Bargiggia: “Gli arabi offrono un miliardo e mezzo per la Roma. Pallotta per ora non vuole vendere”

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IL PRIMATO NAZIONALE (P. Bargiggia) – Per il momento James Pallotta resiste e non sembra intenzionato a cedere la Roma nonostante la mostruosa offerta da un miliardo e mezzo di euro – compreso il business dello stadio – recapitata  da un riservatissimo fondo arabo. Su tale proposta, persiste un’opzione di acquisto che scade il prossimo 31 maggio. La storia di questa trattativa tra gli arabi e il padrone della Roma si accende nel novembre del 2017 quando, nella sede della Reale Ambasciata dell’Arabia Saudita a Roma, il manager americano incontra i rappresentanti del ricchissimo fondo arabo e gli account di Unicredit, pochi e riservatissimi soggetti del gruppo bancario italiano destinati a trattare con il mondo finanziario arabo. Preliminari e convenevoli a parte, la prima offerta degli arabi è di un miliardo e mezzo di euro compreso il business del nuovo stadio, con tutte le cautele e gli accorgimenti del caso per proteggere l’investimento da eventuali stop o ritardi burocratici.

IL RILANCIO – Pallotta però prende tempo, ma gli uomini di Unicredit riescono a fissare un altro appuntamento nel febbraio di quest’anno sempre a Roma, sempre con i rappresentanti del fondo arabo. Che, per demolire la resistenza del patron americano rilanciano in bello stile: confermata la proposta da un miliardo e mezzo, con aggiunta però di un main sponsor per la squadra da 50 milioni di euro a stagione per quattro anni, a patto che Pallotta si impegni a cedere il club entro il terzo anno. La cifra e l’impegno finanziario sono decisamente importanti se paragonati all’ultima cessione di un club in Italia: 740 milioni netti, compresi 220 milioni di debiti; in pratica, 520 i milioni pagati dai cinesi alla Fininvest per il Milan.

Nella partita tra la Roma e il fondo arabo c’è di mezzo ovviamente la variabile del nuovo stadio che fa alzare il prezzo. Da tempo, Unicredit sta lavorando a questa operazione: dalla eventuale cifra della cessione, l’istituto di credito incasserebbe una percentuale del 3%: qualcosa come 4 milioni e mezzo di euro. Ma Pallotta continua a resistere: il businessman americano è convinto che, una volta costruito lo stadio e stabilizzata la Roma nel giro Champions, il guadagno da un’eventuale cessione possa essere addirittura superiore alla proposta degli arabi; sua intenzione sarebbe quella di spacchettare il business, tra squadra, stadio e  relativi immobili per far salire il prezzo. In questo momento, i risultati della squadra, almeno sul campo, con la semifinale di Champions conquistata ai danni del Barcellona, gli stanno dando ragione.

IL PRESSING DI UNICREDIT – Pallotta è diventato presidente della Roma il 27 agosto del 2012, al posto di Thomas Di Benedetto, l’altro imprenditore americano che, insieme a Michael Ruane e a Richard D’Amore, aveva acquisito il pacchetto di maggioranza del club giallorosso nell’aprile del 2011. Successivamente, l’11 agosto del 2014, con un capitale da 50 milioni di euro ed un prestito da parte di Unicredit di altri 250 milioni ad un tasso del 7,5%, Pallotta rilevò il restante 31% del club, diventando il padrone della Roma. Dietro alle ultime vicende, ai rumors sul suo possibile disimpegno, sempre smentiti, adesso si copre dunque la proposta di acquisto degli arabi con opzione ancora viva fino al 31 maggio prossimo. Alle spalle, uno scenario da non trascurare con Unicredit che sta facendo pressioni sul manager Pallotta, perché rientri dal debito contratto nel 2014, oramai salito con gli interessi intorno ai 500-600 milioni. Da qui, l’evidente esigenza dell’americano  di cedere i giocatori migliori sul mercato per fare cassa.

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60 Commenti

  1. Io spero di no, non mi piace vincere facile comprando giocatori come fossero figurine, mi piace il progetto attuale con una crescita costante cercando di aumentare i ricavi per poter rientrare delle spese. Non voglio che la Roma diventi come il psg o il city che vincono grazie a spese miliardarie

    • Gui ma che ti sei bevuto??? Vincere facile? Ti risulta che negli ultimi anni la nostra amata AS ROMA abbia vinto qualcosa???? Ma magari fosse vero sta storia degli arabi! Poi pensando bene a quello che hai scritto mi rendo conto che sei tifoso delle quaglie biancocelesti e allora tutto mi è chiaro!!! Rosicate perchè il mondo manco sa che esiste un altra squadra a Roma oltre alla MAGGICA.

      • No tifo per la Roma, poi pensala pure come vuoi. Mi fa schifo quello che sta diventando il calcio e se si continua così senza mettere regole diventerà lo sport più falso del mondo. Non voglio che la Roma faccia parte di quei club che sono diventati potenti facendo solo debiti e aggirando le regole con la complicità della UEFA; negli ultimi anni non abbiamo vinto niente ma spero si continui a crescere nonostante il fpf che viene applicato ai club anche se non in modo omogeneo purtroppo. E comunque che cavolo hai vinto nella tua storia? Io continuerei a tifare la Roma anche se avessi la certezza di non vincere nulla fino a quando potrò guardarla. Mi basta la speranza di poter diventare un grande club nel tempo ed evidentemente giudico buono il lavoro che si sta facendo, te lo giudicherai in modo opposto ma vuol dire soltanto avere un’opinione diversa, non che un altro è tifoso della Lazio.

        • Ciao Gui,quello che dici ti fa onore,ma purtoppo quando ti siedi ad un tavolo dove tutti barano,bisogna adeguarsi.Comunque tra il city ed il PSG che aggirano spudoratamente il FPF,inventato dall’ex rubentino monsieur platini,ci sono delle squadre piu’ oneste,noi potremmo fare parte di quelle.Per quanto riguarda le accuse di Lazialita,per quello che vale,hai tutta la mia solidarieta’,non te ne curare,l’hanno detto tante volta anche a me,è un vecchio vezzo dei tifosi.Comunque non ti preoccupare perche’ la notizia è sicuramente falsa,Pallotta mai rifiuterebbe(giustamente)di guadagnare un miliardo di euro,e quando gli ricapiterebbe.

          • Secondo me stiamo sottovalutando Pallotta di molto.
            Questo e’ uno squalo, non guarda in faccia a niente, noi ci facciamo grandi dipingendolo piccolo ma la realta’ e’ ben diversa. Per lui affari da miliardi non dico che sono all’ordine del giorno, ma nemmeno cosi’ rari. Se non vende e’ solo perche’ pensa di poter avere un capitale maggiore in un futuro non troppo lontano (di certo non perche’ si e’ innamorato della nostra Roma).
            Questo per dire che non mi sorprenderebbe scoprire che la notizia fosse vera….

          • Ciao Orazio,io mi ricordo che quando doveva comprare la Roma si diceva che avesse un capitale di circa 1miliardo di dollari.Anche io non capisco niente di economia,infatti nonostante la chiarezza di Massimo,ci capisco poco ugualmente.Non vi è dubbio che pallotta sia abile,ma guadagnare 1 miliardo ti sembrerebbe operazione da rifiutare,anche perche’ ora sull’onda della champion puoi trovare qualcuno che si innamori,ma l’anno prossimo non sappiamo neanche se parteciremo alla champion.Comunque ripeto sono arciconvinto che la notizia sia falsa,proprio per le ragioni di cui sopra.
            un saluto

  2. hahahah GUI sei serio? Dopo Totti, e tra qualche mese, dopo De Rossi, la Roma avrà perso definitivamente la sua anima ed il suo cuore. Dopo loro due, preferirei vincere scudetti anche a discapito di essere etichettati “squadra figurine”

  3. Boh, ammesso e non concesso che sia vero, ci si troverebbe di fronte a ciò che si è criticato finora, ovvero la definitiva morte del mercato “sensato” (che poi era insensato pure prima, ma vabbè) anche in Italia.

    A quel punto il principale nemico diventerebbe la propria coscienza, con la classica immagine dello sdoppiamento tra l’angioletto da una parte e il diavoletto dall’altra… scherziamoci su:

    Ang: “Marks, così non va bene, sarebbe come mettere il guttalax ad ogni partita nell’acqua degli avversari, o comprare gli arbitri, o partire con 20 punti di vantaggio ad ogni stagione… ma noi siamo ancora umani e vogliamo vincere coi valori, la programmazione,la crescita del vivaio… Non solo con i soldi!!”;

    Diav: “Marks nun dà retta a quer laziese di Ang, pensa solo a decenni di vittorie in faccia a quei carcerati dei gobbi e a quei caciottari dei laziesi!!! VIVI E GODI!!!”

    😀

  4. inutile dire che se fosse vero….pallotta SCANSATEEEEEEEEEEEEEE.per il bene della Roma dei tifosi ed il tuo….vero anche che se fossero vere queste ipotetiche voci e dell´interessamento degli arabi verso la Roma il merito e´del presidente che l´ha resa appetibile. quindi GRAZIE…ma vogliamo e meritiamo di piu´….chelsea city psg insegnano ..dal nulla sono diventati potenti.

    • Vabbè pensatela come volete a me piacerebbe continuare con una crescita costante che secondo me c’è stata nonostante degli errori o meglio dei limiti molto stringenti che ci hanno obbligato a vendere giocatori forti ogni anno. A me piace che si spenda quanto si guadagna e non di più, preferisco vincere con le idee e la programmazione scoprendo giovani talenti e non solo con i soldi sperando di riuscirci prima o poi.

        • Ok allora io potrei dire che siamo in semifinale di champions ma sono onesto intellettualmente e so che nel calcio c’è una certa variabilità dovuta a episodi che può portare a situazioni favorevoli. La crescita tuttavia la vedo nel fatto che abbiamo una squadra facile da rinnovare perché ha calciatori di valore maturi obiettivo di grandi club disposti a pagare molto e giovani pronti a prendere il loro posto. Non c’è paragone con la scorsa gestione dove eri arrivato ad avere una squadra vecchia con giocatori senza valore di mercato. Secondo me abbiamo molta più credibilità come società e di sicuro è molto più solida. Per quanto riguarda lo stadio si sa che in italia non è semplice e i tempi sono lunghi, hanno già speso parecchio e credo sarebbe qualcosa di straordinario se riuscissero a farlo e temo per molti di voi che ce la faranno:)

  5. Due osservazioni sulla questione:
    1) la Roma diventa appetibile perché Pallotta e la sua società hanno costruito un progetto a cui ora anche gli Arabi credono. Quindi Pallotta È sulla strada giusta.
    2) non vedo un contrasto tra far crescere i giovani e comprare giocatori forti con i soldi del fondo. A parte che i parametri UEFA si applicheranno anche al fondo Arabo…non variano al variare del padrone. Ma poi con una migliore disponibilità di danaro si potranno fare bene entrambe le cose. Inoltre si potrà accedere a quella parte di mercato – nel giro di due anni – che possono fare la differenza.

    • Ok a me non frega siano italiani, arabi, americani o cinesi; voglio che la Roma cresca facendo le cose sensate non spendendo 300milioni ogni mercato. Non voglio tifare una multinazionale ma una squadra di calcio che sia in grado di autosostenersi come le vere grandi d’Europa.

  6. Allora…… “pochi e riservatissimi uomini di UniCredit”….. che lo vanno a di a bargiggia…….. main sponsor da 50 milioni L anno…… che Nun c ha manco er Manchester……. una societa che ancora sta a lotta per capire se si fa o no lo stadio di proprietà (mettetevelo in testa, FONDAMENTALE SENZA IL QUALE NON PUOI PENSARE DI CRESCERE) …… e L arabi che investono più della vendita dell Inter o del
    Milan….. sono romanista fino al midollo e anche dopo la morte…. ma tutti sappiamo che (almeno prima di Pallotta e di quest anno) il marchio Roma in confronto a marchio Milan o Inter non è di più ma di meno……..
    per cui questi arabi sono o matti…. ce credo poco…… o finti….. ce credo tanto…. già sento i primi tifosi: “a mo famo parte dell isis cacciate li sordi….!!!!!” O “Totti allenatore co L arabi e comprate tutti i giocatori fenomeni der mondo….” non capendo ancora che esiste il famoso ma non condivisibile Fair Play Finanziario…… di cui TUTTI se semo stufati di discutere….. tanto alcuni non lo capiranno mai……. io dico solo una cosa…… che la stampa è uno schifo ed e comandata da poteri forti esterni soprattutto alla Roma….. e nella nostra storia ci hanno sempre voluto destabilizzare prima di eventi importanti per noi e per la Roma…..!!!! Guarda caso da febbraio esce adesso che c accingiamo a giocare la stupefacente semifinale di Champions League!!!!!! Dico solo na cosa…… lasciate perde la nostra Roma!!!! Lasciate perdere la nostra squadra e la nostra società!!!!! Forza Roma sempre e comunque !!!!!!!

    • Sì esatto, è palese che sia una notizia montata ad arte per destabilizzare un ambiente che finalmente stava diventando coeso, questa storia fa acqua da tutte le parti come tu hai giustamente sottolineato, neanche un bimbo di 3 anni dovrebbe crederci. Diamo il giusto peso a queste buffonate, quindi ignoriamole. DAJE ROMA E DAJE PALLOTTA!!!

      • Tu c hai grossi problemi amico der giaguaro …… non sei una persona normale…… se solo t avessi davanti invece che dietro na tastiera….. può darsi che capiresti un po’ come se vive….. chiedo un altra volta alla redazione di fare qualcosa perché sennò è una presa in giro e non va bene….. associare la mail al nome….. sopratutto di quelli che scrivono qui da anni….. non sarebbe difficile ma almeno tutela quella che è ,seppur brutta, un immagine di noi stessi….. altrimenti è tutta na fregatura pure romanews…… forza Roma

  7. Meriti di Pallotta non ne vedo, anzi è stato fortunato a ritrovarsi in semifinale se no altra stagione anonima. Gli arabi ci sono da,sempre e per stessa ammissione di Unucredit (avv. Cappelli) la Roma fu ceduta agli americani perché volevano rimanerci dentro anche loro. Domanda: se Unicredit non c’entra più nulla come dicono perché fa da mediatore? Che interessi ha oltre al debito di Pallotta che ha contratto lui è ne deve rispondere lui? Forse non ha sufficienti risorse per ripianare? Sveja a tutti i Pallottiani amanti della plusvalenza, a questo della Roma non frega un emerito….

    • E tu secondo me sei un minchione che ancora scrivi con i nick degli altri….. tra l altro te sei pure svejato perché almeno hai capito che la B era maiuscola e no minuscola….come te….. minuscolo…. redazione per favore intervenire….. associate nick a mail per favore o denuncio….. avete rotto ercaxxo…… forza Roma !!!

  8. Magari!!!!!!!! Sono anni che lo dico, sin dai tempi di Soros ed Aabar. Serve una società che possa investire 100-200 milioni l’anno. Pallotta per me potrebbe rimanere con una quota minore, ma spazio a soldi freschi. Se quello che Bargiggia dice, e se lo dice vuol dire che non è una cavolata per l’entità che ha la notizia, allora possiamo sperare ed incrociare le dita. Quella dello Sponsor sarebbe forse l’idea che Pallotta applicherà, avere altri 3 anni di Roma con Sponsor da 50 milioni e poi cedere il pacchetto agli arabi. In effetti, i vari Messi, i Ronaldo ed i Neymar solo gli arabi se li possono permettere, io li voglio. Allison è da tenere per costruire la Roma del futuro. Vi immaginate una formazione simile? 3-4-2-1: Allison-Marquinhos-Manolas-Tah-Klostermann-Casemiro-Van Ginkel-Sessegnon-Bruno Fernandes-Aubameyang-Di Maria. Non so se i sopra citati siano i migliori, non sarebbe male comunque. Lo so lo so è impossibile, fatemi sognare per 1 minuto.

  9. A lallopuzzapecorino si parla della Roma semifinalista di Champions…no della tua sscomplessati che ne prende 6 dal Salisburgo…o detto Salisburgo…na banda de boscaioli..de male in peggio per voi visto che ve rimane solo de gufa..come al solito nella vostra gloriosa storia fatta de serie b calcioscomesse e capitani arrestati…ve saluta Mozart…con tutte le palle..

  10. Noto che molti stanno dando contro Gui e mi dispiace, perche’ trovo il suo pensiero piu’ che condivisibile, io per esempio la penso piu’ o meno allo stesso modo.
    Tuttavia e’ una questione molto delicata e ridurla a chiacchiere da bar e’ un po’ un peccato.

    In ogni caso, vorrei sottolineare l’ultima frase del post qui sopra: a mio avviso e’ una grande fesseria scritta solo cosi’, senza ragionare (magari Massimo74 puo’ spiegare meglio la situazione e darmi retta o smentirmi).

    Se non sbaglio il debito contratto da Pallotta e’ personale, non c’entra nulla con la societa’ Roma. E’ come dire che Pallotta ha comprato la Roma con i soldi della Roma!? Mi sembra un po’ senza senso. Quindi dire che dobbiamo vendere i migliori giocatori ogni anno per rientrare di questo debito mi sembra molto errato e fuorviante. Ammetto che non capendo molto di economia e finanza probabilmente sto semplificando un po’ troppo. Ma in ogni caso, se lo scopo del fpf e’ di rendere le societa’ autonome, non capisco come possa un debito personale del presidente gravare sulle casse della societa’ nella maniera in cui loro alludono.

    • Ciao Orazio. Il debito è dell’As Roma. La Roma è costata 80 milioni nel 2011. Era al 60 % degli americani e al 40% di Unicredit. Gli americani hanno pagato il loro 60% 48 milioni. Poi la As Roma ha contratto un debito con la stessa Unicredit di 30 milioni per avere la cosiddetta continuità aziendale. Poi Pallotta ha comprato il 9% del 40% posseduto da Unicredit per 10 milioni di euro. Va da sé che il 31% che Pallotta ha comprato in seguito sempre da Unicredit non può essere costato 50 milioni in contanti più 250 milioni di euro. È una inesattezza colossale che denota la totale inaffidabilità di Bargiggia. Comunque una cosa è il capitale che è servito per l’acquisto iniziale e poi anche quello investito per comprare anche la quota di Unicredit in seguito… e una cosa è il debito finanziario. Quest’ultimo era di 40 milioni im tutto (30 con Unicredit, 10 con Roma 2000 Srl) al momento dell’acquisizione. Poi è lievitato negli anni a 235 milioni. È dell’As Roma, ma ora è con Goldman Sachs non più con Unicredit e comprende anche i 40 milioni iniziali. Su questo punto spiego meglio nel post di sotto.

  11. Ripeto quello che ho scritto su un’altra pagina. io non so se la notizia sia vera o falsa, certo è che si fonda su molte inesattezze:

    1. Pallotta non può “spacchettare” un bel niente. La condizione che il comune ha posto per dare l’autorizzazione alla costruzione dello stadio consiste in un contratto tra Stadco Srl, società satellite di Neep, la quale costruirà lo stadio e As Roma, sempre satellite di Neep, contratto che stabilisce la ripartizione dei ricavi, ma cosa molto importante stabilisce anche che Pallotta non può vendere la Roma “spacchettata dallo stadio” per almeno trent’anni dopo la costruzione. Tutto questo è scritto in delibera ed il contratto è richiamato nella stessa come parte integrante del documento.

    2. Il debito con Unicredit non esiste. È stato trasferito a Goldman Sachs nel 2015, compreso il debito iniziale per l’acquisizione della società nel 2011, come riportato in tutte le relazioni finanziarie, compreso l’ultimo bilancio.

    3. Il debito iniziale era di 175 milioni di euro ora portato a 235 milioni di euro al 7% in cinque anni. Volendo calcolare il capitale da restituire più gli interessi allo scadere dei cinque anni si arriva ad una cifra non superiore ai 315 milioni di euro circa. Quindi i 500\600 milioni di debiti forse ce li ha Bargiggia, non certo la As Roma.

    4. Il 3% di un miliardo e mezzo di euro non fa 4,5 milioni di euro come dice Bargiggia, ma fa 45 milioni. Neanche i conti sai fa a Bargiggia.

    Per cui, ripeto, non so se la notizia sia vera o falsa, ma se queste sono le premesse su cui si basa….

  12. Casualità che con la ROMA diventa certezza, quando c’è un appuntamento storico si materializza un’offerta per l’acquisto della società. E lo dice addirittura bargiggia, quello che non sa le notizie di calciomercato manco dopo la presentazione dei calciatori. Fa paura vedere i veri tifosi della ROMA coesi e uniti, se togli questo ambiente schifoso chi la ferma la Magica? FORZA ROMA.

  13. Come fa notare Massimo, la notizia (presunta non viene neanche vagamente citata la fonte) è piena di errori per cui sembra buttata li senza neanche troppo impegno, tipo dossier falso per capirci. Detto questo credo che la milano calcistica stia realizzando che rischiano di trovarsi con entrambe le squadre in grave crisi economica e provano a studiarle tutte pur di salvarne almeno una. Non mi sorprenderebbe che prossimamente uscisse qualcosa super strada lazie!
    FORZA ROMA A TUTTI!!!

    • Sono daccordo…Comunque, per chi vuole capirci qualcosa questa è la soria della nostra Roma. Chi vuole può non leggere perché è lungo noioso e complicato. Bargiggia farebbe bene a leggere…

      Tutto comincia quando Thomas Di Benedetto costituisce nel 2011 la Di Benedetto Holding LLC, con sede nel Delaware, società amministrata dalla Di Benedetto GP LLC, partecipata dal solo Di Benedetto. La Di Benedetto Holding LLC controllava all’epoca un’altra società appositamente costituita ovvero la Di Benedetto As Roma LLC che era partecipata da Tr Di Benedetto investment LLC al 25%, da James Pallotta al 25%, da Ruane + Ruane trust al 25% e da D’Amore sempre al 25%. Essendo le partecipazioni di ugual misura, tutti i soci hanno lo stesso potere. La Di Benedetto As Roma LLC attraverso Roma 2000 acquisisce il 60 % delle azioni di Neep Roma Holding. L’altro 40% viene acquisito da Unicredit. Neep Roma holding è una società di nuova costituzione, creata da Unicredit e la cordata Americana, nella quale, dopo l’acquisizione da parte di Unicredit di Italpetroli, viene fatto confluire il 67,097% di As Roma, nel frattempo scorporata da Italpetroli. Dunque ora la Di Benedetto As Roma LLC, partecipata in parti uguali da Di Benedetto, Pallotta, Ruane e D’ Amore, ma rappresentati tutti da Di Benedetto detiene con Unicredit il 67,097% delle azioni di As Roma attraverso il controllo di Neep Roma Holding partecipata dalla cordata americana al 60% e da Unicredit al 40%. Dall’accordo di massima del 15 aprile 2011 vengono definite le condizioni di acquisto di Neep effettuato poi con il closing del 18 agosto successivo. I termini prevedevano l’acquisto di 88.918.686 azioni al costo di 0,6781€ ognuna per un totale di 60.295.761 milioni (60,3) per avere il controllo del 67,097% dell’As Roma più l’acquisto dell’intero capitale di Asr Real Estate e l’intero capitale di Brand Management rispettivamente per 6 milioni e per 4 milioni. Prevedeva anche di affidare la presidenza di As Roma a Di Benedetto. In oltre l’acquisto totale era vincolato alla concessione di un c.d. Vendor loan (prestito) ad As Roma da parte di Roma 2000 di 10 milioni di euro a dieci anni e alla concessione di un altro finanziamento sempre ad As Roma da parte di Unicredit di 30 milioni di euro a cinque anni da sottoscrivere entro il 27.04.2011 per far fronte alle esigenze iniziali di esercizio. In oltre nell’accordo si vincolava l’acquisto ad un aumento di capitale ad opzione da un minimo di 35 milioni ad un massimo di 100 milioni entro il 31.07.2011. Ora, sono abbastanza sicuro che, dai documenti che ho visionato, si trattasse di versamenti in conto futuro aumento di capitale di 100 milioni come per altro dice anche Luca Marotta e che la condizione che prevedeva un minimo di 35 milioni sia stata variata. Infatti, di questi versamenti in conto futuro di 100 milioni, effettuati in varie tranche dal 20.10.2011 al 30.07.2014 visionabili dai bilanci, 79.485.708,85 milioni vengono effettivamente convertiti in capitale il 30.07.2014, mentre 20.514.291,15 milioni sono rimasti in versamenti. Quindi parliamo di una ricapitalizzazione effettiva di circa 79,5 milioni fatta però effettivamente nel 2014. 20,5 milioni sono rimasti in versamenti in conto futuro. La prima tranche di 20 milioni è stata versata in conto futuro il 20.10.2011, l’ultima, sempre di 20 milioni è stata fatta il 30.07.2014. In seguito al closing del 18 agosto, è stata fatta un’offerta pubblica d’acquisto da parte di Neep, obbligatoria in questo caso, per il restante 32,903% del flottante pari a 43.604.610 azioni per la libera negoziazione del valore di 0,6781€ ognuna per un ammontare 29.568.286,04 milioni. In tutto il capitale sociale di As Roma era di 132.523.296 azioni a 0,6781 per un ‘ammontare di 89.864.404,01 milioni. Perl’opa, Come hai detto tu, si parla di un offerta di 43.604.610 azioni che equivalgono al flottante, ovvero il 32,903% delle azioni totali al costo di 0.6781 ad azione per una cifra stanziata per l’opa di 29.568.286,04 milioni. Il 03.11.2011 del 33% disponibile, i soci cedono a Neep 14.500.026 azioni a 0.6781€, ovvero il 10,941%, a 9.832.467,63 milioni. Neep, quindi, passa dal 67,097 % al 78,038 % del controllo di As Roma con 103.418.712 azioni per un valore di 70.128.228,63 milioni. Ora il flottante è di 29.104.584 azioni per un valore di 19.735.818,41 milioni pari al 21,962%. Dunque il capitale sociale totale ora è di 132.523.296 azioni a 0,6781€ per un totale di 89.864.047 milioni. Dunque, l’investimento inizialmente è stato di 70,3 milioni + 9,8 milioni per l’opa che in tutto fanno 80,1. 48,06 milioni investiti dagli americani e 32,04 milioni da Unicredit. Potremmo fermarci qui. Poi, solo se vogliamo aggiungere sia la prima tranche di 20 milioni dell’aumento di capitale reso obbligatorio dall’accordo, perché comunque è stata versata in conto futuro il 20.10.2011, quindi prima dell’opa, indipendentemente dal fatto che sia effettivamente stata trasformata in capitale il 30.07.2014, sia i 40 milioni di vendor loan, anch’esso obbligatorio, allora in tutto sarebbero 140 milioni di investimento. 84,06 milioni (60,06 netto) per gli americani e 56 milioni per Unicredit (40,04 netto). Qui si chiude la parte dell’acquisto. Per completezza comunque dico che in quasi tutti i siti che ho visionato si parla di un investimento di 180 milioni totali dal 2011 al 2014, che comprendono gli 80 iniziali (divisi in quote) più i cento di versamenti in conto futuro aumento capitale di cui circa 80 realizzato nel 2014 e 20 a disposizione futura. Al netto dell’ultima ricapitalizzazione del 2017.
      Dunque, Dopo il closing e l’opa il controllo di Neep è: Di Benedetto As Roma LLC (partecipata da Pallotta 25%, Di Benedetto 25%, Ruane 25%, D’Amore 25%) al 60% (per proiezione pallotta 15%, Di Benedetto 15%, Ruane 15%, D’Amore 15%), Unicredit al 40%. In seguito James Pallotta, con delibera del 27 agosto 2011 del consiglio di amministrazione, prende il posto di Di Benedetto nel cda della As Roma e ne diviene presidente. Di Benedetto holding LLC e la Di Benedetto As Roma LLC diventano la nuova costituita As Roma Spv LLC, con sede sempre nel Delaware, amministrata da As Roma Spv GP LLC, partecipata sempre dai quattro soci più un quinto subentrato, Starwood Capital Group, che prende il 5% della partecipazione di Di Benedetto. In quel momento le partecipazioni in As Roma Spv LLC sono: 20% Tr Di Benedetto investment LLC, 25% Pallotta, 25% Ruane e 25% D’Amore e 5% Starwood. As Roma Spv LLC detiene il 60% di Neep (ora, sempre per proiezione, con il 15% Pallotta, 15% Ruane, 15% D’Amore, 12% Di Benedetto e 3% Starwood). L’altro 40% è sempre di Unicredit. Nel 2013 la Raptor Holdco LLC di Pallotta acquista il 9% di azioni di Unicredit, che rimane con il 31% di azioni di Neep (ora con il 24% Pallotta (compresa Raptor), 15% Ruane, 12% Di Benedetto, 15 D’Amore, 3% Starwood, Unicredit 31%). Sempre nel 2013 i 40 milioni di prestito di Roma 2000 e Unicredit vengono accollati ad una società correlata a As Roma Spv LLC, ovvero la Asr Td Spv LLC e nel 2015 As Roma estingue il debito. Il 30.07.2014 As Roma chiude la ricapitalizzazione di 79,5 milioni iniziata il 20.10.2011 con varie tranche di versamenti in conto futuro e Neep passa dal 78,038% di controllo su As Roma al 79,044% attraverso la sottoscrizione, dal 27 al 30.07.2014, di 206.837.424 azioni più 4000.000 azioni di capitale inoptato a 0,377 € per un valore totale di 79.485.708,848 €. Rimane quindi un 20,956% di azioni flottanti disponibili per la libera negoziazione. Successivamente il 30.06.2015 As Roma Spv LLC acquista direttamente da As Roma il 2,944% di azioni. 20,5 milioni versati precedentemente in conto futuro per la ricapitalizzazione inizialmente di 100 milioni ma effettiva solo per 79,5, rimangono tali e disponibili per la futura ricapitalizzazione. Intanto L’11.08.2014 Pallotta acquista il restante 31% di azioni di Unicredit per 33 milioni e non 300 come dice Bargiggia. Adesso Neep è di Pallotta al 55% (compresa Raptor), Ruane al 15%, D’Amore al 15%, Di Benedetto al 5%, Starwood al 10%). Unicredit ora è fuori. Quindi, Pallotta in tutto, del 100% di Neep, ne detiene il 55% e i restanti soci il 45% e Neep detiene il 79,044% ( e non 78% come comunemente si dice) di As Roma. Adesso il 79,044% di As Roma viene partecipato da Pallotta, D’Amore, Edgerley e Ruane con Pallotta che detiene la maggioranza azionaria, con Edgerley e Ruane soci forti ma di minoranza e con As Roma Spv LLC che detiene sempre il 2,944%. Comunque Neep fa sempre capo a As Roma Spv LLC al 100% che è sempre partecipata dai 4 soci più Starwood. Non so al momento quanto è costata a Pallotta la liquidazione di Di Benedetto, che nel frattempo, però, ha conservato sempre un 5% di azioni nella As Roma Spv LLC. In seguito As Roma Spv LLC compra altre azioni direttamente da As Roma e sale da 2,944% al 3,125% pari a 12.424.059 azioni dal valore nominale di 0,15€ per un totale di 1.863.508,85€. Al 26.10.2017 il 79,044% di As Roma posseduto da Neep è pari a 314.255.142 azioni a 0,15€. Al 26.10.2017 il capitale sociale totale di As Roma ammonta a 397.569.888 azioni a 0,15€ per un importo di 59.635.483,20 milioni. Sempre Il 26.10.2017 il cda di As Roma vara un nuovo aumento di capitale per un ammontare massimo di 120 milioni da sottoscrivere entro il 31.12.2018, 70,5 dei quali sono stati già versati in conto futuro da Pallotta e gli altri soci Neep secondo le partecipazioni e si aggiungono a quei 20.5 milioni rimasti in versamenti in conto futuro dalla prima ricapitalizzazione (in tutto 90,5 milioni) come si può evincere dal verbale dell’assemblea. L’aumento di capitale è stato, infine sottoscritto per 115 milioni.

      Sul debito finanziario invece ho scritto sopra.

      Forza Roma!

  14. @Massimo74 come sempre chiaro e puntuale, grazie. Come pure è chiaro che qui bisogna istituire una tua rubrica fissa dedicata ai fact-checking finanziari della nostra amata Roma, in modo da farci capire sempre se i vari Bargiggi ci stanno raccontando bargiggiate oppure no! 😁
    Ciao!

  15. Infatti Fabrilio ho fatto questo post lungo e noioso proprio per far capire che Bargiggia non sa niente dell’As Roma. Questa è solo la storia americana della squadra. Se vuole gli racconto anche quella di Anzalone, Viola, Ciarrapico, Mezzaroma e Sensi. Mi scuseranno gli amici se ho snocciolato dati e numeri che non hanno tutti attinenza con la notizia degli arabi, ma era per far capire appunto chi è Bargiggia e da chi viene la fonte. Lui non sa un ca..o. Poi la notizia può anche essere vera, ma dire così numeri a caso…. 300 milioni, 600 milioni, il 3% di un miliardo e mezzo è 4,5 milioni, anzichè 45, il debito è con Unicredit, mentre invece è con Goldman, spacchettare la squadra dallo stadio….non ha senso. Ci prende tutti per il culo così.

    Poi se pensi che la spesa per tutto il cucuzzaro, stadio più parco, è stata stimata in un miliardo e mezzo e questo vorrebbe dare sta cifra solo per la As Roma…..mah

    Io direi di pensare al Genoa che forse è meglio.

    Di nuovo Forza Roma.

  16. P59, ciao. Ti consiglio di leggere i miei post a partire da quello delle 16:46 così ti fai un’idea sia della reale situazione debitoria della squadra, sia sul fatto che Bargiggia fa solo disinformazione. Unicredit con la Roma non ha più niente a che fare.

    P.s. I calciatori sono stati di volta in volta venduti per questioni di bilancio e di fpf se mai, non certo per ripianare i debiti finanziari (che col bilancio c’entrano pochissimo), come dice Bargiggia.

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