Che cosa ha detto Di Francesco in conferenza stampa

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DI FRANCESCO CONFERENZA STAMPA – Tutti gli argomenti trattati dall’allenatore giallorosso, Eusebio Di Francesco, in occasione della conferenza stampa alla vigilia di Roma-Milan.

MILAN – “Il Milan tre partite fa poteva essere nella stessa nostra situazione del momento, in difficoltà e una settimana spesso fa cambiare tutto, i giudizi, le posizioni, i momenti positivi. Devo dire che ha fatto due ottime prestazioni in coppa, giocando una partita più difensiva sì, ma ha nelle caratteristiche e nelle corde questo modo di giocare. Non sarà una partita facile. Una squadra sì organizzata che sta attraversando un buon momento”.

DE ROSSI – “Prima di tutto mi auguro possa dare una prestazione, una presenza, dal punto di vista della capacità di stare in campo e di essere un po’ il mister dentro la partita. Io credo che questo sia molto importante e nello stesso tempo i veri dubbi sono realmente come sarà in partita fisicamente, perché non ha mai giocato. Per questo De Rossi in questo senso rimane un punto interrogativo, ma devo dire che si è allenato con maggiore costanza nell’ultimo periodo e ha dato delle risposte positive anche quando calciava, perché aveva fastidio inizialmente, dolore. Invece in questo momento riesce a fare un po’ tutte le cose senza avere dolore, e questo credo che sia una base importante da cui ripartire”.

DZEKO – “Credo sia stata la parte più brutta di una sconfitta dolorosa, però Edin è stato il primo a chiedere scusa pubblicamente a tutta la squadra di quello che è accaduto, perché è un giocatore di esperienza, ma al di là di quello che si può dire sempre in giro, uno che guadagna tanto, uno che guadagna quello nel calcio. Siamo uomini, ha avuto sicuramente un atteggiamento sbagliato, che non deve più succedere, perché nelle difficoltà dobbiamo essere ancora più uniti. E quello che dispiace è che è anche una partita in cui si è risolto, diciamo che i primi venti minuti del secondo tempo sono stati quelli migliori della squadra. Dopo aver preso il 4-1, ed essere rimasti in 10, l’intelligenza è non prendere più gol, perché può essere sì una sconfitta, ma farla passare da una sconfitta dolorosissima a una sconfitta che sicuramente avrebbe dato fastidio ugualmente. E questo lo abbiamo compromesso anche per alcuni atteggiamenti. però la fortuna del calcio e la fortuna della vita è che dopo un fallimento, dopo una partita negativa di poterti rifare e far capire che questo può essere stato solo un caso e non un modo di fare”.

MOMENTO NO – “Come si riparte? Mettendo in campo una prestazione di altissimo livello non solo fisica, ma prima di tutto mentale, che è fondamentale specialmente in questo momento delicato. Io non ho detto che la squadra sia malata, ho detto che non è guarita, il che è differente, totalmente. Perché le risposte che aveva dato nelle partite precedenti erano state nettamente positive e di grande crescita. Però cadevamo sempre in alcuni momenti della partita dove mancava la continuità nel reggere la gestione di determinate gare. Sì, hai detto proprio bene, è stata agonizzante, ma non per forza si deve morire, ci si può anche salvare, e ritornare a essere vitali sotto tutti i punti di vista. Purtroppo capisco che c’è grande depressione, però nella vita esiste questo, esiste nel calcio, esiste in tutti quelli che sono gli altri lavori. La forza sta nel ribaltarla. In questo momento noi siamo incudine, dobbiamo subire, star zitti e cercare di ritornare a essere il martello nel modo giusto. Ma prima di tutto con gli atteggiamenti giusti e le prestazioni… Io invece devo trovare le soluzioni e credo che in questo momento bisogna essere ancora più uniti. Un concetto che ho espresso alla squadra è di essere ancora più sinceri in quella che è la comunicazione generale. C’è un libro che dice che quando si va a comunicare ci deve essere lealtà tra le parti. Credo che qui dentro sia difficile, mentre dentro il mio spogliatoio deve essere la cosa più importante di tutte. A volte son meno i discorsi fisici e tattici di un giocatore che ha giocato, ma più un discorso di squadra di unità di intenti. E questo noi lo dobbiamo dimostrare sul campo per far ricambiare nuovamente determinati giudizi. Ma i responsabili di tutto ciò non è l’esterno, siamo noi. Per quello dobbiamo essere noi a rimediare a questo momento difficile. Questo è un ambiente pessimistico orientato, ma poi siamo anche noi a riportarlo in questo senso. Ti rispondo che poi alla fine sono i risultati e le prestazioni che determinano questo. Perché poi voi là dietro potete dire quello che volete. O parlate direttamente con i giocatori e riuscite a capire realmente se siamo ancora disuniti, e tutti credono ancora questo, sennò si possono fare tanti discorsi e tante chiacchiere che lasciano il tempo che trovano ed è giusto che anche voi le facciate perché per parlare 24h di calcio come fate, se non si dicono tante cose anche campate all’aria? Però chiacchere stanno a zero, fatti, fatti, fatti, e questi li dobbiamo fare noi e in primis io, che sono il responsabile di questa squadra a livello tecnico

UNDER – “Faccio una premessa. Gengo penso che sia uno degli argomenti meno importanti del giorno di oggi. Le dico che sta facendo delle cure, non è ancora pronto. Nel momento in cui lo sarà io sarò il primo a essere felice di poter aver a disposizione tanti calciatori. Però sorrido al fatto che oggi mi arriva una lettera magari che Dzeko non deve giocare. Domani mi arriva una lettera: “Ma come fai a far giocare El Shaarawy”. Domani mi arriva una lettera “Ma come fai a far giocare Kolarov?”. Sorrido al fatto che la gente non capisce che abbiamo bisogno di tutti in questa squadra. Chi più chi meno, con difetti e qualità. La capacità è quello che ognuno vicino all’altro riesca a nascondere i difetti del compagno vicino, questa deve essere la nostra forza. Dico questo perché lei mi chiede di Gengo, magari un altro ha una simpatia per un altro “perché non lo fai gioca'” E’ un discorso un po’ generale, volevo far capire delle simpatie e tutto e le altre situazioni. Non so quando tornerà e attualmente non sono tanto interessato in questo senso a lui e ho altri pensieri”.

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4 Commenti

  1. Si la solita sinfonia se sbagli o fate bene dipende tutto da voi ci sono altri sport individuali che vanno ben oltre la vostra prestazione individuale ,il vostro e un esagerato corrispettivo non ammissibile alle prestazione che svolgete posso esse incazzato?

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