITORNO – “Le emozioni sono sempre belle, diciamo che continuo a fare questo lavoro perché mi dà emozione e ritorno a Roma, già quando si cambia società si ha sempre qualcosa in più, per capire e stare subito attento a tutto. Il ritorno a Roma è sempre qualcosa di speciale, per noi romani sopratutto e noi tifosi romani. Per cui l’emozione e l’ambizione è massima. Dobbiamo sapere che è un momento difficile, ma sono pronto: pronto per lottare. Io mi vedo qui con voi e mi vedo domani in panchina, non vado oltre sono abituato a fare passo dopo passo. Un’altra società non l’avrei presa, l’ho fatto perché è la Roma: se chiama devo rispondere sì. Beh quella era una squadra importante, che stava sul viale del tramonto perché c’erano diversi giocatori di una certa età, sono riuscito a motivarli il primo anno e meno il secondo, per questo sono andato via, perché se non riesco a motivare da tifoso romanista i giocatori vado via. Non lo so, fatemi andare in campo, sentire la squadra e poi saprò rispondere. E’ difficile, facile, non lo so: ci vuole l’aiuto del pubblico e dei calciatori. Voglio il massimo da loro, sono esigente da me stesso e voglio il massimo da loro. Io la scelgo per ciò che tutti sapete, gli altri non lo so, posso immaginare che Roma ti dà emozioni che in altri posti non sono così speciali. A Roma si vive 25 ore al giorno di calcio, ne parlate 25 ore al giorno in tutte le vostre sedi, radio, televisioni, giornali. E’ logico che è una squadra che fa notizia. E’ una squadra che negli ultimi anni sta lottando per la Champions, è tra le migliori squadre italiane. C’è una proprietà che cerca di fare del suo meglio, ci investe un sacco di soldi è logico che a fine stagione deve far quadrare il bilancio perché sennò dopo non può essere iscritta e questo è tutto”.

ALLENAMENTO – “Di allenamento vero ne ho fatto uno soltanto ed eravamo 12 giocatori, gli altri stavano recuperando dalle fatiche di Oporto per cui oggi sarà il primo allenamento con più giocatori. Sono curioso, parlerò con ognuno di loro per capire se hanno recuperato”.

MOTIVAZIONE – “La motivazione ora è la cosa più importante: chi è qua vive un momento difficile, io che arrivo da fuori vedo che la Champions è vicina. Saranno importantissime le prime due partite e che la gente gli stia vicino: devono sentirsi ben voluti questi ragazzi. Da solo non ce la faccio a portare la squadra in Champions. Con il pubblico sono più sicuro, con il pubblico romano che ti soffia dietro tutto può succede. L’aiuto a me stesso chiedo da tifoso, visto che lo sono. Ai tifosi, la voglia e la motivazione che hanno i giocatori, devono saper reagire e per questo devono sentirsi amati dai tifosi. Chiedo questo lascia passare: stateci vicino, avete bisogno di voi. Una frase? Non preparo prima un discorso, sono uno istintivo. Noi vogliamo vedere la squadra arare il campo, voglio vedere gente che sprizza rabbia e determinazione, questo è quello che vogliamo noi tifosi. Poi accettiamo l’errore, ma prima devo vedere la gente che muore sul campo. Gioco con chi mi dà di più anche se fuori ruolo. Tutti quanti devono dare di più, se siamo in questa situazione è perché non hanno dato tutto. Le motivazioni non mi interessano, ha pagato Eusebio, loro però ora devono rispondere sul campo: io li aiuterò, ma loro devono aiutare me e devono farci vedere cosa sanno fare e come lo vogliono fare. E’ difficile, non conosco il prima e adesso è nuovo. A me tutte queste cose non mi interessano, non sono bambini di 4 anni: sono uomini e devono dare il meglio con tutti. Scuse non ce ne devono essere più: si va in campo, la palla la consocono ed il calcio lo conoscono. Se sono stati acquistati dalla Roma e guadagnano quello che guadagnano è perché lo meritano e devono dimostrarlo. Chi ha problemi li tenga a casa, non li porti qui dentro. L’aspetto mentale è la prima cosa, ho parlato solo di questo, ho detto solo di Zaniolo dove può giocare, Florenzi o Pastore. L’aspetto mentale è la cosa più importante, di volere fortemente un obiettivo. Voglio gente ambiziosa, io so che entrare in Champions non sarà facile ma non mi arrenderò mai. So che affronterò difficoltà, se sono un caparbio alla prima difficoltà aumento, cerco di capire perché, vado intorno al problema, lo scavalco ma non mi arrendo. Voglio giocatori che non si arrendano. Dobbiamo trovare rabbia, serenità e determinazione. “.

DIFESA – “Abbiamo fatto 49 gol quindi vuoi o non vuoi lo fa. La fase difensiva dobbiamo essere tutti propensi a rientrare altrimenti gli altri ti fanno gol. Quando ho potuto ho seguito la Roma, molti sono venuti in fase di costruzione su palla persa, transizione e gol. Dobbiamo stare attenti su questo punto di riferimento, se tu perdi palla e ti fanno gol il giocatore che ha subito questo si sente colpevole e questo non va bene, perché perdi fiducia in te stesso e manca un tassello nella difesa. E’ importante non perdere palla, paerlerò con i ragazzi e troveremo la soluzione più idonea per non perdere palla in fase di uscita”.

FLORENZI – “Florenzi è universale che può giocare dietro o più avanti, dipende dalla partita, avversario, situazione tattica, l’importante è che Alessandro si riprenda. Essendo romano capisco quello che sta passando, ogni errore a lui pesa di più rispetto che ad un compagno di squadra. Deve tirare fuori la romanità, se ha sbagliato non c’è niente di male a dirlo ma poi c’è un’altra partita da giocare”.

ZANIOLO – “Zaniolo, lo so che il rebus è dove deve giocare Zaniolo, Schick, Dzeko e tutto. Zaniolo lo sappiamo benissimo, anche io, che giocando centrale è il suo ruolo, deve andare in possesso di palla spesso. Dipende se centralmente, io due Zaniolo, tre Zaniolo, devo vedere chi può giocare aperto. Magari gli tolgo un 20% a questo giocatore, sacrifico 80% uno per metterlo a destra e sinistra e all’altro do il 100%. Questo dubbio lo scioglierò parlando con loro, capendo di più chi può darmi di più sull’esterno”.

DZEKO – “E’ normale che i bomber hanno un anno no. Quando io faccio la squadra andiamo a vedere i giocatori che fanno gol e che media gol hanno. Anche Batistuta, Pruzzo, hanno avuto il loro momento no. Può darsi che questo lo sia. Ci sono 12 partite, vediamo quello che può fare Dzeko. Lasciatemi vedere l’allenamento e domani sera saprete la formazioni”.

SCHICK – “Schick e Dzeko devono giocare insieme. Ho visto Schick quando è entrato a Oporto con rabbia e volontà ed ha una qualità incredibile, è fortissimo: velocissimo, tecnico. Sono convinto che se si sblocca ed è vicino a farlo, i tifosi si innamoreranno di questo ragazzo”.

PASTORE – “Io non l’ho visto alla Roma. Conosco quando stava in Italia e fuori, ha una classe sublime, ma adesso ho bisogno di gente che dimostri che vuole fare la differenza. Non guardo nome, ingaggio, età: devo vedere chi corre, lotta e si aiuta. Dobbiamo essere una squadra e vuol dire che ognuno aiuta il compagno. Chi fa questo ha più probabilità di giocare, non sto parlando di Pastore ma in generale”.

DI FRANCESCO – “Totti mi ha detto: “Che fa mister, dove sta?” e poi abbiamo continuato a parlare. Eusebio non l’ho sentito, capisco l’amarezza per chi viene esonerato, ma ho fatto un tifo spaventoso per lui: il primo anno e adesso e mi dispiace molto. E’ un gran professionista e lavoratore. Ha fatto errori? Tutti ne facciamo, non c’è un allenatore esente. Non ho trattato il mio ingaggio, ho perso di più quando sono andato via che quello che prendo adesso. Non importa, non mi hanno fatto venire qui i soldi, ma la maglia”.

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